Lynch è razionale, nel senso che c’è una struttura di fondo, ed è quella della “Mise en abyme”, ogni particolare ha un potenziale di richiami a se stesso e al tutto dell’opera che è infinito.
Sembra che le strade si perdano, ma invece si intensifica soltanto l’attenzione sui “collegamenti”, gli scivolamenti fra i significanti, l’uno dentro l’altro, l’uno sotto-sopra-a fianco dell’altro…
Il solito principio Escheriano…
Come a dire che c’è un ritmo profondo che governa il testo, un archetipo costruito piu’ o meno razionalmente dal regista e che gioca con gli elementi del film come fossero materiale puro…(di Organ8)
David Lynch
23 aprile, 2005 di Lenny Nero





