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	<title>+LoveIsTheDevil+ &#187; serie televisive</title>
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	<description>Un Giuda dal cuore spezzato, un aristocratico figlio di puttana</description>
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		<title>Ergo Proxy</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 19:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella città-cupola di Rom-Do umani e androidi (chiamati autorave) vivono collaborando per salvaguardare la specie umana, quasi estinta dopo un disastro ambientale. A Rom-Do la vita scorre monotona e tranquilla, regolata dal perfezionismo, dal consumismo e dal distacco emozionale che gli abitanti devono dimostrare per essere considerati “cittadini modello” e quindi degni della società. Il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2033&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><address><em><img class="alignleft size-full wp-image-2036" title="ergoproxy" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/07/ergoproxy.jpg?w=266&#038;h=376" alt="ergoproxy" width="266" height="376" />Nella città-cupola di Rom-Do umani e androidi (chiamati </em><em>autorave</em>) vivono collaborando per salvaguardare la specie umana, quasi estinta dopo un disastro ambientale. A Rom-Do la vita scorre monotona e tranquilla, regolata dal perfezionismo, dal consumismo e dal distacco emozionale che gli abitanti devono dimostrare per essere considerati “cittadini modello” e quindi degni della società. Il mondo di Ergo Proxy è ambientato in un futuro molto tecnologizzato dove anche le nascite sono severamente controllate e meccanizzate. In questo “paradiso” la tranquillità viene improvvisamente infranta dallo scoppio di un’epidemia che colpisce gli <em>autorave</em>, il <em>Cogito</em>, un virus di origine ignota che permette a quest’ultimi di acquisire consapevolezza di loro stessi, e li rende capaci di provare ogni genere di emozione umana; e dalla fuga da un laboratorio di ricerca segreto di una creatura non umana, chiamata Proxy, che veniva sottoposta ad esperimenti per capire il suo organismo e, in particolare, per scoprire il segreto delle cellule Amrita di cui è composta che la rende immortale. Il Proxy durante la fuga semina morte tra gli abitanti di Rom-do. La nipote del Primo Cittadino, l’agente Re-L Mayer che ha il compito di investigare sui recenti omicidi, viene a contatto con il Proxy, che irrompe nel suo appartamento terrorizzandola. In un mondo in cui gli omicidi sono quasi inesistenti la pace di Rom-Do è in crisi, e Il Dipartimento di Sicurezza si affretta ad insabbiare la faccenda. Re-L non si dà per vinta e vuole scoprire tutta la verità sulla creatura, che ha visto con i suoi occhi. La sua ricerca parte da Vincent Law, un immigrato moscovita che ripara <em>autorave</em>, che è stato trovato svenuto nei pressi di casa sua il giorno dell’incontro con il Proxy. Re-L inizia a gettar luce sui misteri che ruotano attorno al Proxy e a questo misterioso Vincent Law. (cit. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ergo_Proxy" target="_blank">http://it.wikipedia.org/wiki/Ergo_Proxy</a>)</address>
<p>Una posizione obiettiva rispetto a questa serie, la cui pubblicazione in dvd è terminata pure qui in Italia, esige che ne si premetta subito il difetto maggiore: <strong><em>&#8220;Ergo Proxy&#8221;</em></strong> non è altro che l&#8217;ennesima saga giapponese.</p>
<p>L&#8217;aggettivo implica che l&#8217;originalità delle tematiche è nulla ed è sempre la solita dai tempi dell&#8217;insuperabile <a href="http://lennynero.wordpress.com/2006/03/15/neon-genesis-evangelion-da-uomo-a-dio/" target="_blank"><em>&#8220;Neon Genesis Evangelion&#8221;</em></a> passando per i sofismi cyber di <a href="http://lennynero.wordpress.com/2006/08/12/about-ghost-in-the-shell-2/" target="_blank"><em>&#8220;Ghost in the shell&#8221;</em></a> (inoltre lo sceneggiatore Dai Sato è lo stesso di<em> &#8220;Stand Alone Complex&#8221;</em>) e di mille altre produzioni analoghe.</p>
<p>Eppure, benchè<strong><em></em></strong> il materiale narrativo non venga maneggiato con attenzione fino in fondo, apparendo involuto più che criptico, dato che la complessità della cosmologia inventata non prevede le conoscenze di alto livello culturale (o maniacale) necessarie per orientarsi in NGE, o complicate speculazioni come accadde per <em>&#8220;Serial Experiments Lain&#8221;</em>, <strong><em>&#8220;Ergo Proxy&#8221;</em></strong> è per gli appassionati un tassello che non aggiunge nulla di particolarmente innovativo all&#8217;evoluzione degli anime, ma sa come risultare affascinante ed intrigante.<span id="more-2033"></span></p>
<p>I punti di forza sono rappresentati da un concept artistico che mescola abilmente steam e cyberpunk; figure dal look emodark che faranno la gioia degli adolescenti; la cura estrema per il design degli autorave o per le scenografie, che fondono elementi di architettura moderna e rinascimentale; la sempre funzionale abilità nell&#8217;intersecare pensiero occidentale e orientale, citazioni filosofiche, pittoriche e cinematografiche, così come religione e scienza.</p>
<p>Un non-sense mistico che risulta, tuttavia, essere divertente e suggestivo, anche perchè non è nè gratuito nè privo di una logica interna.</p>
<p>La serie sa come catturare l&#8217;attenzione grazie a rivelazioni centellinate, all&#8217;alternanza di scene d&#8217;azione assolutamente spettacolari e frenetiche, ad altre in cui esplorazione e riflessione ne sono il fulcro, spesso compiaciuto.</p>
<p>L&#8217;atmosfera surreale, così come le ricercate soluzioni visive, intrappolano immediatamente lo spettatore, e la forte caratterizzazione psicologica dei personaggi crea ben presto empatia per le vicende di Re-l e Vincent, persi in una parabola post-apocalittica alla ricerca di una verità che è più terribile di quanto possano immaginare.</p>
<p>E nonostante la superficialità con cui viene tratteggiata la loro storia, i Proxy quando appaiono in scena si impongono e spaventano e conoscere il loro mistero spinge a divorare le puntate.</p>
<p>Se avete voglia di una rivisitazione in chiave neogotica dei pasticci fantascientifici ed esistenziali che sono il marchio di fabbrica di molte produzioni del Sol Levante, che strizzano un occhio all&#8217;altra parte del mondo, <strong><em>&#8220;Ergo Proxy&#8221;</em></strong> potrebbe maltrattare piacevolmente, e come d&#8217;atteso, i vostri neuroni.</p>
<p>E sicuramente vi riempirà gli occhi.</p>
<ul>
<li>La sigla di apertura (&#8220;Kiri&#8221; &#8211; Monoral)</li>
</ul>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lennynero.wordpress.com/2009/07/14/ergo-proxy/"><img src="http://img.youtube.com/vi/4oT2W3gaUBc/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<ul>
<li>Il trailer:</li>
</ul>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lennynero.wordpress.com/2009/07/14/ergo-proxy/"><img src="http://img.youtube.com/vi/QK3ZiYsa7iw/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
Posted in Flussi di incoscienza Tagged: Ergo Proxy, serie televisive <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lennynero.wordpress.com/2033/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lennynero.wordpress.com/2033/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lennynero.wordpress.com/2033/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lennynero.wordpress.com/2033/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lennynero.wordpress.com/2033/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lennynero.wordpress.com/2033/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lennynero.wordpress.com/2033/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lennynero.wordpress.com/2033/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lennynero.wordpress.com/2033/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lennynero.wordpress.com/2033/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=2033&subd=lennynero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Fringe</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 17:42:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fringe]]></category>
		<category><![CDATA[serie televisive]]></category>

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		<description><![CDATA[Olivia Dunham è una giovane e avvenente agente del Federal Bureau of Investigation che lavora nella sezione Fringe, creata per indagare su terrificanti incidenti causati dall’uso terroristico della scienza di frontiera.
Esiste (forse) un’organizzazione devota a un testo di guerriglia tecnologica.
Esiste (forse) uno schema.
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="size-full wp-image-1956 alignleft" title="fringe_apple" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/06/fringe_apple.jpg?w=257&#038;h=238" alt="fringe_apple" width="257" height="238" />Olivia Dunham è una giovane e avvenente agente del Federal Bureau of Investigation che lavora nella sezione Fringe, creata per indagare su terrificanti incidenti causati dall’uso terroristico della scienza di frontiera.</p>
<p>Esiste (forse) un’organizzazione devota a un testo di guerriglia tecnologica.</p>
<p>Esiste (forse) uno schema.</p>
<p>Esiste (sicuramente?) una multinazionale il cui nome, Massive Dynamics, ricorre sempre durante le investigazioni.</p>
<p>Aiutata da Walter Bishop, genio rinchiuso in una clinica psichiatrica, e dal figlio di Walter, Peter, altrettanto brillante e borderline, l’agente Dunham assisterà ad eventi incredibili costantemente legati alle scoperte d’avanguardia del dottor Bishop e di William Bell (il misterioso fondatore della Massive).</p>
<p>E quando inizierà a comprendere la verità dietro gli accadimenti avrà difficoltà a credere ai propri occhi (e voi con lei).</p>
<p> Il nuovo Frankenstein televisivo assemblato da J. J. Abrams potrebbe rivelarsi intrigante e intossicante quanto <em>“Lost”.</em></p>
<p>Se quest’ultimo è uno delle vostre droghe catodiche, e il vostro cervello è ormai assuefatto a ogni possibile assurdità scientifica, a ogni possibile stupro quantistico dei piani spaziali e temporali, <em><strong>“Fringe”</strong></em> potrebbe costituire il valido sostituto per la serie più ciclopica e complicata che sia mai stata realizzata.</p>
<p>Con un’intelligente mossa commerciale, si tenta di far credere agli spettatori di trovarci di fronte ad una versione moderna di <em>“X-files”</em>, persino nella sigla, puntando su un bacino di utenza di cultori nostalgici a cui si da in pasto una manciata di puntate a base di complotti e catastrofi innaturali, splendidamente incorniciate in ambienti hi-tech e ottimi effetti speciali.</p>
<p>E lentamente, come già per la prima serie di <em>“Lost”</em>, <em><strong>“Fringe”</strong></em> mostra la sua anima unica e originale lasciandovi spiazzati con il delinearsi di un quadro narrativo ambizioso, e con infinite possibilità di sviluppo, che trascina lo spettatore in ben altre direzioni.<span id="more-1957"></span></p>
<p>Se qualcuno ci avesse rivelato le evoluzioni successive di <em>“Lost”</em> quando abbiamo iniziato a seguirlo, non gli avremmo consigliato un test tossicologico?</p>
<p>Eppure ora non accetteremo di morire finchè non sapremo che cosa giace all’ombra della statua.</p>
<p>Con <em><strong>“Fringe”</strong></em> Abrams parte in diesel, ci fa acclimatare, ci consente di familiarizzare con i personaggi, ci entusiasma subito con una confezione superlativa, dalla fotografia al montaggio, e un succedersi frenetico di scene d’azione.</p>
<p>Dopo di che preme il tasto sull’acceleratore e non c’è limite a ciò che si vedrà: trasformazioni mostruose, attentati con tossine che modificano la struttura corporea, enormi parassiti geneticamente modificati, gravidanze ad alta velocità, lettura del cervello dei defunti, arti cibernetici, teletrasporto, la cara e vecchia vasca di deprivazione sensoriale dopo somministrazione di LSD, doppelganger e realtà parallele.</p>
<p>Eppure non è questo conglomerato di follie tipiche di un’apocalisse ad alta tecnologia il vero ingrediente caratteristico della serie, ma l’intreccio narrativo, di cui è peccato rivelare il benché minimo tassello.</p>
<p>Si perderebbe proprio il piacere di farsi avvolgere da una storia che si dipana come una spirale senza fine e che potrebbe mettere a dura prova anche i lostiani di ferro.</p>
<p>Un difetto grave di <em><strong>“Fringe”</strong></em> (ma magari è prematuro essere così perentori) è che se <em>“X-Files”</em> si basava sulla contrapposizione di due forti personalità quali quelle di Mulder e Scully, Olivia, con il suo aspetto da bionda angelicata che si sforza di dimostrare di non essere stupida, non ha il sufficiente carisma per diventare una protagonista davvero appassionante.</p>
<p>Ma sul finire della prima serie capiamo che agli autori di Olivia non importa nulla: è solo una pedina nella loro immensa scacchiera.</p>
<p>A controbilanciare, i personaggi collaterali.</p>
<p>Tra di essi Nina Sharp, mefistofelica cyberdonna emissaria di William Bell, Broyles, l’ambiguo responsabile della sezione Fringe, e soprattutto il dottor Bishop, tormentato, custode di segreti che non ricorda o non vuole svelare, tragico e ironico nello stesso tempo, una figura che deve ancora mostrare tutto il suo potenziale.</p>
<p>La sensazione, dopo il disorientamento iniziale, è che con la prima serie siano state poste basi ampie e solide per sviluppi oltremodo promettenti.</p>
<p>Se non ci mettono sopra le mani degli schizofrenici come Cuse e Lindelof (ai quali ovviamente ergerei un monumento) <em><strong>“Fringe”</strong></em> potrebbe raccontarci una delle epopee sci-fi più affascinanti e mozzafiato degli ultimi anni.</p>
<p style="text-align:center;"> <span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lennynero.wordpress.com/2009/06/15/fringe/"><img src="http://img.youtube.com/vi/x6bdsrBUc-Y/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
Posted in Flussi di incoscienza Tagged: Fringe, serie televisive <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lennynero.wordpress.com/1957/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lennynero.wordpress.com/1957/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lennynero.wordpress.com/1957/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lennynero.wordpress.com/1957/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lennynero.wordpress.com/1957/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lennynero.wordpress.com/1957/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lennynero.wordpress.com/1957/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lennynero.wordpress.com/1957/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lennynero.wordpress.com/1957/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lennynero.wordpress.com/1957/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=1957&subd=lennynero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Damages</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 18:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
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		<category><![CDATA[serie televisive]]></category>

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		<description><![CDATA[Per quale motivo consigliare l’ennesima serie televisiva che spettacolarizza tutti i peggiori lati dell’animo umano, mestando nel torbido e nel morboso all’interno di una cornice da legal-thriller?
Perché “Damages” è divertente, truffaldino, appassionante e ci regala uno dei personaggi più machiavellici e abietti che si siano mai visti, interpretato da una Glenn Close (premiata col Golden [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=1937&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignright size-full wp-image-1939" title="Damages" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/06/damages.jpg?w=239&#038;h=310" alt="Damages" width="239" height="310" />Per quale motivo consigliare l’ennesima serie televisiva che spettacolarizza tutti i peggiori lati dell’animo umano, mestando nel torbido e nel morboso all’interno di una cornice da legal-thriller?</p>
<p>Perché <em><strong>“Damages”</strong></em> è divertente, truffaldino, appassionante e ci regala uno dei personaggi più machiavellici e abietti che si siano mai visti, interpretato da una Glenn Close (premiata col Golden Globe) che potremmo definire in stato di grazia, se non fosse che l’avvocato Patty Hewes è la persona più maledettamente cinica e senza scrupoli che si possa immaginare.</p>
<p><em><strong>“Damages”</strong></em> non è un altro che una serie che si pone a cavallo tra il giallo e il noir, non si tratta di un prodotto innovativo e visivamente è costruita secondo i canoni più biechi delle riprese digitali, puntando tutto solo ed esclusivamente sul ritmo mozzafiato e il montaggio alternato tra i tre piani temporali.</p>
<p>Eppure funziona in modo incredibile.</p>
<p>Da quando vedrete la giovane avvocatessa Ellen Parsons fuggire seminuda e coperta di sangue per le strade di Boston, per poi essere accusata dell’omicidio del proprio fidanzato, e sentirete Patty pronunciare le sue prime battute, questo groviglio sorprendente di intrighi e complotti letali vi terrà incollati allo schermo, mentre supplicherete per nuove rivelazioni.<span id="more-1937"></span></p>
<p>Sebbene gli ingredienti di questo feuilleton siano imprenditori senza scrupoli, metodi mafiosi usati da avvocati e poliziotti,  metodi investigativi illegali, assassini mercenari, corruzione a tutti i livelli e segreti personali, gli sceneggiatori seguono il metodo Cuse-Lindelof e frammentano la narrazione impostandola su una storia principale che inizia dal passato procedendo verso una conclusione che conosciamo solo in parte, affamandoci con flashback che ci confondono le idee sulle reali dinamiche degli eventi e tenendoci per il collo con flashforward che ogni volta ci mostrano un tratto in più della strada che conduce verso il grand-guignol finale (anche se praticamente ad ogni puntata scorre del sangue).</p>
<p>Glaciale come gli occhi della Close, <em><strong>“Damages”</strong></em> non si vergogna di costruire un arzigogolato affresco amorale che lascia lungo il percorso innumerevoli cadaveri e vite distrutte, complice un cast eccellente che ruota intorno alla contrapposizione tra la luciferina Patty e la manipolata e ingenua Ellen, che nel momento in cui accetta di lavorare per l’avvocato Hewes non sa ancora di aver firmato la sua possibile dannazione e la rovina completa della sua esistenza, in un accordo faustiano tutto al femminile.</p>
<p>Ogni puntata è costruita con attenzione certosina e millimetrica nel centellinare le giuste dosi di colpi di scena, dipingendo via via un quadro che più sarà lordo di sangue e bassezze, più vi farà sentire invischiati in una macchinazione di cui non si conosceranno tutti gli ingranaggi fino agli ultimi secondi e di cui la grandiosità, nel male, affascina.</p>
<p>Ed ogni pezzo tornerà al suo posto; non una sbavatura, non un buco di sceneggiatura, non una svista, e coraggiosamente si aprono altri scenari ancora più stimolanti.</p>
<p>Fatevi prendere per mano da quella Medea moderna di Patty Hewes e ad ogni puntata vi fornirà motivo per stupirvi.</p>
<p>E’ impossibile entrare in empatia con tanta malvagità, ma dentro di voi vi compiacerete per tale mancanza di freni inibitori.</p>
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			<media:title type="html">Damages</media:title>
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		<title>Dead set</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jan 2009 20:21:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di incoscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Dead set]]></category>
		<category><![CDATA[serie televisive]]></category>

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		<description><![CDATA[Sedetevi al buio, alzate il volume al massimo e godetevi due ore di spasmodico massacro.
Durante la puntata finale della milionesima edizione del Big Brother inglese si diffonde un’epidemia che trasforma i morti in cannibali rabbiosi.
La casa dello spettacolo, da oggetto di voyeurismo morboso, diventa un occhio sul mondo prossimo a spegnersi nel sangue e unico [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=1646&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft size-full wp-image-1647" title="deadset" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/01/deadset.jpg?w=243&#038;h=287" alt="deadset" width="243" height="287" />Sedetevi al buio, alzate il volume al massimo e godetevi due ore di spasmodico massacro.</p>
<p>Durante la puntata finale della milionesima edizione del Big Brother inglese si diffonde un’epidemia che trasforma i morti in cannibali rabbiosi.</p>
<p>La casa dello spettacolo, da oggetto di voyeurismo morboso, diventa un occhio sul mondo prossimo a spegnersi nel sangue e unico luogo di transitoria salvezza dai fan dei partecipanti che bramano, come già in vita, di nutrirsi della vita dei loro idoli.</p>
<p>E mentre i telegiornali di tutto il mondo trasmettono bollettini di guerriglia, che non interessano a nessuno, al ritmo della peggior musica pop i cancelli dello studio vengono sfondati ed inizia l’assedio.</p>
<p><em><strong>“Dead set”</strong></em> è una miniserie di 5 puntate di grande efficacia, dure e brevi come un pugno nello stomaco, caratterizzate da una satira leggibilissima ed attuale e, per la gioia degli horror-maniaci, da un’overdose di adrenalina e da un groviglio di budella e corpi smembrati che supera ogni limite per ciò che fin’ora si sia mai visto in televisione (e, duole dirlo, persino nei recenti film di Romero).</p>
<p>Come avvisa la voce che presenta ogni puntata, il linguaggio è molto forte e alcune scene sono davvero disturbanti, disinibite nell’esibizione della violenza e sempre ad altissima tensione.</p>
<p>E’ uno spettacolo spesso snervante, tra fughe, isterismi di gruppo, assalti improvvisi, della durata giusta per non scadere nel ripetitivo e senza che siano disperse le opportunità che può offrire una storia corale.<span id="more-1646"></span></p>
<p>Così la caratterizzazione dei personaggi, anche se in alcuni casi è stereotipata (come del resto lo sono i criteri di selezione dei partecipanti del Grande Fratello, dipinti come veri idioti del nuovo millennio), diventa funzionale agli snodi narrativi che ci trascinano, senza un attimo di pausa, verso il grand-guignol finale (15 gloriosi minuti di apocalisse splatter).</p>
<p>Ripreso con mano sicura grazie ad una telecamera a mano mai pudica nel mostrare l’orrore, assolutamente in linea con la lezione impartita da Danny Boyle in <em>“28 giorni dopo”</em>, ma memore degli estremi tanatologici raggiunti da Romero nei suoi primi film, mescola un ritmo forsennato all’efferatezza spinta; inoltre rinuncia ad offrire appigli di speranza fin dall’inizio e sostituisce l’ironia con satira grezza, diretta, impietosa, di cui si fanno portavoce il partecipante nerd e intellettualoide (vero concentrato di miseria umana odiato da tutti) e il produttore dello spettacolo, un lucido psicopatico, talmente cinico da spolpare di persona i cadaveri per usarli come esche, unico ad avere cognizione dell’essenza del suo show e pieno di disgusto per i concorrenti (persone senz’arte né parte affamati di cuori da conquistare prima di subire un meritato contrappasso).</p>
<p>I partecipanti sembrano quasi osservare quello che hanno creato, gli zombie sono asserragliati intorno al loro nuovo luogo di culto aspettando di ricevere il loro pezzo di carne, il loro brandello di fama.</p>
<p>Ormai destituitosi da solo dal ruolo di sociologo che trasforma gli zombie in metafore sempre utili per ogni epoca, pur sotto diverse spoglie, Romero viene preceduto nelle intenzioni, scavalcato sul piano della carneficina morale.</p>
<p>Ciò che infatti trapela in modo quasi urlato dalla serie è la cattiveria di cui è intrisa, che spesso sconfina nel disprezzo senza sconti, verso la pornografia dei reality e la rincorsa alla fama facile e senza meriti.</p>
<p>Una sorta di vendetta che, paradossalmente, vede tra i protagonisti anche passati concorrenti di Big Brother e che risulta essere prodotta da una compagnia della Endemol.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.e4.com/deadset/">http://www.e4.com/deadset/</a> (sito ufficiale)</li>
<li><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dead_Set_(TV_series">http://en.wikipedia.org/wiki/Dead_Set_(TV_series</a>) (ulteriori dettagli)</li>
<li><a href="http://resuscito.wordpress.com/2008/11/26/ridefinizione-di-storie/">http://resuscito.wordpress.com/2008/11/26/ridefinizione-di-storie/</a> (altra recensione)</li>
</ul>
Posted in Flussi di incoscienza Tagged: Dead set, serie televisive <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lennynero.wordpress.com/1646/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lennynero.wordpress.com/1646/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lennynero.wordpress.com/1646/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lennynero.wordpress.com/1646/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lennynero.wordpress.com/1646/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lennynero.wordpress.com/1646/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lennynero.wordpress.com/1646/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lennynero.wordpress.com/1646/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lennynero.wordpress.com/1646/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lennynero.wordpress.com/1646/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=1646&subd=lennynero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Carnivale</title>
		<link>http://lennynero.wordpress.com/2009/01/08/carnivale/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 01:31:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di incoscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Carnivale]]></category>
		<category><![CDATA[Rennes-le-chateau]]></category>
		<category><![CDATA[serie televisive]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Carnivale&#8221; è una serie della HBO prematuramente deceduta nel 2005 e da noi trasmessa integralmente solo su Canal Jimmy.
Nonostante i numerosi premi vinti e proteste on-line, il calo di ascolti in coincidenza della seconda ed ultima serie (su 6 inizialmente progettate) ha decretato la fine di un progetto ambizioso ed unico penalizzato solo dall&#8217;aver osato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=1636&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em><strong><img class="alignright size-full wp-image-1637" title="carnivale" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2009/01/carnivale.jpg?w=255&#038;h=271" alt="carnivale" width="255" height="271" />&#8220;Carnivale&#8221;</strong></em> è una serie della HBO prematuramente deceduta nel 2005 e da noi trasmessa integralmente solo su Canal Jimmy.</p>
<p>Nonostante i numerosi premi vinti e proteste on-line, il calo di ascolti in coincidenza della seconda ed ultima serie (su 6 inizialmente progettate) ha decretato la fine di un progetto ambizioso ed unico penalizzato solo dall&#8217;aver osato sfidare le capacità di attenzione e pazienza degli spettatori, adottando tempi cinematografici più che televisivi.</p>
<p>E&#8217; girata la voce di un mini-film da mettere in onda per risolvere i molti enigmi lasciati in sospeso e magari rilanciare l&#8217;interesse per la serie proprio nel corso del 2008, ma ad oggi la HBO non si espone.</p>
<p>Eppure vale proprio la pena recuperare le due corpose serie fin&#8217;ora realizzate per rendersi conto della qualità dell&#8217;operazione e farsi trasportare in un mondo letteralmente magico, che in un contesto storico preciso e disperato quale quello del post-crisi del 1929 inserisce una trama a basa di esoterismo e disperate storie umane profonda, intrigante per la sua ambiguità e il suo discendere con mano sicura nei territori del soprannaturale e dell&#8217;horror.<span id="more-1636"></span></p>
<p>Protagonisti di questa sarabanda allucinata sono i membri di una compagnia circense che fonda i suoi spettacoli su normali attrazioni quanto su freaks di ogni genere (la donna barbuta, un rettiliano omosessuale, un mentalista cieco, un&#8217;indovina in stato comatoso che parla tramite la figlia che legge i tarocchi, sensuali gemelle siamesi, un&#8217;incantatrice di serpenti) ed è guidata da un nano, Samson, interpretato proprio da quel Michael J. Anderson che ci aveva fatto venire più di un brivido ai tempi di<em> &#8220;Twin Peaks&#8221;,</em> che pianifica i viaggi della carovana con un misterioso ed inquietante essere denominato &#8220;la direzione&#8221; che si nasconde dietro un paio di piccole tende e non sembra avere una natura del tutto benigna.</p>
<p>A sconvolgere le sorti dei personaggi entrano in gioco i due rappresentanti inconsapevoli del Bene e del Male, in termini proprio metafisici ed assoluti, sotto le sembianze di Ben Hawkins, ex-detenuto col dono di poter guarire le persone (ma sottraendo vitalità ad altre forme di esistenza, per mantenere l&#8217;equilibrio del cosmo) e di Padre Justin Crowe, prete metodista interpretato da un (a dir poco) superlativo Clancy Brown che non solo nasconde le sue vere origini e il suo vero nome, ma affrontando una grave crisi mistica scatenata da un atto inaudito della mefistofelica sorella comprenderà di essere la mano sinistra di Dio, se non il Diavolo stesso.</p>
<p>Tra atmosfere desertiche e polverose, violente visioni del passato e del futuro, sottotrame di varia umanità che spaziano dai drammi amorosi a stupri, omicidi ed efferati linciaggi pubblici, <strong><em>&#8220;Carnivale&#8221;</em></strong> dipinge un grandioso quadro epocale in cui un mondo sull&#8217;orlo del collasso diviene metafora della battaglia finale tra forze cosmiche, in cui da una parte sono schierati le povere forze di vagabondi stremati dalla vita, dall&#8217;altra un predicatore che diventa un mistificatore di massa in grado di influenzare tanto le elezioni politiche quanto di manipolare le menti, tramite i mass-media dell&#8217;epoca, inducendoli a compiere ogni misfatto.</p>
<p>A complicare le già corpose vicende, si inserisce la scoperta da parte di Ben della vera natura del proprio padre e di quello di padre Justin, precedenti avatar della luce e del buio.</p>
<p>Sostenuto dall&#8217;evidente ricerca estetica e da un cast strepitoso per lo più di provenienza teatrale (con una strizzata d&#8217;occhio all&#8217;horror fandom grazie alla presenza della carpenteriana Adrienne Barbeau), <strong><em>&#8220;Carnivale&#8221;</em></strong> rielabora una mitologia complessa che mescola occultismo moderno ed esoterismo cristiano, affondando le sue radici persino nelle gesta dei cavalieri Templari o nel discusso caso di <a href="http://lennynero.wordpress.com/2008/03/14/otto-rahn-e-rennes-le-chateau/" target="_blank">Rennes-le-Chateau</a>.</p>
<p>Per non dilungarmi troppo ed evitare spoiler che ne rovinerebbero la visione, vi segnalo due link di riferimento, tra cui uno entusiasmante che analizza nel dettaglio il background iconografico della serie.</p>
<p>In fondo trovate anche il premiato video della sigla iniziale.</p>
<ul>
<li><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Carniv%C3%A0le" target="_blank">Carnivàle</a></li>
<li><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mythology_of_Carniv%C3%A0le" target="_blank">Mythology of Carnivàle</a></li>
</ul>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lennynero.wordpress.com/2009/01/08/carnivale/"><img src="http://img.youtube.com/vi/BMqLks7qnew/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
Posted in Flussi di incoscienza Tagged: Carnivale, Rennes-le-chateau, serie televisive <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lennynero.wordpress.com/1636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lennynero.wordpress.com/1636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lennynero.wordpress.com/1636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lennynero.wordpress.com/1636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lennynero.wordpress.com/1636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lennynero.wordpress.com/1636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lennynero.wordpress.com/1636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lennynero.wordpress.com/1636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lennynero.wordpress.com/1636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lennynero.wordpress.com/1636/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=1636&subd=lennynero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Lenny Nero</media:title>
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			<media:title type="html">carnivale</media:title>
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	</item>
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		<title>True Blood</title>
		<link>http://lennynero.wordpress.com/2008/11/27/true-blood/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 06:05:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di incoscienza]]></category>
		<category><![CDATA[serie televisive]]></category>
		<category><![CDATA[True Blood]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il premio Oscar per la sceneggiatura di &#8220;American Beauty&#8221; e la sorprendente serie &#8220;Six Feet Under&#8221;, Alan Ball era atteso al varco da una folla di ammiratori in occasione della nuova serie televisiva da lui ideata ed ispirata al ciclo di romanzi &#8220;Southern Vampires&#8221; di Charlaine Harris.
Il risultato, per altro premiato con un ottimo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=1545&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignright size-full wp-image-1549" title="trueblood_poster" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2008/11/trueblood_poster.jpg?w=205&#038;h=249" alt="trueblood_poster" width="205" height="249" />Dopo il premio Oscar per la sceneggiatura di <em>&#8220;American Beauty&#8221;</em> e la sorprendente serie <em>&#8220;<a href="http://lennynero.wordpress.com/2008/11/12/six-feet-under/" target="_blank">Six Feet Under&#8221;</a></em>, Alan Ball era atteso al varco da una folla di ammiratori in occasione della nuova serie televisiva da lui ideata ed ispirata al ciclo di romanzi <em>&#8220;Southern Vampires&#8221;</em> di Charlaine Harris.</p>
<p>Il risultato, per altro premiato con un ottimo successo di pubblico, è un giocattolone divertente, eccessivo, costantemente sopra le righe (negli eventi, nel linguaggio, nella recitazione) e a rischio di degenerazione trash, in cui Ball riesce nuovamente ad imporre il suo talento e la sua attenzione per i dialoghi ed una serie di provocazioni sul tema della diversità che colpiscono nel segno, pur adottando un tono controverso e scanzonato, forse per esigenza di catarsi rispetto alla complessità  di <em>&#8220;Six Feet Under&#8221;.</em></p>
<p>Dopo la creazione da parte di un&#8217;industria giapponese di sangue sintetico, venduto sotto il nome di <em>&#8220;<strong>True Blood&#8221;</strong></em> nei migliori bar e supermercati del mondo, i vampiri abbandonano ufficialmente le loro vecchie modalità di approvvigionamento e rivelano all&#8217;umanità la loro esistenza, battendosi per il riconoscimento del proprio status di cittadini (lotta alla discriminazione, diritti ereditari sui possedimenti delle proprie secolari famiglie, legalizzazione dei matrimoni misti: sì, vi ricorda qualche dibattito molto sentito soprattutto qui in Italia).</p>
<p>Intanto a Bon Temps, Louisiana, si trasferisce il vampiro Bill Compton del cui fascino rimarrà vittima Sookie Stackhouse, una giovane cameriera (Anna Paquin) in grado di leggere i pensieri altrui; ma non sono gli unici individui anomali di questa cittadina, soffocata dall&#8217;afa e dal bigottismo ed agitata, come il resto del paese, dalla paura verso i vampiri (lo slogan &#8220;God hates fags&#8221; sui manifesti cristiani viene sostituito con &#8220;God hates fa(n)gs&#8221;), dal fenomeno dei Fangbangers, umani che intrecciano relazioni, per lo più a carattere sessuale, con i vampiri o addirittura si offrono nel ruolo di scorta vivente di sangue, e da quello dello spaccio di V, sangue di vampiro che espande le percezioni sensoriali e per procurarsi il quale gli addicted sono disposti a correre pericoli mortali.</p>
<p>Intanto un serial killer imperversa per la città ed ovviamente tutti credono che il colpevole sia un succhiasangue.</p>
<p>Se cercate un antidoto a tutto ciò che di infimo ed inqualificabile <a href="http://lennynero.wordpress.com/2007/04/02/vampiri-moderni-tra-stoccolma-e-mtv/" target="_blank"><em>&#8220;Twilight&#8221;</em></a>  ha introdotto nell&#8217;immaginario del vampirismo, allora procedete con la visione di <em><strong>&#8220;True blood&#8221;</strong>.</em></p>
<p><span id="more-1545"></span></p>
<p>Nonostante le premesse, considerare<em><strong>&#8220;True blood&#8221; </strong></em> un manifesto sui diversi in salsa draculesca da una parte è riduttivo, e non si terrebbe conto dei numerosi elementi di divertimento forniti, dall&#8217;altra la via scelta è quella della satira, per cui se gli adepti della Congrega del Sole sono delle immense teste di cazzo, fanatici ed idioti come qualunque prete omofobo, con l&#8217;aggravante di comportamenti da predicatori televisivi, dall&#8217;altra i vari mostri (vampiri, mutaforma) si comportano spesso come psicopatici, sono dotati di un tribunale interno diretto da un vampiro che lavorava per la Santa Inquisizione, si sono organizzati in un partito che aspira all&#8217;integrazione guidato da una donna che con la sua retorica perfetta intrisa di minacciosi messaggi subliminali riesce solo a far venire i brividi, e non tutti sono favorevoli a questo processo di borghesizzazione dei propri costumi, preferendo rimanere degli sbandati outsider (e come dar loro torto; io avrei già massacrato mezza umanità usando la parte restante come animali da allevamento; vi ricordate i <em>&#8220;Visitors&#8221;</em> ? Il sottoscritto è contrario a qualunque processo di normalizzazione e naturalizzazione ed il mio status di diverso lo considero un fiore all&#8217;occhiello impresso nel mio DNA e non ho intenzione di addomesticarmi per far dormire sonni tranquilli a qualche vecchio baciapile).</p>
<p>La serie riesce a concentrare ogni stereotipo possibile sui vampiri ed i diversi in generale per poi stravolgerlo, deriderlo, usarlo per fare sarcasmo o creare scene esilaranti (la trasformazione di una tipica ragazza degli stati del Sud che diventa una emobitch coi fiocchi od i coloritissimi insulti di Tara, assolutamente da godere in lingua originale), osando incursioni nei territori del camp o del visionario, mescolando momenti di suspense ad altri comici in una cornice in cui fin dalla prima puntata abbondano scene di violenza (l&#8217;esordio splatter della nona puntata merita una menzione d&#8217;onore) e di sesso esplicito (anche se si narra che siano stati apportati dei tagli, possiamo tranquillamente parlare di soft-porno).</p>
<p><em><strong>&#8220;True blood&#8221;</strong></em> è come una processione carnevalesca in cui non si sa mai che cosa potrebbe accadere, ricca di sottotrame senza mai arrivare alla sovrasaturazione e riuscendo sempre ad intrigare (sebbene ci siano così tanti personaggi e spunti narrativi che ci si stupisce di come si riesca a gestirli in modo non caotico ed almeno è molto difficile annoiarsi).</p>
<p>E&#8217; uno spettacolo per adulti, ma mai troppo serioso, dal ritmo sincopato, tecnicamente ottimo, in cui gli autori si divertono ad accumulare sorprese, colpi di scena, allucinazioni, battute ad effetto, sia che si tratti di uno shock o di mera presa di posizione politica (dal mostrare l&#8217;immagine di un G. W. Bush che addenta al collo la Statua della Libertà al primo matrimonio misto, per altro a pochi giorni dall&#8217;approvazione della Proposition 8 in California che abolisce il diritto al matrimonio per le coppie omosessuali).</p>
<p>L&#8217;ironia a profusione è forse il modo più sottile e indiretto, e per questo efficace, di lanciare stilettate politiche verso tutti coloro che si fanno portatori di discorsi discriminatori, senza comunque dipingere le vittime di questo ostracismo di massa come angeli caduti pieni di buoni sentimenti, con l&#8217;unica eccezione del personaggio di Bill, che per esigenze di copione è l&#8217;eroe romantico ed il vampiro che tutti i darkettoni sognano nelle proprie visioni più bagnate.</p>
<p>Se inizialmente ero interdetto dal cast, a conclusione della serie non posso che applaudire a tutti gli attori che si sono prestati a incarnare delle macchiette, più che dei veri propri personaggi, tra esagerazioni, luoghi comuni, dialetto cajun (l&#8217;accento della Paquin fa crepare dalle risate) ed autoironia (Ryan Kwanten che si presta al ruolo di superbello e superidiota e che da scopatore incallito diventerà un integerrimo religioso, Stephen Moyer che riesce a non cadere nel ridicolo pur essendo lo stereotipo più abusato del vampiro, Nalsan Ellis nel ruolo di un gay di colore dichiarato che offre prestazioni sessuali a senatori repubblicani o a vampiri pur di ottenere del V) generando lo stesso effetto di amore-odio che si provava per i personaggi altrettanto assurdi di <em>&#8220;Twin Peaks&#8221;</em> , altra serie in cui il soprannaturale è dato per scontato, come elemento indiscutibile ed immanente nel reale.</p>
<p><em>&#8230;I wanna do bad things with you&#8230;</em></p>
<p>Vi segnalo i principali siti di riferimento e potete vedere più sotto il trailer ufficiale e la sigla di apertura.</p>
<p><a href="http://www.hbo.com/trueblood/">http://www.hbo.com/trueblood/</a> (da visitare assolutamente, specie per i siti virali)</p>
<p><a href="http://www.trueblood-italia.com/">http://www.trueblood-italia.com/</a></p>
<p><a href="http://www.serialmente.com/categorie/true-blood/">http://www.serialmente.com/categorie/true-blood/</a></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Trailer ufficiale</strong></p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lennynero.wordpress.com/2008/11/27/true-blood/"><img src="http://img.youtube.com/vi/Vd5E-pHzXGI/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Opening credits (a metà tra Grindhouse e Natural Born Killers)</strong></p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lennynero.wordpress.com/2008/11/27/true-blood/"><img src="http://img.youtube.com/vi/7-UORRmi1ZI/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p><em></em></p>
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			<media:title type="html">Lenny Nero</media:title>
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		<title>Six feet under</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 21:42:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di incoscienza]]></category>
		<category><![CDATA[serie televisive]]></category>
		<category><![CDATA[Six Feet Under]]></category>

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		<description><![CDATA[Brillante, intensa, emozionante, terrificante, provocatoria.
Si potrebbero sprecare milioni di aggettivi e tutti positivi per quella che è in assoluto una delle migliori, e persino più premiate, serie televisive degli ultimi anni.
Creata da Alan Ball, attualmente alla prova del nove con il nuovo &#8220;True Blood&#8221;, una volta superato l&#8217;impatto con la meccanicità mortuaria della prima serie, ed [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=1486&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="size-full wp-image-1500 alignright" title="six-feet-under-s5-dvd3" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2008/11/six-feet-under-s5-dvd3.jpg?w=230&#038;h=301" alt="six-feet-under-s5-dvd3" width="230" height="301" />Brillante, intensa, emozionante, terrificante, provocatoria.</p>
<p>Si potrebbero sprecare milioni di aggettivi e tutti positivi per quella che è in assoluto una delle migliori, e persino più premiate, serie televisive degli ultimi anni.</p>
<p>Creata da Alan Ball, attualmente alla prova del nove con il nuovo <em>&#8220;True Blood&#8221;</em>, una volta superato l&#8217;impatto con la meccanicità mortuaria della prima serie, ed entrati in empatia con i protagonisti, si resta coinvolti in un turbinio di vicende spesso esasperate, ed esasperanti, che racchiudono in un piccolo mondo tutti i temi universali di cui l&#8217;uomo ha sempre scritto affrontandoli in modo sorprendente.</p>
<p>Di ambizione <em><strong>&#8220;Six feet under&#8221;</strong></em> se ne è fatta portatrice in gran misura, e l&#8217;obiettivo è stato raggiunto in pieno, senza mai perdere di ritmo e pathos, senza perdere di vista personaggi e prendendosi tutto il tempo necessario per sviluppare le storie, cesellandole nei dettagli e conducendole verso uno dei più bei finali mai realizzati, che non solo non delude e non lascia possibili spiragli di continuità, ma sdogana definitivamente il tema della morte in televisione, senza taboo, senza pudori, analizzata sotto tutte le possibili e molteplici prospettive.</p>
<p>Sia ben chiaro che l&#8217;evidente autorialità di <em><strong>&#8220;Six feet under&#8221;</strong></em> , le indiscutibili qualità tecniche, alcuni dialoghi da affiggersi sopra il letto e il cast da applausi non consentono di parlare di cinema per il piccolo schermo.</p>
<p>Non ci è riuscito completamente David Lynch, non avrebbe potuto riuscirci di certo qualche altro genio comparso all&#8217;improvviso.</p>
<p>Tuttavia le peculiarità delle serie televisive (dilatazione dei tempi, ore a disposizione per far crescere i personaggi ed evidenziarne ogni sfumatura di personalità, una struttura di base che ritorna ciclicamente, la possibilità di inserire nuove trame e sottotrame senza generare un fastidioso senso di accumulo ed incomprensibilità) sono anche il punto di forza di <em><strong>&#8220;Six feet under&#8221;</strong></em>, che le sfrutta appieno per creare tra spettatori e personaggi un legame emotivo di rara profondità, acquistando un grado di umanità che spesso è deficitaria in altre serie blasonate che sono essenzialmente fonte di divertimento più fisico o cerebrale (ad esempio, credo che i lost-maniaci siano molti, io in primis, ma penso anche che nessuno abbia versato una lacrima per la strage alla fine della quarta serie, mentre sfido chiunque a non sentirsi andare in pezzi con la conclusione di <strong><em>&#8220;Six feet under&#8221;</em></strong> ).<span id="more-1486"></span></p>
<p>La morte è il tema conduttore di tutta la serie: la morte come fine, con gli strascichi di dolore o di deriva psicotica che ne possono derivare, come opposto di riferimento per mettere in luce ciò che della propria vita vale, se mai è valsa qualcosa.</p>
<p>Grazie alle storie della famiglia che gestisce l&#8217;impresa funebre Fisher, attraversiamo tutti gli stadi della perdita definitiva così come quelli della risalita.</p>
<p>In <strong><em>&#8220;Six feet under&#8221;</em></strong>  si assiste all&#8217;inizio di ogni episodio ad un decesso, per un totale di decine di possibilità che trasmettono l&#8217;inafferrabilità del senso della morte, che eppure è lì, ineluttabile.</p>
<p>E si passa dal dramma allo humour nero con disinvoltura, abbandonando ogni moralismo, in una rappresentazione nuda e cruda della morte e del post-mortem attraverso la raccapricciante attività di ricostruzione dei cadaveri.</p>
<p>Inoltre è continuo il dialogo fra i trapassati e i vivi: sono loro la coscienza di chi è rimasto, una voce disincantata, spesso feroce, quasi luciferina (Nathaniel), con cui discorrere, litigare, confrontarsi, da cui sentirsi redarguire senza pietà.</p>
<p>L&#8217;aldilà porta con sè uno stato di illuminazione che non è la pace interiore, ma solo fredda obiettività.</p>
<p>In <strong><em>&#8220;Six feet under&#8221;</em></strong>  non esistono Paradiso e Inferno, ma solo un mondo parallelo ed egualitario in cui finalmente si accetta ogni aspetto dell&#8217;esistenza umana, a dispetto dei tentennamenti dei vivi.</p>
<p>Altro tema ricorrente è quello della fede, in ogni sua variazione e in ogni vissuto, a volte sbeffeggiata e sbugiardata, a volte rispettata quando fonte di forza, anche se illusoria.</p>
<p>Inoltre si prendono di petto i temi della politica (in particolare nei duri attacchi a G. W. Bush in un paio di eccezionali monologhi di Patricia Clarkson, un&#8217;attrice poco sfruttata, ma superlativa, e di Lauren Ambrose) e della sessualità.</p>
<p>E in un classico connubio di eros e thanatos, da una parte la coppia Brenda (Rachel Griffiths) e Nate (Peter Krause, visto di recente in <em>&#8220;Dirty sexy money&#8221;</em>) dall&#8217;altra la coppia Keith (Mathew St. Patrick) e David (Michael C. Hall, diventato definitivamente celebre grazie a <a href="http://lennynero.wordpress.com/2008/09/10/dexter/" target="_blank"><em>&#8220;Dexter&#8221;</em> </a>) consentono di esplorare ogni lato delle rispettive dimensioni etero ed omosessuale.</p>
<p>L&#8217;omosessualità è un argomento che evidentemente sta a cuore a Ball; non ne nasconde i lati più deteriori, prodotti da una società repressiva, non rappresenta i gay come persone simpatiche, intelligenti e creative, ma più facilmente come comuni cittadini tendenti all&#8217;isterismo, culturalmente stereotipati, noiosi, sessuomani, anche reazionari o profondamente ipocriti e non lesina colpi bassi alla categoria.</p>
<p>Non si cerca in alcun modo di accattivarsi facilmente lo spettatore, i protagonisti compiono a volte gesti deprecabili, ma è proprio il loro essere assolutamente imperfetti che li rende credibili.</p>
<p>Non fanno eccezione, quindi, i gay, con tutte le loro problematiche e strambe dinamiche di coppia, anche se l&#8217;ondivago duo David-Keith approderà addirittura alla decisione di adottare due bambini e di sposarsi, dopo burrascose liti, scopate occasionali esplicitamente rappresentate, fasi di coppia aperta.</p>
<p>Ora sapete perchè la serie viene trasmessa a notte fonda.</p>
<p>Eppure quello che si ricorda non sono i lati morbosi delle loro vicende, ma i loro dialoghi sfacciati e diretti, l&#8217;esternazione chiara dei loro sentimenti e non c&#8217;è niente di più destabilizzante per la morale comune che raffigurare due omosessuali non come due bestie pervertite in calore, ma come due persone che si amano e lottano per rendere stabile la loro relazione.</p>
<p>Decisamente peggio, invece, va per gli eterosessuali, praticamente un fallimento sentimentale dopo l&#8217;altro; ma tra di essi spiccano la figura complesissima ed affascinante di Brenda, del fratello incestuoso Billy (un bravo e sexy Jeremy Sisto, in un ruolo altrettanto ostico) e della madre schizogenica Margareth, interpretata da una rediviva Joanna Cassidy che ogni volta che compare in scena sovrasta tutti con la sua presenza e le sue battute al vetriolo.</p>
<p>Come se non bastasse un cast fisso di innato talento, e costituito in buona parte da semisconosciuti, compaiono pure la già citata Clarkson, Kathy Bates (anche regista di due episodi della prima serie) e Lily Taylor, in un ruolo tanto insopportabile, quanto chiave per lo svolgersi degli eventi.</p>
<p><strong><em>&#8220;Six feet under&#8221;</em></strong>  è una sorpresa continua: ora è una frase, ora un&#8217;espressione, ora un colpo di scena, ora un&#8217;allucinazione ad occhi aperti (e qualcuna è memorabile per inventiva!) o un&#8217;esplosione di violenza o di amore, ma ogni puntata è l&#8217;ennesimo tassello di un progetto che alza il tiro ad ogni serie senza scadere mai in una banale ripetizione e senza mai cedere a soluzioni facili.</p>
<p>E&#8217; come salire su montagne russe che percorrono le aree di un parco a tema e da cui si vede fluire tutta la propria vita fino a quando saturi di ogni tipo di emozione crolliamo versa una liberatoria uscita di scena.</p>
<p>Vi farà discutere, vi farà riflettere, vi lascerà sicuramente scossi.</p>
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		<title>Dexter</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 22:44:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di incoscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Dexter]]></category>
		<category><![CDATA[serie televisive]]></category>

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		<description><![CDATA[So di andare controcorrente rispetto ad un unanime consenso generale e mi attirerò accuse di incompetenza (ma al mondo esistono persone che ti puntanto il dito persino se parli male di Muccino o dei Tokyo Hotel, quindi ormai delle opinioni degli altri me ne sbatto proprio, visto che viviamo in un paese in cui tutti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=1228&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://lennynero.files.wordpress.com/2008/09/dexter.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1229" title="dexter" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2008/09/dexter.jpg?w=217&#038;h=147" alt="" width="217" height="147" /></a>So di andare controcorrente rispetto ad un unanime consenso generale e mi attirerò accuse di incompetenza (ma al mondo esistono persone che ti puntanto il dito persino se parli male di Muccino o dei Tokyo Hotel, quindi ormai delle opinioni degli altri me ne sbatto proprio, visto che viviamo in un paese in cui tutti pensano di avere la verità in tasca, quindi difendo la mia), ma ritengo che la serie<em><strong>&#8220;Dexter&#8221;</strong></em> non meriti nè troppa attenzione nè tutto il battage pubblicitario che specie all&#8217;estero è sempre più pressante e sfacciato (persino innovativo), e che a conti fatti promuove un prodotto che con la sua prima serie non mi ha appassionato per nulla, nonostante le potenzialità e la trama sanguinolenta.</p>
<p>Ci ho riflettutto sui motivi per cui una serie televisiva che avrebbe potuto diventare una delle mie preferite in assoluto mi abbia lasciato perplesso (basta pronunciare la parola serial-killer ed ho un&#8217;erezione)  e ne ho trovati talmente tanti che potrei stendere quattro pagine (ovviamente mi limiterò ai più grossolani!).</p>
<p>Di sicuro non voglio affossare la serie, vincitrice di premi, stravotata, osannata, quindi obiettivamente le sue qualità le possiede, e le riconosco, ma come al solito quando tutti gridano al capolavoro ed uno spunto narrativo che sembrava predestinato ad essere di nicchia finisce sulle copertine più cool, appare evidente che la serie è più furba che bella, come si suol dire, e mi ripeto che ormai le folle applaudono ad ogni mediocrità superiore alla media, ingoiando di tutto, e guai a mostrare i difetti dei loro idoli perchè si generano vere e proprie reazioni isteriche.</p>
<p>Sono tanti i film o le serie televisive che adoro che ad altri suscitano ribrezzo, eppure vivo benissimo lo stesso se qualcuno me lo fa notare.</p>
<p>Un banale &#8220;Dexter mi piace&#8221; è ben differente da &#8220;Dexter è la migliore serie mai vista&#8221;; tuttavia siamo un mondo di assolutisti che lo spirito critico se l&#8217;è dimenticato la prima volta che ha acceso la televisione.</p>
<p>Oggi mi è tornato in mente <em><strong>&#8220;Dexter&#8221;</strong></em> mentre leggevo questa frase in un libro di Houellebecq: <em>&lt;Riunire i vantaggi commerciali della pornografia e dell&#8217;ultraviolenza&gt;.</em><span id="more-1228"></span></p>
<p>Ecco, <em><strong>&#8220;Dexter&#8221;</strong></em> solletica, stuzzica, promette, ma non mantiene; è un bagno di sangue in stile Ikea, un coito interrotto che non mi avrebbe annoiato se solo fosse durato la metà.</p>
<p>E piace proprio per questo: il soggetto perturbante di fatto non turba, anzi, è rassicurante e scade nella soap-opera.</p>
<p>Gli aspetti positivi della serie sono una splendida sigla iniziale (ambigua e melliflua come il protagonista, in cui gesti quotidiani sembrano diventare atti violenti), il soggetto della storia (tratta dal romanzo &#8220;<em>La mano sinistra di Dio&#8221;</em> di Lindasy Jeff, stravolto nel finale), l&#8217;attore principale (Michael C. Hall, sexy e glaciale dopo il ruolo di segno opposto in <em>&#8220;Six feet under&#8221;,</em> e capace di inchiodarti con uno sguardo).</p>
<p>Ciò che non funziona in <em><strong>&#8220;Dexter&#8221;</strong></em> è che si perde di vista (concentrando poi gli avvenimenti principali nelle ultime puntate) proprio il personaggio cardine.</p>
<p>Se all&#8217;inizio la sua voce fuori campo intriga (nello spiegare il suo modo di essere, la sua assenza di emozioni e sentimento, le sue modalità di azione), se il nucleo di indagine si rivela fondamentale dato che ha connessioni col passato di Dexter e i flashback ci rendono curiosi, ad un certo punto i personaggi secondari (interpretati da una serie di attori che non spiccano certo per talento, così come i loro doppiatori: vi consiglio di non perdervi la bellissima voce di Hall) prendono il sopravvento invadendo lo spazio di intere puntate con storie collaterali di totale inutilità per lo svolgimento della trama, assolutamente patetiche (il lato amorevole del tenente LaGuerta, il divorzio di Angel, il passato militare di Doakes) e che uccidono ogni tipo di climax.</p>
<p>E poi ti chiedi: e il killer del camion-frigo? E Dexter?</p>
<p>Persi per strada, se escludiamo la relazione che Dexter intrattiene per rendere ancora più normali e borghesi le sue apparenze e che pare, almeno nel finale della prima serie, poter essere un elemento pericoloso per la sua doppia vita.</p>
<p>Non si provano particolari brividi, i momenti gore sono rari e patinatissimi (e comunque persino in televisione si vedono immagini più cruente), quando non spruzzati di kitsch e humour, smorzando ulteriormente la tensione, e finalmente la storia riparte quando compare sulla scena un nuovo personaggio che ovviamente è il killer ricercato (e questo non è uno spoiler, ci arriva anche un demente, e non fa certo onore alla storia).</p>
<p>Peccato che diventi così più importante il ruolo della sorella di Dexter, un&#8217;idiota a dir poco insopportabile.</p>
<p>Quando ormai ogni possibile aura di maledettismo o morbosità è ridotta in macerie (c&#8217;è più suspense in una qualsiasi puntata a caso della prima serie di <em>&#8220;Desperate Housewives&#8221;</em>)  e ci si è rassegnati all&#8217;ennesima soap-opera, viene compiuto un salto di qualità.</p>
<p>Peccato che intanto siamo arrivati alla decima puntata e la dodicesima sia l&#8217;ultima.</p>
<p>Allora ecco finalmente un bel <em>bloodbath</em>, flashback quasi shoccanti, giusto un paio di dettagli non troppo raccapriccianti, che se no gli spettatori si spaventano e gli ascolti crollano, e il tanto atteso twist narrativo.</p>
<p>Alla fine delle dodici puntate permane un senso di incompiuto, come se il prodotto non fosse ancora rodato e non avesse ancora trovato una sua direzione, e soprattutto, se come me eravate in cerca di brividi e malessere, si rimane oltremodo delusi.</p>
<p>La sequenza finale, visionaria, se non fosse che viene resa ridicola dalle parole di Dexter stesso dato che non ho provato un brivido in 12 ore di trasmissione (&#8230;mi amerebbero nel loro incubo peggiore&#8230;)  lascia sperare che in futuro si osi di più, lasciando a piede libero la psicopatia di Dexter ed il girovagare tormentato delle sue riflessioni.</p>
<p>Ma per raggiungere un obiettivo simile servono idee originali e brillanti ed in questa serie ne ho viste ben poche.</p>
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		<title>Dirt</title>
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		<pubDate>Tue, 20 May 2008 00:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lenny Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flussi di incoscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Courtney Cox]]></category>
		<category><![CDATA[Dirt]]></category>
		<category><![CDATA[serie televisive]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è chi sostiene che le serie televisive (ovviamente non quelle italiane) siano diventate il nuovo cinema d&#8217;autore.
In effetti nel corso del tempo le fiction sono diventate prodotti non solo ad alto budget (&#8220;E.R.&#8221;, &#8220;Friends&#8221;, &#8220;X-files&#8221;, giusto per citare alcune delle piu&#8217; note), ma sempre piu&#8217; sofisticati e complessi, elaborati sotto il livello della sceneggiatura e con prove attoriali [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lennynero.wordpress.com&blog=872879&post=776&subd=lennynero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignright size-full wp-image-777" src="http://lennynero.files.wordpress.com/2008/05/dirt1.jpg?w=200&#038;h=263" alt="" width="200" height="263" />C&#8217;è chi sostiene che le serie televisive (ovviamente non quelle italiane) siano diventate il nuovo cinema d&#8217;autore.</p>
<p>In effetti nel corso del tempo le fiction sono diventate prodotti non solo ad alto budget (&#8220;<em>E.R.&#8221;, &#8220;Friends&#8221;, &#8220;X-files&#8221;</em>, giusto per citare alcune delle piu&#8217; note), ma sempre piu&#8217; sofisticati e complessi, elaborati sotto il livello della sceneggiatura e con prove attoriali di tutto rispetto.</p>
<p>Negli ultimi anni, inoltre, si è assistito ad un&#8217;evoluzione verso opere sempre piu&#8217; adulte: il noir-pop di &#8220;<em>Desperate Housewives</em>&#8220;, la psicopatia macabra di <em>&#8220;Dexter&#8221;</em>, la sessualità esplicita di <em>&#8220;Sex and the city&#8221;</em>, il sarcasmo necrofilo di <em>&#8220;Six feet under&#8221;</em>.</p>
<p>A mio parere si può parlare di autorialità, senza tema di smentita, solo per quella meteora sovversiva, bislacca e mai troppo osannata di <em>&#8220;Twin peaks&#8221;</em>, ma il fatto che diventi fenomeno di massa un prodotto tanto furbo quanto complesso come <em>&#8220;Lost&#8221;</em>, che il background letterario di <em>&#8220;Dexter&#8221;</em> sia più importante per la serie rispetto agli specchietti per le allodole che sono i suoi omicidi, che il sesso diventi esplicito e crudo, che la morte non solo non sia più taboo, ma la protagonista, e soprattutto che si pensi che la chiave del successo per una serie siano la sceneggiatura, attori carismatici ed un taglio visivo da grande schermo, fanno timidamente sperare che paradossalmente sarà la televisione a potersi salvare da se stessa, rieducando quelle scimmie che si chiamano spettatori.</p>
<p>Personalmente non possiedo quello strumento di brain-washing, disinformazione e devastazione morale e culturale da quasi 10 anni, per cui son rimasto estraneo a questo fenomeno dei serial-tv per parecchio tempo.</p>
<p>Quando ho iniziato a leggere di <em>&#8220;Desperate Housewives&#8221;</em>, <em>&#8220;Dirt&#8221;</em>, <em>&#8220;Californication&#8221;</em> e <em>&#8220;Dexter&#8221;</em> pure su riviste di cinema cult mi è sorto il dubbio che mi stessi perdendo qualcosa di realmente valido.<span id="more-776"></span></p>
<p>Di tutte le serie viste <em><strong>&#8220;Dirt&#8221;</strong></em> è fin&#8217;ora quella che si avvicina più di tutte le altre ad una concezione artistica autoriale e quasi indipendente (pur nella sua apparenza cool, ma con un&#8217;anima angosciante), visivamente ardita per gli elementi visionari e surreali (spiazzando lo spettatore), forte di una protagonista clamorosa (vera ed adorabile regina degli inferi), moralmente spregiudicata e disinibita, con scene di sesso e violenza che colpiscono (ed osano parecchio) ed un linguaggio finalmente diretto ed adulto.</p>
<p>E soprattutto con un mood che non lesina i momenti ironici, ma per lo più è crudele, cupo, a tratti quasi disperato e non offre un&#8217;oncia di redenzione ai devastati personaggi.</p>
<p>Niente lacrime, niente commozione: <em><strong>&#8220;Dirt&#8221;</strong></em>  è una strana creatura che riesce ad intrattenere ed appassionare, pur essendo, di fatto, il lungo racconto di un gioco al massacro da cui nessuno si salva, concentrandosi solo sugli aspetti più infami dell&#8217;animo umano, tanto da risultare in più di un&#8217;occasione fastidioso ed annichilente.</p>
<p>Nessun ottimismo, nessun conforto, nessun romanticismo dato che l&#8217;unica storia d&#8217;amore è quella fra un fotografo schizofrenico ed il cadavere immaginario di una delle dive da lui fotografate.</p>
<p>Fotografata schifosamente nella camera mortuaria mentre le fiamme crematorie si trasformano in mani infernali e la trascinano via da lui.</p>
<p>Terminata la prima serie, ci si rende conto della perfezione di questo apologo morale, dato che la sottotrama principale tira le fila e si chiude il cerchio in una conclusione agghiacciante.</p>
<p>Per questo mi rifiuto di scrivere spoiler o accennare agli eventi.</p>
<p>Vi basti sapere che Courtney Cox interpreta Lucy Spiller, quarantenne caporedattrice della rivista scandalistica <em><strong>&#8220;Dirt&#8221;</strong></em>, algida, perfetta, carrierista, senza scrupoli, frigida e fidanzata col suo vibratore.</p>
<p>Unico punto debole un&#8217;oscuro suicidio del passato che la tormenta e di cui forse non comprende il significato alla base perchè l&#8217;ha rimosso.</p>
<p>Il suo studio privato, il caveau dei segreti dove custodisce documenti che usa per minacciare le stars e trasformarle in informatori, è avvolto nel rosso e dominato da un quadro che rappresenta i dannati.</p>
<p>A supportarla nelle sue indagini scandalistiche, alla ricerca degli scoop più clamorosi, della verità più laida sulle celebrità (tra teste mozzate, sodomie, doppie vite, droga e ricatti mortali i colpi di scena non mancano) Don Konkey, fotografo affetto da schizofrenia funzionale, sempre sull&#8217;orlo della follia, suo amico e schiavo, tormentato da visioni ed allucinazioni a sfondo sessuale, macabro e persino incestuoso.</p>
<p>Il personaggio di Don è quello che consente alla serie di andare oltre una mera storia di gossip ed intrighi per elevare lo stile visivo ad un piano realmente artistico e consentendo di allestire sequenze inaspettate per un prodotto televisivo che di primo acchito potrebbe sembrare una sit-com pettegola.</p>
<p>Niente di tutto questo: <strong><em>&#8220;Dirt&#8221;</em></strong>  è davvero sporco, amorale, esplicito in modo realistico, sfacciato, volutamente provocatorio, ma mai stupido.</p>
<p>Al massimo desolante e nichilista, ma questo è un valore aggiunto.</p>
<p>Non fa ridere, al più atterrisce.</p>
<p>A titolo di curiosità, comparsate speciali per Vincent Gallo e per l&#8217;ex-partner della Cox in <em>&#8220;Friends&#8221;</em>  Jennifer Aniston; ma al loro incontro, dal tono frivolo e dal sapore lesbo, non faranno seguito risate, ma lo scatenarsi di un piano di vendetta omicida.</p>
<p><a href="http://Nessuna"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lennynero.wordpress.com/2008/05/20/dirt/"><img src="http://img.youtube.com/vi/1-hiZZggpMY/2.jpg" alt="" /></a></span></a></p>
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