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Peace is for pussies

Gesù Cristo è vivo e spaccia droga a Melbourne

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Ecco il commento del The Times che mi indusse definitivamente ad acquistare “Gli ultimi giorni” , il primo libro di cui sia protagonista l’investigatore privato Joe Panther:
“Gesù Cristo è vivo e spaccia droga a Melbourne. Probabilmente la cosa più blasfema che leggerete da Aleister Crowley in qua, ma molto più divertente. Gli ultimi giorni è offensivo, oltraggioso e terribilmente irriverente. Compratene una copia in fretta prima che siano tutte bruciate”.
Detto e fatto.
Ho divorato questo libro in tre giorni, il tempo della resurrezione.
La trama è quella di un poliziesco a tinte molto forti.
Joe Panther indaga sull’omicidio di una giovane tossicodipendente, decapitata e crocifissa in una chiesa di Melbourne.
Tra atmosfere piovose, snuff-movies e perversioni, tutto il classico campionario hard-boiled è a disposizione.
Il problema di questo libro è l’identità di Joe Panther.
E’ drogato, in preda ad allucinazioni, spaccia eroina alle sue pecorelle che lo vedono come il salvatore, è violento, un assassino vendicativo, bestemmia e asserisce di essere Gesu’ Cristo.
Il libro procede tra i ricordi della vita di Cristo (ora in Palestina ora in Irlanda durante gli amplessi non certo di estasi metaforica con Santa Brigida), citazioni da Orazio e Tertulliano e ovviamente dai vangeli stessi, occasione per Joe Panther di sputare un po’ di bile su Paolo, che lui soprannomina Paolino, con tono di commiserazione.
Ecco come il nostro Messia si descrive:
Sono assolutamente sgradevole. Lo so. Sono odioso, osceno, violento, colmo di pensieri lussuriosi e ricordi amari. Sono capriccioso ed eretico, spaventoso e crudele. Sono il Figlio dell’Uomo“.
Adorabile.
Sarei rimasto cristiano se questo fosse stato davvero Gesu’, descritto come un messia perduto e senza piu’ un destino certo, in attesa di vedere negli uomini una piccola ombra di speranza ed amore per la vita.
Assiste impassibile alle disgrazie umane, è cinico, la sua pietà emerge solo di fronte a persone assolutamente indifese e con una vita intollerabile (ad esempio un barbone alcolizzato e veggente, reincarnazione di Giovanni Battista), ma spesso questa pietà si manifesta con la somministrazione di una liberatoria dose di eroina.8831779877.jpg
Il libro ha un ritmo molto serrato, sebbene i monologhi di Joe siano spesso caratterizzati da un tono lirico, se non liturgico, davvero affascinante; il dolore interiore di Joe-Gesu’ è profondo, incancrenito; la passione che ha vissuto non ha risolto niente e ha reso la sua vita un inferno, una lotta per la sopravvivenza.
Viene esposta anche una teoria molto interessante, quella dei memi.
Così come i geni sono l’unità biologica di riproduzione, i memi sono monadi culturali che esattamente come il dna non hanno altro scopo che riprodursi.
In questo caso Panther scoprirà che è il meme di Dio che sta creando seri danni nel tentativo di sopravvivere e diffondersi, sfruttando persino sette, sadici che trafficano materiale pornografico e lobbies industriali.
Preparatevi infatti ad una nuova crocefissione di Cristo da trasmettere a tutte le televisioni del mondo e reclamizzata da alcune multinazionali.
E sapete perché Gesù si chiama Joshua Ben Panthera?
Secondo alcuni storici latini, per non parlare del Talmud babilonese, Gesu’ era figlio di un centurione romano, Stada o Ben Panthera, adottato ed allevato dagli Esseni dopo che la madre fu ripudiata dal marito dopo l’adulterio.
Una banale storia di tradimento e passione erotica, altro che annunciazione dell’arcangelo Gabriele, storiella che troviamo solo nei vangeli, mentre innumerevoli altre fonti dell’epoca narrano circostanze ben diverse.
Leggete inoltre questo estratto da un’intervista all’autore:

mastersonsecond.jpg“Le mie tre grandi aree d’interesse sono la storia, la religione e la crime fiction. Sono arrivato gradualmente a realizzare che il personaggio di Gesù nel Nuovo Testamento si adattava molto all’archetipo dell’antieroe della crime fiction: un uomo solo, forte e perseguitato dalle autorità. Pensavo che sarebbe stato interessante provare a combinare le due aree. Poi scoprii la teoria secondo la quale il vero padre di Gesù sarebbe stato un soldato romano di nome Pantera. Questo rese il suo nome, in aramaico, Yoshu ben Pantera, che tradotto in inglese come Joe Panther mi faceva pensare ad un nome molto carino per un antieroe! Immaginai anche che secoli di dogmatica reinterpretazione delle narrazioni evangeliche significassero che l’idea di Gesù che abbiamo ai giorni nostri era molto lontana dalle intenzioni degli scrittori originali. Perciò, Gesù è già di per sé un personaggio immaginario, e risulta come un atto di legittima iconoclastia collocarlo nel ruolo di un tormentato outsider antisociale.“
Credo vi sia chiaro a questo punto lo scopo dell’autore di stravolgere l’immagine consueta di Gesu’ attraverso la blasfemia rendendogli paradossalmente giustizia nel restituirgli umanità e dolore interiore, un Gesu’ lontano da quell’hippie ibridizzato con un supereroe dai poteri magici di cui ci parlano a catechismo.
Questo è un Cristo così immerso nella sofferenza umana da non riuscire piu’ ad allontanarsene; ormai ci è sprofondato dentro e neppure alcool, sesso, droga e sigarette lo aiutano a sopportare tutto il dolore cui assiste.883178322x.jpg
“Il secondo avvento” è nuovamente un poliziesco, forse piu’ bizzarro e grottesco del primo, ma sempre molto avvincente.

Il nostro salvatore non perde una briciola del suo carisma e del suo cinismo (salva una prostituta minorenne accogliendola presso casa propria e facendola diventare una spacciatrice), mentre cerca inutilmente salvezza nelle parole dei filosofi e degli storici antichi.
Ma non vi sarà redenzione per gli uomini finchè non la cercheranno davvero.

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Questa voce è stata pubblicata il 21/03/2007 da in Senza categoria con tag , , , , , .

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