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Peace is for pussies

Mysterious skin

mysterious-skin.jpg“Mysterious Skin”, diretto da Gregg Araki, riesce a stracciare qualsiasi film “violento” si sia visto di recente.
Non tanto per le scene shock (ricordiamoci che ad Araki appartiene il poco digeribile a molti “Doom generation”, in cui tra castrazione con cesoia e stupro con statua della Madonna si superavano limiti invalicabili), ma per il contenuto di quel che si racconta: la pedofilia e i suoi effetti sulla psiche dei bambini una volta adolescenti; i bambini come soggetto di desiderio, oltre che oggetto; la sessodipendenza; la repressione sessuale in una piccola provincia e soprattutto l’impossibilità di superare un dolore alienante attraverso invenzioni della mente (uno dei ragazzi crede di essere stato rapito dagli alieni le sere durante le quali fu coinvolto in giochi sessuali estremi col suo coach di baseball).

E’ un film durissimo per quanto è impietoso, poetico nei suoi sprazzi lirici e onirici, dolce per la tenerezza che si prova per i due protagonisti, crudele nel narrare e suggerire atti che è difficile anche solo immaginare.
In questo film si vede il desiderio di un pedofilo, il suo amore distorto, la sua perversione accecante che travolge la mente dei ragazzi.
Ci sono momenti disturbanti e profondamente dolorosi e anche scene apparentemente gratuite ed estreme; eppure racconta episodi di vita reale.
Sicuramente tra una scena di stupro e tentato omicidio, un corpo malato di Aids esibito in tutte le sue piaghe e una suggerita, ma comunque esplicita (anche nella narrazione verbale) scena di fisting di cui un bambino è protagonista, mentre l’allenatore subisce (non credevo né ai miei occhi né alle mie orecchie: si rimane atterriti) il film può risultare insostenibile per i diversi pugni che ti arrivano in faccia all’improvviso.
Tuttavia le molte idee registiche, gli attori straordinari (tra cui anche Elizabeth Shue e l’eccezionale Joseph Gordon-Leavitt) e la capacità di colpire lo spettatore, senza mai scadere nel grottesco, per far provare la sensazione di terribile disagio e di incomprensibilità che turba la mente di uno dei protagonisti, sono elementi di merito, tenuti insieme da un tono generale paradossalmente sognante.

E la confessione finale (uno dei protagonisti rivela all’altro che fu complice nel coinvolgerlo nei “giochi” dell’allenatore), lo svelamento della realtà ( non un rapimento alieno, ma una orrida storia di pedofilia), il comprendere l’impossibilità di risolvere il passato e il tenero stringersi dei protagonisti su un divano immerso nel buio rimangono impressi con forza nella mente.

Per citare una frase, ti aspetti che i due volino via da quella terribile città di provincia come angeli della notte.
Invece sprofondano nel buio e in un passato che non li abbandona.

Sicuramente uno dei film più audaci degli ultimi anni, nonché uno dei più belli.

Un commento su “Mysterious skin

  1. Simo
    19/03/2010

    ……….E’ il primo film che vedo di Araki……

    Un film di una bellezza sconvolgente…uno di quelli che entra pianopiano, ma profondamente, sotto la pelle e ti rimane dentro…
    Vedere come Brian e Neil hann dovuto reagire in modo diverso-opposto, per riuscire invano, credo, a riempire quella voragine, aperta da un amore perverso di un “grande”…. mi ha colpito e mi ha fatto rabbrividire…..
    Tutto il film trasuda sensibilità e tenerezza, nonostante , ci sbatte in faccia una realtà cruda e insostenibile…
    Struggente la scena finale, quando entrambi abbracciati realizzano che non vi è via di fuga, e Gordon-Levit “Speravo con tutto me stesso di poterci lasciare questo mondo alle spalle. Di levarci come due angeli nella notte, e sparire come per magia” ……davvero, NO COMMENT….

    GRAZIE Lenny

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Questa voce è stata pubblicata il 22/06/2005 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , , .

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