Risale al 1971 uno dei veri ultimi film scandalo, uno di quei film che tra tagli di censura, proteste politiche (ovviamente) nostrane, dimissioni di direttori festivalieri e di recensori cinematografici, processi e minacce di denuncia, si merita senza dubbio l’etichetta di opera iconoclasta.
A distanza di decenni “I diavoli”, diretto da Ken Russell, non ha perso né il potenziale eversivo né la carica visionaria.
Basato su un testo teatrale scritto nel 1961 da John Whiting e tratto da “I diavoli di Loudon” di Aldous Huxley, è incentrato sul personaggio di Padre Grandier (un mefistofelico, superbo e seducente Oliver Reed), pilastro spirituale, ma anche politico della città fortificata di Loudon, uno degli ultimi luoghi in cui i protestanti convivono pacificamente con i cattolici, nonostante le persecuzioni.
Grandier non solo comanda carismaticamente l’intera Loudon, ma grazie alla sua carica sensuale infiamma i cuori e riempie i ventri delle donne, abusando del suo ascendente e seguendo alla lettera gli insegnamenti evangelici, che non negano la possibilità di una compagnia femminile.
Quando penserà di aver trovato nella giovane e devota Madeleine la consorte ideale per iniziare un cammino spirituale meno travagliato, si troverà ad affrontare due nemici inaspettati.
Da una parte il cardinale Richelieu vuole abbattere Loudon, così come tutte le comunità di provincia, praticamente autogestite e religiosamente non controllabili; dall’altra l’orsolina Suor Giovanna degli Angeli (un’invasata Vanessa Redgrave), sessualmente frustrata dalla sua deformità fisica e tormentata da visioni in cui ama Grandier come la Maddalena amò Cristo, ricevuta la notizia del matrimonio dell’oggetto delle sue fantasie erotiche lo accusa di possederla tramite il suo spirito demoniaco, offrendo ai nemici politici di Grandier il pretesto per accusarlo di stregoneria e allestire una menzogna che si ingigantirà fino a diventare una spettacolare messa in scena e dimostrazione di forza politica, con conseguenze devastanti.
Lo spirito anticlericale, di derivazione protestante, è palese e la denuncia della pericolosità di una commistione tra religione e stato è didascalica e, mestamente, sempre attuale.
Grandier è un novello Cristo sui generis, il cui libertinismo sessuale è una dichiarazione di forte indipendenza, parte di una ricerca spirituale, così come la rilettura non dogmatica dei testi sacri contro il celibato dei preti.
“I diavoli” è un’opera dall’impatto ancora esplosivo non tanto per il messaggio, quanto per il modo di veicolarlo: scenografie imponenti dall’architettura improbabile ideate da Derek Jarman e ispirate a “Metropolis” ; allucinazioni misticheggianti e blasfeme; le scene di isteria di massa in cui nudità e costumi anacronistici (che mescolano punk e sadomaso) contribuiscono, insieme al montaggio scatenato e agli acrobatici movimenti di macchina, ad un effetto lisergico che vuole turbare e ingigantire le sensazioni; il gusto per l’esagerazione o i dettagli raccapriccianti delle ispezioni fisiche o delle torture; il parallelo tra uno spettacolo rock-teatrale e le procedure dell’esorcista (vestito come John Lennon e pronto a farsi adorare nudo dalle suore eccitate come groupies); la recitazione sopra le righe del cinico, misogino e dichiaratamente omosessuale Luigi XIV, come di qualunque altro correo di un processo di stregoneria inesistente, a contrasto con la sofferenza, cruda e realistica, di Padre Grandier, vittima di giochi politici e di frustrazioni sessuali, ma pronto alla lotta e al sacrificio pur di diventare un martire della libertà per tutti.
E come nella migliore tradizione apocrifa, sarà Madeleine a sopravvivere ai carnefici e ad avventurarsi al di fuori delle mura cittadine ormai a pezzi, là dove la strada è delimitata solo da ruote su cui giacciono putrefatti i corpi dei ribelli.
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Capolavoro termonucleare universale. E visto da troppi pochi, come di consueto per le opere del grande Ken Russell.
minchia… sono pieno pieno di gnoranza. devo guardarmi a ken rassel. eccheccazzo.
Complimenti davvero per le tue recensioni, ne ho letta qualcuna, sei davvero bravo!
“I Diavoli” è un film eversivo, con i tempi che corrono lo è più che mai, e la versione redux con i director’s cut (tra cui una scena di rape-christ) è ancora più completa. A questo punto ti consiglio di leggere (se non l’hai già fatto, magari mi è sfuggito ^^) “I Diavoli di Loudun” di Huxley, secondo me la sua opera migliore.