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Vampiri moderni, tra Stoccolma e MTv

Il vampiro è uno dei primi esempi di archetipo moderno, insieme a quello di Frankenstein.
Un archetipo è di per sè semplice e monadico, insito in ogni essere umano ed immediatamente riconoscibile.
Il vampiro, invece, è una figura, nel senso greco del termine “eidolon”, molto complessa, inquanto sfrega diverse corde presenti in ognuno di noi, ma con un solo tocco.
Inoltre, per quanto si possano ritrovare persino nei miti sumerici creature analoghe (Lilitu su tutte od il Golem ebraico per Frankenstein), da Bram Stoker alle produzioni hollywoodiane ha acquisito caratteri peculiari che gli hanno conferito una potenza archetipica, ma funzionante solo sull’uomo del periodo post-rivoluzione industriale.
Crocifissi come armi per distruggerli, mantelli neri ed una forte connotazione sessuale, spesso contorta, sono elementi caratteristici che non ritroviamo nell’antichità.
Ed al contrario del semplice archetipo ci seduce e affascina, ma ne avvertiamo l’artificiosità.
E la pericolosità.
Proprio per questa sua relativa giovinezza, il mito del vampiro non ha ancora raggiunto la solidità dell’archetipo junghiano, ma è stato sottoposto nel tempo a mutazioni e variazioni sul tema principale.
L’incorruttibilità tipica degli elementi dell’inconscio collettivo il vampiro non la possiede, è una sorta di specchio in cui ognuno puo’ riflettere plurime pulsioni e così sarà sempre.

Nel mio volermi documentare sulle trasfigurazioni piu’ recenti per trovare spunti originali per il racconto dai connotati draculeschi che sto rieditando ed espandendo, e dopo aver deciso di prescindere da Anne Rice ed i suoi vampiri dediti ad affascinanti, quanto spesso tediose, masturbazioni mentali, ho letto due romanzi che si sono rivelati uno un capolavoro, l’altro una delusione in corso di lettura.

3179010.jpgTrattasi in primis di “Lasciami entrare” di John Ajvide Lindqvist, scritto curiosamente da un autore comico svedese.
Curiosamente perchè il romanzo non riserva la benchè minima traccia di ironia, ma gronda dolore e dramma da ogni pagina.
Protagonisti sono Oskar, dodicenne goffo e vittima di continue vessazioni da parte dei compagni di scuola, e la misteriosa vicina di casa, Eli, una bambina dall’aspetto diafano, che parla come un adulto e dall’intelligenza prodigiosa.
In lei Oskar troverà una complice amica che gli insegnerà a reagire alle violenze ed alle sofferenze che il mondo gli riserva quotidianamente.
Alla trama principale si intrecciano progressivamente numerose sottostorie che hanno come comune denominatore Eli, la sua reale natura e colui che Oskar pensa che sia il padre di Eli, Hakan, un pedofilo logorato dalla passione per la bambina per la quale è disposto a commettere orribili omicidi pur di placare la particolare sete della sua amata.
L’ambientazione è rappresentata da una Stoccolma lontana nel tempo, fredda come l’inverno che la attanaglia e dove non trova spazio la speranza per tutti i personaggi che si imbatteranno in Eli e nel suo succube coinquilino.
Lindqvist nella prima metà del romanzo delinea uno scenario cupo e opprimente e presenta al lettore un vero e proprio cast di vittime, prima di tutto delle loro stesse esistenze travagliate alle quali le gesta assassine di Hakan ed Eli porranno fine nel piu’ tormentato dei modi.
Eppure la storia di Eli non è la storia di un mostro che non puo’ che uccidere per sopravvivere, ma di una nemesi che sa anche salvare ed amare.
E grazie al suo amore sincero e incondizionato strapperà Oskar da un mondo che non sente piu’ suo ed il ragazzino accetterà di scendere a terribili compromessi, di passare dall’altra parte della barricata, distrutto dal senso di rifiuto e perdendo definitivamente la concezione di bene e male, solo formalmente rispettati da esseri umani che sono persino peggiori dei vampiri.
Il romanzo puo’ ben essere definito un dramma moderno, e se già non bastassero le disgrazie che tormentano i personaggi, il lettore viene progressivamente annegato in un mare di sangue, cuori spezzati, allucinazioni e meschinità umane.
Anche gli appassionati dei romanzi horror potrebbero entusiasmarsi per questo testo: di emoglobina ne è pervasa tutta la seconda parte e il destino disgustoso di Hakan è a tratti intollerabile alla lettura.
Oltre ad uno spreco di dettagli raccapriccianti (immaginate gli effetti di una bottiglia di acido cloridrico gettata sul viso e sul corpo e non avrete lontanamente l’idea di che cosa vi riserva l’autore), gli appassionati di vampiri rimarranno stupefatti nel leggere la piu’ minuziosa, articolata ed angosciante descrizione della trasformazione di un umano.

E’ un romanzo non facile, non certo per la meravigliosa prosa, ma perchè struggente e claustrofobico al tempo stesso, un apologo amaro sulla specie umana che sembra meritare tutto il male che le accade e di fronte al quale è inerme ed incapace di reagire, debole e senza midollo.
Forse i puristi non gradiranno alcuni clamorosi tradimenti dei canoni vampireschi classici, ma personalmente ritengo efficaci certe idee originali, che rendono spesso la storia agghiacciante.

Di tutt’altra classe il pessimo “Twilight” di Stephenie Meyer.200px-book_jacket_of_twilight.jpeg
Lo spunto di partenza, per quanto banale, avrebbe potuto essere interessante: Bella, una studentessa poco piu’ che adolescente, si innamora, ricambiata, del ragazzo piu’ affascinante dell’istituto, Edward, membro di una famiglia costituita da ibridi tra i modelli di Calvin Klein e piccoli genietti di astrofisica quantistica.
Se la prima metà del libro riesce miracolosamente a non scadere in un romanzetto per adolescenti che sognano l’amore e ti fa pure palpitare un po’ per il sentimento provato dai due e per il momento in cui finalmente Edward rivelerà la sua identità di vampiro, la seconda precipita in una sequela interminabile di idee buttate a casaccio per far volume, di frasi da baci Perugina, stereotipi degni degli insopportabili e finti reality shows di MTv ed in un finale pseudo-horror che per quanto abbia buon ritmo puzza di appiccicaticcio, dato che sembra inserito giusto per dare una sterzata e verve ad una storia che aveva già esaurito il suo potenziale da racconto d’appendice 150 pagine prima.
L’impressione che se ne trae è quella di un libro per adolescenti, per lo piu’ di genere femminile, che sognano l’amore perfetto mentre si masturbano timidamente davanti ai video di Justin Timberlake.
Dopo 100 pagine la storia odora già di stantio, per quanto gronda di stereotipi, per quanto questi vampiri sono così perfetti e marmorei da risultare vuoti come i modelli delle copertine di Glamour.
Sicuramente è una fantasia comune quella di essere stregati da una persona di indubbio fascino, ma Edward è solo bello e cazzuto, una bellezza ben distante da quella tormentata di Louis ed Armand del noto “Intervista col vampiro” di Anne Rice.
E’ un romanzo per ragazzine americane sfigate che rodono di invidia per le cheerleaders fidanzate col quaterback di turno.
Avvilente e schifosamente teen-american.
In America, infatti, è diventato oggetto di culto e sono in preparazione un film ed in uscita due seguiti.
Di fronte a tale rigurgito commerciale consiglio di riprendere in mano come antidoto potente “Acqua dal sole” di Breat Eston Ellis e leggere avidi il racconto “I segreti dell’estate” che racconta di uno yuppie vampiro che strappa a morsi la vagina delle sue vittime.

11 commenti su “Vampiri moderni, tra Stoccolma e MTv

  1. gaia
    28/11/2008

    ciao, volevo lascire un commento non proprio positivo su questo articolo,in quanto amante della letteratura dark e in particolare per tutto quello che riguarda il vampiri.
    ritengo chiunque abbia scritto questo pezzo piuttosto volgare, e malato se aprezza i libri in cui vengono strappate delle vagine a morsi, e se ritiene il connubio tra l’amore e il dark di twiligt ridicolo,mieloso,e “da ragazzine americane sfigate” forse è proprio perchè da adolescende desiderava entrare o essere accolto nella cerchia delle ragazzine vizziate di mtv o nella squadra di foot-bool o mettersi con la biondona della scuola… ma probabilmente l’appellativo di sfigato non lo ha mai abbandonato, facendolo diventare un’associale, con problemi di inserimento amante dell’horror.
    capisco comunque che il libro della mayer possa risultare una letura più adatta ad una donna, ma la protagonista è l’antitesi della vizziatella anoressica, ma una delle poche persone ad aver mantenuto un’anima antica e profonda, lontana dalle frivolezze delle coetanee, ma che ama un libro, alla discoteca, i genitori alle uscite in branco, e con pochi amici ma di quelli buoni, e se per una volta i vampiri risultano in un libro gioveni, moderni, atraenti e con un’anima buona non ci vedo niente di male, e comunque se tu leggessi anche il resto della serie l’anima dark e oscura del mondo tanto affascinante e che tanti ha attratto del mondo dei vampiri, continua a essere presente!!! GENIO

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  2. Lenny Nero
    28/11/2008

    @gaia:

    ragazzina, prima impara a scrivere in italiano sufficientemente corretto, poi ti puoi arrogare il diritto di venire qui a sputare idiozie che persino le rubriche di psicologia dei più squallidi rotocalchi si rifiuterebbero di pubblicare.

    Comunque ti ringrazio: leggere commenti chilometrici e sgrammaticatissimi, evidentemente scritti con foga e passione per un argomento così superficiale e irrilevante per la vita di chiunque mi consente sempre di farmi delle risate alle spalle del commentatore.

    Inoltre un commento redatto in stile semianalfabeta si autosqualifica da solo.

    Leggi qualche libro in più e poi ne riparliamo.

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  3. obbligatorio
    07/01/2009

    quando ti arrabbi sembri un vampiro …

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  4. cristina
    28/01/2009

    io non sono proprio una ragazzina, eppure twilight l’ho letto (e riletto) d’un fiato.
    puo’ essere vero che la storia da sola non reggerebbe più
    di 100 pagine, tutto dipende da quanto “ti prende” o meno. ho amato “l’ombra de vento” come adesso amo twilight (eresia???) perchè entrambi i libri mi hanno trasportato in un’altra dimensione, io ero nella storia..
    non so se sono riuscita a spiegarmi comletamente, penso comunque che “l’innamoramento” per un libro (come per un film) sia una cosa del tutto soggettiva, che dipenda molto dallo stato d’animo che la persona attraversa in quel momento e che quindi certamente si possa dare un giudizio personale su un dato racconto, senza però offendere il lettore a cui è piaciuto.
    in particolare, visto la scarsa propensione alla lettura dei ragazzi (parlo come mamma, ne so qualcosa..) trovo che
    se twilight ha avvicinato migliaia di ragazze (e ragazzi) alla lettura, rappresenti si per sè un successo.

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  5. Lenny Nero
    28/01/2009

    @cristina: ammiro la tua fiducia nei giovani e nelle potenzialità di un libercolo come “Twilight”, ma francamente non sono sostenitore della tesi secondo cui best-seller quali Harry Potter o Twilight avvicinino i giovani alla letture. Semmai avvicinano i giovani a un certo tipo di letteratura basata su precise strategie di marketing e con un target ben individuato, specie nel caso di Twilight. Sicuramente meglio quella repressa della Meyer che Moccia, ma che un giovane possa compiere scatti evolutivi così ampi da passare dalla serie di Twilight a Bulgakov francamente non ne sarei così sicuro. Inoltre non solo c’è un problema di qualità dei libri letti, ma anche di quantità. Mediamente pare che le persone leggano un libro all’anno, qualcuno addirittura 1 ogni lustro. E come cantava Elio, una rondella non fa primavera.

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  6. cristina
    30/01/2009

    ahi, mi hai scoperta! ebbene sì, sono un’inguaribile ottimista, (ti offendi se penso di essere il tuo alter-ego?) e ti dico anche se mi avessero preso a campine rigurdo i libri che vengono letti, avrei sicuramente alzato la media, (3 a settimana, iniziando la lettura verso mezzanotte..).
    da sempre per me i libri sono il mio modo per entrare in mondo parallelo, un po’ come l’armadio delle cronache di narnia. forse merito dei tempi meno moderni di quando ero bambina, senza compiuter, internet e così via.
    sono stata alice nel paese delle meraviglie, jo di piccole donne, correvo al fianco di zanna bianca …
    amo il genere fantastico, anche se recentemente sezionavo cadaveri come patologa legale nei panni di key scarpetta.
    inoltre con twilight ho riscoperto “clair de lune ” di debaussy, e mi sono iscritta ad un corso per pianoforte.
    forse la mia immaginazione sfiora il paranormale, ho sempre sognato ad occhi aperti, ma ormai ho imparato a convivere con il mio lato fanciullesco, anche ore che ho superato i …
    ciao lenny nero, un bacio..sul collo.

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  7. cristina
    30/01/2009

    p.s. scusa gli errori, ma vado di fretta.

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  8. elle
    19/02/2009

    Caro lenny
    non credo sia molto carino il tuo modo di rispondere a qualcuno che ha idee diverse dalle tue e sinceramente trovo i tuoi commenti su twilight del tutto esagerati
    il problema del caso è che secondo me a te non piace l’argomento per cui probabilmente non riesci ad apprezzarlo!
    personalmente ho letto tutta la saga dei vampiri sia della rise che della meyer e pur essendo notevolmente diverse, forse anche imparagonabili mi sono piaciute entrambe.

    ps
    nel momento in cui oltre alla critica di un libro ti permetti di fare commenti anche offensivi su coloro che li leggono non credi sia lecito che queste persone si possano sentire infastidie e decidano di risponderti a tono?!!!

    stai tranquillino!

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  9. Lenny Nero
    19/02/2009

    @elle:

    Cara L.,
    di uno stato più di tranquillo di così si sono solo il coma vegetativo, il nirvana e un coro di gregoriani.
    Mi sono ancora trattenuto.
    Questo blog è un pezzo di casa mia e a casa mia mi esprimo liberamente e come mi pare.
    Se uno si sente offeso, può sempre girare molto al largo.
    Oppure, come comunque fai tu, può anche replicarmi in modo acceso, ma sempre argomentando.
    Il fatto che qualcuno si senta offeso per quel che scrivo, non solo non mi preoccupa, ma lo ricerco e lo metto in conto.
    Ci sono intere categorie dell’umanità che spazzerei via col napalm, credi che mi preoccupi di offendere qualche lettore incauto di questa mormone incapace di scrivere?

    Inoltre parli con uno che è letteralmente ossessionato dalla figura del vampiro.
    Pensi che altrimenti avrei letto contemporaneamente due libri sullo stesso argomento?
    E li ho recensiti in parallelo per farne emergere le differenze.
    Sto pure pubblicando a puntate un racconto a base vampiresca su un altro blog. Tutto mi si può dire, ma non certo che non mi piaccia l’argomento.
    Se mai mi stupisce che una persona come te, addentro a varie saghe vampiresche, possa salvare l’opera di questa scribacchina.

    Io vorrei che almeno uno dei fans della Meyer avesse la capacità obiettiva di giudicarla e affermasse sinceramente: “Scrive come una scimmia ammaestrata, ma mi sono divertito”.
    Lo considererei più onesto.

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  10. Sara
    12/12/2011

    Buonasera innanzitutto. Il post che mi appresto a commentare non è di recente data, ma avrei qualcosa da dire e che, come le devote di twilight che si sono scaldate nel leggere l’articolo, mi preme molto ribadire.
    Vorrei spezzare una lancia a favore di colui che ha scritto l’articolo, il cui obiettivo non era sicuramente quello di offendere le lettrici della Meyer, ma sfatare i soliti e tristi stereotipi che stordiscono la nostra generazione.
    Amando molto la figura del vampiro e il genere horror, mi accinsi anch’io a leggere twilight quando uscì nelle librerie, rimanendone molto delusa. Se c’è una cosa che non sopporto è il tentativo di inculcare nelle menti del genere femminile, favolette con il principe azzurro di turno, che sia un vampiro o il figliolo figo della classe accanto. Hanno creato un modello ideale di ‘uomo’ a cui le ragazze credono, una buona parte, fino alla vecchiaia, permettendo intanto che ci si possa approfittare di lei. Perché è questo che fanno da secoli, ci raccontano favole. Non critico chi ama la saga di Twilight, anzi, ne sono del tutto indifferente, ma accettate con umiltà la realtà, non è un capolavoro della letteratura. Le parole, le frasi, le pagine di questo libro sono vuote, non trasmettono nulla, sembra una fan fiction scritta da inesperte bambine delle medie. Chi ha scritto l’articolo ha usato espressioni un po’ spinte in qualche frasuccia forse, ma aveva pienamente ragione. Care coetanee, svegliatevi, il principe azzurro non esiste, non correte dietro uno stereotipo creato apposta per tenerci buone, pensate a voi stesse e se troverete un bravo ragazzo buon per voi. Resta il fatto che twilight è un libro poco degno di considerazione, la solita love story in chiave macabra, nulla di più.

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  11. Davide
    31/08/2013

    Ho amato molto Lasciami entrare, ho apprezzato la delicatezza con cui ha trattato la solitudine nelle sue varie rappresentazioni, mi ha lasciato due punti incompresi:
    Spoiler
    Spoiler
    1)Perché dirci che Eli era un bambino? Perché per l’affetto la sessualità non è una barriera? È qui che vuole arrivare?
    2) Oskar un giorno sarà hakan? Ero e sono curioso .

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