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300 – Offesi i Persiani. Noi chiediamo i danni ad Asterix?

300-poster3.jpgAttesa spasmodica di mesi da parte del sottoscritto per vedere tramutati in celluloide vibrante i propri sogni erotici più perversi (corpi maschili nudi dai muscoli rocciosi decorati da ferite sanguinanti) filtrati da un’estetica digital-iperrealistica à la “Sin City“.

Ed infine il mio animo da post-adolescente ha avuto accesso a questo prelibato giocattolone, tutto budella e muscoli.

Il film, obiettivamente valutato, ha una sceneggiatura scarna e superficiale, ma di fronte a tale meraviglia per gli occhi e per gli ormoni il cinefilo ipercritico che è in me ha messo a tacere i suoi lobi frontali per far respirare i suoi lombi.

Struttura narrativa ripetitiva, dialoghi e frasi da stadio, un tono retorico che oltrepassa spesso il ridicolo e mette a dura prova la pazienza dello spettatore, in attesa di assistere all’ennesimo scontro tra i machi oltreognilimite di Sparta e i carnevaleschi guerrieri di Persia, guidati da un re Serse lontano progenitore di Ru Paul e checca oltreognidecenza.

300 è un film da cui non si deve pretendere correttezza storica (tutto il mondo ingoia le menzogne grossolane di Mel Gibson, ben più pericolose, e non si può romanzare la storia degli Spartani?), ma solo puro divertimento colpevole.

Colpevole perché di fronte ad un’opera così puerile bisognerebbe riaggiustarsi gli occhialetti da intellettuale ed andarsene via sdegnati.

2007-3-21-ent_300-4.jpgInvece durante questo baraccone si suda per questi folli combattenti, si freme, si parteggia in modo indecoroso, si applaude all’ennesimo cadavere scagliato per aria o ai litri di sangue che schizzano copiosi sullo schermo.

Si respira testosterone a pieni polmoni, si stringono i pugni ad ogni colpo di spada inferto, viene voglia di sventolare striscioni ad ogni persiano fatto a pezzi.

Le scene di battaglia sono vere e proprie tavole di fumetto viventi e la graphic-novel di Frank Miller da cui è tratto si anima nel più potente dei modi: esplode la plasticità dei muscoli, le coreografie e i rallenty enfatizzano colpi e movimenti, l’incedere degli Spartani è reso perfettamente nella sua tenacia e nel suo rigore ed i loro volti scultorei si stagliano contro i surreali sfondi digitali come fotografie d’epoca.

Eccezionali i cromatismi che in particolar modo nella lotta fra l’esercito di Leonida e la pattuglia persiana dei lanciatori di fuoco risaltano riempendo gli occhi di scintille luminose, bagliori d’oro e del rosso porpora dei mantelli spartani e del sangue degli arti amputati ai nemici.

Inoltre alcune immagini sembrano essere state pensate per inciderle nella memoria, per colpirla e moltiplicare l’epicità degli eventi.300.jpg

Gli intermezzi delle vicende politiche di Sparta, quasi a sottolineare la loro vacuità rispetto all’eroica impresa, sono, al contrario, mefiticamente noiose. e per fortuna brevi. e si nota chiaramente che sono spesso girate in modo svogliato, anche perché offrono ben pochi spunti immaginifici.

Qualcuno, dall’art advisor del presidente iraniano Ahmadinejad (il film è stato definito offensivo per la cultura persiana) fino a qualche critico sinistrorso, ha rilevato in queste scene un non troppo subliminale messaggio contro un mondo orientale (e quindi, con una logica che non fa una piega, iraniano) dipinto come vizioso e perverso.

Più che subliminale, è sublimemente ridicolo.

Intanto l’esercito persiano sembra un’accozzaglia fra ninja, samurai, avversari presi di peso dal videogioco “Prince of persia – The warrior within” ed i partecipanti più eccentrici di un gay-pride.

Mi risulta particolarmente arduo rilevare elementi arabeggianti in mezzo a quell’armata così eterogenea, se escludiamo qualche odalisca in una scena ambientata in un bordello.

Che ogni film bellico debba essere letto attraverso un’ottica post-9/11 è un’impostazione schematica che rasenta il manicheismo, specie quando il film in questione è palesemente cibo per adolescenti (o Peter Pan trentenni) in preda a tempeste ormonali.

Che vengano pronunciate invettive contro il “misticismo e le tirannie” non v’è dubbio.

Il punto è: qualcuno ha ragioni da deporre a favore di dittature mistiche?

Sì, dimenticavo tutti quelli che farebbero partecipare i Talebani ad una conferenza di pace, magari dopo aver votato il rifinanziamento delle missioni in Afghanistan che hanno lo scopo, ufficiale, di arginare proprio il potere dei Taliban.

Tenetevi i vostri doppi salti carpiati morali e politici, mentre chi vuole si gode questi maschi oversized che se le danno di sacrosanta ragione.

E se tale film risulta offensivo per qualche ayatollah, il fatto non mi disturba, anzi mi rende felice.

A parte pochi facinorosi estremisti come me, nessuno vuole attaccare la fede di qualcuno, ma il fanatismo religioso.

Oggi 400 yemeniti hanno scatenato il finimondo perché un isterico ingegnere francese durante una lite ha gettato per terra una copia del Corano.

Lo sgozzamento dell’autista di un giornalista un po’ troppo impavido non ha sortito reazioni simili.

Parametri di valutazione della realtà opinabili?

Oppure non si ha neanche più il diritto di discutere su nulla se no si viene etichettati come intolleranti crociati, quando è proprio l’intolleranza ed il concetto che un libro sia più sacro della vita umana che si vuole combattere?

Il problema è che in questo caso non c’è offesa nè per una fede religiosa nè tantomeno per i suoi fanatici e non si capisce bene perché l’Iran debba recitare il ruolo di vittima di fronte ad un blockbuster hollywoodiano reo di recare danno alla storia persiana!

Se realizzassero un film su quel sant’uomo di Khomeini chiederebbero direttamente il bombardamento degli studi della Warner Bros?

Se 300 è davvero lesivo della cultura persiana, allora imploro il Presidente della Repubblica di chiedere i danni ai creatori di Asterix per le ripetute irriverenze verso l’ antico impero Romano!

Leonida, in nome della libertà, non scese a patti e scelse la morte.

Una lezione perduta.

Anche se di fronte a certe stronzate, da una parte e dall’altra, pure lui avrebbe gettato la spada affranto.

5 commenti su “300 – Offesi i Persiani. Noi chiediamo i danni ad Asterix?

  1. Metatron
    31/03/2007

    Sono completamente d’accordo…
    Ma dimentichi una considerazione vitale:

    Gerard “Leonidas” Butler è la cosa più maschia che si sia mai vista muovere su uno schermo cinematografico.
    😉 Metatron

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  2. Lenny Nero
    31/03/2007

    Hai assolutamente ragione.
    Ho sviluppato un paio di gonadi in piu’ dopo la visione del film.
    Dovremmo consigliarlo pure alla nuova eminenza (grigia) della CEI, ne ha tanto bisogno🙂

    Un caro saluto mio amato e sommo altissimo🙂

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  3. Kaptain-Kefiah
    15/02/2010

    ma sono solo io immune agli artifici pubblicitari di snyder?
    e poi dove lo hai visto il sangue?

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  4. giovanni
    05/07/2010

    Non ho mai letto una recensione è una critica cosi’ ridicola! Certamente l’autore di tale scritto piace specchiarsi di fronte al proprio egocentrismo che viene giustamente eclissato dal capolavoro artistico di questo film.

    Se andate cercando verità storiche o cronache fedeli a gesta del passato non andate piu’ al cinema! Il cinema è altro, è la rappresentazione di un sentimento, di un messaggio anche sterile ma di un semplice messaggio: Sparta si è opposta all’invasione Persiana, l’occidente per la prima volta nella storia dell’umanità si è opposta all’oriente per la difesa della propria cultura e identità.

    Il messaggio è questo, e la maniera piu’ efficace per farlo arrivare a tutti è stata questa; peccato che qualche mente ottenebrata di pseudointellettuali non abbia colto un concetto cosi’ sempliceed elementare! Capolavoro.

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  5. Lenny Nero
    07/07/2010

    Giovanni, temo fortemente che tu non abbia letto la recensione, non abbia colto lo spirito ironico con cui ho trattato il film (chi mi conosce sa quanto mi sia divertito, d’altronde lo considero un capolavoro della cinematografia pornosoft gay), che tu abbia trascurato frasi che sottolineano ciò che mi è piaciuto e, dulcis in fundo, temo anche che se ti è a cuore la difesa della cultura occidentale, imparare a scrivere in italiano potrebbe rappresentare un piccolo, promettente inizio per ciascuno di noi (e bada che te lo consiglia uno che corregge le sue recensioni almeno 200 volte nell’arco di una settimana).

    Capolavoro è un termine di cui non abuserei, soprattutto per un film di Snyder.

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Questa voce è stata pubblicata il 26/03/2007 da in Cinema, recensione, Religione con tag , , , .

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