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	<title>Commenti a: Redacted</title>
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	<description>Un Giuda dal cuore spezzato, un aristocratico figlio di puttana</description>
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		<title>Di: Lenny Nero</title>
		<link>http://lennynero.wordpress.com/2009/01/06/redacted/#comment-2831</link>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 02:18:19 +0000</pubDate>
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		<description>@Matthew: troppo buono, sei ancora sotto l&#039;effetto Natale. ;)
Comunque il mio è un punto di vista. Tra cinismi e freddezze da regista secondo me il film colpisce.
Anche il fatto che si stia qui a discuterne in questi termini è un &quot;collateral damage&quot; positivo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Matthew: troppo buono, sei ancora sotto l&#8217;effetto Natale. <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
Comunque il mio è un punto di vista. Tra cinismi e freddezze da regista secondo me il film colpisce.<br />
Anche il fatto che si stia qui a discuterne in questi termini è un &#8220;collateral damage&#8221; positivo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: Matthew Hopkins Jr.</title>
		<link>http://lennynero.wordpress.com/2009/01/06/redacted/#comment-2825</link>
		<dc:creator>Matthew Hopkins Jr.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 12:15:50 +0000</pubDate>
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		<description>Ok lo rivedrò con più attenzione seguendo alcune delle tue interessanti e profonde considerazioni. Lasciando perdere quanto possa condividere il giudizio sul film (ma appunto lo rivedrò, perché mi sono convinto leggendoti di non aver &quot;visto bene&quot;), devo ammettere con invidia che è una delle migliori che tu abbia mai scritto, una delle più analitiche e riflessive, senza ripetizioni né esagerazioni.

Complimenti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ok lo rivedrò con più attenzione seguendo alcune delle tue interessanti e profonde considerazioni. Lasciando perdere quanto possa condividere il giudizio sul film (ma appunto lo rivedrò, perché mi sono convinto leggendoti di non aver &#8220;visto bene&#8221;), devo ammettere con invidia che è una delle migliori che tu abbia mai scritto, una delle più analitiche e riflessive, senza ripetizioni né esagerazioni.</p>
<p>Complimenti</p>
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		<title>Di: Lenny Nero</title>
		<link>http://lennynero.wordpress.com/2009/01/06/redacted/#comment-2824</link>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 10:25:17 +0000</pubDate>
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		<description>@Steve:

forse sono stato troppo perentorio come mio solito.
Comunque almeno dal mio punto di vista (ma non solo, basta leggere le recensioni riportate da siti come Rotten Tomatoes per avere una panoramica) Black Dhalia è un tonfo artistico clamoroso.
Che poi De Palma abbia un talento e un&#039;idea del cinema come sperimentazione continua specie da un punto di vista tecnico sono il primo a non metterlo in discussione!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Steve:</p>
<p>forse sono stato troppo perentorio come mio solito.<br />
Comunque almeno dal mio punto di vista (ma non solo, basta leggere le recensioni riportate da siti come Rotten Tomatoes per avere una panoramica) Black Dhalia è un tonfo artistico clamoroso.<br />
Che poi De Palma abbia un talento e un&#8217;idea del cinema come sperimentazione continua specie da un punto di vista tecnico sono il primo a non metterlo in discussione!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Lenny Nero</title>
		<link>http://lennynero.wordpress.com/2009/01/06/redacted/#comment-2823</link>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 10:22:47 +0000</pubDate>
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		<description>@Matthew:

capisco il tuo punto di vista, provo a spiegarti il mio.
Non penso che esista cinismo che possa essere tanto disgustoso quanto gli orrori prodotti dalla guerra.
Non è un discorso pacifista, perchè non sono un pacifista-idealista ad oltranza, ma è un dato oggettivo riferito ai &quot;collateral damages&quot; mostrati nella galleria finale.
Come ho scritto nel post, il film in alcuni momenti è assurdamente comico e grottesco (l&#039;esplosione mutilazione del comandante, il rapimento dell&#039;aspirante regista), per cui non escludo per nulla una certa cattiveria amorale nel parlare della guerra, un atteggiamento che viene spontaneo quando eventi tanto drammatici generano involontariamente un bailamme di opinioni, informazioni e saturazione, per cui il cinismo è anche una reazione comprensibile (quanto l&#039;annichilimento).
Pensa che io avrei persino evitato di inserire l&#039;aria di Puccini nel finale, avrei lasciato &quot;parlare&quot; solo i cadaveri e il loro silenzio, per evitare scivoloni retorici.
L&#039;immagine finale, digitalizzata, dagli occhi non coperti al contrario delle altre può essere interpretata in diversi modi.
Da una parte l&#039;impossibilità di rendere davvero l&#039;orrore con una semplice fotografia al naturale, dall&#039;altra una sorta di pietismo estetizzante, ed infine, come evidentemente hai percepito tu, lo sfruttamento dell&#039;immagine per un pugno nello stomaco.
Il fatto è che quella ragazza non è stata stuprata e uccisa dal regista e la sua colpa, se è tale, risiede nel gettarcela in faccia.
Sicuramente c&#039;è il rischio morboso del voyeurismo, ma questo è un problema di noi spettatori che ormai assumiamo dosi massicce di violenza in ogni modo per cui siamo disabituati a scindere fiction da realtà e ci sembra tutto uguale.
Più che un film contro la censura (io ho scritto che siamo noi fruitori delle immagini i primi censori in quanto selezionatori, volenti e nolenti) è un film sull&#039;impotenza dell&#039;immagine di essere documentaristica; prova a confrontare con la radicale scelta di rappresentazione opposta a quella adottata per &quot;Vittime di guerra&quot;.

La sequenza della decapitazione è ispirata a quella di Berg, ma è totalmente falsa.
Eppure quanto è più realistica di quella che abbiamo visto tutti.

Forse per apprezzare meglio il film terrei conto che prima di tutto è l&#039;opera di un regista che mette in discussione il proprio lavoro, per cui c&#039;è una componente fredda e metacinematografica che può sfuggire ed infastidire.

In fondo l&#039;unica domanda che il film davvero si pone sull&#039;invasione dell&#039;Iraq è condensata nelle parole disperate di McCoy che si domanda quale sarà quel &quot;cazzo di ottimo motivo&quot; per tutto quello cui ha assistito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Matthew:</p>
<p>capisco il tuo punto di vista, provo a spiegarti il mio.<br />
Non penso che esista cinismo che possa essere tanto disgustoso quanto gli orrori prodotti dalla guerra.<br />
Non è un discorso pacifista, perchè non sono un pacifista-idealista ad oltranza, ma è un dato oggettivo riferito ai &#8220;collateral damages&#8221; mostrati nella galleria finale.<br />
Come ho scritto nel post, il film in alcuni momenti è assurdamente comico e grottesco (l&#8217;esplosione mutilazione del comandante, il rapimento dell&#8217;aspirante regista), per cui non escludo per nulla una certa cattiveria amorale nel parlare della guerra, un atteggiamento che viene spontaneo quando eventi tanto drammatici generano involontariamente un bailamme di opinioni, informazioni e saturazione, per cui il cinismo è anche una reazione comprensibile (quanto l&#8217;annichilimento).<br />
Pensa che io avrei persino evitato di inserire l&#8217;aria di Puccini nel finale, avrei lasciato &#8220;parlare&#8221; solo i cadaveri e il loro silenzio, per evitare scivoloni retorici.<br />
L&#8217;immagine finale, digitalizzata, dagli occhi non coperti al contrario delle altre può essere interpretata in diversi modi.<br />
Da una parte l&#8217;impossibilità di rendere davvero l&#8217;orrore con una semplice fotografia al naturale, dall&#8217;altra una sorta di pietismo estetizzante, ed infine, come evidentemente hai percepito tu, lo sfruttamento dell&#8217;immagine per un pugno nello stomaco.<br />
Il fatto è che quella ragazza non è stata stuprata e uccisa dal regista e la sua colpa, se è tale, risiede nel gettarcela in faccia.<br />
Sicuramente c&#8217;è il rischio morboso del voyeurismo, ma questo è un problema di noi spettatori che ormai assumiamo dosi massicce di violenza in ogni modo per cui siamo disabituati a scindere fiction da realtà e ci sembra tutto uguale.<br />
Più che un film contro la censura (io ho scritto che siamo noi fruitori delle immagini i primi censori in quanto selezionatori, volenti e nolenti) è un film sull&#8217;impotenza dell&#8217;immagine di essere documentaristica; prova a confrontare con la radicale scelta di rappresentazione opposta a quella adottata per &#8220;Vittime di guerra&#8221;.</p>
<p>La sequenza della decapitazione è ispirata a quella di Berg, ma è totalmente falsa.<br />
Eppure quanto è più realistica di quella che abbiamo visto tutti.</p>
<p>Forse per apprezzare meglio il film terrei conto che prima di tutto è l&#8217;opera di un regista che mette in discussione il proprio lavoro, per cui c&#8217;è una componente fredda e metacinematografica che può sfuggire ed infastidire.</p>
<p>In fondo l&#8217;unica domanda che il film davvero si pone sull&#8217;invasione dell&#8217;Iraq è condensata nelle parole disperate di McCoy che si domanda quale sarà quel &#8220;cazzo di ottimo motivo&#8221; per tutto quello cui ha assistito.</p>
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		<title>Di: Steve</title>
		<link>http://lennynero.wordpress.com/2009/01/06/redacted/#comment-2822</link>
		<dc:creator>Steve</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 10:09:27 +0000</pubDate>
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		<description>Non ho ancora visto Redacted, ma volevo solo puntualizzare che dal punto di vista commerciale Black Dahlia non è stato un fallimento come dici (50 milioni di dollari solo nei cinema, con dvd e diritti televisivi non ne parliamo). Dal punto di vista della critica invece è stato un film molto discusso ma non completamente bocciato (almeno qui in Italia).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho ancora visto Redacted, ma volevo solo puntualizzare che dal punto di vista commerciale Black Dahlia non è stato un fallimento come dici (50 milioni di dollari solo nei cinema, con dvd e diritti televisivi non ne parliamo). Dal punto di vista della critica invece è stato un film molto discusso ma non completamente bocciato (almeno qui in Italia).</p>
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		<title>Di: Matthew Hopkins Jr.</title>
		<link>http://lennynero.wordpress.com/2009/01/06/redacted/#comment-2814</link>
		<dc:creator>Matthew Hopkins Jr.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 00:53:45 +0000</pubDate>
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		<description>“Noi spettatori abbiamo la possibilità di ricevere il quadro d’insieme, ricostruirlo, formarci un’opinione, perché il regista ci mette a disposizione tutte le tessere del mosaico”.

Si ma cosa precisamente mette a disposizione? E come?
L’ultima immagine del trenino di cadaveri è la donna violentata ed uccisa di cui parla la storia: è una immagine dipinta, o meglio digitalizzata, falsa-falsissima. Ho trovato abbastanza disgustoso che avesse messo un fake alla fine della carrellata, è come dire: visto che non si può chiaramente distinguere tra realtà e propaganda in un conflitto, allora tutto quello che si può fare è portare questo all’estremo, ovvero:
(i) Raccontare una storia vera dichiarandola tale all’inizio ma poi rendendola verosimile, ambigua (mischiandola alla vendetta ed ai rimorsi del soldato) ed ammorbante (troppi dettagli da voyeur) come in una puntata di un talk show;
(ii) Mischiare immagini documentarie a fiction cercando il più possibile di renderle indistinguibili. 

Sarebbe questo il modo giusto di De Palma di reagire ai meccanismi della censura? Rendere spudorata e falsare una storia di cronaca nera (lo sturpo di una ragazzina di 15 anni) propinando ciò per un giudizio contro la guerra in Iraq? Oltretutto inserendo in una vera decapitazione elementi di finzione (taroccando la sequenza)? 

Si è dimostrato un cinico paraculo: l&#039;Antonio Ricci della situazione. C’è molta più onestà e profondità in “Nella valle di Elah”.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“Noi spettatori abbiamo la possibilità di ricevere il quadro d’insieme, ricostruirlo, formarci un’opinione, perché il regista ci mette a disposizione tutte le tessere del mosaico”.</p>
<p>Si ma cosa precisamente mette a disposizione? E come?<br />
L’ultima immagine del trenino di cadaveri è la donna violentata ed uccisa di cui parla la storia: è una immagine dipinta, o meglio digitalizzata, falsa-falsissima. Ho trovato abbastanza disgustoso che avesse messo un fake alla fine della carrellata, è come dire: visto che non si può chiaramente distinguere tra realtà e propaganda in un conflitto, allora tutto quello che si può fare è portare questo all’estremo, ovvero:<br />
(i) Raccontare una storia vera dichiarandola tale all’inizio ma poi rendendola verosimile, ambigua (mischiandola alla vendetta ed ai rimorsi del soldato) ed ammorbante (troppi dettagli da voyeur) come in una puntata di un talk show;<br />
(ii) Mischiare immagini documentarie a fiction cercando il più possibile di renderle indistinguibili. </p>
<p>Sarebbe questo il modo giusto di De Palma di reagire ai meccanismi della censura? Rendere spudorata e falsare una storia di cronaca nera (lo sturpo di una ragazzina di 15 anni) propinando ciò per un giudizio contro la guerra in Iraq? Oltretutto inserendo in una vera decapitazione elementi di finzione (taroccando la sequenza)? </p>
<p>Si è dimostrato un cinico paraculo: l&#8217;Antonio Ricci della situazione. C’è molta più onestà e profondità in “Nella valle di Elah”.</p>
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