Kenneth Grant, autore de “Il risveglio della magia” e “Aleister Crowley ed il dio occulto”, è colui che ha sostituito Aleister Crowley alla guida dell’Ordo Templi Orientis.
Nominare Crowley, uno che si faceva chiamare Megatherion o La grande bestia 666, significa sempre scatenare, in persone poco informate, tristi associazioni col satanismo e dintorni.
Crowley usava certi termini per allontanare dal suo ordine prima di tutto i cristiani (ovviamente colti da timori atavici verso chiunque sia vagamente sospettato di essere l’anticristo) e poi per sublime ironia verso la mistificazione storica compiuta nell’arco di diversi secoli dai compilatori biblici, e successivamente dai cristiani, ai danni delle reali identità degli dei antichi.
E’ il discorso principale affrontato da questi due libri, cioè distruggere quello che ci hanno insegnato sulla natura degli dei che tutt’ora preghiamo per spiegarci le loro origini storiche.
Satana non è altro che Shaitan o El-Shaddai, dio sumerico che Abramo, originario di Ur, conosceva benissimo e non possedeva certo connotazioni luciferine.
E’ l’equivalente del dio Set egiziano, il dio della parte inferiore del mondo contrapposto ad Horus.
In un turbinio di conoscenze, esposte così fittamente che tenere a mente ogni collegamento o associazione simbolica riportati in questi libri è impresa mnemonicamente ardua, il lettore viene scaraventato dentro una secolare tradizione occultista che deriva dai culti Draconiani e Tifoniani dell’antico Egitto e che nel tempo si è evoluta, mescolandosi persino con dottrine orientali.
Per tanto, grazie a questi testi non solo si apprendono la reale natura di simboli e dei, ma persino i principi base dei chakra o del tantra, delle tavole enochiane di John Dee per l’evocazione di presenze spirituali e dei riti di magia sessuale che Crowley praticava, atti all’assorbimento di energie magiche tramite Babalon (la Donna Scarlatta o Shakti o sacerdotessa) ed ai contatti con potenze extraterrestri, quali Aiwaz, che altri non è che il messaggero di Set che dettò a Crowley il Liber AL vel Legis, dove sono esposte le leggi principali del Thelema: “Fai cio’ che vuoi. Amore è la legge. Amore sotto la volontà. Non c’é altro Dio che l’uomo. L’uomo ha diritto di vivere secondo la sua stessa legge”.
La vita di Crowley è costellata di episodi misteriosi e balzati persino all’onore della cronaca; le attività rituali che si svolsero nell’abbazia thelemita di Cefalù terrorizzarono a tal punto gli abitanti del luogo, che raccontarono di grida terribili e orge, che Mussolini nel 1923 espulse dall’Italia Crowley ed i suoi seguaci; alcuni dei principali thelemiti perirono in modo violento o impazzirono e lo stesso Lovecraft, come spiegato attraverso tavole sinottiche, era probabilmente un occultista di altissimo livello (fino al cosiddetto grado dell’abisso) inquietato da quel che aveva appreso su entità non-umane, che aveva usato la forma-romanzo per descrivere le sue scoperte sul mondo occulto degli dei ed era reso completamente paranoico dall’incapacità di gestire razionalmente certe rivelazioni.
Questo mix di aneddotica e di storia delle religioni caratterizza soprattutto “Il risveglio della magia”, dove si spiegano anche i principi base dei riti dell’O.T.O.
Ne “Aleister Crowley e il dio occulto” si riprendono le linee generali del primo volume per scendere nei dettagli dei riti praticati da Crowley, arricchendo sempre il discorso con la spiegazione di simbologie, nomi divini e valori cabalistici corrispondenti (Crowley ampliò il sistema cabalistico originale e usava la gematria per comunicare con le entità spirituali o il suo spirito guida, Aiwaz-Shaitan) e ampliando il discorso sul reale significato delle attività del Thelema, cioè il prepararsi all’avvento dell’eone di Horus, l’epoca in cui la spiritualità avrà nuovamente un ruolo fondamentale nel destino dell’umanità.
Aleister Crowley era anche lui una lucertola