In contemporanea all’uscita del film “28 settimane dopo” (le cui sorti della pubblicazione in dvd sono ormai il quarto mistero di Fatima), venne edita per la Free Books una collection di 4 episodi, tutti sceneggiati dall’onnipresente Steve Niles, che ho reperito per caso e con gioia solo ora in quel gran bordello che spesso sono i reparti fumetteria.
Articolato in 4 episodi che racchiudono i due film della serie inventata da alex Garland e Danny Boyle (L’evoluzione-L’epidemia-La decimazione-La quarantena), questo prezioso oggettino introduce nuovi personaggi e nuove storie alla saga rendendo chiari alcuni degli eventi più oscuri e facendoci rivivere da altri punti di vista quelli salienti.
Tuttavia cio’ che eleva al di sopra della media“28 giorni dopo – Le conseguenze” (fallacemente spacciato per seguito del film) è il livello artistico dei disegnatori che lo rende assolutamente imperdibile.
La fase 2, narrativamente centrale, è anche quella graficamente meno degna di nota (ma si salva per l’adrenalinicità dei fatti), non tanto perchè non sia indubbiamente ottima, ma perchè interposta tra quelle realizzate da due genii: da una parte Dennis Calero, dall’altra Nat Jones, incontrato in tempi recenti in “30 giorni di notte-Tre racconti”.
Se dello stile di Nat Jones, ho già parlato (cupo, dal tratto nervoso ed iperrealista e congenitamente adatto alle storie horror), la vera sorpresa è rappresentata da Calero, responsabile del primo e dell’ultimo atto.
Non solo le tavole sono superlative, ma l’autore le rielabora non fingendo che ormai tutti i fumetti siano ritoccati e postprodotti con qualche programma della Adobe.
E così mescola al tratto tradizionale inserti vettoriali, filtri di solarizzazione, chine trasfigurate da effetti di luce, o contornate da ben studiati effetti di posterizzazione, che conferiscono alle figure un’aura surreale, inquietante, perchè disumana ed artefatta, utile a far emergere la follia degli scienziati che intervengono sulle scimmie per creare un antidoto alla violenza, generando invece una versione potenziata del virus della rabbia.
Le composizioni fredde, geometriche, dal taglio fotografico, rendono ancora più straniante la lettura di un caos illustrato da immagini sinistre e glaciali, in cui prevalgono ombre pesante sui volti, fino a coprirli e nasconderli, illuminati solo dalle luci riflesse sugli occhiali, negli occhi o dai fiotti di sangue.
A complemento dell’ideazione di Calero, la desaturazione cromatica ed i toni acidi, tendendi al blu e al verde, che creano un senso di nausea e di incubo senza fine.
Non capita spesso di trovarsi di fronte a stili così dettagliamente progettati, dove al bel tratto grafico, lontano dagli eccessi naif e distorti di Ben Templesmith (che ha tanti ammiratori quanti disgustati detrattori) si associa una concezione artistica assolutamente personale, rendendo ognuna delle quattro sezioni del fumetto assolutamente unica e l’opera nel complesso variegata e stimolante.
Per smorzare i miei toni entusiastici, è ovvio che ci troviamo lontani sia dalla rivoluzione visiva di Greg Capullo sia dai livelli inarrivabili del McKean di “Arkham Asylum”, ma il prodotto è da consigliare non solo ai fans di “28 giorni dopo”, ma anche a coloro che sono sempre alla ricerca in un fumetto di Arte, meglio ancora se partorita da nuovi talenti, ed in tempi in cui il mondo dei comics occidentali sembra ridotto ad un circolo perverso di riedizioni-riesumazioni-restyling non è comunque poco.






30 giorni di buio esce domani
Fonte: http://www.sedicifilm.it/uscite.php
@Sergej:
ma “30 giorni di buio” è poco meno di una bestemmia.
Qui sopra l’ho strapazzato!
Invece “28 settimane dopo”…