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Il codice del quattro

8838485305.jpgNon fatevi ingannare dal titolo o dalla dicitura thriller.
Non pensate ai paragoni pubblicitari con “Il codice da Vinci” o con l’irragiungibile “Il nome della rosa“.
Questo è un bel libro e non è un thriller.

La trama per certi versi è solo un pretesto, lo scheletro intorno a cui si sviluppa una storia ambientata al college Princeton, dove si intrecciano le vite di 4 studenti.
Oggetto del mistero è un libro del XV secolo, intitolato Hypnerotomachia Poliphili, traducibile con “La lotta d’amore sognata di Poliphilo”.
E’ un libro ricco di episodi mitologici, disegni, riferimenti misteriosi e frasi dal significato impenetrabile (per la cronaca, il testo è reale ed è stato ripubblicato recentemente accompagnato dalla traduzione in italiano moderno) scritto dal non meglio identificato Francesco Colonna.
Due dei 4 protagonisti, Tom e Paul, si impegneranno a risolvere gli enigmi nascosti nel libro proseguendo il lavoro iniziato anni prima dal padre di Tom e diventato poi oggetto della tesi di Paul.
Si verificherà pure un omicidio, ma è evidente che agli autori l’intreccio giallo non interessava poi molto.
Le pagine piu’ avvincenti riguardano, infatti, la descrizione degli eventi storici del periodo in cui visse Francesco Colonna e l’incredibile progetto ideato da quest’ultimo per salvare le creazioni artistiche definite pagane dal folle Savonarola (l’abilità con cui gli autori raccontanto in poche pagine lo scontro idelogico di quel periodo e con cui ti fanno percepire la passione vibrante, eppure opposta, di Colonna e Savonarola è davvero ammirevole).
E soprattutto si delineano precisamente le psicologie dei personaggi, molto ben caratterizzati sia nelle loro personalità sia nei rapporti tra di loro e per ognuno si prova una simpatia sincera per le loro problematiche personali.
Questo non è un vero thriller, seppure ci siano dei misteri.
Il ritmo non è quello serrato da best-seller, eventi storici e psicologie vengono scandagliati in modo approfondito e attento, seppure non pedante, intrecciando in modo perfetto le due trame parallele, quella del mistero del libro e quella delle vicende dei 4 amici e della loro vita universitaria.
Da alcuni commenti letti in giro per la rete ho dedotto che la tattica commerciale di presentare questo libro (che per altro ha avuto un successo enorme in tutto il mondo e ne trarranno pure un film) è completamente fallace, in quanto molti di quelli che l’hanno letto appartengono a  quella sotto(sviluppata) categoria di lettori così privi di spirito critico da avere il coraggio di affermare che  “Il codice Da Vinci” sia un bel libro.
Se fate parte di questa categoria, state lontani da “Il codice del quattro“.
Persino il titolo è ingannatore, in realtà avrebbero dovuto tradurlo con La regola del quattro, riferimento sia al codice crittografico in base al quale è stat composta l’Hypnerotomachia sia al gruppo di amici di cui seguiamo le vicende.
Il libro è bello perchè il discorso affrontato davvero non è “chi ha commesso un omicidio per impadronirsi del segreto del libro”, ma riguarda addirittura quelle scelte radicali che a volte le persone compiono per realizzare un sogno.
Solo alla fine del libro comprenderemo il perchè gli autori hanno scelto questo originale parallelo con la storia di Francesco Colonna, martire in nome della libertà artistica ed intellettuale.
La passione per un mistero, l’amore deviato e innaturale per un oggetto intellettuale, puo’ riempire così tanto la vita di una persona  da spingerla a dedicare la propria vita solo ed esclusivamente a questa passione totalizzante, destruente come l’amore vero, ma non diretto verso una persona?
Si puo’ rinunciare all’amore classicamente inteso per inseguire una soddisfazione piu’ alta?

Ognuno potrà disapprovare o meno le scelte di alcuni protagonisti, pero’ se pensate che le relazioni siano, come rappresentate nel libro, uno scambio interpersonale difficoltoso, uno scivolare insieme su una pista di ghiaccio aspettando solo che prima o poi si rompa, e vorreste fuggire da tutto questo sostituendolo con una diversa forma d’amore, forse comprenderete.
Una passione intellettuale non tradisce e non delude mai.

Qui non si inventano misteri scopiazzando storielle da qualche libro.
Qui si parla di sentimenti e vita reale.
E’ forse questo un thriller?

Quella scritta gialla dalla splendida copertina andrebbe davvero eliminata.
E rimane un buon libro, nonostante e forse proprio per questo.

3 commenti su “Il codice del quattro

  1. FRA.
    08/08/2009

    Si,
    devo dire che anch’io ho pensato che avessero sbagliato a scrivere “thriller” ma è un bellissimo libro, coinvolgente e con qualche sorpresa, in alcuni passi mette in ansia, per via dell’oppressione di Paul al libro.

    Voto 7

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  2. dario
    26/08/2010

    Il libro a me è sembrato sinceramente deludente: oltre ad alcune debolezze e incongruenze della trama, non mancano errori storici e letterari piuttosto dilettanteschi (ad es. citare Dante e Boccaccio come autori rinascimentali, ritenere il Colosseo di Roma un circo, citare parole latine equivocando sul loro significato, rimandare a testi e opere d’arte che non sono affatto pertinenti etc….).
    Quanto all’Hypnerotomachia, tutto quello che viene “costruito” nel libro di Caldwell e Thomasson è certo legittimo nella finzione romanzesca, ma davvero poco ha a che vedere con il libro vero, ovvero potevano anche scegliere meglio l’opera che deve essere il “motore” della vicenda.
    In sostanza, è un libro che a me pare finto-colto, e in realtà frutto di una conoscenza alquanto superficiale della letteratura e della storia rinascimentale, laddove dati ovvi (le corna di Mosè) sono spacciati per intuizioni geniali che risolvono enigmi irrisolti da mezzo millennio; suvvia…

    Ho l’impressione, leggendo vari commenti e recensioni su internet, che tutti fingano di conoscere il testo di Francesco Colonna, ma in realtà non sappiano minimamente di cosa si tratta e di cosa tratta – e soprattutto in quale genere di lingua letteraria sia stato scritto!

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  3. ventus85
    22/08/2013

    Mi sta piacendo molto (mi mancano le ultime 50 pagine) e concordo con tutto quello che hai detto.
    Il mio libro però la scritta gialla non ce l’ha 🙂

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Questa voce è stata pubblicata il 21/05/2007 da in Senza categoria con tag , , , .

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