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	<title>+LoveIsTheDevil+</title>
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	<description>Un Giuda dal cuore spezzato, un aristocratico figlio di puttana</description>
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		<title>+LoveIsTheDevil+</title>
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		<title>Paranormal activity</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 18:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di incoscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Paranormal activity]]></category>

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		<description><![CDATA[Per affrontare la visione di questo film è necessaria una dose di coraggio che andrebbe premiata con una percentuale sugli incassi.
Un coraggio distillato in almeno un litro di caffeina, perchè raramente mi è accaduto di pensare che fossero già trascorse due ore, quando &#8220;Paranormal activity&#8221; aveva maciullato i miei neuroni con il suo tedio da [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2237&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft size-full wp-image-2241" title="pa" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/11/pa1.jpg?w=243&#038;h=292" alt="pa" width="243" height="292" />Per affrontare la visione di questo film è necessaria una dose di coraggio che andrebbe premiata con una percentuale sugli incassi.</p>
<p>Un coraggio distillato in almeno un litro di caffeina, perchè raramente mi è accaduto di pensare che fossero già trascorse due ore, quando <em><strong>&#8220;Paranormal activity&#8221;</strong></em> aveva maciullato i miei neuroni con il suo tedio da solo 30 minuti.</p>
<p>In una puntata di<em> &#8220;Lost&#8221;</em> in quel lasso di tempo i pianeti cambiano persino le loro orbite ellittiche, in questo caso l&#8217;horror vacui ti attanaglia e non abbandona la presa neanche quando urli allo schermo che sei disposto ad ucciderli tu i protagonisti se non ci penserà a breve il fantomatico demone che li perseguita, sbatacchiando porte e passeggiando per la loro camera da letto.</p>
<p>Bisogna compiere qualche passo indietro e tornare al surreale successo di <em>&#8220;Blair witch project&#8221;</em> per comprendere da dove derivi questa accozzaglia di riprese troppo home-made persino per YouTube.</p>
<p>A distanza di anni qualcuno (Oren Peli) ha pensato che chiunque potesse ripetere tale exploit e gli incassi gli hanno dato tristemente ragione.</p>
<p>Eppure se già BWP è una delle pellicole più noiose mai distribuite, in confronto a <em>&#8220;Paranormal activity&#8221;</em> si eleva come un colosso creativo, famigerato per il marketing machiavellico che fondò nel web le sue basi, diffondendo la leggenda della strega di Blair e delle sue sventurate vittime.</p>
<p>Si narra che molti spettatori statunitensi pensarono davvero che si trattasse di riprese maledette, forse non ricordandosi dell&#8217;incipit di <em>&#8220;Cannibal Holocaust&#8221;</em>, ma poco importa, perchè Myrick e Sanchez erano evidentemente consapevoli che non fosse sufficiente la loro inutile celluloide per genere hype e pathos, e crearono un contesto, una storia, un&#8217;atmosfera, una narrazione che conferisse un senso a quelle immagini e facesse maturare nello spettatore la paura prima ancora della visione stessa.</p>
<p>Un&#8217;operazione di scrittura e manipolazione pienamente riuscita.</p>
<p>In seguito BWP sbarcò nella smaliziata Europa e fu adottato come sonnifero da banco.</p>
<p><strong><em>&#8220;Paranormal activity&#8221;</em></strong> è la progenie superficiale e arrogante di BWP.</p>
<p>Eliminato ogni background possibile, si mette lo spettatore di fronte al fatto compiuto che una coppia è perseguita da un demone (lo sostiene uno parapsicologo che sente un&#8217;aria cattiva e il ragionamento non fa una piega).</p>
<p>Non essendoci trama, si spera che almeno il regista abbia lavorato sulla possibilità di giostrare le paure ancestrali che il digitale potrebbe offrire.</p>
<p>Invece no.<span id="more-2237"></span></p>
<p>Il film è strutturato su un continuo alternarsi di riprese notturne, scricchiolii e discussioni diurne sul telefonare o meno a un demonologo, discussioni che vedono affrontarsi una ragazza correttamente impaurita, e sempre più isterica, e un partner che oscilla tra l&#8217;essere troppo flemmatico e l&#8217;entusiasmo infantile di avere un demone in casa, come se gli avessero regalato un nuovo gioco per la console.</p>
<p>Le riprese, la recitazione e i dialoghi dozzinali (talvolta sembrano improvvisati) non aiutano la tensione a crescere e se qualche secondo sparso riesce a suggerire la possibilità di un brivido, viene comunque presto interrotto dall&#8217;ennesimo litigio fra i due protagonisti.</p>
<p>Ormai stremati, a metà visione l&#8217;interesse si risolleva: il ritrovamento di una fotografia bruciata collega la presenza dell&#8217;entità al passato della ragazza e si affaccia quello di cui <strong><em>&#8220;Paranormal activity&#8221;</em></strong> è totalmente deficitario: il mistero.</p>
<p>Ma non temete: non ci sarà nessuno sviluppo.</p>
<p>Che la paura derivi dall&#8217;ignoto è un assioma talmente elementare che è quasi imbarazzante doverlo farlo notare, ma nel 2009 siamo ridotti in questo stato, in balia di 90 minuti che promettono e mai mantegono e si concludono con un finale (pare suggerito da Spielberg in persona e si vede: è ridicolo) che appare come un tentativo in extremis di regalare urla e spaventi, e invece stona brutalmente, non perchè non si apprezzi la scelta di una svolta tragica e cupa, ma perchè arriva con la grazia di un macigno dopo notti e notti di rumori di passi di qualche creatura che sembra solo voler andare a spiare la coppietta confidando che almeno i due copulino, ma le interazioni fra di loro sono più fredde di due semplici coinquilini.</p>
<p>Mancano persino i cheap-thrill e il lavoro sul sonoro è davvero minimale, mentre il lato visivo, per la natura stessa dell&#8217;operazione, è invalutabile.</p>
<p><strong><em>&#8220;Paranormal activity&#8221;</em></strong> avrebbe potuto funzionare come cortometraggio di mezz&#8217;ora, serrato, deciso, senza gli intermezzi tra le apparizioni del demone che non forniscono mai elementi per appassionarsi.</p>
<p>Nella sua integralità rimane un&#8217;idea embrionale che abortisce prima di dare frutto a qualche risultato efficace.</p>
<p>Gli amanti dello splatter apprezzeranno il video con la ripresa di una ragazza (altro spunto involuto) che si strappa un braccio durante una possessione demoniaca, ma quei pochi minuti, assolutamente gratuiti, in particolare di fronte alle non credibili espressioni degli attori, non giustificano il supplizio.</p>
<p>Segnalo anche la <a href="http://elvezio-sciallis.blogspot.com/2009/10/paranormal-activity-2007.html" target="_blank">recensione di Elvezio Sciallis</a>.</p>
Posted in Flussi di incoscienza Tagged: Cinema, Paranormal activity <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lennynero.wordpress.com/2237/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lennynero.wordpress.com/2237/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lennynero.wordpress.com/2237/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lennynero.wordpress.com/2237/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lennynero.wordpress.com/2237/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lennynero.wordpress.com/2237/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lennynero.wordpress.com/2237/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lennynero.wordpress.com/2237/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lennynero.wordpress.com/2237/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lennynero.wordpress.com/2237/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2237&subd=lennynero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Orphan</title>
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		<comments>http://lennynero.wordpress.com/2009/10/20/orphan/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 19:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di incoscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Orphan]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Orphan&#8221; è un film talmente convenzionale, quasi reazionario nel suo schema narrativo, che potrà apparire come originale solo a qualche adolescente che in questi anni ha confuso l&#8217;horror con il torture porn.
Si tratta di un ritorno a schemi di sceneggiatura e di psicologia talmente passatisti che in quanto operazione nostalgia il film potrebbe trovare un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2225&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong><em><img class="alignright size-full wp-image-2227" title="orphan" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/10/orphan.jpg?w=266&#038;h=381" alt="orphan" width="266" height="381" />&#8220;Orphan&#8221;</em></strong> è un film talmente convenzionale, quasi reazionario nel suo schema narrativo, che potrà apparire come originale solo a qualche adolescente che in questi anni ha confuso l&#8217;horror con il torture porn.</p>
<p>Si tratta di un ritorno a schemi di sceneggiatura e di psicologia talmente passatisti che in quanto operazione nostalgia il film potrebbe trovare un suo valore.</p>
<p>L&#8217;impressione che se ne ricava è di trovarsi di fronte ad un aggiornamento agli anni 2000 di opere trascurabili come <em>&#8220;Omen: the awakening&#8221;</em> o <em>&#8220;L&#8217;innocenza del diavolo&#8221;</em>, senza raggiungere le vette di ben altri film in cui i bambini costituivano una forza maligna.</p>
<p>E&#8217; tutto così prevedibile che gli sceneggiatori sono costretti persino a inventarsi un twist, per altro ben ipotizzabile fin dalle prime battute, che a seconda del proprio grado di cinismo rischia di coprire di ridicolo tutta la mezz&#8217;ora finale.</p>
<p>Il film è ben diretto, curato nelle scenografie di interni, impreziosito da una fotografia versatile che illumina con ottimi risultati intere sequenze al buio o nel cuore di un bosco ghiacciato, sostenuto soprattutto dalla forza iconica della protagonista, Esther, che al di là di ogni merito e demerito rimane impressa anche ai detrattori, grazie all&#8217;interpretazione soprendente di Isabelle Fuhrman.</p>
<p>Se gli aspetti tecnici e produttivi sono quasi di lusso, ciò che rende <strong><em>&#8220;Orphan&#8221;</em></strong> niente di più che un giocattolo d&#8217;altri tempi è una direzione generale che credevamo ampiamente superata, come dimostra il per molti versi assonante <a href="http://lennynero.wordpress.com/2008/07/02/joshua/" target="_blank"><em>&#8220;Joshua&#8221;</em></a> che costruisce sulle stesse note ben altre distonie.</p>
<p><span id="more-2225"></span></p>
<p>La prima ora è un faticoso dilungarsi sull&#8217;ingresso di Esther nella famiglia adottiva, quando chiunque si attende che prima o poi qualcuno passerà a miglior vita per mano della fetida creatura.</p>
<p>Il prologo è l&#8217;ennesima sequenza shock (obiettivamente efficace e disgustosa) che si rivela un incubo; dopo di che iniziano ad accumularsi dei clichè imbarazzanti cadenzati da cheap thrill inutili, inquadrature di pura tensione (che perdono presto il loro impatto), la solita sensazione di quiete prima della tempesta, ma Esther è talmente anomala nel suo vestire, nel suo modo di esprimersi, nel mistero della sua infanzia, che a metà film la storia sembra già avere il fiato corto.</p>
<p>Inoltre andrebbero vietate per legge le scene in cui un personaggio apre un armadietto a specchio e richiudendolo gli compare qualcuno alle spalle (soprattutto se lo scherzo viene ripetuto due volte).</p>
<p>Per fortuna c&#8217;è qualche guizzo a livello di scrittura, la figura di Kate è più complessa del previsto (ex-alcolista, ex-pianista, ex-docente universitaria, ex-moglie perfetta, ex-tutto e madre in ricostruzione) e interpretata da una convinta Vera Farmiga in un ruolo antiparallelo a quello del già citato <em>&#8220;Joshua&#8221;</em>, e c&#8217;è una sottile vena malsana, edipica, sessuale, che in film simili è spesso censurata, mentre in questo caso viene persino portata ad estreme conseguenze.</p>
<p>Ci viene anche mostrato qualche indizio per risolvere l&#8217;arcano del passato di Esther e i più attenti non comprenderanno tanto tardi quale esso sia, anche se uno spera fino all&#8217;ultimo che davvero non abbiano osato immaginarsi una soluzione che annulla ogni perversione, ogni deviazione dell&#8217;animo umano, a favore del tipico eccesso di spiegazioni (per lo meno non soprannaturali).</p>
<p>Forse hanno temuto di aver schiacciato troppo il piede sull&#8217;acceleratore, perchè bisogna ammettere che la sequenza (anche se orchestrata in modo banale) in cui Esther tenta di sedurre il nuovo padre mette a disagio, con la trasformazione della bambina in Lolita ammiccante e non priva di iniziativa (credo che i membri della MPAA siano morti di infarto).</p>
<p>Purtroppo il famigerato colpo di scena arriva puntuale con la leggerezza di un documentario di Quark, ma la pellicola non ha la decenza di terminare prima di infliggerci lo showdown della resa dei conti al femminile che ha perso tutta la carica di terrore che può derivare dall&#8217;imprevedibile abiezione di un bambino.</p>
<p>E per concludere in coerenza con una logica da copycat cinematografico, seguono titoli di coda palesemente e malamente ricalcati da quelli di testa di <em>&#8220;Seven&#8221;</em>.</p>
<p>Nemmeno quelli, dopo ben 120 minuti, riservano una sola idea originale.</p>
<p>E le scene più crudeli richiedono pazienza e capacità di sopportare inverosomiglianze (ad iniziare dalla scoperta dei disegni con temperere fosforescenti, visivamente brillante, per proseguire con la pressapochezza degli adulti, evidentemente idioti, fino a gesti di Esther che richiederebbero una forza fisica che il suo fisico non le consente).</p>
<p>Se vi attrae l&#8217;idea di trascorrere due ore con una versione ormonata di un tradizionale thriller con bambino psicopatico che insidia famiglia di psicolabili, potrebbe anche piacervi.</p>
<p><strong><em>&#8220;Orphan&#8221; </em></strong>non si nega alcun stereotipo del genere (mancano solo le porte o le assi del pavimento che scricchiolano), la dose di cattiveria è piuttosto alta (la scena di autofratturazione è di quelle in cui le anime candide si portano la mano davanti agli occhi e svengono) e finchè non si scopre la verità l&#8217;atmosfera perturbante risulta coraggiosa, anche se soporifera.</p>
<p>Purtroppo, infatti, la perfetta conoscenza dei meccanismi tradizionali della paura risulta manichea e pedante e la noia sopraggiunge presto.</p>
<p>Il notevole cast, la confezione elegante e qualche colpo basso ben assestato nei punti dolenti riscattano in parte questa pantomima proveniente dagli anni &#8216;90.</p>
<p>Per gli stessi motivi Elvezio Sciallis è <a href="http://elvezio-sciallis.blogspot.com/2009/10/orphan-2009.html" target="_blank">indulgente</a>.</p>
Posted in Flussi di incoscienza Tagged: Cinema, Orphan <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lennynero.wordpress.com/2225/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lennynero.wordpress.com/2225/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lennynero.wordpress.com/2225/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lennynero.wordpress.com/2225/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lennynero.wordpress.com/2225/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lennynero.wordpress.com/2225/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lennynero.wordpress.com/2225/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lennynero.wordpress.com/2225/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lennynero.wordpress.com/2225/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lennynero.wordpress.com/2225/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2225&subd=lennynero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Halloween II</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 20:06:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di incoscienza]]></category>
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		<category><![CDATA[Halloween II]]></category>

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		<description><![CDATA[Di fronte a certi disastri epocali non si sa mai che reazione avere, una volta superato lo sconcerto.
Discuterne, non discuterne, favorirne l&#8217;oblio?
Limitarsi d&#8217;ora in poi a segnalare solo le perle sommerse o sprecare dello spazio anche per l&#8217;immondizia che le ricopre?
Ma come si può tacere di fronte all&#8217;hype e alla distribuzione di un film simile [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2217&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft size-full wp-image-2219" title="halloween-2" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/10/halloween-2.jpg?w=249&#038;h=299" alt="halloween-2" width="249" height="299" />Di fronte a certi disastri epocali non si sa mai che reazione avere, una volta superato lo sconcerto.</p>
<p>Discuterne, non discuterne, favorirne l&#8217;oblio?</p>
<p>Limitarsi d&#8217;ora in poi a segnalare solo le perle sommerse o sprecare dello spazio anche per l&#8217;immondizia che le ricopre?</p>
<p>Ma come si può tacere di fronte all&#8217;hype e alla distribuzione di un film simile che ha rubato tempo, soldi e sale a ben altre produzioni?</p>
<p>Se i fratelli Weinstein si lamentano ancora dei loro scarsi incassi, invio loro a spese mie uno specchio magico.</p>
<p>Da cui spero che esca Candyman.</p>
<p>Dopo aver fatto scempio del capolavoro di John Carpenter, Rob Zombie aveva dichiarato che il finale era stato cambiato perchè Myers doveva morire definitivamente; ma non aveva specificato che era morto come Elvis Presley e quindi, sodomizzando ogni possibile verosomiglianza, ecco che il piccolo Michael torna.</p>
<p>La serie Halloween è nata, deceduta e sepolta col primo episodio.</p>
<p>Tutto ciò che è venuto dopo è semplicemente inqualificabile, scarti per bulimici dell&#8217;horror in astinenza che ormai si stavano assuefacendo a qualunque canovaccio venisse trasposto su pellicola, persone che si sono rassegnate persino all&#8217;era post-Scream fino a ricominciare a respirare aria nuova negli ultimi anni.</p>
<p><strong><em>&#8220;Halloween II&#8221;</em></strong>, nel 2009, è difficilmente catalogabile.</p>
<p>Abbandonato il recupero di Tobe Hooper aggiornato all&#8217;era di <em>&#8220;Natural born killers&#8221;</em>, abbandonato l&#8217;on-the-road anni &#8216;70, Rob Zombie ha intrapreso una strada che non conduce da nessuna parte.<span id="more-2217"></span></p>
<p>Il primo episodio, caratterizzato dalla banalizzazione psicologica di Michael Myers, ridotto da metafora del nuovo male che covava nella provincia americana a nerd in odore di omosessualità edipica, si era già evidenziato per l&#8217;annullamento di qualsiasi ricerca artistica, spingendo il tasto verso un&#8217;estetica da videoclip sciatto e casalingo, un po&#8217; per seguire una moda, un po&#8217; per risparmiare, un po&#8217; per incapacità di decidere come confrontarsi con un colosso.</p>
<p>La visione del seguito è una tortura inflitta allo spettatore.</p>
<p>Non esiste trama, non esiste pathos, non esiste angoscia, le soluzioni narrative adottate sono infantili (il massacro che si rivela essere un incubo) e le uniche soluzioni autoriali proposte non riguardano i meccanismi della paura, ma l&#8217;infarcimento del film con allucinazioni abbacinanti e stroboscopiche il cui unico scopo pare essere quello di far lavorare la moglie del regista, raggiungendo il fine di inquietare e disgustare per al massimo un paio di minuti.</p>
<p>Presi singolarmente alcuni spezzoni potrebbero anche funzionare, soprattutto se volete mettere alla prova il vostro nuovo sub-woofer; il problema è che nell&#8217;arco di circa 90 minuti per almeno 89 avviene solo questo: urla senza fine-fracasso-urla senza fine-fracasso.</p>
<p>Aggiungete la voglia di strappare a Rob Zombie la telecamera di mano, l&#8217;insofferenza per un&#8217;immaginario così statico e ridicolo che affonda le sue radici nelle feste da collegiali alla vigilia di Ognissanti, l&#8217;impossibilità di provare empatia per Laurie, un Malcolm McDowell che compare sporadicamente, e sembra più demente di Myers, e un uso delle luci preso di peso da Adrian Lyne, e componete il quadro.</p>
<p>L&#8217;unico modo per tollerare <strong><em>&#8220;Halloween II&#8221;</em></strong> è assumere prima della visione una tonnellata di Optalidon (in alternativa ai tappi per le orecchie) e un antiepilettico (efficacissimo anche per la serie<em> &#8220;Saw&#8221;</em>).</p>
<p>Di slasher pessimi negli ultimi trent&#8217;anni se ne sono visti a dozzine e questo film si candida alla guida della lista.</p>
<p>Se non per altro perchè Michael Myers si dissolve, vaporizzato da grida sfondatimpani di donzelle odiose, da una psicologia d&#8217;accatto, dal diventare solo un coltello nell&#8217;ombra, privato di qualsiasi aura malvagia, un brutale braccio armato troppo lento nel togliere di mezzo tutto quel branco di scimmie urlatrici che ci viene venduto come personaggi.</p>
<p>Soprassiedo in preda a vero timor panico sull&#8217;inguardabile finale che (temo) voglia citare quello di <em>&#8220;Psycho&#8221;</em> e lascia intravedere sviluppi futuri talmente imbarazzanti che nessuno sano di mente potrebbe concepirli.</p>
<p>Vi segnalo la puntuale <a href="http://elvezio-sciallis.blogspot.com/2009/10/halloween-ii-2009.html" target="_blank">recensione di Elvezio Sciallis</a>.</p>
Posted in Flussi di incoscienza Tagged: Cinema, Halloween II <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lennynero.wordpress.com/2217/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lennynero.wordpress.com/2217/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lennynero.wordpress.com/2217/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lennynero.wordpress.com/2217/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lennynero.wordpress.com/2217/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lennynero.wordpress.com/2217/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lennynero.wordpress.com/2217/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lennynero.wordpress.com/2217/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lennynero.wordpress.com/2217/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lennynero.wordpress.com/2217/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2217&subd=lennynero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Sauna</title>
		<link>http://lennynero.wordpress.com/2009/10/15/sauna/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 23:53:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di incoscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Sauna]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo 25 anni, presumibilmente nel XVI secolo, termina la straziante guerra tra Svezia e Russia.
Un piccolo gruppo di uomini ha il compito di attraversare le terre al confine per redigere le nuove mappe territoriali e raggiungere un secondo gruppo nelle terre del nord; ma l&#8217;introduzione ci anticipa che non arriveranno mai a destinazione.
Alla guida del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2206&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignright size-full wp-image-2210" title="sauna" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/10/sauna.jpg?w=252&#038;h=308" alt="sauna" width="252" height="308" />Dopo 25 anni, presumibilmente nel XVI secolo, termina la straziante guerra tra Svezia e Russia.</p>
<p>Un piccolo gruppo di uomini ha il compito di attraversare le terre al confine per redigere le nuove mappe territoriali e raggiungere un secondo gruppo nelle terre del nord; ma l&#8217;introduzione ci anticipa che non arriveranno mai a destinazione.</p>
<p>Alla guida del gruppo i due fratelli Eerik, violento e psicopatico, e Knut, professore di geografia devastato nell&#8217;animo.</p>
<p>Durante il loro viaggio alcune visioni legate al senso di colpa per un atto compiuto da Eerik, tormenteranno Knut fino a che una soluzione si prospetterà in un villaggio ufficialmente inesistente.</p>
<p>Qui verranno accolti da una comunità costituita solo da anziani e da un bambino dall&#8217;incerta identità sessuale che raccontano di aver occupato l&#8217;insediamento di monaci russi convinti che la sauna ospitata da un edificio che sembra provenire da un&#8217;altra epoca potesse purificare i peccati senza il supporto della preghiera.</p>
<p>Gli abitanti temono la sauna, perchè persino Dio ha paura di ciò che può mostrare.</p>
<p>E mentre vengono firmati i trattati per l&#8217;assegnazione della zone, qualcuno deciderà di cavarsi gli occhi, altri scompariranno e i peccati commessi dovranno essere affrontati senza possibilità di deroghe.</p>
<p>Questo straniante e lynchiano film finnico è in assoluto una delle opere più intriganti e affascinanti di cui abbia potuto godere negli ultimi mesi.</p>
<p>Horror esistenziale è una definizione che ricorre in alcuni commenti e ritengo sia appropriata.</p>
<p>Non aspettatevi sangue e delizie desadiane, ma un immaginario potente, una confezione visiva raggelante, un uso del sonoro machiavellico, una soundtrack studiata nota per nota per inoculare disagio nello spettatore e strattonarlo in una discesa all&#8217;inferno che a dispetto del titolo è gelido e senza speranza.</p>
<p>Non sperate neanche di cogliere compiutamente ad una prima visione il senso di un&#8217;opera programmaticamente frammentaria, onirica, in cui i confini fra allucinazione e realtà si dissipano progressivamente fino a ritrovarci in una fase di entropia generale in cui il caos emotivo prende il sopravvento, a dispetto di un&#8217;immediata e facile comprensione degli eventi.</p>
<p><strong><em>&#8220;Sauna&#8221;</em></strong> è un&#8217;opera coraggiosa e brillante che scardina e ribalta stilemi vecchi, e persino attuali, dell&#8217;horror.<span id="more-2206"></span></p>
<p>Non rinnova, come i francesi anche da me osannati, ma innova, trascinando il genere verso scenari più sofisticati ed autoriali, osando nel chiedere allo spettatore di immergersi nel suo incubo, ma anche di mantenere viva l&#8217;attenzione, di soffermarsi sui dialoghi rarefatti e taglienti, sullo spargimento criptico di simboli e nozioni che rifuggono con decisione ogni eccesso di spiegazione e sovraccarico di informazioni.</p>
<p>Il regista, Antti-Jussi Annila, vuole suggestionare, stimolare ogni senso, tormentarci mentre tentiamo di comprendere il corso degli eventi, creando un cortocircuito tra razionalità e irrazionalità, acuendo minuto dopo minuto un senso profondo di angoscia e riuscendo persino ad evitare, se non in rare occasioni, facili trucchi da prestigiatore hollywoodiano.</p>
<p>Cristalizzato in una fotografia livida che trasuda morte ad ogni inquadratura, volutamente surreale nell&#8217;inserimento di elementi anacronistici, ad iniziare dall&#8217;architettura fuori dal tempo e minimale della sauna purificatrice, il film è prima di tutto un&#8217;esperienza maledettamente compatta (dura solo 85 minuti) e fisica che fino all&#8217;ultimo fa sperare nella catarsi, mentre si accumulano indizi che a freddo rivelerebbero subito la disperazione sconfinata che ci attende, ma durante la visione siamo soverchiati dall&#8217;atmosfera ed esattamente come per i protagonisti la ragione va persa.</p>
<p>L&#8217;impatto estetico di alcune immagini è fortissimo, fino ad arrivare all&#8217;acme della sequenza conclusiva, minuti interminabili di epifania mostruosa, terrore panico e di una rivelazione che in cuor nostro avevamo compreso, ma che rifiutavamo.</p>
<p>Annila sa come muovere la camera, sa come farsi supportare dal montaggio per incastrare flashback, giocare con il plot o sbatterci in faccia dopo un momento di ipnotica calma una sequenza shock che faccia sussultare, il cui significato è rivelato solo successivamente, confondendo le acque per non rivelarci la soluzione e concedendoci il piacere masochistico di farci ingannare.</p>
<p>Il pregio principale della sua operazione è quello di usare tutti i mezzi cinematografici per disorientare lo spettatore senza scadere in facili effetti splatter, rappresentando la violenza in modo crudo e realistico, ma obliquo (la scena dell&#8217;autoscarnificazione ripresa frontalmente), abituandoci ad una dimensione inconscia della paura che esalta la ferocia della scena finale, in cui la splendida fotografia raggiunge il suo punto più alto nello sfruttamento del buio e dei contrasti dei mezzitoni.</p>
<p>Plauso senza alcuna riserva ai due attori protagonisti, intensi e tormentati seppure per motivi differenti, capaci di raccontare i loro ruoli più nelle pause che negli scarni scambi di battute.</p>
<p>Gli unici due appunti che si possono annotare sono quelli relativi ad un rallentamento (sopportabile) del ritmo nella parte centrale, necessaria a collegare le due parti della storia, e l&#8217;affondare le proprie radici in una cosmologia infernale di stampo prettamente nordico curiosamente affine a quella orientale (l&#8217;acqua è l&#8217;elemento che nasconde il regno dei morti).</p>
<p>Nel complesso <strong><em>&#8220;Sauna&#8221;</em></strong> è un film fuori dall&#8217;ordinario e di ogni canone prestabilito, che riesce brillantemente nell&#8217;intento di intrattenere in modo mai banale senza perdere di vista la costruzione diabolica della narrazione e l&#8217;emotività della stessa.</p>
<p>Quando ricollegherete ogni parola e ogni dettaglio vi sentirete un po&#8217; sprovveduti, ma nel frattempo vi sarete regalati diverse dosi di sudore freddo.</p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lennynero.wordpress.com/2009/10/15/sauna/"><img src="http://img.youtube.com/vi/si8IqpZc8Fo/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
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		<title>Grotesque (Gurotesuku)</title>
		<link>http://lennynero.wordpress.com/2009/10/13/grotesque-gurotesuku/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 21:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di incoscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Grotesque]]></category>
		<category><![CDATA[Gurotesuku]]></category>

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		<description><![CDATA[Le commissioni di censura sono quanto di più inetto e inutile possa esistere e il caso di &#8220;Grotesque&#8221; lo dimostra ampiamente in modo definitivo.
Nessuno avrebbe mai notato un film così noioso, e privo di qualsiasi spessore artistico, se la British Board of Film Classification non avesse commesso lo stesso errore già compiuto con &#8220;Murder set [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2196&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft size-full wp-image-2200" title="grotesque" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/10/grotesque.jpg?w=230&#038;h=324" alt="grotesque" width="230" height="324" />Le commissioni di censura sono quanto di più inetto e inutile possa esistere e il caso di <em><strong>&#8220;Grotesque&#8221;</strong></em> lo dimostra ampiamente in modo definitivo.</p>
<p>Nessuno avrebbe mai notato un film così noioso, e privo di qualsiasi spessore artistico, se la British Board of Film Classification non avesse commesso lo stesso errore già compiuto con <a href="http://lennynero.wordpress.com/2008/07/24/murder-set-pieces/" target="_blank"><em>&#8220;Murder set pieces&#8221;</em></a>: rendere la distribuzione del film illegale.</p>
<p>Una pubblicità simile il regista e sceneggiatore Shiraishi non l&#8217;avrebbe mai ricevuta.</p>
<p>La notizia ha fatto il giro dei vari media del fandom horror e in 24 ore <em><strong>&#8220;Grotesque&#8221;</strong></em> è diventato la mela avvelenata che tutti volevano assaggiare.</p>
<p>La censura inglese è nota per essere particolarmente intransigente e stolta (sia sufficiente pensare ai casi di <em>&#8220;Arancia Meccanica&#8221; </em>e di <a href="http://lennynero.wordpress.com/2008/10/07/gangster-n%c2%b01/" target="_blank"><em>&#8220;Gangster n°1&#8243;</em></a>), i divieti sono alti e i tagli pesanti; ma se questo film fosse uscito direttamente in dvd sarebbe rimasto abbandonato fra la polvere e nessuno ne saprebbe nulla.</p>
<p>Ad essere obiettivi, la motivazione che ha decretato il blocco della distribuzione del film non è criptica ed è ragionevole: <strong><em>&#8220;Grotesque&#8221;</em></strong> è pura pornografia della violenza, rappresentazione nuda e cruda di torture, spesso a sfondo sessuale, senza che vi sia null&#8217;altro a sostegno.</p>
<p>Tuttavia mi chiedo che cosa ci sia di così particolare che renda fruibile la serie <em>&#8220;Saw&#8221;</em>, sempre più demenziale e sempre più violenta, quando in questo film, a parte un paio di sequenze, non si vede nulla che non si sia già visto in molti altri film orientali, o persino americani.</p>
<p>Se la presenza di un plot giustifica la gratuità del massacro, allora questo è un caso di ipocrisia epica.</p>
<p>E se la BBFC avesse dichiarato che il film non doveva essere diffuso perchè è un obbrobrio tedioso, avrebbe avuto il mio plauso.</p>
<p>Invece, come al solito, siamo al paternalismo, al decidere che cosa un adulto possa vedere.</p>
<p>E penso che quello che più abbia irritato quei barbagianni sia la forte componente perversa e sessuale, non certo tutta la paraphernalia usata dal torturatore.<span id="more-2196"></span></p>
<p>La sequenza in cui lunghi chiodi vengono piantati in primo piano in uno scroto fa il paio con le scene di mutilazione genitale di <a href="http://lennynero.wordpress.com/2009/05/24/antichrist/" target="_blank"><em>&#8220;Antichrist&#8221;</em></a>; ma Shiraishi non è animale da festival, quindi non merita sconti, e pure in patria 4 minuti di pellicola sono stati decurtati, perchè si può pure mostrare una sega elettrica che taglia braccia e dita, ma non sia mai che si mostri un pene.</p>
<p>Il film non ha praticamente una trama: un ragazzo viene sequestrato insieme alla ragazza che ama, e che non sembra motivata a ricambiare i suoi sentimenti, da uno psicopatico che vuole eccitarsi torturandoli.</p>
<p>Non aspettatevi twist particolari, se non ingannevoli, colpi di scena o chissà quale tensione.</p>
<p><strong><em>&#8220;Grotesque&#8221;</em></strong> è solo violenza.</p>
<p>Il problema è che con la sua fotografia sporca e digitale, le riprese con telecamera a mano, fastidiose in più di un&#8217;occasione, il montaggio discutibile, non riesce in una sola occasione a creare terrore panico, non c&#8217;è una visione estetica, al massimo documentaristica, non c&#8217;è furia e non c&#8217;è neanche piacere malato.</p>
<p>C&#8217;è il vuoto.</p>
<p>Esplicite scene di mutilazione degli arti, la già citata scena con i chiodi, una collana fatta con le dita, un&#8217;evirazione e poco altro.</p>
<p>Nulla che non abbiate già visto in milioni di altri film analoghi.</p>
<p>Pare che a destare scandalo e turbamento sia stata la sequenza di masturbazione forzata (con, a corredo, schizzi di sperma e umori vaginali) insieme a quella in cui un occhio viene bucato.</p>
<p>Se avete visto e sopportato ben altri trattamenti oculari come nella scena di autocannibalismo di <a href="http://lennynero.wordpress.com/2009/05/24/antichrist/" target="_blank"><em>&#8220;Naked blood&#8221;</em></a><em> </em> o nella sequenza finale di <a href="http://lennynero.wordpress.com/2008/04/10/audition/" target="_blank"><em>&#8220;Audition&#8221;</em></a>, niente di quello che accade vi potrà sconvolgere.</p>
<p>Inoltre se siete cultori di serie quali <a href="elvezio-sciallis.blogspot.com/2009/.../guinea-pig.html" target="_blank"><em>&#8220;Guinea Pig&#8221;</em></a> (Charlie Sheen chiese l&#8217;intervento dell&#8217;FBI scambiandola per uno snuff) o <a href="http://www.exxagon.it/menbehindthesun.htm" target="_blank"><em>&#8220;Men behind the sun&#8221;</em></a><em> </em>o del trio Buttgereit-Schnaas-Ittenbach, troverete pure il tempo per appisolarvi.</p>
<p>Certe scene possono causare lo svenimento solo di incauti e sprovveduti, ma le riprese sono così sciatte da non far salire l&#8217;adrenalina neanche un secondo.</p>
<p>A dimostrazione della totale inabilità del regista, evidentemente il solo a trarre una qualche forma patologica di divertimento da tutta la messa in scena, il grand guignol conclusivo.</p>
<p>Dopo un&#8217;ora fa capolino un guizzo inventivo e particolarmente crudele (l&#8217;intestino del ragazzo viene annodato per la sua parte terminale ad un gancio e gli viene concesso di camminare verso la ragazza per tagliare le corde che la legano, con le immaginabili conseguenze sulle sue interiora), ma la direzione non cambia, non c&#8217;è senso del tragico, non c&#8217;è dramma, non c&#8217;è nemmeno orrore, la telecamera non sa neanche che cosa inquadrare.</p>
<p>Fino a scadere in un momento splatter-fumettistico degno di quelle assurdità giapponesi come <a href="http://lennynero.wordpress.com/2009/03/29/tokyo-gore-police/" target="_blank"><em>&#8220;Tokyo Gore Police&#8221;</em></a> deteriorato da un confronto verbale di assoluta demenzialità.</p>
<p>Forse la BBFC ha usato un linguaggio burocratico e di alta moralità per convincerci a risparmiare i soldi.</p>
Posted in Flussi di incoscienza Tagged: Cinema, Grotesque, Gurotesuku <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lennynero.wordpress.com/2196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lennynero.wordpress.com/2196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lennynero.wordpress.com/2196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lennynero.wordpress.com/2196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lennynero.wordpress.com/2196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lennynero.wordpress.com/2196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lennynero.wordpress.com/2196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lennynero.wordpress.com/2196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lennynero.wordpress.com/2196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lennynero.wordpress.com/2196/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2196&subd=lennynero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Glenn Brown: la tautologia dell&#8217;arte moderna</title>
		<link>http://lennynero.wordpress.com/2009/10/07/glenn-brown-la-tautologia-dellarte-moderna/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 18:29:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di incoscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Glenn Brown]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è recentemente conclusa presso la Fondazione Sandretto di Torino la mostra dedicata a Glenn Brown, quarantenne artista inglese a quanto pare encomiato dalla critica e premiato dal mercato.
Ho scoperto casualmente la sua esistenza a Londra e sono rimasto subito abbacinato dalla sua tecnica pittorica.
Esplorando più accuratamente la sua produzione, e leggendo i vari editoriali [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2186&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignright size-full wp-image-2188" title="GlennBrownTheatre-1" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/10/glennbrowntheatre-1.jpg?w=264&#038;h=318" alt="GlennBrownTheatre-1" width="264" height="318" />Si è recentemente conclusa presso la <a href="http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=73461" target="_blank">Fondazione Sandretto di Torino</a> la mostra dedicata a <a href="http://www.artcyclopedia.com/gallery/brown_glenn.html" target="_blank">Glenn Brown</a>, quarantenne artista inglese a quanto pare encomiato dalla critica e premiato dal mercato.</p>
<p>Ho scoperto casualmente la sua esistenza a Londra e sono rimasto subito abbacinato dalla sua tecnica pittorica.</p>
<p>Esplorando più accuratamente la sua produzione, e leggendo i vari editoriali a lui dedicati, ho ridimensionato il mio apprezzamento per Brown, ritenendo che ciò che dell&#8217;artista è considerato peculiare, e addirittura esaltato, per me è motivo di demerito.</p>
<p>Le opere di Brown e le parole profuse per descriverle mi consentono di mettere per iscritto alcune riflessioni sulla critica e sull&#8217;arte moderna, riflessioni di una persona qualunque che ama l&#8217;arte e la fruisce soprattutto a livello viscerale, come testimoniano alcuni miei post ai limiti del fanatismo su<a href="http://lennynero.wordpress.com/2009/09/20/interviste-con-francis-bacon-d-sylvester/" target="_blank"> Francis Bacon</a>, ma che non è così sprovvisto di un background culturale sufficiente per non farsi incantare da parole usate con maestria che temo sopravvalutino, e sovraleggano, l&#8217;attività di un artista.<br />
<span id="more-2186"></span></p>
<p>Sono rimasto impressionato dai testi contenuti nel catalogo più che dalle tele di Brown.</p>
<p>Gli autori sono eccelsi personaggi del mondo dell&#8217;arte contemporanea, tra cui Christoph Grunenberg, direttore della Tate Liverpool.</p>
<p>Spettacoli dell&#8217;iperrealismo, l&#8217;orrore abietto, una visione malinconica della morte, perfezione estetica, perizia tecnica e integrità formale magistrali, glamour estremo e squallore spregevole, sono solo alcune delle espressioni utilizzate fino ad arrivare all&#8217;impareggiabile calembour &#8220;disintegrazione attraverso l&#8217;indifferenza tautologica: il dispendio del realismo&#8221;.</p>
<p>Sono disposto a sacrificare l&#8217;anima per essere in grado, un giorno lontano, di coniare espressioni simili.</p>
<p>Non condivido l&#8217;opinione secondo cui le tele di Brown sarebbero &#8220;misteriose e impenetrabili&#8221;.</p>
<p>Mi sento più vicino all&#8217;espressione &#8220;paintophagia&#8221; di Francesco Bonami.</p>
<p>Secondo quest&#8217;ultimo Brown non si appropria, ma cannibalizza le opere altrui.</p>
<p>Brown non è altro che un copycat derivativo che rielabora secondo la sua visione e i suoi stilemi icone e quadri di altri artisti, lo dichiara esplicitamente nei titoli (che meritano un appunto a parte) e ritiene con questo di aver enunciato innocentemente (o machiavellicamente) i suoi intenti di superare il mero plagio per approdare a un risultato che odora lontano un miglio di raffinato (e manicheo) gioco post-moderno.</p>
<p>Si resta ipnotizzati dalle accurate scelte cromatiche, dallo scuoiamento dell&#8217;immagine originale fino a rivelarne una natura sotterranea costituita da pennellate morbide, fluide, ondate di neon che si accavvallano e contorcono rimandando indietro un effetto a metà tra l&#8217;iperrealismo e il surrealismo.</p>
<p>Non c&#8217;è un dipinto che non seduca l&#8217;occhio e lo trascini dentro un vortice di colori e di curve magmatiche ingannevolmente accidentali che conferiscono una sensazione di perpetuo movimento.</p>
<p>Tuttavia l&#8217;eccezionale risultato formale, la riduzione dell&#8217;arte ad una sorta di espressionismo deformante, lascia sovente perplessi.</p>
<p>E&#8217; solo l&#8217;esteriorità che accomuna la produzione di Brown, che sembra rifarsi a ciò che ha visto nelle gallerie inglesi e vagabonda col suo pennello lisergico fra ritratti, immensi panorami apocalittici o fantascientifici, le opere di Dalì come sommo riferimento.</p>
<p>I blu elettrici, l&#8217;olio trattato come se fosse un aereografo, i minuziosi dettagli, catturano sempre, ma procedendo nella loro visione il cervello destro entra in conflitto col sinistro.</p>
<p>E&#8217; sinceramente fastidioso, anche se è proprio questo l&#8217;originale escamotage, riconoscere ogni singola fonte originale.</p>
<p>Ed ecco John Martin, ora El Greco, ora Auckland, ora Velazquez mediato da Bacon, ora Van Gogh,  ora Rembrandt e via all&#8217;infinito lungo un percorso casuale e personale attraverso la storia dell&#8217;arte di cui non si riesce a reperire il filo conduttore.</p>
<p>A rendere ancora più perplessi sono i titoli, che riescono a superare le eccentricità di <a href="http://lennynero.wordpress.com/2007/08/20/la-nuova-religione-di-damien-hirst/" target="_blank">Damien Hirst</a>: Asylum of Mars, The Holy Virgin, Kill yourself, Deep throat, God speed to a great astronaut, Sex, Modern movement, The revolutionary corps of teenage Jesus.</p>
<p>Questi sono esempi di brillante improvvisazione verbale associati senza alcun senso nè significato visto che di volta etichettano vasi di fiori, piedi putrescenti, ritratti femminili, ammassi incorporei di tempera.</p>
<p>Da semplice spettatore, che spesso apprezza l&#8217;estetica a discapito della sostanza o dell&#8217;emotività, mi sento di affermare che Brown è un artista originale per la sua forte riconoscibilità, ed è un gradevolissimo trip farsi inondare i neuroni dalla sua orgia di luci e ombre, ma l&#8217;altrettanto forte connotazione di artista post o meta qualunque corrente a vostra scelta lo colloca in un vuoto ideativo tipico dell&#8217;arte contemporanea, in un processo di eterno ritorno dei soggetti, di cristallizzazione del passato in forma di idolo insuperabile.</p>
<p>Se ne trae la sensazione se non di mancanza di idee che si accompagnino alla tecnica, di un atteggiamento rinunciatario.</p>
<p>In ogni caso, è sicuramente preferibile proteggere artisti figurativi che pongono sull&#8217;altare i grandi per non sprofondare in quel baratro di installazioni e video che devastano ormai da anni le esposizioni e che non riescono che a suscitare fastidio e noia per la ripetitività, la freddezza, la minimalità creativa della progettazione, la provocazione o il gigantismo scambiati con espressione artistica.</p>
<p>Il colore e la materia che si incontrano in modo così esuberante mi rendono ancora felice.</p>
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		<title>Grace</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 21:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di incoscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Grace]]></category>

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		<description><![CDATA[Una gravidanza desiderata strenuamente dopo due aborti spontanei, la fissazione per il vegetarianesimo, la scelta di un&#8217;ostetrica in odore di medicina alternativa.
Madeline vuole che ogni dettaglio sia curato questa volta, ma un incidente automobilistico le uccide il marito e il nascituro.
Mancano tre settimane al termine della gravidanza e Madeline decide di portarla avanti ad ogni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2173&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft size-full wp-image-2174" title="grace" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/10/grace.jpg?w=273&#038;h=339" alt="grace" width="273" height="339" />Una gravidanza desiderata strenuamente dopo due aborti spontanei, la fissazione per il vegetarianesimo, la scelta di un&#8217;ostetrica in odore di medicina alternativa.</p>
<p>Madeline vuole che ogni dettaglio sia curato questa volta, ma un incidente automobilistico le uccide il marito e il nascituro.</p>
<p>Mancano tre settimane al termine della gravidanza e Madeline decide di portarla avanti ad ogni costo.</p>
<p>Nasce Grace.</p>
<p>E’ morta, giace immobile tra le sue braccia, ma alcuni minuti dopo avviene un miracolo.</p>
<p>Nei giorni successivi strani avvenimenti annunciano che Grace è una bambina dalla natura e dagli appettiti particolari.</p>
<p>Uno degli horror più attesi al Sundance Festival non delude del tutto le aspettative indotte dal trailer.</p>
<p><strong><em>“Grace”</em></strong> è un film che si muove nei territori della psicopatologia, più che dell’orrore e della mostruosità, ma riesce ad essere profondamente inquietante e disturbante trasformando la maternità e i suoi aspetti fisiologici in un’ossessione morbosa dai risvolti sanguinolenti.</p>
<p>Una visione che turba e che non sceglie strade prevedibili e già percorse, conducendoci lentamente per mano verso un finale tanto logico, quanto sconvolgente.<span id="more-2173"></span></p>
<p>Il film, diretto e sceneggiato da Paul Solet, è costruito secondo interessanti ed anomale tempistiche.</p>
<p>Diverse ellissi narrative, dialoghi efficaci, alcuni dettagli visivi, rendono l’incipit veloce introducendoci nel vivo della storia e delle dinamiche psicologiche tra i due poli di una lotta tutta al femminile.</p>
<p>Da una parte Madeline, interpretata in modo ipnotico e disperato da una bellissima e fragile Jordan Ladd, dall’altra la suocera, che distrutta dalla morte del figlio, inconsciamente invidiosa della nuora, sviluppa un’ossessione per la nipote, per la vecchiaia del proprio corpo e l’allattamento, visto come tramite naturale per sentirsi nuovamente donna e madre, fino a decidere di stimolare nuovamente la produzione di latte con i vecchi strumenti già usati in passato.</p>
<p>E come terzo elemento trasversale, un’ostetrica lesbica per cui la natura femminile è un simulacro da proteggere con amore.</p>
<p>Una volta nata Grace, il ritmo rallenta, si entra in una dimensione da incubo in cui segnali come l’infestazioni di mosche od odori disgustosi conducono Madeline a comprendere la verità sulla bambina, definitivamente svelata quando le morderà il capezzolo per succhiarne il sangue.</p>
<p>Madeline scivolerà in un vortice di autodistruzione, sarà disposta a farsi anemizzare quanto ad acquistare chili di carne per spremerne il sangue.</p>
<p>Proprio mentre la sua nemesi, che progetta di portarle via la creatura, è in agguato, non sapendo quali azioni sia disposta a compiere una madre per difendere la propria prole, comunque essa sia.</p>
<p>La raffinata regia gioca a elargire indizi non tanto per suggerirci ciò che abbiamo compreso tutti fin dall’inizio, ma per farci vivere nei suoi passaggi fondamentali il decadimento fisico e psicologico di Madeline.</p>
<p>Raramente in un film il parto o l’allattamento sono diventati occasioni per far rabbrividire lo spettatore, per spargere sangue e liquami, riducendoli alla loro animalità, ad una dimensione biologica, viscerale e cannibalistica, fatta di violenza, possesso e sacrificio, sporcata dal macabro humour nero della conversione di una vegetariana ad una dimensione nutrizionale primordiale.</p>
<p><strong><em>“Grace”</em></strong> non segue la strada banale di <em>“It’s alive”</em> , ma è focalizzato sugli effetti della riduzione della donna al suo aspetto materno che diventa monomaniacalità.</p>
<p>Non aspettatevi un diluvio di scene shock, queste sono distribuite e costruite con parsimoniosa tensione, senza mai arrivare alla saturazione, portandoci progressivamente ad un livello più alto di follia fino ad arrivare, con un efficace scarto temporale, alla più estrema delle derive.</p>
<p>Se avrete la pazienza di seguire Madeline nella sua caduta nel baratro, la sequenza finale vi rimarrà impressa nella mente a lungo tempo.</p>
<p><em>“C’è una novità. Ora vuole di più”.</em></p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lennynero.wordpress.com/2009/10/05/grace/"><img src="http://img.youtube.com/vi/qSgWSkNmO2g/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
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		<title>Bastardi senza gloria</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 21:10:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di incoscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Bastardi senza gloria]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi conosce il sottoscritto sa che sono un tarantiniano incondizionato, uno di quegli ammiratori che ha sempre perdonato tutto ad uno dei suoi registi preferiti, anche quando l&#8217;(auto)citazionismo e il manicheismo dei dialoghi erano palesemente fastidiosi e in bilico tra omaggio, plagio e mera mancanza di ispirazione.
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignright size-full wp-image-2170" title="Bastardi-senza-gloria" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/10/bastardi-senza-gloria.jpg?w=236&#038;h=313" alt="Bastardi-senza-gloria" width="236" height="313" />Chi conosce il sottoscritto sa che sono un tarantiniano incondizionato, uno di quegli ammiratori che ha sempre perdonato tutto ad uno dei suoi registi preferiti, anche quando l&#8217;(auto)citazionismo e il manicheismo dei dialoghi erano palesemente fastidiosi e in bilico tra omaggio, plagio e mera mancanza di ispirazione.</p>
<p>Un esempio clamoroso ne è stato <a href="http://lennynero.wordpress.com/2007/06/07/death-proof-a-prova-di-tarantino/" target="_blank"><em>&#8220;Death proof&#8221;</em></a>, che comunque amo, non al pari dei precedenti, per l&#8217;eccezionale esibizionismo tecnico e per la capacità di creare nuove iconografie rielaborando quelle vecchie.</p>
<p>E pazienza se il film è spezzato malamente da un dialogo centrale di cui chiunque avrebbe fatto a meno.</p>
<p>Di fronte a <strong><em>&#8220;Bastardi senza gloria&#8221;</em></strong>, nonostante una critica soprendentemente ben disposta e una risposta di pubblico ottima (risate ed applausi incontenibili), non riesco a prendere le difese del regista.</p>
<p>Il film non mi ha entusiasmato perchè di Tarantino è rimasta solo una forma mentis che è ormai marchio di fabbrica, uno scheletro d&#8217;autore prevedibile, che si inceppa, costituito da scene e dialoghi interminabili privi di tensione che non incorniciano una sola volta una sequenza che possa essere definita memorabile, così come non lo sono di certo le frasi pronunciate dai protagonisti.</p>
<p>E&#8217; lecito chiedersi come sia stato speso il budget di 70 milioni di dollari, quando sullo schermo vediamo un film che non brilla per spettacolarità o scene d&#8217;azione, oltre a non elevarsi sopra una media pantomima tarantiniana.<span id="more-2167"></span></p>
<p>Non solo si adottano sempre i soliti schemi di costruzione narrativa, non solo si seppellisce lo spettatore sotto tonnellate di parole inutili e prive di ritmo (il colloquio tra Shosanna e Landa e il gioco delle carte alla taverna mettono a dura prova la voglia di fumare persino dei non fumatori), ma ciò che lascia più perplessi è la direzione delle scene, alcune scelte di montaggio opinabili (e mai avrei pensato di scriverlo per un film di Tarantino), l&#8217;assenza di immagini forti, addirittura un rifuggire dalla violenza o il diluirla in umorismo infantile.</p>
<p>Nonchè la totale mancanza di imprevedibilità e colpi di scena.</p>
<p>La pellicola ha senza dubbio dei pregi, essenzialmente due: il cast e il personaggio di Shosanna.</p>
<p>Attori come Cristoph Waltz, Michael Fassbender, Mélanie Laurent, Diane Kruger e Denis Menochet danno corpo e intensità a ruoli frammentari e bistrattati, e spiccano in confronto a un Brad Pitt che gigioneggia (gli era già riuscito bene in <em>&#8220;Snatch&#8221;</em>) o all&#8217;infelice scelta di Eli Roth, di certo non credibile nei panni del cosiddetto Orso Ebreo.</p>
<p>Non si comprende il motivo di dilatare all&#8217;infinito certe scene persino con inquadrature che lasciano perplessi (la panna sul dolce) sprecando tempo dedicabile ad un maggior approfondimento psicologico.</p>
<p>D&#8217;altra parte tutti i personaggi sono solo macchiette, con imbarazzanti vette di grottesco quando entrano in gioco i gerarchi nazisti o Churcill, e il presunto messaggio intellettualoide sulla forza politica del cinema nel riscrivere la storia, in senso (anti)propagandistico, o addirittura di redenzione (la transitoria afflizione di Fredrick), rimane solo sulla superficie, proprio in quanto superficiale.</p>
<p>Non ci viene risparmiata nemmeno l&#8217;ennesima scena foot-fetisch che si conclude con uno strangolamento ripreso coi piedi, e dai piedi, per il quale si rimanderebbe Tarantino a lezione da Hitchcock (<em>&#8220;Il sipario strappato&#8221;</em>).</p>
<p>Naturalmente ci sono il mix di colonne sonore italiane, visto che Ennio Morricone non era disponibile, i riferimenti alla cinematografia nazista e l&#8217;immancabile western, ma questi sono elementi attesi, come tutto il resto.</p>
<p>In definitiva, due ore e mezza per un giocattolone che non aggiunge, ma se mai toglie, alla cinematografia di Tarantino; diverte a tratti, ma non appassiona (eccetto per il personaggio di Shosanna) e non riesce quasi mai ad appagare nè il cinefilo nè gli occhi, scivolando sciatto e leggero verso il finale più scontato.</p>
<p>Giusto per la cronaca, applausi in sala e tra le frasi pronunciate dal pubblico mi ha colpito &#8220;E&#8217; un fottuto genio!&#8221;.</p>
<p>Mi domando se questo fosse il primo film di Tarantino visto da qualcuno degli spettatori.</p>
<p>Anche tra i redattori di BadTaste le opinioni sono discordanti, tanto che sono state pubblicate <a href="http://www.badtaste.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=8920&amp;Itemid=167" target="_blank">due</a> <a href="http://www.badtaste.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=9441&amp;Itemid=167" target="_blank">recensioni</a> di segno completamente opposto.</p>
Posted in Flussi di incoscienza Tagged: Bastardi senza gloria, Cinema <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lennynero.wordpress.com/2167/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lennynero.wordpress.com/2167/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lennynero.wordpress.com/2167/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lennynero.wordpress.com/2167/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lennynero.wordpress.com/2167/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lennynero.wordpress.com/2167/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lennynero.wordpress.com/2167/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lennynero.wordpress.com/2167/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lennynero.wordpress.com/2167/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lennynero.wordpress.com/2167/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2167&subd=lennynero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>District 9</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 19:02:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di incoscienza]]></category>
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		<description><![CDATA[Sorto dalle ceneri della trasposizione di &#8220;Halo&#8221; , sviluppato a partire dal corto &#8220;Alive in Joburg&#8221; e sostenuto con forza dal nome di Peter Jackson a capo della produzione, &#8220;District 9&#8243; si merita il successo trasversale di pubblico e di critica che ha ottenuto.
Incluso l&#8217;effetto collaterale di farsi bandire dalla Nigeria, ma ciò è cosa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2158&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft size-full wp-image-2160" title="District9" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/09/district9.jpg?w=247&#038;h=329" alt="District9" width="247" height="329" />Sorto dalle ceneri della trasposizione di<em> &#8220;Halo&#8221;</em> , sviluppato a partire dal corto <em>&#8220;Alive in Joburg&#8221;</em> e sostenuto con forza dal nome di Peter Jackson a capo della produzione, <strong><em>&#8220;District 9&#8243;</em></strong> si merita il successo trasversale di pubblico e di critica che ha ottenuto.</p>
<p>Incluso l&#8217;effetto collaterale di farsi bandire dalla Nigeria, ma ciò è cosa buona e giusta.</p>
<p><strong>&#8220;District 9&#8243;</strong> è un film solidissimo, diretto e sceneggiato con una mano talmente sicura che è lecito sospettare che il regista e autore Blomkamp abbia il talento sufficiente per sorprenderci negli anni a venire.</p>
<p>Nato come produzione indipendente e relativamente poco costosa (30 milioni di dollari che generano un risultato visivo che vale il triplo),  ha rappresentato l&#8217;occasione ottimale per il regista di esercitarsi con il suo primo lungometraggio in totale libertà, pertanto potrebbe sorprendere più di una persona che pensa di assistere all&#8217;ennesima spielberghiana (e quindi lagnosa) versione di <em>&#8220;Incontri ravvicinati del terzo tipo&#8221;</em>.</p>
<p>Basandosi sulla sua esperienza in Sud Africa, Blomkamp racconta nuovamente l&#8217;apartheid, punisce un protagonista dal cognome olandese (cinismo storico verso i colonialisti) incentrando il film sul suo dramma personale e la sua evoluzione psicologica e ci stupisce con sequenze in stile mockumentary che avrebbero da insegnare qualcosa a Michael Moore, momenti di azione frenetica ed iperrealista, pur nella loro dimensione fantascientifica, e conuna sceneggiatura che calibra con maestria le ellissi, per raccontarci ben dieci anni di antefatto, e che non perde mai di vista i personaggi.<span id="more-2158"></span></p>
<p>Non c&#8217;è un solo elemento che non sia coinvolgente o tecnicamente perfetto, in un equilibrio mai precario tra narrazione ed intrattenimento spettacolare.</p>
<p>Si rimane ipnotizzati per due ore, non tanto per l&#8217;abbondante uso di camera a mano (a volte fastidioso, ma mai aleatorio) che potrebbe stordire, ma per il climax in crescendo senza un attimo di sosta, per la fluidità del racconto e per la capacità di riuscire ad appassionarci (o per lo meno, a farci simpatizzare) per orride creature aliene, il cui comportamento anarchico e violento per necessità è ben differente, e più ricco di sfumature, di certi stereotipi hollywoodiani.</p>
<p>Non mancano gli omaggi cinefili riconoscibili, in particolare a<em> &#8220;La mosca&#8221;</em> di Cronenberg, ma anche prosaici agli shooter più violenti, tanto che trasformazioni mostruose, mutilazioni ed esplosioni di sangue riempiono spesso lo schermo, rendendo il film ancora più lontano da un prodotto americano medio e molto più di impatto.</p>
<p>A voler trovare un difetto, si potrebbe evidenziare che la trama non sorprende mai davvero, e nelle sue linee principali è piuttosto prevedibile, dato anche il monolitismo ideologico di base.</p>
<p>A compensazione, quintali di adrenalina, divertimento, armi aliene e mechwarrior animati in modo eccezionale, una certa cattiveria e un finale che è meno banale di quanto sembri e che si chiude su un&#8217;immagine che è grottesca e triste, quanto bella e romantica al tempo stesso.</p>
<p>Inoltre preferisco un racconto metaforico (per quanto la metafora sia urlata) ad un pamphlet sociologico che si pone in cattedra.</p>
<p>Ed è sicuramente più efficace nel veicolare il messaggio.</p>
<p>In definitiva, un&#8217;opera che in un contesto ad alto tasso di effetti speciali mescola politica, coerenza narrativa e un&#8217;abbondante dose di orrore.</p>
<p>Collocarlo fra i blockbuster significa recargli torto.</p>
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	</item>
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		<title>Taxidermia</title>
		<link>http://lennynero.wordpress.com/2009/09/27/taxidermia/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 16:16:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di incoscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Taxidermia]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie alla Tartan è possibile recuperare l&#8217;enigmatico &#8220;Taxidermia&#8221;, diretto da György Pálfi e basato sui racconti di Lajos Parti Nagy.
E&#8217; una produzione ungherese che ha lasciato esterrefatto ogni spettatore e critico, sia per il surrealismo criptico e grottesco sia per gli eccessi rappresentati con un elegante stile visivo che consente di tollerare le sequenze più [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2148&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignright size-full wp-image-2151" title="taxidermiaposter" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/09/taxidermiaposter.jpg?w=259&#038;h=378" alt="taxidermiaposter" width="259" height="378" />Grazie alla Tartan è possibile recuperare l&#8217;enigmatico <strong><em>&#8220;Taxidermia&#8221;</em></strong>, diretto da György Pálfi e basato sui racconti di Lajos Parti Nagy.</p>
<p>E&#8217; una produzione ungherese che ha lasciato esterrefatto ogni spettatore e critico, sia per il surrealismo criptico e grottesco sia per gli eccessi rappresentati con un elegante stile visivo che consente di tollerare le sequenze più controverse.</p>
<p><em><strong>&#8220;Taxidermia&#8221;</strong></em> segue le vicende principali di tre generazioni familiari.</p>
<p>La prima è rappresentata da Vendel, soldato semplice ossessionato dal sesso e dal voyeurismo e vessato da un superiore che porterà termine in modo violento alla sua vita, non prima che Vendel sia riuscito a ingravidarne la moglie.</p>
<p>Il parto da alla luce Kalman, dalla coda di maiale, che diverrà il più famoso &#8220;speed-eater&#8221; dell&#8217;Ungheria fino a trasformarsi in una creatura deformata e dal ventre abnorme.</p>
<p>Il figlio di Kalman, Lajos, è al contrario un individuo esile e diafano, timido, incapace di trovare un approccio sessuale con le donne e dedito per passione e lavoro alla taxidermia, unico suo sfogo esistenziale per sfuggire agli improperi del padre, da lui deluso perchè non ha mai voluto seguirne le orme fino a costringerlo, per compensare, a imprigionare dei gatti da nutrire con porzioni di cibo pantagrueliche.</p>
<p>E il destino di Lajos sarà quanto mai atroce.</p>
<p>Satira politica, film sull&#8217;arte, distillato di follia ed estro senza senso, sotto qualsiasi ottica lo si affronti <strong><em>&#8220;Taxidermia&#8221; </em></strong>non lascia indifferenti, appaga l&#8217;occhio e riesce a divertire nonostante un insanabile cinismo di fondo.<span id="more-2148"></span></p>
<p>Da una parte il regista sembra attaccare il relativo benessere generato dal dopoguerra e dal regime comunista, che ha trasformato gli individui in consumisti esaltati, in cittadini avidi di gloria per far primeggiare il proprio governo, fino a descriverne la parabola discendente verso una condizione di disillusione, disgregazione sociale e continuo vivere nel ricordo delle glorie passate.<img class="size-full wp-image-2152 alignleft" title="18611653" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/09/18611653.jpg?w=300&#038;h=200" alt="18611653" width="300" height="200" /></p>
<p>Dall&#8217;altra, prescindendo dalla mera localizzazione dei fatti, il regista sembra affrontare in modo sarcastico gli istinti e le passioni umane, dal sesso al desiderio di eternarsi (attraverso la procreazione, attraverso il gigantismo e infine attraverso l&#8217;opera d&#8217;arte definitiva), un continuo rincorrere un posto nella storia che immancabilmente si conclude col suo raggiungimento parziale, con il fallimento.</p>
<p>Adottando uno stile che ricorda quello di Caro e Jeunet, Pálfi, a proprio agio anche con la CGI usata per sbizzarrirsi in varie trovate visive, crea un film che suscita meraviglia per la bellezza delle immagini che si confrontano con perversioni e dettagli disgustosi.</p>
<p>Dal pene fiammeggiante e i rapporti con carcasse di Vendel, passando per le scene di vomito o della metamorfosi di Kalman fino all&#8217; incredibile e spettacolare performance di Lajos, impagliatore del padre e carnefice di se stesso per mezzo di un sofisticato automatismo, lo zibaldone di coloratissime cartoline dall&#8217;inferno tiene incollato allo schermo, tormenta lo stomaco e lascia più di uno spunto di riflessione.</p>
<p>Tuttavia è proprio la tecnica messa in atto il punto di forza di <strong><em>&#8220;Taxidermia&#8221;</em></strong> e vale la pena farsene trascinare rischiando lo shock.</p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lennynero.wordpress.com/2009/09/27/taxidermia/"><img src="http://img.youtube.com/vi/F_TReXQ_K1M/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
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	</item>
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		<title>Interviste con Francis Bacon &#8211; D. Sylvester</title>
		<link>http://lennynero.wordpress.com/2009/09/20/interviste-con-francis-bacon-d-sylvester/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 21:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di incoscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Francis Bacon]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Anything in art seems cruel because reality is cruel. Perhaps that&#8217;s why so many people like abstraction in art, because you can&#8217;t be cruel in abstraction.&#8221;
 La casa editrice &#8220;Thames &#38; Hudson&#8221; ha ripubblicato nel 2008 la versione riveduta e corretta delle interviste di David Sylvester a Francis Bacon, che coprono il lungo arco di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2135&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft size-full wp-image-2140" title="foto" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/09/foto.jpg?w=262&#038;h=349" alt="foto" width="262" height="349" /><em>&#8220;Anything in art seems cruel because reality is cruel. Perhaps that&#8217;s why so many people like abstraction in art, because you can&#8217;t be cruel in abstraction.&#8221;</em></p>
<p><em> </em>La casa editrice &#8220;Thames &amp; Hudson&#8221; ha ripubblicato nel 2008 la versione riveduta e corretta delle interviste di David Sylvester a Francis Bacon, che coprono il lungo arco di tempo compreso tra il 1962 e il 1986.</p>
<p>Si tratta di un documento eccezionale che consente di penetrare nell&#8217;habitat di uno dei più grandi artisti dell&#8217;ultimo secolo, mai appesantito da un eccesso di dettagli tecnici e, visto il piacere malcelato di Bacon di discutere della propria opera, di uno scambio intellettuale in ultimo umano, fin troppo umano.</p>
<p>I dipinti di Bacon non solo sono innovativi e unici, ma per quanto apparentemente criptici risultano emotivamente perturbanti e trasparenti, comunicando direttamente col nostro inconscio; tuttavia le interviste costituiscono una testimonianza che vorremmo possedere di ogni grande pittore e che consente di custodire nel tempo anche il pensiero dell&#8217;artista.</p>
<p>Essendo Bacon una persona estremamente complessa, le sue parole non sottraggono alle opere fascino e mistero, ma al contrario lo rafforzano, demistificando alcune diffuse ed errate interpretazioni del suo lavoro e conducendoci al nucleo delle sue fonti ispirative, del metodo di lavoro e degli scopi che si prefiggeva.</p>
<p>L&#8217;effetto è quello di essere sbalzati in un mondo mentale in cui lottano le ricerche estetiche, precise e razionali, e la volontà rabbiosa dietro i suoi gesti pittorici, istintivi e frequentemente accidentali, non filtrati dalla coscienza.</p>
<p><span id="more-2135"></span></p>
<p><em>&#8220;You can be optimistic and totally without hope. One&#8217;s basic nature is totally without hope, and yet one&#8217;s nervous system is made out of optimistc stuff. It doesn&#8217;t make any difference to my awareness of the shortness of the moment of existence between birth and death. And that&#8217;s one thing I&#8217;m conscious of all the time. And I suppose id does come through in my paintings.&#8221;</em></p>
<p>Costruito come una monografia, ogni analisi di un particolare dipinto è accompagnata da immagini e dettagli, ricevendo così la possibilità di viverlo durante la sua elaborazione.</p>
<p><em>&#8220;I&#8217;m not really trying to say  anything, I&#8217;m trying to do something&#8221;</em>.</p>
<p>Le conversazioni coprono qualsiasi tipo di argomento.</p>
<p>Le parti più interessanti per comprendere il percorso compiuto da Bacon non sono gli aneddoti biografici, o le lamentele sulla sua solitudine, ma quelle che riguardano i suoi giudizi, spesso impietosi, sui suoi contemporanei e quelle che tentano di scarnificare la pittura di Bacon cercando di carpirne la scaturigine ed esplorare le sue teorie sull&#8217;istinto contrapposto ad una retorica e fasulla ispirazione, la sua ambizione di essere un&#8217;alternativa alla fotografia e al cinema, di superarli in inventiva, di ricreare l&#8217;immagine attraverso la deformazione e la distruzione, aspirando a mettere su tela la realtà oltre alla superficie, il suo impatto diretto sul sistema nervoso.</p>
<p><em>&#8220;[...]the brutality of fact&#8221;</em> contrapposta al lirismo.</p>
<p><em>&#8220;I think of life as meaningless; but we give it meaning during our own existence. we create certain attitudes which give it a  meaning while we exist, thouhg they in themselves are meaningless, really.[...]A purpose for nothing.&#8221;</em></p>
<p>In particolare i suoi ritratti sono il tentativo di catturare l&#8217;emanazione e le pulsazioni della persona, la violenza che rimane quando si strappano via i veli di una vita mascherata da uno schermo, una pittura che sgorga da un fiume di carne.</p>
<p><em>&#8220;It sounds a terribly romantic idea, but I see it very formally&#8221;.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em>DS: [...] Don&#8217;t you think that any believing Christian who felt that he was damned would prefer not to have an immortal soul than to live in eternal torment?</em></p>
<p><em>FB: No, I don&#8217;t. I think that people are so attached to their egos that they&#8217;d probably rather have the torment than simple annihilation.</em></p>
<p><em>DS: You&#8217;d prefer the torment yourself?</em></p>
<p><em>FB: Yes, I would, because, if I was in hell I would always feel I had a chance of escaping. I&#8217;d always be sure that I&#8217;d be able to escape.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em>Altri post su Francis Bacon:</em></p>
<ul>
<li><a href="http://lennynero.wordpress.com/2008/04/27/deformografia-i-francis-bacon/" target="_blank"><em>Deformografia I</em></a></li>
<li><em><a href="http://lennynero.wordpress.com/2008/05/06/love-is-the-devil/" target="_blank">Love is the devil</a><br />
</em></li>
</ul>
Posted in Flussi di incoscienza Tagged: Arte, Francis Bacon, Libri <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lennynero.wordpress.com/2135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lennynero.wordpress.com/2135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lennynero.wordpress.com/2135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lennynero.wordpress.com/2135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lennynero.wordpress.com/2135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lennynero.wordpress.com/2135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lennynero.wordpress.com/2135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lennynero.wordpress.com/2135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lennynero.wordpress.com/2135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lennynero.wordpress.com/2135/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2135&subd=lennynero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Chrysalis</title>
		<link>http://lennynero.wordpress.com/2009/08/31/chrysalis/</link>
		<comments>http://lennynero.wordpress.com/2009/08/31/chrysalis/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 18:52:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di incoscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Chrysalis]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Anno 2020.
La figlia di un&#8217;esperta di chirurgia telematica rimane gravemente ferita durante un incidente d&#8217;auto.
L&#8217;agente David Hoffman perde sua moglie, ferita durante uno scontro a fuoco col pericoloso criminale Nicolov.
Alcune persone scompaiono per diversi giorni, mentre altre vengono ritrovate decedute e con il cervello distrutto da potenti cariche elettriche.
I sopravvissuti sono privi di memoria ed [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2125&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignright size-full wp-image-2126" title="chrysalis-poster" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/08/chrysalis-poster.jpg?w=229&#038;h=338" alt="chrysalis-poster" width="229" height="338" />Anno 2020.</p>
<p>La figlia di un&#8217;esperta di chirurgia telematica rimane gravemente ferita durante un incidente d&#8217;auto.</p>
<p>L&#8217;agente David Hoffman perde sua moglie, ferita durante uno scontro a fuoco col pericoloso criminale Nicolov.</p>
<p>Alcune persone scompaiono per diversi giorni, mentre altre vengono ritrovate decedute e con il cervello distrutto da potenti cariche elettriche.</p>
<p>I sopravvissuti sono privi di memoria ed in comune con i morti hanno strani segni sulle palpebre.</p>
<p><strong>&#8220;Chrysalis&#8221;</strong> è una produzione di un paio di anni fa che insieme ad<em> <a href="http://lennynero.wordpress.com/2008/10/13/eden-log/" target="_blank">&#8220;Eden Log&#8221;</a></em> (ben più originale) e <a href="http://lennynero.wordpress.com/2008/09/09/dante-01/" target="_blank"><em>&#8220;Dante 01&#8243;</em></a> (da evitare), rappresenta l&#8217;ennesimo tentativo per la Francia di ritagliarsi un suo spazio commerciale anche nel genere sci-fi.</p>
<p>Per ora la Francia ha rivoltato come un guanto solo il genere horror, mentre per la fantascienza pare essere ancora aggrappata a modelli iconografici americani che mal si conciliano con una narrazione di gusto più europeo.</p>
<p>Il risultato è che lo stiloso <strong><em>&#8220;Chrysalis&#8221;</em></strong> si lascia piacevolmente guardare, ma rischia di annoiare o deludere, sempre in bilico tra pretese autoriali, immagini autocompiaciute e patinate e botte da orbi, come se gli sceneggiatori volessero prendere tutte le direzioni possibili.</p>
<p>Per fortuna tecnicamente il film è di alto livello e, sopportando qualche lentezza, la visione può anche valere la pena se non ci si fa ingannare da improbabili paragoni con <em>&#8220;Blade Runner&#8221;</em>.<span id="more-2125"></span></p>
<p>I punti di forza del film, e qui cova l&#8217;inganno, sono il potente sonoro, una certa ricercatezza nella composizione geometrica delle immagini, gli spettacolari ambienti hi-tech senza tempo, l&#8217;ottimo montaggio delle scene di azione o di combattimento (coreografate da uno degli attori protagonisti, Alain Figlarz, già all&#8217;opera con la serie <em>&#8220;Bourne&#8221;</em>) ed una sceneggiatura che si prende il suo tempo per far intrecciare le sottotrame parallele e farle convergere al momento della rivelazione.</p>
<p><strong><em>&#8220;Chrysalis&#8221;</em></strong> assomiglia più a un action-thriller che non ad un esercizio di distopia fantascientifica, e parte del divertimento deriva proprio dal cercare di capire come si combinano tutti i tasselli del puzzle, con qualche colpo di scena efficace, ma mai davvero eclattante.</p>
<p>In definitiva un film che si pone all&#8217;incrocio di diversi generi, incastonati in una cornice lucidata a pennello (costantemente raffreddata dal filtro blu) non sempre adatta a ciò che vediamo.</p>
<p>Corre il rischio di sembrare meramente decorativo o un puro esercizio di esibizionismo tecnico fine a se stesso.</p>
<p>Essendo il primo lungometraggio di Julien Leclerq, è lecito pensare che gli abbiano fornito l&#8217;occasione di scaldarsi i muscoli, dopo il già chiaccherato corto intitolato<em> &#8220;Transit&#8221;</em>.</p>
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		<title>Flickr</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 17:07:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di incoscienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho raccolto alcune delle foto scattate a Parigi e Londra in un account Flickr.
In attesa di aggiornarlo:
http://www.flickr.com/photos/hardcorejudas/
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:right;"><img class="alignleft size-full wp-image-2121" title="London" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/08/london.jpg?w=209&#038;h=293" alt="London" width="209" height="293" />Ho raccolto alcune delle foto scattate a Parigi e Londra in un account Flickr.</p>
<p style="text-align:right;">In attesa di aggiornarlo:</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/hardcorejudas/" target="_blank">http://www.flickr.com/photos/hardcorejudas/</a></p>
Posted in Flussi di incoscienza  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lennynero.wordpress.com/2120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lennynero.wordpress.com/2120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lennynero.wordpress.com/2120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lennynero.wordpress.com/2120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lennynero.wordpress.com/2120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lennynero.wordpress.com/2120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lennynero.wordpress.com/2120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lennynero.wordpress.com/2120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lennynero.wordpress.com/2120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lennynero.wordpress.com/2120/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2120&subd=lennynero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Knowing &#8211; Segnali dal futuro</title>
		<link>http://lennynero.wordpress.com/2009/08/27/knowing-segnali-dal-futuro/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 19:26:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di incoscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Knowing]]></category>
		<category><![CDATA[Segnali dal futuro]]></category>

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		<description><![CDATA[John Koestler, astrofisico depresso e tendente all&#8217;alcolismo in seguito alla morte della moglie, assiste all&#8217;apertura di una capsula temporale seppellita davanti alla scuola in cui studia il figlio.
Si tratta di un contenitore metallico in cui 50 anni prima gli scolari avevano sigillato disegni ritraenti un ipotetico futuro; tra di loro una bambina, tormentata da voci [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2105&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em><span style="font-style:italic;"><img class="alignright size-full wp-image-2108" title="knowing" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/08/knowing.jpg?w=232&#038;h=293" alt="knowing" width="232" height="293" /></span></em>John Koestler, astrofisico depresso e tendente all&#8217;alcolismo in seguito alla morte della moglie, assiste all&#8217;apertura di una capsula temporale seppellita davanti alla scuola in cui studia il figlio.</p>
<p>Si tratta di un contenitore metallico in cui 50 anni prima gli scolari avevano sigillato disegni ritraenti un ipotetico futuro; tra di loro una bambina, tormentata da voci minacciose, scrive una serie di numeri.</p>
<p>Koestler scopre che le cifre indicano data e luogo di alcune delle più colossali tragedie della storia umana e all&#8217;appello mancano tre eventi.</p>
<p>Dopo<em> &#8220;Io, Robot&#8221;</em> prosegue la parabola discendente di Alex Proyas, almeno da un punto di vista creativo.</p>
<p>Non solo impiega diversi anni per dirigere un nuovo film, ma seppellisce ciò che rimane <a href="http://lennynero.wordpress.com/2008/07/01/dark-city/" target="_blank">del suo talento</a> sotto script improbabili.</p>
<p>Per<strong><em> &#8220;Knowing&#8221;</em></strong> si presta, anche sotto la veste di produttore, a mettere in scena una storia scritta addirittura a 6 mani, realizzando il suo film meno originale e più deludente.<span id="more-2105"></span></p>
<p>Riesco a salvare, senza timore di essere sbeffeggiato, due spettacolari sequenze di incidenti disastrosi, che irrompono improvvise sullo schermo e, pur nella loro breve durata, colpiscono per l&#8217;impatto violento e l&#8217;ottimo lavoro compiuto dai responsabili degli FX.</p>
<p>Questi dieci minuti non giustificano l&#8217;afflizione che subiamo per una pellicola che gira a vuoto per mezz&#8217;ora abbondante, incentrata sulla depressione di Koestler, interpretato da Nicholas Cage che fa il verso a se stesso in <em>&#8220;Via da Las Vegas&#8221;</em>, con risultati altrettanto imbarazzanti (all&#8217;epoca si faceva rubare la scena da un&#8217;eccezionale Elizabeth Shue, mentre lui provava a fingere di morire per cirrosi e qualche critico confuse le sue smorfie con grande recitazione).</p>
<p>Cage è uno di quegli attori che offre sempre una garanzia: il film sarà imbarazzante.</p>
<p>La trama procede per banale e lineare accumulo di indizi, insistendo sullo stesso concetto più volte nel caso uno spettatore annoiato avesse perso il punto in cui ci viene rivelato che cosa indicano le cifre.</p>
<p>L&#8217;apocalisse! L&#8217;apocalisse! E&#8217; chiaro?</p>
<p>Per fortuna la seconda parte scorre più veloce, la tensione sale, ma un&#8217;immagine ad ispirazione biblica induce il peggiore dei dubbi (oltre a riassumere la conclusione e togliendo ogni sorpresa) e iniziano a scorrere gocce di sudore freddo.</p>
<p>Con uno di quei colpi di genio che solo ad Hollywood riescono a concepire dopo il terzo cocktail in terrazza, il film terminerà con una pacchiana mescolanza tra il peggior Spielberg e ansie da redenzione puritana?</p>
<p>A voi scoprire che la risposta è persino più atroce.</p>
<p>Forse se ci fosse stato un taglio di montaggio qualche minuto di prima, lasciando un margine di mistero e di libera interpretazione, non sarei così duro nel mio giudizio, ma di fronte ad immagini prese direttamente da un catechismo del futuro, intinto vagamente nella New Age, il pollice verso è inevitabile.</p>
<p>Non si salvano neanche le scene di armageddon, apparendo come la versione infuocata di quelle di <em>&#8220;Deep Impact&#8221;</em> e rese ridicole da un Nicholas Cage che a bordo dell&#8217;auto riesce a sfrecciare in mezzo a strade completamente intasate da persone in preda alla disperazione, e probabilmente investite senza pietà.</p>
<p>Inutile aggiungere che la corsa finale è correlata ad una ricongiunzione familiare in stile <em>&#8220;Guerra dei mondi&#8221;</em>.</p>
<p>Spielberg ha fatto scuola, il cinema ne risente e anche io non mi sento troppo bene quando vedo un regista (in passato) promettente cadere in trappole narrative così facili.</p>
<p>Segnalo anche la <a href="http://elvezio-sciallis.blogspot.com/2009/07/segnali-dal-futuro.html" target="_blank">recensione di Elvezio Sciallis</a>.</p>
Posted in Flussi di incoscienza Tagged: Cinema, Knowing, Segnali dal futuro <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lennynero.wordpress.com/2105/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lennynero.wordpress.com/2105/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lennynero.wordpress.com/2105/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lennynero.wordpress.com/2105/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lennynero.wordpress.com/2105/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lennynero.wordpress.com/2105/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lennynero.wordpress.com/2105/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lennynero.wordpress.com/2105/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lennynero.wordpress.com/2105/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lennynero.wordpress.com/2105/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2105&subd=lennynero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Vexille</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 17:14:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di incoscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Vexille]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono trascorsi dieci anni da quando un mandato delle Nazioni Unite ha bloccato la prosecuzione degli esperimenti per la creazione di androidi, ormai troppo avanzati e pericolosi, posti in atto dalle industrie DAIWA.
Il Giappone da allora si è isolato dal mondo, protetto da un rete elettromagnetica che impedisce ogni rilevamento satellitare, chiuso nella più completa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2098&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="size-full wp-image-2099 alignleft" title="vexille" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/08/vexille.jpg?w=243&#038;h=349" alt="vexille" width="243" height="349" />Sono trascorsi dieci anni da quando un mandato delle Nazioni Unite ha bloccato la prosecuzione degli esperimenti per la creazione di androidi, ormai troppo avanzati e pericolosi, posti in atto dalle industrie DAIWA.</p>
<p>Il Giappone da allora si è isolato dal mondo, protetto da un rete elettromagnetica che impedisce ogni rilevamento satellitare, chiuso nella più completa autarchia e considerato una minaccia per il mondo.</p>
<p>L’unità speciale S.W.O.R.D., guidata da Vexille, cerca le prove, dopo una soffiata da parte di un androide fuggitivo, con un’incursione durante una riunione fra Saito, rappresentante della DAIWA, uomini d’affari e politici; ma la situazione si complica in modo drammatico e infiltrarsi sul territorio giapponese sarà l’unico modo per scoprire una verità in ultimo più tragica di ogni possibile sospetto.</p>
<p>Dai creatori di <em>“Appleseed”</em>, diretto da Fumihiko Sori, pubblicato con due anni di ritardo dopo l’apertura del Festival di Locarno 2007,  <strong><em>“Vexille”</em></strong> è un anime accattivante, spettacolare, molto coinvolgente, meritevole di una proiezione in sala, spesso sorprendente ed originale dal punto di vista tecnico.</p>
<p>A corredo, una soundtrack  potente che raccoglie brani di Oakenfold, Asian Dub Foundation, Basement Jaxx, Underworld, Prodigy.<span id="more-2098"></span></p>
<p>Non fatevi da ingannare dalla trama (meno banale di quanto sembri), ma neanche da chi lo paragona a <a href="http://lennynero.wordpress.com/2006/08/12/about-ghost-in-the-shell-2/" target="_blank"><em>“Ghost in the shell 2”</em></a>.</p>
<p>La storia ricorda per alcuni versi programmati disastri industriali in stile <a href="http://lennynero.wordpress.com/2009/08/07/resident-evil-degeneration-dead-space-downfall/" target="_blank"><em>“Resident Evil”</em></a>, non ci sono particolari riflessioni filosofiche, i dialoghi vagamente esistenziali sono prevedibili, quanto ridotti, e si punta soprattutto sulle meraviglie visive, il montaggio, il ritmo, l’audio, insomma, sullo spettacolo puro.</p>
<p>Rinunciando fin dall’inizio ad ambizioni di fotorealismo, i personaggi sono il risultato di una mescolanza intrigante tra motion capture e cel-shading, immersi in modo ottimale in un ambiente CGI variegato, in buona parte in linea con atmosfere post-apocalittiche, e sempre credibile.</p>
<p>La narrazione è lineare ed estremamente chiara e il prodotto sembra volersi accattivare anche quella fetta di pubblico occidentale poco avvezzo agli arzigogoli e alle ellissi tipiche degli anime giapponesi, per non soprassedere sul fatto che il Giappone non solo è sull&#8217;orlo del suidicio di massa, ma la liberazione arriva nei panni di una donna statunitense.</p>
<p style="text-align:left;">Il vero punto di forza di <em><strong>“Vexille”</strong></em> sono le scene d’azione, adrenaliniche più dell’atteso e realizzate in grande, sia che si tratti di assalti da parte di robot e mechwarrior, sia di corse in auto in mezzo al deserto mentre si sfugge da enormi vermi-cyborg, ultima agghiacciante fase dell&#8217; evoluzione di un processo che non posso svelare, che citano <em>“Dune”</em> e al cui confronto il transformer Devastator sembra innocuo.</p>
<p style="text-align:left;">Se non siete ancora convinti, provate a guardare il trailer.</p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lennynero.wordpress.com/2009/08/24/vexille/"><img src="http://img.youtube.com/vi/h4-ErPPcA_k/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
Posted in Flussi di incoscienza Tagged: Cinema, Vexille <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lennynero.wordpress.com/2098/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lennynero.wordpress.com/2098/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lennynero.wordpress.com/2098/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lennynero.wordpress.com/2098/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lennynero.wordpress.com/2098/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lennynero.wordpress.com/2098/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lennynero.wordpress.com/2098/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lennynero.wordpress.com/2098/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lennynero.wordpress.com/2098/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lennynero.wordpress.com/2098/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2098&subd=lennynero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Fortezza Breslavia &#8211; M. Krajewski</title>
		<link>http://lennynero.wordpress.com/2009/08/21/fortezza-breslavia-m-krajewski/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 18:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di incoscienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Con i soliti anni di ritardo è stato pubblicato il terzo capitolo della pentalogia breslaviana di Krajewski, di cui abbiamo letto i primi due episodi.
Il protagonista, Eberhard Mock, costituisce motivo sufficiente per continuare a seguire la saga.
La sua complessità morale e psicologica continua ad affascinare e stupire.
Krajewski in quest&#8217;occasione porta la sua creatura a livelli [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2087&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignright size-full wp-image-2089" title="fb" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/08/fb.jpg?w=200&#038;h=312" alt="fb" width="200" height="312" />Con i soliti anni di ritardo è stato pubblicato il terzo capitolo della pentalogia breslaviana di Krajewski, di cui abbiamo letto i <a href="http://lennynero.wordpress.com/2007/08/19/morte-a-breslavia/" target="_blank">primi</a> <a href="http://lennynero.wordpress.com/2008/07/13/la-fine-del-mondo-a-breslavia/" target="_blank">due</a> episodi.</p>
<p>Il protagonista, Eberhard Mock, costituisce motivo sufficiente per continuare a seguire la saga.</p>
<p>La sua complessità morale e psicologica continua ad affascinare e stupire.</p>
<p>Krajewski in quest&#8217;occasione porta la sua creatura a livelli carismatici tali che l&#8217;intreccio giallo passa nuovamente in secondo piano; l&#8217;ispettore è un moloch machiavellico, e a tratti terrificante, che racchiude tutte le contraddizioni di un regime e dei suoi comandanti, pur restando un outsider la cui abilità è adattarsi a ogni nefandezza per sopravvivere.</p>
<p>E se il controverso Mock (mai così cinico e crudele, fino ad oltrepassare limiti per lui stesso inimmaginabili) potrebbe anche solo aggirarsi per Breslavia, conducendoci con sè come ipnotizzati, l&#8217;atmosfera creata superata di diverse spanne le precedenti.</p>
<p>Il romanzo è strutturato su tre piani temporali che si ricollegano in modo circolare alla fine, ma il nucleo centrale è collocato durante gli scontri finali tra Germania e Russia.</p>
<p>Breslavia è il filo di rasoio che divide i nemici, sta cadendo pezzo a pezzo a causa dei bombardamenti, restarci significa aggirarsi tra macerie e persone che cercano di fuggire di nascosto.</p>
<p>E&#8217; il teatro di un piccolo armageddon in cui un grande ciclo storico sta collassando su se stesso.<span id="more-2087"></span></p>
<p>La scrittura di Krajewski riesce come sempre ad essere fluente e al contempo ricchissima di dettagli, cinematografica, decadente e impressionista, senza mai annoiare, grazie anche alle numerose scene d&#8217;azione e alla cospicua dose di violenza, macabri omicidi, riti esoterici  e dettagli di costume a sfondo sessuale.</p>
<p>Inoltre le indagini nei marci sotterranei della città polacca e i deliri religiosi e filologici rendono le vicende cupe e deviate, altri elementi di uno scenario che assomiglia ad un delirio di massa di cui Mock, con le sue rigide e discutibili convinzioni, rappresenta la via d&#8217;uscita e, come ci sarà rivelato, persino la soluzione finale a distanza di anni.</p>
<p>L&#8217;affresco storico è talmente palpabile e vivido che l&#8217;identità dell&#8217;assassino risulta elemento di minor importanza, soprattutto di fronte all&#8217;ennesimo gesto di giustizia senza pietà di Mock, che salverà metaforicamente un custode di cultura, ma distruggerà fisicamente numerosi individui che meritano di essere relegati al passato.</p>
<p>Gli elementi del dipinto sono i soliti (ritornano persino vecchi personaggi, anche solo per infrangersi contro un destino inevitabile), ma il risultato è sempre più impressionante da un punto di vista narrativo.</p>
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		<title>Il quarto uomo</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 17:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Il quarto uomo]]></category>

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		<description><![CDATA[A rischio di semplificare troppo il personaggio, si può metter per iscritto che Paul Verhoeven è un regista tanto dotato, quanto annebbiato dal suo desiderio esibito di provocare.
Il che non è necessariamente un difetto nel momento in cui la mera voglia di scandalizzare si accompagna ad imbarazzanti descrizioni profetiche (provate a riguardare adesso &#8220;Starship Troopers&#8221;, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2078&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft size-full wp-image-2080" title="qu" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/08/qu.jpg?w=228&#038;h=320" alt="qu" width="228" height="320" />A rischio di semplificare troppo il personaggio, si può metter per iscritto che <a href="http://lennynero.wordpress.com/2007/02/06/black-book-nazifetish-in-salsa-olandese/" target="_blank">Paul Verhoeven</a> è un regista tanto dotato, quanto annebbiato dal suo desiderio esibito di provocare.</p>
<p>Il che non è necessariamente un difetto nel momento in cui la mera voglia di scandalizzare si accompagna ad imbarazzanti descrizioni profetiche (provate a riguardare adesso <em>&#8220;Starship Troopers&#8221;</em>, magari nella splendida edizione in blu-ray, e vi sembrerà un documentario) o al piacere di assistere all&#8217;abilità disinvolta nel mettere in scena un film interamente costruito su una visione paranoica ed onirica da parte del protagonista.</p>
<p>E&#8217; il caso de <strong><em>&#8220;Il quarto uomo&#8221;</em></strong>, datato 1983, che il regista dichiara di aver arricchito di riferimenti biblici o cinefili e pittorici alti in risposta allo snobismo dei critici.</p>
<p>In effetti tutta la pellicola, riletta con obiettività a distanza di anni, è il frutto di un&#8217;operazione sarcastica politicamente scorretta.</p>
<p>Il delirio di un omosessuale represso e squilibrato è il mezzo per ironizzare sull&#8217;inversione dei ruoli uomo-donna, sull&#8217;inettitudine dei maschi nei confronti di superfemmine indipendenti sotto ogni punto di vista, sul rapporto testosteronico e infantile dei maschi con il sesso, sulle nevrosi causate da una religione cattolica moralista che causa fratture mentali, sensi di colpa e comportamenti devianti.<span id="more-2078"></span>Tratto dal libro di Gerard Reve, omonimo non casualmente del protagonista, <strong><em>&#8220;Il quarto uomo&#8221;</em></strong> è progettato sulla sovrapposizione fra gli eventi del racconto e le visioni profetiche di uno scrittore che paiono metterlo in guardia su un pericolo imminente di morte, incarnato da Christine, algida, androgina, forse pluriomicida.</p>
<p>Diretto e sceneggiato in modo solido e sicuro, strutturato in un primo tempo che procede in modo paratattico e sfuggente, e un secondo tempo fatto di rimandi e rivelazioni fino allo showdown finale, la visione merita per le soluzioni visive e di montaggio, la continua tensione hitchcockiana (o con più di un rimando, persino nella colonna sonora, a <em>&#8220;Shining&#8221;</em>), la fotografia a tratti lisergica e ipersatura e l&#8217;impatto dei momenti ipnagogici.</p>
<p>Unico difetto imputabile al film è quello di essere troppo didascalico, troppo progettato a tavolino nella costruzione circolare degli elementi forniti nel primo tempo, ma è un peccato veniale compensato sia dalla recitazione morbosa e sopra le righe di Jeroen Krabbe sia da squarci nel mondo del subconscio che a tratti sembrano quadri di Francis Bacon ripresi da un Polanski in acido.</p>
<p>Ci sono sequenze memorabili, per performance attoriale e per costruzione (una su tutte, la visione delle pellicole riguardanti i precedenti mariti di Christine), così come altre colpiscono per il chiaro intento di scandalizzare mescolando omosessualità e blasfemia.</p>
<p>I vari nudi integrali, la castrazione con un paio di forbici o la sequenza della fellatio al cimitero (palesemente tagliata nella versione italiana, che dura 95&#8242; contro i 102&#8242; dell&#8217;originale), assolutamente gratuita, ma ben architettata, sono quasi risibili rispetto a quella in cui l&#8217;oggetto del desiderio di Gerard, crocifisso, viene accarezzato e denudato completamente in chiesa.</p>
<p>E la ridicolizzazione della religione cattolica è un refrain che inizia nelle parole stesse di Gerard per poi esarcerbarsi con le supposte apparizioni mariane.</p>
<p>Di materiale per offendere i soliti bigotti ce n&#8217;è tutt&#8217;ora in abbondanza.</p>
<p>Tutti gli altri, cogliendone il sottotesto grevemente ironico, possono divertirsi con un trip morboso, inutile, ma in grande stile.</p>
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		<title>Cold prey 2</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 09:43:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cold prey]]></category>
		<category><![CDATA[Cold prey 2]]></category>

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		<description><![CDATA[Il seguito di “Cold prey” inizia esattamente dove termina il primo, gettandoci subito nel cuore dell’esile storia.
Jannicke, unica sopravvissuta, è ricoverata in ospedale, mentre la polizia recupera dal fondo del crepaccio ghiacciato i corpi dei suoi amici e del loro carnefice.
Una volta che i cadaveri sono stati riposti nell’obitorio, le morti ricominciano senza pietà per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2074&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignright size-full wp-image-2075" title="cp2" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/08/cp2.jpg?w=253&#038;h=325" alt="cp2" width="253" height="325" />Il seguito di<em> <a href="http://lennynero.wordpress.com/2009/08/06/cold-prey/" target="_blank">“Cold prey”</a></em> inizia esattamente dove termina il primo, gettandoci subito nel cuore dell’esile storia.</p>
<p>Jannicke, unica sopravvissuta, è ricoverata in ospedale, mentre la polizia recupera dal fondo del crepaccio ghiacciato i corpi dei suoi amici e del loro carnefice.</p>
<p>Una volta che i cadaveri sono stati riposti nell’obitorio, le morti ricominciano senza pietà per alcuno.</p>
<p><strong><em>“Cold prey 2”</em></strong> è praticamente un clone del primo, ma il regista sembra aver acquisito una mano più sicura e il risultato è per molti versi più efficace del progenitore.</p>
<p>Le caratteristiche stilistiche di base sono sempre le stesse: lunghe carrellate, attese, colonna sonora enfatica, effettacci sonori, cheap thrills a profusione (un paio davvero imbarazzanti), tasso di gore a livelli minimali.</p>
<p>In quest’occasione, tuttavia, regista, fotografo e montatore lavorano di concerto in modo encomiabile, la tensione è alta fin dall’inizio (anche se trascorre mezz’ora prima di assistere alla prima vittima) e il film funziona piuttosto egregiamente, tra bei movimenti di macchina, inquadrature studiate a tavolino e stacchi di ripresa millimetrici.<span id="more-2074"></span></p>
<p>Il cast si rivela ancora superiore alla media di un qualsiasi slasher, forse prendendosi anche troppo sul serio e scadendo in momenti di inutile emotività: a chi mai importa del destino dei protagonisti?</p>
<p>In definitiva un sequel che non tradisce le aspettative di chi ha apprezzato la semplicità del primo e può riservare qualche sorpresa anche a chi lo considera un prodotto contenutisticamente datato confezionato con stile.</p>
<p>Se cercate brividi forti, e non vi accontentate che vi strappino qualche urletto da adolescente cerebroleso, valgono le stesse considerazioni sul primo capitolo.</p>
<p>Inoltre dovrete pure soprassedere alle spiegazioni riguardanti l’apparente resurrezione del killer (del quale apprendiamo nozioni chiarificatrici sulla sua psicologia), che nonostante due colpi di piccone, una caduta rovinosa e la temperatura proibitiva si dedica ai suoi passatempi in piena forma grazie al rallentamento della lisi cellulare favorito dal freddo.</p>
<p>E dato che agli sceneggiatori non deve essere sembrata spiegazione sufficiente, vengono aggiunti ulteriori dettagli macabri sulla sua nascita che spingono in alto la lancetta dell’implausibilità.</p>
<p>Negli anni ’80 lo sceneggiatore non si sarebbe neanche posto il problema (avete presente come e quante volte risorge Jason?).</p>
<p>E vale sempre la massima latina: excusatio non petita, tavanata manifesta.</p>
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		<title>Dark floors</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 09:39:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Dark floors]]></category>

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		<description><![CDATA[“Dark Floors” è una produzione ugro-finnica ideata da tal Mr. Lordi (cantante di una heavy-band finlandese) che si rivela un’inutile esibizione di tecnica e soldi priva di una singola idea originale.
Un altro grosso punto interrogativo sulle mosse che i paesi nordici tentano di compiere per inserirsi nel mercato europeo e soprattutto sul perché, almeno al [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2071&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong><em><img class="alignleft size-full wp-image-2072" title="df" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/08/df.jpg?w=254&#038;h=345" alt="df" width="254" height="345" />“Dark Floors”</em></strong> è una produzione ugro-finnica ideata da tal<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lordi" target="_blank"> Mr. Lordi</a> (cantante di una heavy-band finlandese) che si rivela un’inutile esibizione di tecnica e soldi priva di una singola idea originale.</p>
<p>Un altro grosso punto interrogativo sulle mosse che i paesi nordici tentano di compiere per inserirsi nel mercato europeo e soprattutto sul perché, almeno al di fuori dell’Italia, li distribuiscano pure film di tal fattura.</p>
<p>Anche se nel nostro paese non arrivano più prodotti né validi né scadenti, siamo all’autarchia o alle dipendenze degli Yankees, ma non bisogna pensare che al di là delle Alpi la situazione sia sempre entusiasmante.</p>
<p><strong><em>“Dark floors”</em></strong> è uno sfuggente miscuglio di immaginario fantasy e horror, dagli aspetti visuali hi-tech e freddi come quelli di uno shooter, che cita o copia spudoratamente a man bassa <em>“Silent Hill”</em>, senza riuscire vagamente  a competere con le suggestive atmosfere create da Gans.<span id="more-2071"></span></p>
<p>La trama è incentrata esclusivamente su una bambina che si comporta in modo autistico, un padre disperato che insulta i medici perché non riescono a porre una diagnosi e il gotico mondo dei Lordi, che la piccola protagonista continua a disegnare su un foglio evocandolo nel mondo reale e dando avvio ad una catena di omicidi insensati da parte di fantasmi, vichinghi demoniaci e zombie (in una scena il gore è presente, per poi sparire completamente).</p>
<p>Soffocato da un filtro costantemente virato al blu, da soundtrack ed effetti sonori sparati nelle orecchie, SFX stravisti, e non sempre convincenti, potrebbe piacere solo a chi ama farsi sbalzare dalla sedia, senza reperire in tutta l’operazione un senso o una coerenza stilistica.</p>
<p>Le qualità tecniche sono evidenti, dalla fotografia  al make-up delle creature al montaggio, ma <strong><em>“Dark Floors”</em></strong> è solo un giro in giostra che riesce a raggiungere in un’unica sequenza (sempre debitrice di <em>“Silent Hill”</em>) livelli di tensione palpabile e un’estetica davvero orrorifica.</p>
<p>Non si comprende assolutamente quale sia il target cui si rivolge il film, per lo meno al di sopra dei 12 anni.</p>
Posted in Flussi di incoscienza Tagged: Cinema, Dark floors <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lennynero.wordpress.com/2071/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lennynero.wordpress.com/2071/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lennynero.wordpress.com/2071/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lennynero.wordpress.com/2071/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lennynero.wordpress.com/2071/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lennynero.wordpress.com/2071/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lennynero.wordpress.com/2071/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lennynero.wordpress.com/2071/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lennynero.wordpress.com/2071/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lennynero.wordpress.com/2071/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2071&subd=lennynero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Resident Evil: degeneration / Dead Space: downfall</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 11:39:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di incoscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Dead Space: downfall]]></category>
		<category><![CDATA[Resident Evil: degeneration]]></category>

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		<description><![CDATA[Due videogiochi, due analoghe strategie di promozione che possono risultare interessanti anche ai non adepti.
E&#8217; pratica ormai standard inserire nei videogames filmati introduttivi o di intermezzo; in quest&#8217;occasione si va oltre creando addirittura due film che si possono acquistare separatamente dal gioco.
Siamo ben lontani dai livelli stratosferici di eccellenza raggiunti dai due CGI-movie ispirati a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2065&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignright size-full wp-image-2067" title="red" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/08/red.jpg?w=248&#038;h=346" alt="red" width="248" height="346" />Due videogiochi, due analoghe strategie di promozione che possono risultare interessanti anche ai non adepti.</p>
<p>E&#8217; pratica ormai standard inserire nei videogames filmati introduttivi o di intermezzo; in quest&#8217;occasione si va oltre creando addirittura due film che si possono acquistare separatamente dal gioco.</p>
<p>Siamo ben lontani dai livelli stratosferici di eccellenza raggiunti dai due CGI-movie ispirati a <em>&#8220;Final Fantasy&#8221;</em>, ma soprattutto da chi ama l&#8217;horror<strong><em> &#8220;Degeneration&#8221;</em></strong> e <strong><em>&#8220;Downfall&#8221;</em></strong> potrebbero essere apprezzati.<span id="more-2065"></span></p>
<p><strong><em><img class="alignleft size-full wp-image-2068" title="deadspace" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/08/deadspace.jpg?w=248&#038;h=352" alt="deadspace" width="248" height="352" /></em></strong>Il primo è un vero e proprio lungometraggio di 90 minuti, interamente realizzato in computer-grafica, la cui trama prende avvio dopo l&#8217;incidente di Raccoon City e vede tornare sulla scena Leon, Claire, T e G-virus e un complotto da parte di bioterroristi.</p>
<p>Paradossalmente avrei preferito un prodotto più breve;  diversi dialoghi ambiscono a sviluppare le storie dei protagonisti o a conferire una drammaticità agli eventi di cui non importa a nessuno.</p>
<p>Quello che davvero vogliamo vedere è un bel connubio di azione e mostri, e da questo punto di vista non si rimane delusi: a parte qualche inevitabile rigidità nei movimenti, la realizzazione degli ambienti e la texturizzazione degli oggetti è sorprendentemente realistica e le sequenze di terrore e sparatorie sono ottime sotto ogni punto di vista, fino a raggiungere il divertente caos dello scontro con il Tyrant.</p>
<p><strong><em>&#8220;Dead Space: downfall&#8221;</em></strong> è realizzato mescolando CGI e disegno tradizionale, uno stile visivo occidentale che ruba all&#8217;oriente in coincidenza dei momenti splatter, con un effetto maggiormente fumettistico, ma anche più impressionante.</p>
<p>La trama, una sorta di saga lovecraftiana ambientata nello spazio, è solo uno spunto per adrenaliniche sequenze di morte, i tassi di gore sono decisamente molto alti, l&#8217;atmosfera è adulta e straniante e  la quantità di corpi straziati vi causerà un&#8217;overdose in soli 74 minuti.</p>
<p>Suggerimento subliminale:  online li potete acquistare per una manciata di euro; qui in Italia costano anche più del triplo.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>&#8220;RESIDENT EVIL: DEGENERATION&#8221; TRAILER</strong></p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lennynero.wordpress.com/2009/08/07/resident-evil-degeneration-dead-space-downfall/"><img src="http://img.youtube.com/vi/JwgQsyPKEXI/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:center;"><strong>&#8220;DEAD SPACE: DOWNFALL&#8221; TRAILER</strong></p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lennynero.wordpress.com/2009/08/07/resident-evil-degeneration-dead-space-downfall/"><img src="http://img.youtube.com/vi/sqTFcsnY9S4/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
Posted in Flussi di incoscienza Tagged: Cinema, Dead Space: downfall, Resident Evil: degeneration <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lennynero.wordpress.com/2065/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lennynero.wordpress.com/2065/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lennynero.wordpress.com/2065/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lennynero.wordpress.com/2065/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lennynero.wordpress.com/2065/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lennynero.wordpress.com/2065/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lennynero.wordpress.com/2065/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lennynero.wordpress.com/2065/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lennynero.wordpress.com/2065/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lennynero.wordpress.com/2065/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2065&subd=lennynero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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