+LoveIsTheDevil+

Peace is for pussies

L’anima del male: la trilogia del male, parte I

9788846208569g.jpgPeriodo di letture leggere e di interesse per la rappresentazione della violenza tramite la parola scritta.

Scartabellando in mezzo all’immondezzaio del genere thriller alla ricerca di qualcosa di davvero morboso ed eccitante (solo i cloni de “Il codice Da Vinci” stanno minacciando numericamente la quota di libri seriali su assassini seriali!) mi faccio incantare dalla trama e dalle recensioni al limite del delirio e con un tono del tipo “Here we are the next big thing” del romanzo “L’anima del male” di un giovane creatore d’incubi d’oltralpe.

Libro di gran successo, almeno in Francia, e già oggetto di interesse da parte del regista Costa Gavras, le litanie commerciali l’hanno in seguito rivenduto come il primo episodio di una premeditata trilogia (il che significa che, dato che il primo testo ha venduto uno sproposito, hanno stipulato per Chattam un generoso contratto per almeno altri due libri, altro che grande disegno artistico, ma offriamo buon viso a cattivo gioco e lasciamoli pensare che siamo fessi).

Ammetto che sto divorando il secondo volume di questo trittico maledetto e sicuramente leggero’ il terzo, ma non certo perchè “L’anima del male” mi abbia fatto stracciare le vesti, ma perchè il secondo episodio “In tenebris” almeno fino ad adesso mi ha già fatto rischiare l’infarto innumerevoli volte!

Dato che raccontare la storia di un romanzo di genere come questo è peccato mortale degno di mutilazioni multiple (Chattam è un vero feticista di torture prolungate, arti mozzati, lesioni genitali le piu’ turpi possibili e via discorrendo: se fosse il mio vicino di casa mi barricherei dietro un recinto elettrificato e preferisco non inimicarmelo!), accennero’ ai punti salienti.

Incipit al fulmicotone.

Leland Beaumont, collezionista di arti di giovani ed avvenenti fanciulle, viene ucciso proprio mentre sta per amputare gli avambracci di Juliette, studentessa di psicologia dagli incantevoli occhi color zaffiro.

Il detective Joshua Brolin, con alle spalle esperienza nel F.B.I. ed un’innato talento come profiler, irrompe nell’antro del maniaco e ne ridipinge le pareti facendo esplodere le sue cervella.

Per un anno la cittadina di Portland sembra tornare alla tranquillità finchè il cadavere di una ragazza orrendamente seviziata viene ritrovato in un casolare e misteriosi messaggi che citano l’Inferno dantesco vengono recapitati alla polizia, sfidata apertamente.

Il serial killer, con lo stesso modus operandi di Beaumont, sembra voler guidare i poliziotti in un viaggio lungo i gironi infernali alla ricerca di uno scopo non chiaro, ma sicuramente mortale per qualcuno.

Il detective Brolin, aiutato dalla stessa Juliette, intraprenderà indagini dai risvolti sempre piu’ inquietanti ( riti di risurrezione, simboli esoterici e magia nera come elementi a corredo) per scoprire l’identità dell’emulo di Leland, il cui corpo nel frattempo si è pure dissolto nel nulla.

Evidentemente qualche dettaglio importante era sfuggito nel corso della precedente indagine e la mattanza macabra ora non avrà piu’ limiti.

Un merito indubbio di Chattam risiede nel gestire un accurato montaggio della storia, quasi fosse un film, calibrando bene le pause, i cambi di location al climax delle scene d’azione (per altro da applauso) per tenere il fiato sospeso (questa sua capacità si raffina con “In tenebris” tanto che impazzirete a leggere i capitoli uno dietro l’altro per scoprire il seguito degli eventi!) e descrivendo la storia da plurimi punti di vista; ed è da brividi freddi l’empatia dello scrittore quando fa narrare all’assassino stesso le sue gesta, la sua eccitazione, le sue fantasie, la sua particolare prospettiva su un massacro.

Per quanto concerne intrattenimento e costruzione del racconto “L’anima del male” è semplicemente perfetto, con una sceneggiatura a prova di bomba ed una conoscenza della medicina legale eccelsa ed usata in modo intelligente, non solo per aggiungere dettagli morbosi, ma per offrire utili elementi alla prosecuzione della trama.

Tuttavia, a mio modesto parere, non è un esordio col botto.

Il protagonista, Joshua Brolin, sembra un misto tra un bel tenebroso di fine ottocento e un palestrato attore hollywoodiano; si insiste così tanto sul fascino del protagonista che ci si chiede se non rappresenti l’uomo ideale di Chattam!

Per altro la sua introversione e la sua malinconia congenite lo rendono a tratti addirittura insopportabile per questo suo essere il classico maschio che non deve chiedere niente a nessuno e pure intelligente.

Neanche nei miei sogni piu’ sfrenati…

Dall’altra Juliette è una bellezza ovviamente da tagliare il respiro.

Questi stereotipi, tanto graditi ai produttori per una eventuale versione cinematografica del libro, a me infastidiscono.

Sempre per rimanere in ambito “federale”, ricorderete tutti che Fox Mulder e Donna Scully non erano obiettivamente bellocci, eppure la tensione erotica ed intellettuale fra i due era palpabile e tenera.

Inoltre il capitolo in cui il detective Brolin fa sesso con Juliette su una sedia medievale di tortura circondato da una libreria di testi di magia nera è solo grottesca, per quanto eccitante.

Capisco il desiderio, ma se uno si eccita a scopare la propria donna su una sedia chiodata, dovrebbe correre dall’analista invece che investigare sui serial-killers.

Potrei farlo io, non un detective nel bel mezzo di un’indagine pericolosa e che fino a poco prima è stato dipinto come una specie di principe azzurro, tutto zucchero e testosterone.

Altri due punti deboli del romanzo sono l’ottusità dei poliziotti e le motivazioni dell’assassino.

Ora, nessuno pretende che un cittadino di Portland conosca Dante, ma Google l’hanno inventato da tempo e non si capisce perchè Juliette debba smontare mezza biblioteca per scoprire l’esistenza de L’Inferno.

Una situazione analoga la si ritrova in In tenebris” : gli assassini citano in una loro preghiera Caliban.

Sono a 3/4 del libro e non c’è uno, ma dico uno, di questi superdetective che scoprono persino che cos’hai mangiato il giorno del tuo ottavo compleanno analizzando un pelo, che pensi a “La tempesta” di Shakespeare.

Forse dovremmo cambiare mestiere, io e loro.

O iniziare una carriera da serial-killer!

Voglio comunque pensare ad una sottile ironia di Chattam a scherno dell’ignoranza dell’americano medio; il problema è che Chattam è uno che si prende maledettamente sul serio, tanto che Brolin alla fine risulta pure un po’ tronfio e quando sgozzano la sua amata davanti ai suoi occhi pensi che in fondo sia il minimo per Mister Perfezione.

Un ultimo dettaglio non di proprio poco conto è che il progetto finale dell’assassino è talmente assurdo e malato che risulta poco comprensibile, sfuggente e forzato.

Anche se non dubito che una mente contorta come quella di Chattam lo capisca benissimo.

Io ho scoperto di avere dei limiti nelle mie potenzialità maligne!

Nel complesso, specie se apprezzate il genere “giallo ad altissimo tasso di violenza”, ve lo consiglio caldamente, in particolare in vista del seguito “In tenebris”, in cui ritorna, sempre affascinante, ma distrutto psicologicamente (ed ancora piu’ narciso) Joshua Brolin alle prese con una setta di folli che hanno già massacrato decine di persone dopo averle torturate per mesi in un luogo che i pochi sopravvissuti descrivono come l’Inferno.

Per non parlare di chiese che grondano sangue, treni abbandonati che custodiscono centinaia di scheletri, ragazze scuoiate e genitali fusi con la fiamma ossidrica.

La solita quotidianità di un assassino seriale (che vita noiosa la mia).

Ed in questo romanzo il talento narrativo di Chattam raggiunge davvero una compiutezza stupefacente.

Se riusciro’ a non avere un attacco di fibrillazione ne scrivero’ prossimamente.

O se avete a casa una sedia per le torture invitatemi: magari ne parleremo di persona.

Prometto che non vi faro’ alcun male.

Non subito…

2 commenti su “L’anima del male: la trilogia del male, parte I

  1. fabio
    20/06/2009

    ho letto il libro tutto d’un fiato, per quanto mi riguarda, l’ho trovato veramente bello e pieno di suspence tanto da farti leggere pagina dopo pagina senza volerti fermare. anche se vengono descritte cose che possono avere dell’innaturale nella relatà, almeno ti tiene sul filo del rasoio fino alla fine, comunque si tratta di un libro, e quindi viva l’immaginazione. vedrò di leggere un altro libro di CHATTAM che tratti il thriller, mio genere preferito.-
    Per quello che riguarda il modo di condurre le indagini, mi sembra essere stato rispettato appieno e mi ha attratto aprecchio la descrizione delle autopsie effettuate.

    Mi piace

  2. Lenny Nero
    20/06/2009

    @fabio: passa a In tenebris, il seguito. In assoluto il suo capolavoro e uno dei più bei thriller che abbia mai letto.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 29/04/2007 da in Flussi di incoscienza con tag , , , .

Cookies

Informativa breve

Questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Proseguendo con la navigazione si presta il consenso al loro utilizzo. Per un maggiore approfondimento: Privacy Policy

My Art Gallery

Follow +LoveIsTheDevil+ on WordPress.com

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: