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“Black Dhalia” – Il funerale di De Palma

bd.jpgOrmai sarete abituati alle mie recensioni chilometriche ed entusiaste su qualche film, infiorate dai miei soliti calembour logorroici.
Tuttavia oggi proprio non riesco a scrivere nulla di positivo o interessante su quello che speravo fosse un capolavoro del genere noir e invece si è rivelato un film grottesco che oltrepassa numerose volte il senso del ridicolo in modo davvero inatteso.
Non riesco a salvare niente di questo film.
Nonostante 3 birre e le sigarette mi sono sforzato fino all’ultimo di seguire la trama (esplicata in modo troppo sbrigativo nei punti essenziali e raccontata dalla voce fuori-campo piu’ inutile della storia del cinema) e di trovare un senso a questo pastrocchio, sperando che a visione completa avrei compreso il senso di tutta l’operazione.
Non sono stato premiato.

Mi domando come sia possibile realizzare un film in stile retrò e pensare che questo significhi dirigere scene in cui i due protagonisti si prendono con passione sul tavolo della cucina e lui afferra la tovaglia e la lancia via con tutti i piatti.
Oppure trasformare la “femme fatale” di turno in una bambolina di porcellana con le labbra da succhiatrice incallita che attende dietro la porta , sempre perfetta e splendida, il suo oggetto del desiderio, sicura che sarebbe tornato.
Tratto anch’esso da un libro di Ellroy, il film “L.A. Confidential”, che si poneva lo scopo di ricostruire un certo spaccato d’epoca, risultava più credibile, realistico ed avvincente con una trama meno intrigante e senza usare stilemi datati.
Il film doveva ruotare intorno all’omicidio di Elizabeth Short ed all’ossessione dei protagonisti per questo caso.
Invece gira a vuoto e tutto è così finto, grottesco, ridicolo, una messinscena così palese, da non creare nessuna possibilità di coinvolgimento emotivo.
Gli attori sono una pletora di impediti, escluso il sempre bravo Aaron Eckhart, ma quanto sono poco credibili la addirittura premio Oscar Hillary Swank, nei panni di una bisessuale perversa, o Josh Hartnett, che mi fa piangere per quanto è bello e ti stende con un sorriso, ma con quel cappotto da ispettore Clouseau sembra un ragazzino che si è vestito per carnevale.
E che ridicola la scena in cui si tiene il cappello anche nudo a letto: evitiamoli certi luoghi comuni, forse anche ironici, ma che in un film noir rovinano il mood generale.
Scarlett Johansson ci prova ad essere in parte, ma è un tentativo vano ed effimero come la sua pettinatura alla Lana Turner: ha 20 anni e si vedono tutti, sembra una lolita e le affidano scene e dialoghi assurdi; se non sta attenta continueranno ad affibbiarle ruoli da “oca fatale” per il resto della vita.
Inoltre la delusione più dolorosa viene proprio dalla regia.
Conosco e seguo De Palma fin da bambino e ritengo che sia davvero l’erede di Hitchcock…o che almeno lo sia stato.
Perchè il grande Alfred, anche quando ormai vecchio, diresse “Frenzy“, un film per certi versi mediocre, eppure ricchissimo di idee come al solito; se il cinema moderno è quello che è, tutto è merito di Alfred e delle mille soluzioni registiche che adottò fin dagli anni ’50 e per buona parte degli ’80!
E in genere anche nei film meno validi di De Palma (penso per esempio all’accademico “Doppia personalità-Raising Cain”) si trovano soluzioni visive, invenzioni, giochi cinefili, che rendono strepitose molte scene.
Pensate al piano sequenza finale di “Carlito’s way”, a “Carrie”, a “Vestito per uccidere”, a “Blow-out” (praticamente un saggio sulle tecniche di montaggio!) o alla prima parte di “Omicidio in diretta”, per non parlare di quel gioiello di “Omicidio a luci rosse”, forse il suo film più hitchcockiano, con una robusta iniezione di violenza.
In “Black Dalia” non c’è nulla di tutto ciò.
Non una soluzione visiva valida, persino il montaggio è pessimo, dissolvenze da regista appena laureato alla scuola di cinema, non un’immagine o una sequenza che ti si stampi nel cervello.
Eppure De Palma è famoso soprattutto per la perfezione tecnica delle sue scene, a volte anche esibita (pensate alla doppia sequenza in ralenti di “Femme Fatale”).
Questa volta non ci ha regalato neanche la magia visiva che di solito caratterizza le sue opere.
Se l’eccesso in un film come “Scarface” ne era la forza (certo, c’era anche Al Pacino come attore e non il pur bello Josh Hartnett), qui le scene grottesche diventano ridicole e mi piangeva il cuore a sentire gli spettatori ridere.
Mi stupisco persino che il film non sia stato editato meglio, perchè davvero non c’è nulla da salvare e non regala un briciolo di nessun tipo di emozione.
Non mi capitava di pensarlo da anni, ma questa operazione, pur con le sue grandi potenzialità, è un fallimento totale.

2 commenti su ““Black Dhalia” – Il funerale di De Palma

  1. riccardo
    10/11/2008

    quoto in piena. film ridicolo.

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  2. Luigi
    21/03/2010

    Sono d’accordo con quanto scritto sopra. Il film nn coinvolge, la trama risulta frammentaria e poco comprensibile.

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Questa voce è stata pubblicata il 01/10/2006 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , , .

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