La trama di “Eden lake” è riassumibile in poche righe, in parte perché si rischierebbe di rivelare fondamentali svolte narrative, in parte perché la sua forza risiede nell’asciuttezza dello script che con una manciata di dialoghi ed un paio di scene chiave ci offre un punto di vista peculiare, molto preciso e provocatorio sul fenomeno sempre più diffuso della violenza compiuta dai minorenni.
Mentre una coppia si reca in vacanza in un’amena località lacustre, i conduttori di una stazione radiofonica discutono sulle nuove norme del governo Blair, volte a punire severamente gli studenti più intemperanti o dediti ad atti vandalici, e del fatto che nell’era in cui la cronaca nera fa vendere i giornali, e filmare le proprie gesta antieroiche non è mai stato così facile, la repressione allarmistica genera solo esibizionismo.
L’auto procede nella notte, i titoli di testa scorrono e ci ricorderemo di quelle parole novanta minuti più tardi quando, invece di chiedersi come risolvere il dilemma, gli sceneggiatori ribalteranno le prospettive.
Come da attese, i due protagonisti diventeranno i giocattoli umani nelle mani di ragazzini con la mente di un infante, ma la crudeltà e la forza di un adulto.
“Eden lake” è un riuscitissimo connubio tra intrattenimento violento e voyeuristico e riflessione sulla genesi della violenza stessa.
E per usare la pornografia del sangue al fine di evidenziare i buchi neri della società moderna bisogna essere dotati di talento ed acume.
Per tre quarti del film, in un climax costruito secondo una classica progressione accumulativa di nefandezze, aggiornata ai tempi del torture-porn e del bluetooth, assistiamo ad una collezione senza soluzione di continuità di scene crude e realistiche, grazie anche ad un cast di giovanissimi attori talmente credibili nel loro sadismo compiaciuto da risultare inquietanti.
Lo spettacolo è forte, visivamente ed emotivamente, tra inseguimenti, uccisioni, pestaggi punitivi, mutilazioni ed una sequenza di tortura compiuta dal branco che non si dimentica, sia per alcuni dettagli (avete mai visto piantare un coltello direttamente in bocca?) sia per l’impressionante regia delle dinamiche interne al gruppo che crea una tensione psicologica crescente fino alla crisi di nervi, dei personaggi e di noi spettatori.
E quando trasfigura dall’exploitation al revenge-movie, “Eden lake” si potrebbe avviare verso una prevedibile conclusione, magari pure consolatoria, ed invece ci riserva un uppercut finale controverso, e per certi aspetti reazionario, che giustifica la discreta orgia di morte precedente, spostando il fuoco dell’attenzione sull’origine del problema, cioè dell’acquisizione da parte della violenza di un significato pornografico, onanistico, immaturo, incosciente.
Le famiglie sono disfunzionali perché violente verso i propri figli o perché sono complici della violenza, in un contesto di ignoranza, perdita di senso civico, permissivismo ed indulgenza prima di tutto verso se stessi?
Anche quando giocano con un coltello ed un turista intrappolato nel filo spinato, per i genitori si tratta sempre di atti da ragazzini?
Quando sentirete la risposta rimarrete a bocca aperta.
Vi segnalo anche la recensione di Elvezio Sciallis.






Sembra molto promettente, aspetto di poterlo vedere. Quand’ anche questa recensione peccasse di celebrativismo, non si può dire non sia efficace nelle sue riflessioni.
Per il resto, ho letto un po’ di tutto e tutto di qualcosa, magnifico blog.
@Deufran:
è un film ottimamente diretto e sceneggiato che soddisfa sia il lato pornofilo-horror (se uno ce l’ha!) sia giuste riflessioni ad ampio spettro sulla violenza giovanile, sulle sue origini, sul sistema di risolverlo (il film veramente non lascia alcuna speranza, ma non voglio rivelare troppo!).
Secondo me può soddisfare un pubblico variegato, se si riesce a sopportare le scene di violenza, almeno una è piuttosto forte se non si è abituati.
Grazie infinite per il tuo commento generale, spero di non deluderti.
non vedo l’ ora che esca QUESTO FILM,il tuo blog e’ davvero utile per una fan dell’ horror come me ciaoooo…
Vorrei vederlo, mi sembra interessante, ma ho appena visto Martyrs, per un po’ credo che vedrò film Disney.
Complimenti per il blog, l’ho trovato dal link di Malpertuis: per un vecchio appassionato di horror è davvero un toccasana.
Ciao.