Flussi di incoscienza

I retroscena del 666

Tra le pubblicazioni della serie dei Quaderni di Flensburg distribuiti dall’Editrice Antroposofica è disponibile un volume che raccoglie diversi articoli sul significato del numero 666.

Essenzialmente si discute in merito ai seminari di Rudolf Steiner raccolti ne “L’apocalisse di Giovanni” e alle diatribe successive interne alla Società Antroposofica.

Si potrebbe affermare che quello del numero della Bestia sia uno dei più antichi e noti enigmi matematici di nostra conoscenza.

Chiunque conosce quella cifra, lo associa al demonio, l’ha visto da sempre su copertine di album metal, t-shirt, nei film horror, mentre i più dotti conosceranno la tetraktis pitagorica o i quadrati cabalistici; ma chi sa davvero perchè il supposto scrittore dell’Apocalisse scelse proprio quella maledetta trinità?

Le spiegazioni nel corso dei secoli sono state fantasiose ed azzardate e ve ne sono alcune recenti, di stampo cospirazionista, decisamente esilaranti.

La strada più seguita è stata spesso quella dell’associazione cifra-lettere, prendendo anche svarioni clamorosi e faziosi come quello contenuto nel commentario alle vecchie edizioni CEI della Bibbia, secondo cui dietro la tripletta si nasconderebbe il (supposto anche lui) persecutore di cristiani Nerone (non riesco tutt’ora a credere che un imperatore, per quanto folle e matricida, abbia appiccato un incendio alla sua Roma, ma se le fiamme non sono state accidentali e se davvero è stato Nerone a diffonderle per incolpare i cristiani, in ogni caso approvo il fine e giustifico i mezzi).

Rudolf Steiner, invece, ha sempre avuto idee chiare ed articolate sull’argomento.

La disanima antroposofica è in assoluta l’unica convincente.

Il problema è che una spiegazione coerente all’interno del proprio sistema di idee non necessariamente è la verità, perchè le basi del sistema potrebbero essere completamente fallaci.

Ergo, se accettate i presupposti di Steiner (rivelazioni ottenute grazie a viaggi astrali e lettura dell’Akasha, la materia sottile in cui è iscritta la storia del mondo), le soluzioni da lui proposte potrebbero soddisfare quasi ogni dubbio; se non li accettate e considerate una bestemmia contro la scienza usare espressioni come metodo scientifico-spirituale, ne potreste comunque restare affascinati, tenendo anche presente che il linguaggio esoterico di Giovanni non può che essere sviscerato secondo un’ottica analogamente psicotica.

Almeno che non crediate davvero all’esistenza dell’Anticristo e che quindi sia un’entità ontologica studiabile (e potete ritenervi fortunati che i manicomi siano stati chiusi).

E’ molto difficile spiegare in modo sintetico e semplice certi concetti a chi non ha dimestichezza con le nozioni antroposofiche, in particolare sui diversi livelli che compongono la parte materiale e quella spirituale dell’uomo, pertanto vi illustro a titolo di curiosità le nozioni fondamentali, rimandandovi ai testi di Steiner.

La prima parte dell’esegesi diabolica si basa, come lecito attendersi, sulla gematria ebraica e i valori alfanumerici: la somma di Samek (lat. S, 60), Vak (lat. U o O, 6), Resch (lat. Ra, 200), Thav (lat. Th, 400) è 666, in lettere Surath o Sorath.

E il nome di Sorath, il demone solare, ci introduce nei meandri di studi occulti che richiedono numerose letture e la conoscenza della mistica ebraica.

Voi immaginate che ogni pianeta sia presieduto da una gerarchia di creature angeliche e demoniache che influenzano la storia dell’umanità, la sua crescita verso una forma definitiva in cui lo stato materiale venga completamente superato.

Le creature demoniache, per quanto più evolute dell’uomo, sono bloccate nel loro progresso e vogliono impedire anche il progresso umano per ottenere materiale per la costituzione della cosiddetta ottava sfera posta intorno alla Luna: il corrispondente dell’Inferno e del giudizio finale.

Per quanto riguarda il Sole, il suo “spirito” si incarnò in Cristo e spargendosi per mezzo del sangue di quest’ultimo sul Golgotha diede un nuovo impulso allo sviluppo spirituale del mondo.

Ad esso si oppone Sorath, attraverso il diffondere precoce del sapere scientifico, mediato da quelli che noi consideriamo genii, in epoche in cui l’uomo non ha ancora acquisito la spiritualità necessaria e sufficiente a gestire in modo positivo, ed ispirato alla cooperatività, tali conoscenze.

Inoltre 666 ha in sè diverse implicazioni di tipo temporale: per esempio, da una parte il numero degli stati evolutivi acquisiti dall’uomo post-atlantideo, dall’altra scandisce l’intensificazione dell’attività di Sorath secondo una periodicità di 666 anni.

Il testo proposto vi spiega quindi che cosa accadde di così eccezionale negli anni 666, 1332 e 1998; vi illustra il ruolo dell’Islam da un punto di vista occulto; le direzioni prese dall’umanità a seconda dell’entità arcangelica che ci sovrasta in un dato lasso di tempo e le attività di Lucifero ed Arimane/Satana.

E vengono riassunte le disquisizioni di Steiner sulla cosmogonia che continuano a lasciarmi a bocca aperta per la loro spettacolarità (vi rimando a questa mia recensione per approfondimenti e stralci).

Al di là del fatto che ritenga agghiacciante che per secoli si siano sprecate così tante energie mentali nello sciogliere misteri religiosi, e soprattutto nell’inventarli, paradossalmente consiglio certe letture agli scettici illuministi di default come il sottoscritto, perchè si viene costretti, con un ottimo esercizio mentale, ad abbandonare completamente i propri schemi e a viaggiare in contesti immaginifici di rara potenza.

Tutti gli altri crederebbero comunque a qualsiasi idiozia visionaria venga loro raccontata.

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