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“30 giorni di notte” e altri racconti disegnati da Ben Templesmith

30daysofnight.jpgUna recensione anomala, per opere anomale.
Non libri, ma fumetti.
Mi sembrava doveroso segnalare 4 delle opere più famose disegnate da Ben Templesmith, noto sicuramente ai fans di Spawn per aver ereditato il testimone del genio Ashley Wood nella realizzazione delle tavole di “Hellspawn“, sempre affiancato dal fido sceneggiatore Steve Niles (un pazzo malato, un adolescente mai cresciuto e forse tossico e disadattato. I testi del prete guerrafondaio e violento di “Hellspawn” suscitavano brividi senza neanche guardare il ghigno che Wood aveva regalato a quell’allucinante personaggio).

Inizialmente reputavo Templesmith una specie di clone in acido di Wood; col tempo Templesmith ha acquisito un suo stile frenetico, fatto di sprazzi di colori, di tecniche tradizionali e digitali miscelate insieme, che gli hanno consentito di crearsi una sua personalità grafica ormai ben identificabile.
E’ un tratto isterico il suo, marcato, veloce, come se usasse un coltello per scarnificare la carta.
Quanto Wood è statico ed angosciante, tanto Templesmith è dinamico e adrenalinico.

Le storie?

30 giorni di notte” e “Giorni oscuri” raccontano di orde di zombie-vampiri affamati.
Nulla di originale assolutamente, anzi, luoghi comuni a bizzeffe, ma quello che cambia è lo stile hard-boiled del racconto, il tono cupissimo, lo humour nero, il senso cinematografico dell’azione e la gustosissima violenza, fatta di ettolitri di sangue.
Wes Craven ne produrrà l’adattamento cinematografico, scritto dallo stesso Niles.
Anche se Craven recentemente ha imposto tagli a scene violente in un altro film da lui prodotto (il remake proprio del suo “Le colline hanno gli occhi” e diretto da Alexandre Aja, il regista di quel gioiello gore che è “Alta tensione” ed evidentemente amante di scene eccessive e cruente) e da “Scream” in poi ha perso ogni gusto per l’orrore puro.
Insomma, credo rileggerò il fumetto piuttosto e se Craven non è stato coinvolto nel progetto Masters of horror è solo perchè è un traditore.

Crimini macabri” è un racconto d’azione con sfumature di giallo in cui il protagonista ci delizia col suo essere insopportabile e burbero, e si dedica alla caccia, ricca di colpi di scena (il racconto è decisamente movimentato, senza un attimo di pausa), di colui che ha riportato in vita i mostri che da sempre hanno caratterizzato l’immaginario da incubo gotico degli umani, dopo aver scoperto che lupi mannari, zombie e vampiri non sono una leggenda metropolitana, ma mostruosità molto concrete.
Templesmith, tra vecchie case abbandonate e underground metropolitani, disegna belle atmosfere claustrofobiche e alcune sue tavole hanno la bellezza di certi storyboards cinematografici.

Singolarità” è un racconto di fantascienza realizzato in tutto e per tutto da Templesmith.
L’invasione della Terra da parte di particolari ultracorpi determinerà l’evoluzione di un uomo speciale in un dio dai poteri taumaturgici.
La nuova divinità andrà incontro ad una degenerazione morale, mentre di pari passo i suoi poteri diventeranno devastanti fino a portare la Terra a diventare il punto di partenza dell’apocalisse.
Lande desolate, luoghi spettrali, gas venefici, mutilazioni e squartamenti, cannibalismo e legioni di robot al servizio di un dio folle sono solo alcuni degli ingredienti di questo cyber horror.
<…Canta per papino. Canta mentre ti assaporo…>

3 commenti su ““30 giorni di notte” e altri racconti disegnati da Ben Templesmith

  1. Cal McDonald
    28/03/2007

    volevo correggerti: il fumetto che tu chiami “singolarità” in realtà si chiama “7 singolarità”.
    volevo inoltre ricordarti che tra i fumetti più famosi di Templesmith c’è anche “Fell”, uscito da noi in Italia dalla casa editrice “BD edizioni” e che conta ancora un solo volume.

    ps: a “30 giorni di notte” e “giorni oscuri – 30 giorni di notte” si è affancato anche “30 giorni di notte: ritorno a barrows” ovvero il terzo volume della serie che è più intrigante del secondo, ma meno del primo.

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  2. Lenny Nero
    28/03/2007

    Caro Cal,

    grazie per la precisazione, anche se in realtà il titolo italiano di “Singularity 7” dovrebbe essere “Singolarità 7”.

    Io possiedo la saga di “30 giorni di notte” in due volumi, compreso “Ritorno a Barrows”.

    “Fell” non lo conosco, ma mi informero’ assolutamente!

    Un salutone!

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  3. Chrisis
    10/10/2010

    Ciao, ho appena fondato un forum +30 Days of Night+ graphic novels and art e ho linkato in una delle discussioni uno dei primi topic perché mi era molto piaciuto il ‘paragone’ con Ashley Wood, artista che adoro! Passa se ti va;) I tuoi post sono molto ben scritti^^

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