Attesa spasmodica di mesi da parte del sottoscritto per vedere tramutati in celluloide vibrante i propri sogni erotici piu’ perversi (corpi maschili nudi dai muscoli rocciosi decorati da ferite sanguinanti!) filtrati da un’estetica digital-iperrealistica à la “Sin City“.
Ed infine il mio animo da post-adolescente ha avuto accesso a questo prelibato giocattolone, tutto sangue e carne.
Il film, obiettivamente valutato, ha una sceneggiatura scarna e superficiale, ma di fronte a tale meraviglia per gli occhi e per gli ormoni il cinefilo ipercritico che è in me ha messo a tacere i suoi lobi frontali per far respirare i suoi lombi.
Struttura narrativa ripetitiva, dialoghi e frasi da stadio, un tono retorico che oltrepassa spesso il ridicolo e mette a dura prova la pazienza dello spettatore, in attesa di assistere all’ennesimo scontro tra i machi oltreognilimite di Sparta e i carnevaleschi guerrieri di Persia, guidati da un re Serse lontano progenitore di Ru Paul e checca oltreognidecenza.
“300” è un film da cui non si deve pretendere correttezza storica (tutto il mondo ingoia le menzogne grossolane di Mel Gibson, ben piu’ pericolose, e non si puo’ romanzare la storia degli Spartani?), ma solo puro divertimento colpevole.
Colpevole perchè di fronte ad un’opera così puerile bisognerebbe riaggiustarsi gli occhialetti da intellettuale ed andarsene via sdegnati.
Invece durante questo baraccone si suda per questi folli combattenti, si freme, si parteggia in modo indecoroso, si applaude all’ennesimo cadavere scagliato per aria o ai litri di sangue che schizzano copiosi sullo schermo.
Si respira testosterone a pieni polmoni, si stringono i pugni ad ogni colpo di spada inferto, viene voglia di sventolare striscioni ad ogni persiano fatto a pezzi.
Le scene di battaglia sono vere e proprie tavole di fumetto viventi e la graphic-novel di Frank Miller da cui è tratto si anima nel piu’ potente dei modi: esplode la plasticità dei muscoli, le coreografie e i ralenty enfatizzano colpi e movimenti, l’incedere degli Spartani è reso perfettamente nella sua tenacia e nel suo rigore ed i loro volti scultorei si stagliano contro i surreali sfondi digitali come fotografie d’epoca.
Eccezionali i cromatismi che in particolar modo nella lotta fra l’esercito di Leonida e la pattuglia persiana dei lanciatori di fuoco risaltano riempendo gli occhi di scintille luminose, bagliori d’oro e del rosso porpora dei mantelli spartani e del sangue degli arti amputati ai nemici.
Inoltre alcune immagini sembrano essere state pensate per inciderle nella memoria, per colpirla e moltiplicare l’epicità degli eventi.
Gli intermezzi delle vicende politiche di Sparta, quasi a sottolineare la loro vacuità rispetto all’eroica impresa, sono, al contrario, mefiticamente noiose e per fortuna brevi e si nota chiaramente che sono spesso girate in modo svogliato, anche perchè offrono ben pochi spunti immaginifici.
Qualcuno, dall’art advisor del presidente iraniano Ahmadinejad (il film è stato definito offensivo per la cultura persiana!) fino a qualche critico sinistrorso, ha rilevato in queste scene un non troppo subliminale messaggio contro un mondo orientale (e quindi, con una logica che non fa una piega, iraniano) dipinto come vizioso e perverso.
Piu’ che subliminale, è sublimemente ridicolo.
Intanto l’esercito persiano sembra un’accozzaglia fra ninja, samurai, avversari presi di peso dal videogioco “Prince of persia – The warrior within” ed i partecipanti piu’ eccentrici di un gay-pride.
Mi risulta particolarmente arduo rilevare elementi arabeggianti in mezzo a quell’armata così eterogenea, se escludiamo qualche odalisca in una scena ambientata in un bordello.
Che ogni film bellico debba essere letto attraverso un’ottica post-9/11 è un’impostazione schematica che rasenta il manicheismo, specie quando il film in questione è palesemente cibo per adolescenti (o Peter Pan trentenni) in preda a tempeste ormonali.
Che vengano pronunciate invettive contro il “misticismo e le tirannie” non v’è dubbio.
Il punto è: qualcuno ha ragioni da deporre a favore di dittature mistiche?
Sì, dimenticavo tutti quelli che farebbero partecipare i Talebani (la sottospecie umana piu’ pericolosa insieme agi Skull&Bones della famiglia Bush) ad una conferenza di pace, magari dopo aver votato, pero’, il rifinanziamento delle missioni in Afghanistan che hanno lo scopo, ufficiale, di arginare proprio il potere dei Taliban.
Tenetevi i vostri doppi salti carpiati morali e politici, che noi ci godiamo questi maschi oversized che se le danno di sacrosanta ragione mentre voi prendete decisioni dissennate che ci stanno trascinando in un baratro.
I nazisti vennero sottoposti al famoso processo tenutosti a Norimberga, ma non mi risulta che qualcuno propose di discutere una fantomatica pace con loro.
Tutti quelli che ritengono doveroso rispettare i fanatici religiosi di ogni fede, avviandosi al proprio suicidio culturale, la loro mentalità politicamente corretta se la possono infilare nel culo prima che i suddetti fanatici dettino definitivamente legge in casa nostra (qualcuno ha nominato Ratzinger?).
Quindi, se tale film risulta offensivo per qualche ayatollah, il fatto non mi disturba, anzi mi rende felice.
A parte pochi facinorosi estremisti come me, nessuno vuole attaccare la fede di qualcuno, ma il fanatismo religioso.
Oggi 400 yemeniti hanno scatenato il finimondo perchè un isterico ingegnere francese durante una lite ha gettato per terra una copia del Corano.
Lo sgozzamento dell’autista di un giornalista un po’ troppo impavido non ha sortito reazioni simili.
Parametri di valutazione della realtà opinabili, eh?
Oppure non si ha neanche piu’ il diritto di discutere su nulla se no si viene etichettati come intolleranti crociati, quando è proprio l’intolleranza ed il concetto che un libro sia piu’ sacro della vita umana che si vuole combattere?
Il problema è che in questo caso non c’è offesa nè per una fede religiosa nè tantomeno per i suoi fanatici e non si capisce bene perchè l’Iran debba recitare il ruolo di vittima di fronte ad un blockbuster hollywoodiano reo di recare danno alla storia persiana!
Se realizzassero un film su quel sant’uomo di Khomeini chiederebbero direttamente il bombardamento degli studi della Warner Bros?
Se poi “300” è davvero lesivo della cultura persiana, allora imploro il Presidente della Repubblica di chiedere i danni ai creatori di Asterix per le ripetute irriverenze verso l’ antico impero Romano!
Leonida, in nome della libertà, non scese a patti e scelse la morte.
Una grande lezione perduta.
Anche se di fronte a certe stronzate, da una parte e dall’altra, pure lui avrebbe gettato la spada affranto!






Sono completamente d’accordo…
Ma dimentichi una considerazione vitale:
Gerard “Leonidas” Butler è la cosa più maschia che si sia mai vista muovere su uno schermo cinematografico.
Hai assolutamente ragione.
Ho sviluppato un paio di gonadi in piu’ dopo la visione del film.
Dovremmo consigliarlo pure alla nuova eminenza (grigia) della CEI, ne ha tanto bisogno
Un caro saluto mio amato e sommo altissimo