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Peace is for pussies

Non avere un dio – Appunti dal sottosuolo

god.gif“Credo che quando morirò il mio corpo si decomporrà, e nulla del mio io sopravviverà. La felicità non è meno vera solo perché finisce, e nemmeno il pensiero e l’amore perdono valore perché non sono eterni.”

Bertrand Russell

Il mio amico S. si è cimentato nell’impresa, non facile ed irta di trappole logiche, di affrontare il tema della laicità, dal punto di vista di un credente, per giunta cristiano, ma non cattolico.

Già da questa premesse potete intuire che è arduo dipanarsi tra le varie categorie di pensiero ed esplicarne le sfumature evitando di generare fraintendimenti e rendendo comprensibile le proprie posizioni senza farle assomigliare a dei doppi salti carpiati di natura semantica.

Per un prosaico areligioso come me, che non deve praticare lo slalom tra cio’ che è ascritto alla Fede e cio’ che ne è la vile e pericolosa secolarizzazione, il compito è decisamente piu’ facile.

E’ un po’ come la differenza tra l’usare una bomba intelligente per cercare di non fare troppi danni fra i civili e lo sganciare una bomba H senza troppi riguardi neanche per essi.

E godersi pure uno splendido spettacolo di morte.

S. inizia parlando di una –presunta opposizione tra l’essere credente e l’essere “laico”-.

Il tentativo del post di S. è quello di illustrare la posizione di un credente civicamente illuminato, con una sana concezione dello stato e di grande rispetto per le posizioni non-religiose.

E’ un post ottimamente articolato e con una definizione finale di laicità che è perfetta, pertanto non la commentero’ neanche.

Entrero’ nei dettagli successivamente, ma giusto per mettere subito sul banco le carte in mio possesso, inizio con lo scrivere che di base diffido molto dell’esistenza di questa saggia categoria intermedia rappresentata dai credenti laici, o per lo meno in una sua consistenza numerica tale da rendere possibile un dialogo con le controparti.

Riportero’ con qualche modifica alcuni commenti già postati sul suo blog e altrove in merito a questi argomenti per dar loro un’organizzazione migliore.

RELIGIONE E LAICITA’ DELLO STATO 

Accusatemi di essere profondamente cinico e disilluso, ma davvero si puo’ credere che dei religiosi, in particolare di stampo teocratico (come del resto sono nel profondo tutti i religiosi), possano generare una sorta di self-improvement, che non diventi solo un esercizio di stile e di facciata?
E’ come chiedere a un cancro di curare se stesso.
L’unica speranza, per me, è che come il cancro a volte va in necrosi, perchè per fame di nutrimento i nuovi vasi sanguigni che forma ex-novo non gli sono sufficienti, vadano incontro ad una fisiologica involuzione.
Perchè francamente ho serie difficoltà a credere, e ne abbiamo mille dimostrazioni quotidiane e sotto gli occhi, che sia possibile un’evoluzione “laica”, illuminata e democratica di qualcosa che mai potrà esserlo.
Giusto sostenere ed evidenziare gli sforzi in merito, ma non saranno mai salti evolutivi.

 E per quanto riguarda invece i credenti che tale passo evolutivo l’hanno compiuto?

Con loro è possibile ragionare insieme sulla gestione politica di un paese, anche se spesso questo ormai si traduce in gestione dei comportamenti sessuali degli individui, piuttosto che tematiche ben piu’ dolenti quali l’eutanasia?

 Il problema è l’annosa questione sull’essenza della religione, materia incandescente su cui si spaccarono i cervelli pensatori quali Feuerbach o Marx, pertanto i miei discorsi saranno di profilo mandatoriamente piu’ basso, pragmatico e concreto.

IL FRONTE ATEO DI RESISTENZA

Un ateo di per sè potrebbe vivere pacificamente in mezzo ai credenti, magari sghignazzando delle loro idee e pensando che Gesu’ abbia la stessa fondatezza storica del dio Attis o delle Banshee irlandesi.
Come si suol dire, problemi loro.
Il dramma, pero’, che spiega perchè un ateo possa trasmutare in un guerriero anti-religioso, è la tendenza intrinseca ad ogni religione al dogmatismo, all’assolutismo (il concetto di Dio!), al fanatismo ed all’intolleranza, intesa come incapacità di capire come qualcuno possa (osare) vivere senza affidarsi timorosi e tremanti alle cure di qualche divinità da ingraziarsi e che ci protegga.
A certi atteggiamenti, che tendono ad importi i propri dei e demoni, corrisponde una reazione uguale e contraria.
E’ pura fisica sociale, non si tratta di una metafisica lotta tra Figli della Luce e Figli delle Tenebre.
I religiosi smettano di importunare gli atei (o piu’ in generale chiunque non abbia la loro stessa fede), di imporre i loro sistemi morali anche per legge, di metter loro le mani nelle mutande, di guardarli inorriditi perchè non credono (e poi se posso scegliere preferisco i folletti dei boschi o la religione Jedi, ovviamente dal lato oscuro della Forza), di continuare a ripetere quello stolto refrain che in fondo l’ateismo è
una forma di religione, come se fosse impossibile non credere, quasi terrorizzati dal supposto ardire del non credere, possibile sicuramente solo a creature del demonio.
Ebbene, che si rassegnino e abbandonino i loro toni livorosi, come se ci imputassero una sorta di atto di ubris.
C’è chi non crede, chi concepisce il mondo come mera materia, chi, come il protagonista di “Stati di allucinazione” al termine del suo viaggio, pensa che all’inizio ci fosse il nulla e che l’idea dell’aldilà svilisce, svalorizza e perverte l’aldiqua, nella sua bellezza e nei suoi aspetti piu’ orridi.
C’è chi non ha bisogno di un padre nell’alto dei cieli, perchè gli basta già quello della stanza accanto.

Sono anche irritato dal fatto di essere etichettato con il termine a-teo, con quell’odiosa alfa privativa a definire il mio minus, perchè il Signore NON è il mio pastore e io non manco di nulla.
Io non devo definirmi di fronte a nessun credente.

Sono i religiosi che pongono in essere qualcosa di sovrannaturale e indimostrabile dal punto di vista ontologico ed empirico.

Sono loro che hanno qualcosa in piu’ che al mio mondo non manca proprio, e solo per il fatto di credere in qualcosa la cui esistenza è insondabile (per tanto qualsiasi divinità vale l’altra, è quasi piu’ comprensibile inginocchiarsi davanti alla tomba di Jim Morrison o ad un poster di Trent Reznor) dovrebbero avere un sussulto di decenza e non rivoltare i sacri didimi, fonti essi sì di vita.

Se i non credenti come me assumono certe posizioni battagliere, è perchè ne hanno gli zebedei rigonfi di testi sacri e polemiche, che vengano dall’Alabama, dall’Iran o dal Vaticano (che si lamenta per le tasse da pagare! Ma il loro supereroe, moltiplicatore di cibarie e svolazzante sulle acque, non sentenzio’: “Date a Cesare quel che è di Cesare”? E si riferiva ai soldi, non a proprie parti anatomiche posteriormente dislocate…).
Inoltre soprattutto in paesi come l’Italia, al pari dello Utah, non si nasce “atei”: veniamo introdotti in un percorso che inizia a volte persino all’asilo.
E’ un processo lungo e graduale di approdo, che, grazie anche all’odiosità dei sistemi di indottrinamento, sfocia poi in una posizione diametralmente opposta.

Ma la colpa (o il peccato originale, ironicamente parlando) è delle istituzioni religiose che trasformano la fede in uno strumento politico e di terrorismo morale che piu’ secolare non si puo’ e disgusta sovente per la sua clamorosa ipocrisia.

Le reazioni violente di molti non credenti non sono la manifestazione di una sorta di fanatismo scientista, ma una forma di resistenza.
Se si arriva al punto di affermare “O me o loro” non è certo per mia volontà che vivo serenamente non dovendo pensare alla religione e a quel che mi puo’ offrire (cioè nulla, dal mio punto di vista).
Ma se uno mi da uno schiaffo, non gli porgo l’altra guancia: prendo in mano martello e chiodi.
Perchè ci sono limiti che in uno stato seriamente laico, che non significa uno stato che rade al suolo le chiese, non dovrebbero essere superati, specie quando ledono psicologia e diritti di cittadini che, loro sì, pagano le tasse.
Ormai in Italia è stato travalicato ogni limite di sopportazione, per cui non c’è da stupirsi se di fronte alle posizioni esasperanti dei religiosi si trovi un ben agguerrito un fronte di esasperati a-religiosi!

Ora, in un contesto simile che ho tentato, se volete rozzamente e sarcasticamente, di sintetizzare, è possibile un sincretismo di posizioni “politiche” tra credenti e non credenti?

S. è ottimista, al contrario del bellicoso sottoscritto, e scrive:“Quello che vorrei mostrare […] è che può esistere un modo di pensare alternativo, che non è “religioso” nel senso stretto del termine, ma non è neanche “ateo” o “agnostico” o “areligioso”, a seconda del termine che preferite, ma che comunque si configura come assolutamente Laico.”

Per rispondere puntualmente alle sue considerazioni riprendo in parte il lucido schema di cui si è avvalso.

IO CHI SONO?

boy-scouts-bigotry-e.jpgTipico ragazzo italiano di famiglia catto-comunista (madre in preda ad atavici timori religiosi da paese di provincia e padre ateo e sinistrorsamente ideologizzato) introdotto nel mefitico percorso di indottrinamento cattolico solo per non suscitare mormorii, disapprovazione e mantenere pulita la nomea di quartiere.

Non c’è stato niente di piu’ devastante in Italia del piccolo-borghesismo dei comunisti, che per non apparire come i cosacchi-zombie rappresentati sui manifesti della Democrazia Cristiana del dopo guerra, sono diventati dei meri reazionari, intrappolati tra un’utopia che non hanno mai davvero tentato di realizzare (forse perche l’Unione Sovietica era già un teatro sufficiente per l’orrore), ma di cui si ammantavano per recitare il ruolo di meravigliosi paladini dei diritti sociali (il solito blaterare ideologico di facciata tipico dei partiti di sinistra ancora oggi, che sono l’emblema dell’immobilismo proprio sui temi su cui dovrebbe adoperarsi alacremente), ed il desiderio di essere considerati non come mostri anarchici e pericolosi, ma preziosi elementi per la costruzione dello stato italiano.

Il risultato fu che al moralismo cattolico si affianco’ il moralismo comunista.

Ricordo ancora la frase di mio padre: “Noi dovevamo dimostrare di essere migliori degli altri”.

E quindi ecco l’omofobia di sinistra, l’ostracismo verso intellettuali senza freni ed omosessuali dichiarati come Pasolini, l’acquisire tenori di vita da ceto medio, godendo degli effettivi vantaggi di un reddito non da proletario, le posizioni sempre piu’ moderate e conciliatorie, i compromessi con il centro, il rispetto per il Vaticano che ha sempre poturo fare il bello ed il cattivo tempo della politica (i referendum su divorzio ed aborto non furono certo merito del P.C.I.), i comunisti che si sposano in chiesa, mandano i figli a catechismo e professano persino una conciliabilità tra materialismo storico e fede religiosa.

Questa è l’Italia: un paese dove persino falce e martello sono stati usati per crocifiggere la gente ai dettami cattolici in nome di una rispettabile facciata.

Congenitamente incapace di credere in un mondo sovrannaturale ed insofferente per la morale sessuale dei cattolici, che mi sentivo pesare sempre piu’ sul collo, giorno dopo giorno, disgustato dall’ipocrisia di preti e catechisti che in privato praticavano in allegria lussuria e perversione, ma mi trasmettevano l’idea di essere un infiltrato del demonio in quanto omosessuale, mi sono liberato di certe catene dopo la Cresima.

Una volta eletto soldato di Dio, mi cono convertito in un ribelle e in un disertore, come Lucifero ai bei tempi.

Meglio regnare all’Inferno che servire in Paradiso, no?

Intriso fino al midollo delle sacre scritture di Nietzsche, da adolescente compresi che la mia mente non aveva bisogno di nessun dio, che riusciva a ragionare sui misteri dell’Universo senza ripiegare su una soluzione così infantile che di fatto risolve tutto, ma spiega niente.

Troppo facile: non è da pensatore e non è da ricercatore, quale oggi io sono.

Nel tempo è anche cresciuto un sentimento di rivalsa molto forte che è diventato vero odio nei confronti dei cristiani.

Lo studio delle religioni, della mitologia, dell’occultismo moderno, ma in particolare della storia del cristianesimo, metodico e protratto nel tempo, mi ha condotto a conclusioni nette e chiare che nessun cristiano ha il potere documentale di confutare: Gesu’, se mai è esistito, non era l’hippie amorevole di cui narrano quelle creazioni non ebree e di ambiente romano che sono i vangeli canonici, ma un fanatico violento che per stessa ammissione dello stesso Ratzinger ebbe rapporti con gli Esseni, proprio nel periodo in cui si convertirono all’idea di tenersi pronti per una vera propria guerra contro l’invasore romano.

E non tolleravo, proprio in virtu’ di quel rigore morale che il catto-comunismo mi aveva inculcato, che mi avessero mentito per una vita e che così tanta gente fosse cieca.

Quanti cristiani hanno letto le sacre scritture?

Quanti hanno studiato la storia del Cristianesimo?

Quanti si sono posti dei dubbi e non sono mossi solo dal timore delle fiamme dell’Inferno e praticano pure veri e propri atti pagani come portare omaggi alla salma di Padre Pio, scambiandoli per fede, quando sono solo dei primitivi che non si sono mai evoluti?

E siccome la comprensione ed il perdono sono atteggiamenti arroganti, perché implicano il pensare che l’altro non possa avere gli stessi standard culturali e mentali che noi possediamo, ho deciso che non avrei piu’ né offerto comprensione né tantomeno perdonato.

Quando poi appresi le basi della grafica digitale mi divertii a ribaltare in faccia ai cristiani i loro stessi simboli, sporcandoli di sangue, ferocia, dolore e sesso.

Se dovessi descrivirmi in poche parole, userei l’espressione: un missile intelligente che si è rivoltato contro il suo creatore.

Se dovessi scegliere un unico aggettivo, peculiare visto che vivo, mio malgrado, in Italia: anticristiano.

ANTICRISTIANO

S. scrive:“Quasi tutte le varie istituzioni che si sono denominate “chiese cristiane”, mi appaiono sempre più come istituzioni che tradiscono i principi stessi del messaggio Cristiano. Tutte più o meno lo fanno. E si perché il messaggio rivoluzionario lasciato da Gesù nei Vangeli è quello di voler avere una comunità di fedeli non una chiesa istituzionalizzata. Anzi, lui critica le istituzioni religiose del tempo, e non ne propone di nuove. E qui già vediamo che la realtà dei fatti delle “chiese” non risponde a questo precetto, tutte così impegnate a creare strutture gerarchiche, infrastrutture (le chiese di pietra per intenderci) etc. etc.”

In linea di principio S. ha perfettamente ragione.

Già Lucrezio definì la religione come instrumentum regni ed il cattolicesimo costituisce tutt’ora la piu’ perfida attuazione di questo principio.

Per quanto riguarda l’aver tradito il messaggio cristiano, bisognerebbe essere in grado di sapere che cosa Gesu’  predicasse esattamente, e soprattutto dimostrare che sia esistito e che se esistito avesse una certa linea di pensiero.

Chi è in grado oggi di discorrere intorno a Gesu’ arrogandosi il diritto di essere il depositario dei dettami di questo presunto messia?

Ufficialmente predicava come un hippie fanatizzato, tuttavia solo sicarii, latrones e galilei venivano crocifissi e dalle evidenze emerse dai manoscritti del Mar Morto, se davvero fu accolto come una guida nella comunità essenica, è immediato dedurre che fosse pronto alla rivolta e la sua figura assomiglia di piu’ a quella di uno che fa propaganda partigiana.
Potrei anche non spingermi a sostenere che fosse anche lui un facinoroso, che suo padre fosse un ribelle noto all’impero romano e via discorrendo.


Sta di fatto che quei frammenti lasciatici dagli storici romani ci fanno intuire che tanto anima pia non fosse e sono le uniche testimonianze che abbiamo in merito alla sua esistenza ed alle sue azioni.

Almeno che non si vogliano considerare documenti storici libelli favolistici come i Vangeli, troppo tardivi per essere degli “instant books”, palesemente in contrasto con le dottrine ebraiche (e Gesu’, checché ne dicessero i Nazisti, era ebreo) escludendo dal discorso i vangeli gnostici, prodotto di commistione tra dottrine alessandrine e riciclo di testi addirittura risalenti a due secoli prima di Cristo, e contententi una cosmologia la cui complessità è degna di quella di Tolkien!

E allora che senso ha mai avuto definirsi “cristiano” se questa definizione si basa su un personaggio che appartiene piu’ alla fede, che alla storia, distorto e paganizzato da Paolo di Tarso, in pieno contrasto con la chiesa di Gerusalemme di Giacomo, e quando di correnti cristiane nel corso della storia ne sono esistite diverse, progressivamente epurate con bagni di sangue dai cattolici (il caso dei Catari o quello dei Valdesi sono lì a testimoniarlo)?

Che senso ha definirsi cristiano quando non posso neanche definire Cristo?

Inoltre al di là di Gesu’, che in ogni caso non suscita le mie simpatie, il problema è quello che ha rappresentato il Cristianesimo in Italia e in Europa nei secoli successivi.


Stragi di pagani, crociate, milioni di morti, la fomentazione dell’antisemitismo, l’inquisizione, la tortura, la Roma del ‘500 invasa da cadaveri impiccati o decapitati, la distruzione sistematica di tutto cio’ che venisse considerato eretico, la creazione di un potere temporale e monetario senza pari, la strutturazione di un sistema di terrore, la discriminazione delle donne e degli omosessuali (per non citare pedofilia, papi sposati e con figli and so on).

Questo è stato il cristianesimo: un tentativo violento e continuo di creare un sistema teocratico (qualcuno ha detto Papa Innocenzo III?), che tutt’ora ritroviamo nelle parole di Josephine (“Nessuna legge dell’uomo sovverta l’ordine divino“).

Poste queste sintetiche e se vogliamo superficiali premesse (dovrei anche citare gli innumerevoli scandali in cui la chiesa cattolica è stata coinvolta, dall’appoggio dell’Opus Dei al dittatore Franco al caso IOR, dall’omicidio Calvi ai legami con la P2, dalle doppie vite degli alti prelati al Crimen sollicitationis: se qualcuno vuol sapere dove si trova Babilonia, è sufficiente prendere la linea A della metro di Roma, direzione Ottaviano-San Pietro), la domanda è: ma quale ruolo agghiacciante hanno avuto i cristiani, in particolare cattolici, nella storia dell’umanità?


Lasciamo perdere se volete Gesu’, per fortuna sua e nostra morto e sepolto.
Il problema è la disgustosa eredità che ci ha lasciato.
Come scrisse Kafka: “L’ultimo adoratore di Dio è morto sulla sua croce”.

RELIGIONE E IRRAZIONALITA’

“L’80% dei cattolici che conosco (e sono ottimista) si ritiene tale perché è stato battezzato, ha fatto la cresima, sogna di sposarsi in una bella chiesa (dietro congruo compenso) e ritiene di poter saldare i conti con l’aldilà dando qualche monetina al questuante di turno, oppure facendo qualche importante (purché deducibile) donazione a fine anno. Bene, questi cattolici non sono credenti. Sono tradizionalisti, abitudinari, intellettualmente pigri, ad una domanda religiosa alla fine rispondono “perché si è sempre fatto così….”. Ecco, questa è la porzione che, in ogni religione, è la più pericolosa. Perché se a questa porzione di “religiosi per tradizione” aggiungete un clero, una serie di organizzazioni pervasive nella società, ecco avete un’ottima chance di riuscire ad ottenere una struttura para-tribale adatta al nascere di forme religiose integraliste”.

Concordo totalmente, come già scritto sopra.

Il cattolico medio, ma oserei scrivere il religioso medio, è inconsapevole e acritico.

E’ un suddito perfetto ed alzerei la percentuale dell’80%.

“ Non vedo proprio il punto di essere tacciato di irrazionalità, quando i presupposti stessi della fede sono esterni al mondo della cosiddetta razionalità. Siamo semplicemente su piani differenti.
Inoltre, ritengo che questa sia anche la sua forza, l’essere Fede
indipendentemente dalle prove scientifiche, dimostrazioni, confutazioni. Del resto, esistono ampie branche della scienza (come la matematica e la fisica teorica), che si basano, spesso, su assunti teorici altrettanto difficilmente dimostrabili per un “profano”.

Gli assunti teorici matematici e fisici sono difficili da comprendere per un profano, ma si basano sempre e comunque su equazioni.

Seguendo la sua logica si potrebbe dire che Dio è solo un elemento statistico particolarmente difficile da calcolare.

E’ una possibilità al pari dei Troll islandesi o del dio Odino.

Inoltre si dovrebbe avere almeno l’umiltà di non offendersi se la fede viene tacciata di irrazionalità, perché di fatto è la massima espressione della stessa.

Almeno essere consapevoli che si prega qualcosa che potrebbe non esistere, ma vogliamo credere che esista, è un bell’atto di presa di coscienza, anche a costo di rendersi conto che forse si sta compiendo qualcosa di inutile e ridicolo (ma non importa, no?).

Nella volontà di credere nel metafisico risiede il piu’ puro atto di irrazionalità, ma questo non è un problema a livello sociale e politico, quando non si pretende di rendere un sistema di pensiero irrazionale, un sistema politico.

Lo fecero già i Nazisti, tra Dipartimenti sull’Occulto, spedizioni alla ricerca del Graal o dei Vryl, yoga runico e riti di varia natura.

Una volta mi pare sufficiente, almeno per i prossimi 10000 anni.

Come scrive S., la forza della Fede risiede nel fatto che non implica il doversi porre domande, dubbi, critiche razionali, perché è assolutamente impossibile porseli; e questo aspetto conferisce molta sicurezza al credente, che si sente libero di dare valore al proprio credo, solo perché ci crede.

Autoreferenziale, autoindulgente e profondamente ottuso come atteggiamento.

Esserne consci di questi lati grotteschi non è una vergogna: è consapevolezza.

“Ignoranza e paura, ecco i due sostegni di tutte le religioni. L’incertezza in cui l’uomo si trova in rapporto al proprio Dio è precisamente il motivo che lo tiene aggrappato alla sua religione”

Paul Thiry d’Holbach 

STATO LAICO

“Il primo stato veramente Laico, ma non laicista d’Europa fu… l’Italia. Non per sua scelta, probabilmente, ma con la conquista di Porta Pia la Chiesa scelse di astenersi dalla vita politica con la famosa enciclica Non Expedit che fece diventare il regno d’Italia il primo vero Stato Laico d’Europa. E si, perché ai cattolici era impedita la partecipazione politica. Nelle classi delle scuole non c’erano problemi di crocifissi appesi, perché vi era l’immagine del re. Lo stato poteva istituire il matrimonio civile, e sebbene la Chiesa protestasse per questo attacco alla Famiglia (mi pare di aver già sentito questa storia) non riuscì ad impedirlo. Ma ecco, era uno stato laico perché equidistante, rispettava le religioni (già nel 1948 Carlo Alberto riconobbe i Valdesi), ma non voleva neppure imporre la propria etica e morale. Ecco, in questo senso credo che un vero stato laico si distante anche dall’idea del Leviatano che impone la sua Etica, ed è per questo ad esempio che non mi piacciono certi eccessi francesi in cui al cattolicesimo si sostituisce il laicismo di stato. Ma anche in questo caso è una imposizione”

Ottimo esempio, cui dovremmo rivolgere lo sguardo indietro.

Peccato che poi grazie ai Patti Lateranensi e al Concordato siamo tornati ai tempi dei roghi e della sudditanza alla chiesa cattolica.

Non concordo assolutamente col definire le decisioni della Francia un’imposizione dato che le regole promulgate riguardano i luoghi pubblici.

Bisogna mettere un freno all’istinto intrinseco nei religiosi di confondere fede (privato) e stato (pubblico), di indottrinare e non ammettere eresie.

Riportare la fede a piu’ miti consigli, ad una condizione “intima”, personale, specie in un paese dove convivono islamismo e cristianesimo in primis, non significa negarne la possibilità di esistere, ma la possibilità di pretendere spazi che non le spettano!

Un religioso puo’ vivere serenamente, se possiede una fede sincera e sentita, senza essere circondato dai suoi simboli ovunque.

Ormai siamo al ridicolo, dato che ogni fede chiede l’esposizione dei suoi simboli nei luoghi pubblici o l’estromissione di quello delle altre.

Allora meglio risolvere il problema alla radice.

La possibilità di fede non è toccata, il suo straripare nella res pubblica è invece abortito.

Non mi pare un eccesso, dato che Chirac non ha organizzato una nuova Vandea, anzi, la libertà religiosa convive perfettamente con la libertà di chi vuole vivere senza religione ed è decisamente inorridito dal vedersi sbattere in faccia in ogni dove uomini nudi crocifissi, candelabri, mezze lune o i poster di Britney Spears.

Per me un modello.

EQUAZIONI MATEMATICHE E FEDE

“In genere chi è religioso a “metà” si ritiene assolutamente immune dalle devianze integraliste. Eppure sono, a mio avviso, proprio le masse di questo tipo a supportare l’integralismo con la loro “ignoranza” in materia religiosa. In questo, condivido pienamente il fatto di essere stufo di avere a che fare con persone che si definiscono “credenti”, salvo non sapere neanche esattamente in che cosa credono. Queste persone mancano di coscienza critica. E sono, purtroppo le stesse che nel mondo islamico sognano di stare con le “vergini” in paradiso dopo un attentato suicida. peccato che lo stesso Corano condanni poi il suicidio, o la violenza. La religione in questo senso si è l’oppio dei popoli come ebbe a dire Marx, in quanto le istituzioni religiose organizzate fanno leva su masse di persone volutamente tenute “ignoranti”. Per una buona fetta degli islamici, l’educazione religiosa avviene in una lingua (l’arabo) che non conoscono. Per i cattolici l’educazione religiosa viene fatta su delle specie di “bignami” che contengono tantissimi precetti di vita che non trovano fondamento nei testi “ufficiali” (che sarebbe poi la Bibbia). E qui c’è anche qualcuno che vorrebbe tornare alla messa in latino…”.

Ineccepibile!

“Faccio l’esempio, banale forse, ma per me rilevante della matematica. Molte delle dimostrazioni che stanno alla base della matematica sono di natura matematica. È come dire che tale scienza dimostra sé stessa con degli strumenti che ha creato per se stessa. A voler essere precisi ci sono chiaramente delle differenza certo, ma il concetto relativo alla Fede è abbastanza simile. La Fede non necessita di fonti esterne per essere dimostrata, se è davvero fede è sufficiente a se stessa, così come la matematica non ha necessità di elementi esterni per essere dimostrata. Ed in questo ma non la tacciamo certamente di irrazionalità”.

“La scienza non ha fatto progressi che dopo aver eliminato Dio”

Pierre Joseph Proudhon

Un teorema matematico è sempre illustrabile con un’equazione.

Dio no.

E’ una differenza sostanziale, non solo di forma.

Inoltre il limite della fisica moderna prima citata è che la misurazione di un evento dipende da una variabile non presa in considerazione, dallo strumento che misura e dal misuratore; ma in ultimo i suoi limiti sono superabili, studiabili e quantificabili.

Dio possiamo ridurlo a formule e milligrammi come ha fatto Hirst nella sua ultima mostra?

Non è razionalizzabile, da qualunque prospettiva affronti quest’oscuro oggetto, e per tanto è irrazionale.

“La verità non richiede fede. Gli scienziati non uniscono le mani ogni domenica salmodiando: «Sì, la gravità è vera! Io avrò fede! Io sarò forte! Amen!». Se lo facessero, potremmo pensare che siano poco sicuri della verità gravitazionali.”

Dan Baker

Vostro Lenny,

Presidente del Comitato per la Riapertura delle Catacombe, la Crocefissione Assistita e la Riabilitazione degli Antichi Dei Sumerici

6 commenti su “Non avere un dio – Appunti dal sottosuolo

  1. sirjoe
    05/09/2007

    Che posso dire, se non grazie dell’esteso feedback?
    Non so… a rileggere le volte che mi dai ragione, mi sento un po’ “stranito”… e mi viene in mente una di quelle fantastiche espressioni del politichese “parallele convergenti”. Solo che, nel nostro caso, sarebbero divergenti in conclusione. Ma ci sta, assolutamente. E sono contento che esista.
    Due cose. Scrivi
    Un teorema matematico è sempre illustrabile con un’equazione.

    Dio no.
    Credo che per chi ha Fede, questa sia la grandezza di Dio, e la limitatezza della matematica. Per chi non la ha viceversa…

    La seconda: citi Prudhon e la sua frase :“La scienza non ha fatto progressi che dopo aver eliminato Dio”. Vera, ma incompleta. Andrebbe completata con tre parole tra i suoi presupposti perché del resto nessuna scienza ha mai tentato di dimostrare che Dio non esista.

    Infine, credo che poi alla fine tra le “parallele” rimangono inclusi esattamente il grosso “problema” sociale, politico culturale. Le persone che si fingono religiose per non suscitare mormorii, disapprovazione e mantenere pulita la nomea di quartiere. E su questi bisogna agire… bomba H o missili intelligenti, è solo questione di “tatto” 😉

    S:->

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  2. sgrezzeria
    06/09/2007

    …perchè il Signore NON è il mio pastore e io non manco di nulla.

    Questa è da incorniciare!!!
    Bellissimo!

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  3. Metatron
    07/09/2007

    La scienza (o meglio le scienze) grazie al suo metodo, empirico, per prove ed errori, tentativi e sempre revisionabile – nega implicitamente l’esistenza di una istanza metafisica assoluta, che esso sia un dio, un principio ordinatore o un qualunque progettista immateriale dell’America bushiana.

    Almeno dal punto di vista metodologico, lo scienziato, dovrebbe essere agnostico o meglio naturalista – nel senso che dovrebbe escludere tra le ipotesi da formulare in vista della spiegazione di un fenomeno, qualunque istanza metafisica.

    Possiamo quindi definire in positivo la visione atea del mondo, con il termine “naturalismo”.

    Lo scienziato credente deve mutilare quella parte irrazionale di sé quando si mette a fare scienza. Viceversa viene prodotto qualcosa che non passerà mai il vaglio epistemologico.

    Ne possiamo derivare che un qualunque sistema religioso che faccia asserzioni fattuali sul mondo (e lo fanno tutti) deve essere passato al vaglio epistemologico tanto quanto le ipotesi scientifiche: questo perché, per poter essere valide obiettivamente e quindi essere eventualmente condivise dall’umanità in quanto descriventi la realtà naturale – devono essere in grado di fornire spiegazioni e descrizioni del funzionamento della realtà basandosi sui fatti.

    Da qui procede l’impossibilità implicita in ogni religione di potersi imporre ad una qualsiasi comunità umana, poiché mai accadrà che una qualsiasi asserzione fattuale sul mondo avanzata da un sistema religioso possa superare questo vaglio. Il triste fatto che invece queste si affermino come leggi in stati dichiaratamente teocratici o meno è prova dell’ingerenza esercitata dalle religioni, in particolare monoteiste e, per i paesi occidentali, cristiane (magari ci fosse solo un cristianesimo).

    Teoricamente una legislazione valida per tutte le società umane potrebbe essere fondata solo su un pensiero naturalista.

    Infine, sul fatto che una certa scienza, chiamata biologia, con una certa teoria, chiamata teoria dell’evoluzione, sia riuscita a scardinare definitivamente (sebbene con qualche rigurgito) l’ultima roccaforte della teologia è l’ennesima conferma che la scienza può essere vista anche come “l’eliminazione progressiva, sebbene non direzionale, delle idee metafisiche e trascendenti dal pensiero”.

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  4. kusan
    12/09/2007

    La sacra sindone è come un negativo fotografico,cioè il fascio di luce che ha irradiato il telo è partito dall’interno.

    da wikipedia

    “Irradiazione: si ipotizza un lampo di luce o un fascio di particelle (protoni o neutroni) che avrebbe impresso l’immagine. Nessuno però ha potuto fornire una spiegazione credibile della causa che avrebbe sprigionato questa radiazione. Inoltre non è ancora possibile emetterne una potenza simile in laboratorio.”

    Io personalmente,dal punto di vista scientifico e razionale,questa non me la spiego e anche molti altri.Sarà un caso…

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  5. Lenny Nero
    13/09/2007

    Il fatto che un fenomeno non abbia ancora una spiegazione scientifica, non significa che in futuro non la si troverà, che sia impossibile prima o poi “stanarla”.

    Per quanto riguarda la Sindone, che non vedo che relazione abbia sul germe potenziale di fanatismo presente in ogni fede religiosa e quindi la sua incompatibilità costitutiva con uno stato laico, se vuoi persino sapere come fabbricarla in casa ti consiglio questi links:

    http://www.mondimedievali.net/pre-testi/sindone.htm
    http://www.marianotomatis.it/index.php?section=leggerezze&pag=20020420
    http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=100420

    Addirittura c’è chi ha scoperto che è realizzabile con un particolare pigmento usato per altro anche da fior fior di artisti:

    http://www.renneslechateau.it/forum/viewtopic.php?t=1295&start=0&postdays=0&postorder=asc&highlight=sindone

    In merito poi esistono anche molti studi del CICAP che smontano da capo a piedi le tesi sostenitrici della veridicità della Sindone.
    Addirittura c’è chi ha platealmente falsificato risultati e citazioni bibliografiche.

    Che un fascio di luce ti illumini…

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  6. daboss
    30/06/2009

    Sei un Grande.
    Ho letto l’introduzione e il primo paragrafo, e devo ammettere che è il primo blog da quando conosco internet (ormai circa 15 anni) che mi spinge a scrivere, a partecipare. Come mi è parso di capire, anche tu hai avuto, come me, una educazione classiamente cristiana, in più io, e probabilmente anche tu, sono per froza di cose a contatto con ambienti forse “più” cattolici d quanto possa essere la realtà, o il mio buonsenso. Una possibile soluzione alternativa alla questione potrebbe essere però un’altra..Forse noi non siamo, come tu pensi, un numero esiguo, cosi basso da non poter sostenere un dibattito. Forse siamo solo poche persone ad avere una formazione etica tale da farci legere tra le righe della classica tradizione cristiana, che pure si è basata storicamente su anni di buia ignoranza nell’interpretazione tipicamente medievale del testo alla lettera, che forse anche l’insegamento ufficiale moderno, che pur ha fatto un’istituzione dell’interpretazione del testo sacro, non riesce a dare risposte soddisfacenti ai quesiti della vita moderna, anche, e come dovrebbe essere, agli interrogativi che pone la vita di tutti giorni, prima ancora di esprrimersi anche su argomenti scottanti come l’eutanasia o l’uso di embrioni per la ricerca.
    Forse siamo Noi a esserci stancati di una Chiesa che non solo non dà risposte, ma contraddice anche le nostre più intime convinzioni, tale da non farci sentire più rappresentati da essa e da farci assalire dai dubbi.

    Un tuo nuovo fan.

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Questa voce è stata pubblicata il 05/09/2007 da in Flussi di incoscienza, Religione con tag , , , , , , .

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