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Peace is for pussies

“Il codice Da Vinci” – D. Brown

codice-da-vinci1.jpgL’altra sera ho immaginato di realizzare la copertina per l’ennesima edizione de “Il codice Da Vinci“.
Sfondo bianco.
Al centro un unico elemento: un codice fiscale.
La letteratura è altro, questo è supermarket.
Sono due le categorie di lettori che si possono avvicinare a questo genere di libri.
La prima è rappresentata da chi compra un paio di libri all’anno, in genere di Ken Follet o Clive Cussler, che in realtà sono già morti da 80 anni, ma i ghost-writers ne perpetuano il nome.
La seconda da chi è affascinato non solo dalla cosidetta storia alternativa, ma anche dall’iconografia religiosa e artistica e dai misteri in essa contenute.

Il Codice Da Vinci” ha tutti gli elementi necessari per incuriosire.
Alla base della storia l’omicidio del curatore del Louvre che, prima di morire e nonostante una pallottola nello stomaco, lascia messaggi cifrati in giro per il Museo e si dispone nudo come l’uomo vitruviano disegnato dal Genio.
La nipote del curatore, Sophie, esperta di crittografia, ed un professore di simbologia, Robert Langdon, decifreranno i messaggi lasciati dalla vittima, il cui intento era tramandare a Sophie un segreto dirompente riguardante la storia di Cristo ed il santo Graal.
I lati positivi di questo libro sono rappresentati dal modo diretto e chiaro di presentare le teorie piu’ ardite sul Graal, dalla gustosa rappresentazione dell’Opus Dei come un’associazione malavitosa, che assolda fanatici invasati e masochisti, e del Vaticano come una cupola mafiosa di rara cattiveria (e si fa pure riferimento esplicito ai casi di pedofilia che in America hanno dissanguato le risorse finanziare della Chiesa, costretta a pagare numerosi risarcimenti), ed illustra in maniera abbastanza comprensibile, per quanto forzata, il processo di mistificazione attuato dal cristianesimo nei confronti del femminino sacro, pervertendo la figura di Maria Maddalena, madre dei figli di Cristo.
E nell’improbabilità degli eventi narrati ci si diverte pure ogni tanto.
I lati negativi pero’ sono tanti e tali che francamente non riesco a spiegarmi un successo così enorme per questo libro, che non è niente piu’ che un libercolo da leggere in un paio di sere oziose.
E’ tutto così farsesco ed artificiosamente ingegnoso che ci si annoia a tratti e gli aspetti polemici ne vengono di conseguenza sminuiti, nonostante sia evidente l’intento provocatorio di Dan Brown nell’uso di certe frasi ad effetto sulla storia della Chiesa.
Alla fine i preti sembrano solo un branco di poveracci disperati e amorali, tanto da suscitarti non paura, ma pietà.
Lo stile di scrittura è imbarazzante, funzionale ad una storia da blockbuster che deve scorrere liscia, sulla scia di Follet, Ludlum, Smith, Cromwell e quant’altri.
In confronto persino uno scrittore di scarabocchi prolissi come Stephen King sembra Shakespeare.
La prima categoria di lettori sopracitata sicuramente si divertirà molto e penserà che sia un libro proibito ed eccitante.
La seconda categoria di lettori, cui il sottoscritto appartiene, si annoierà a morte, visto che queste teorie sul Graal sono vecchie di decenni.
Non credo che Dan Brown non lo sapesse, lo dimostra il fatto che il curatore del Louvre si chiama Saunière, chiaro riferimento a Rennes-le-Chateau, i cui misteri legati al Graal non sono mai esplicitamente citati: è solo una strizzatina d’occhio.
Tuttavia i lettori piu’ smaliziati prevedono già tutto almeno 50 pagine prima e quando ormai sbavanti arrivano all’ovvio capitolo sulla cattedrale di Rosslyn (si sostiene da anni che custodisca il tesoro dei Templari ed i manoscritti degli Esseni che rivoluzionerebbero la storia del cristianesimo), non si spiega neanche l’importanza di quel posto ed il perchè sia così speciale.
Insomma, preso il concetto base della storia “maddalenica” del Graal, il resto è arraffazzonato e non sviluppato come meriterebbe, sprecando un’occasione ottima per romanzare un’ipotesi controversa.
Sicuramente intrigano la spiegazione dei misteri de L’ultima cena di Leonardo Da Vinci (uno degli apostoli in realtà è Maria Maddalena) o certe ambientazioni, ma il tutto affoga in una serie di colpi di scena fasulli (se non capite a metà libro chi è il Maestro il vostro Q.I. è pari a quello di Silas, l’albino omicida affiliato all’Opus Dei!) e di personaggi stereotipati.

Dan Brown non è uno scrittore, è solo un compilatore di tesi che ha copiato qui e là alcune storie di indubbio fascino.
Un libro per chi si accontenta, ma che spero possa incuriosire molti ad approfondire argomenti scottanti come la storia dei Templari, del Graal e infine del cristianesimo stesso.
Non si puo’ partire dal presupposto di dimostrare come sia una religione costruita sulla menzogna per poi addolcire la pillola affogando tutto nel barnum necessario per trasformare il libro in best-seller.
E pensare che le pagine finali hanno pure un che di lirico e sognante.

Fuori tempo massimo ormai.

Comunque, vi segnalo anche il testo che ha ispirato “Il codice Da Vinci” e che è 1 milione di volte piu’ avvincente e stimolante.

Per quanto sia solo opera piuttosto ben architettata di fiction storica.

Ne Il codice Da Vinci uno degli autori del libro è addirittura un importantissimo protagonista.

Titolo: Il santo Graal
Autori: Baigent Michael; Leigh Richard; Lincoln Henry

7 commenti su ““Il codice Da Vinci” – D. Brown

  1. lealidellafarfalla
    16/11/2007

    Intanto lui vende, credo, 40 milioni di copie e quello che scrive arriva nelle case, alle persone e queste persone capiscono bene cosa dice. Come Faletti del resto. Chi ritiene di fare cultura rimane rilegato al 5.000 copie, se arriva, in italia, a 30.000 è considerato un best seller. Ullallah! Dovrebbero darsi una svegliata e cercare di rendere più avvincente ciò che chiamano cultura e non limitarsi a dire che siccome non sono un prodotto di massa allora fanno cultura, in realtà non fanno niente. Ciò di cui non si parla è come se non fosse mai esistito.

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  2. Lenny Nero
    16/11/2007

    1) Ci sono un sacco di persone che vendono.
    Vendono armi, droga, morte e pure fumo negli occhi morboso come Dan Brown.
    Il fatto di vendere sotto quale prospettiva è un punto di merito?
    E’ come stimare una puttana di lusso e compatire una puttana da marciapiede.
    La sostanza non cambia.

    2)Le mie obiezioni riguardano non tanto i contenuti, che fanno folklore e polemica, non certo cultura, quanto il linguaggio.
    Hai provato a leggerlo in inglese?
    Sembra scritto dal primo dattilografo preso per strada.
    E un cane a scrivere rimane comunque un cane, anche se scrivesse di Hegel.
    Inoltre è palese lo squilibrio interno nel libro tra la struttura principale e gli inserti di falsa storia (è tutto falso in quel libro, e sfido chiunque a contraddirmi, dai giochini col codice Atbash all’invenzione del criptex), evidentemente scritti da altri.
    Vendere MENZOGNE la chiami cultura?
    E’ solo intrattenimento.
    La letteratura puo’ essere: -intrattenimento
    -arte
    -cultura
    Dan Brown si ferma a malapena al primo livello.

    3)La massa inquanto massa è stupida e acritica per definizione.
    La cultura è per chi la vuole e si sforza di accedervi.
    Tutti gli altri si facciano pure lavare il cervello.

    4)Faletti?
    No comment.

    5)Cio’ di cui non si parla è come se non fosse mai esistito, scrivi.
    Ma non è detto che cio’ di cui si parla sia esistito davvero!
    Allora dovrei pure credere al regno di Mordor.
    Un mondo in cui la realtà è la menzogna non è certo la mia aspirazione e se la gente è così superficiale da credere nel primo venditore di fumo che passa non c’è da rallegrarsene.
    Se i lettori di questo scribacchino si fossero chiesti se leggevano qualcosa di documentato o qualcosa di falso e avessero verificato, anche solo usando Internet, alcuni dettagli del libro avrebbero capito che questo testo è il piu’ grosso cumulo di merda prodotto negli ultimi anni.
    Se poi ora vogliamo trasformare la storia in qualcosa che ci piace e diverte, e non in quello che è accaduto davvero, con tutti i limiti della ricerca storica, accomodiamoci e ognuno si scelga pure la sua versione dei fatti.
    A casa mia si chiama ignoranza.
    E pure della peggior specie.

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  3. lealidellafarfalla
    16/11/2007

    Io non ho detto questo, ho detto che se no si svegliano chi avrà influenza sulle persone saranno loro non chi dice altro.
    Io non lo’ho proprio letto, però se vende così tanto ha influenza su tanti, e questo è un aspetto che dovrebbe far riflettere, no essere semplicemente liquidato.
    Comunque, l’idea alla base del codice da vinci è fichissima, perchè solleva dubbi, intepretazioni. Che sia vera?

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  4. Lenny Nero
    17/11/2007

    Ci sono mille ipotesi su Gesu’.
    Personalmente preferisco la linea del Donnini.
    Se pongo un’ipotesi devo anche dimostrarla.
    Dan Brown utilizza solo argomenti completamente FALSI, dal primo all’ultimo.
    Per cui, anche se fosse un’ipotesi vera, rimane solo un’idea balzana indimostrata.
    Non dico indimostrabile (ma poco ci manca), ma assolutamente indimostrata.

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  5. Sergejpinka
    22/11/2007

    Quote: “Ci sono mille ipotesi su Gesu’.
    Personalmente preferisco la linea del Donnini.”

    ..e chi è? 😕 si ammetto di non conoscerlo: ti va di scrivere un articolo al riguardo?

    …faccio una previsione, la butto lì: è una balla colossale…

    …o mi sbaglio?

    Personalmente son credente, anche se la Chiesa ne ha fatte e ne fa di cazzate…!

    Comunque, se scrivi qualcosa al riguardo ti seguo fedelmente (giust’appunto! 🙂 ).

    Ciao! 🙂

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  6. Lenny Nero
    22/11/2007

    https://lennynero.wordpress.com/2006/05/07/gesu-e-i-manoscritti-del-mar-morto-d-donnini/

    Leggi al link sopra per avere una panoramica sugli studi del Donnini.

    Che Gesu’ fosse anche padre, non ne abbiamo prove.
    E’ vero che era buona norma per i Rabbi sposarsi, ma pure Giovanni Battista non lo era.
    Anche se sappiamo che diversi apostoli avevano mogli al seguito.

    Non so se sia piu’ deprecabile, comunque, venderci Gesu’ come padre e innamorato piuttosto che come un hippie prestigiatore che anche per le poche testimonianze storiche che abbiamo è piu’ probabile che bruciasse case, altro che porgere l’altra guancia.

    Se poi uno legge i manoscritti del Morto, di origine essenica (pure Nazinger ha ammesso che Gesu’ probabilmente ebbe contatti con gli Esseni. Bontà sua, ma non si è reso conto dell’enormità delle implicazioni), si fa un quadro di Gesu’ talmente differente da quello ufficiale che quasi quasi considera Dan Brown un cristiano cattolico devoto.

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  7. Sergejpinka
    22/11/2007

    Quote: “Nazinger” 😀 😀 😀

    …sei un grande!

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Questa voce è stata pubblicata il 02/01/2005 da in Senza categoria con tag , , .

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