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Peace is for pussies

Bad Monkeys di Matt Ruff

ruff.jpgUn romanzo da capogiro.

Letteralmente.

Ci sono piu’ rivelazioni a scatole cinesi e twist narrativi in questo libro che in dieci thriller mescolati insieme.

Jane si trova nella stanza degli interrogatori di un carcere, dalle pareti bianche come fogli su cui scrivere una storia incredibile che il dottor Vale ascolterà con pazienza e metterà alla dura prova dei fatti con meticolosità.

Il racconto inizia con l’infanzia di Jane e con una misteriosa telefonata che le cambierà la vita.

Era una ragazza ribelle, vivace, con un rapporto teso con la madre e una passione insana per le droghe.

Ma soprattutto una ragazza curiosa, spregiudicata ed amante dei misteri.

Almeno così si dipinge, perchè pure il diavolo si presenta affascinante e cita le sacre scritture per i suoi scopi.

Jane conduce una vita turbolenta fin dall’adolescenza ed entra in contatto con la misteriosa organizzazione Bad Monkeys proprio durante una delle sue pericolose avventure: scoperta l’identità di un pedomicida, mentre quest’ultimo tenterà di ucciderla la BM le verrà in aiuto.

Per anni non sarà piu’ ricontattata fino a che alla soglia dei 40 anni, dopo un’esistenza freakettona, riceverà una telefonata e verrà assunta nell’organizzazione.

La BM si occupa dei malvagi.

Strutturata come una super società segreta in grado di controllare chiunque attraverso i piu’ sofisticati e fantascientifici mezzi tecnologici, si pone il compito di migliorare il mondo eliminando le persone inevitabilmente portatrici di dolore e disgrazie.

Le missioni affidate a Jane sono spericolate, descritte meravigliosamente, con un senso del ritmo e del climax perfetto, fino ai momenti piu’ spettacolari (alcune sequenze decisamente debitrici della serie Matrix) e rese ancora piu’ travolgenti dalla narrazione in prima persona, spesso costellata di sarcasmo e considerazioni deliziosamente ciniche.

Col progredire della confessione di Jane iniziamo a dubitare della sua sanità mentale.

Le armi utilizzate dalla BM sono pistole giocattolo in grado di spare colpi narcolettici o causare infarti o ictus.

Le sezioni dell’organizzazione sono così tante che è difficile credere che esista una società piu’ complessa della CIA, i suoi poteri sono praticamente illimitati e soprattutto i fatti raccontati da Jane si scontrano con le prove ottenute dal dottor Vale.

Forse la BM è in grado di manipolare la realtà?

Quando le parole di Jane assumono ormai i contorni del delirio lucido, una nuova rivelazione ci viene offerta.

Non solo la BM assume personalità psicopatiche, facenti parti del gruppo denominanto I Clown del’orrore (cui apparteneva pure il serial killer Wayne Gacy), ma esiste un’associazione con finalità opposte, il Branco, che persegue un unico obiettivo: il Male.

Il Branco è temibile: le sue pistole sono piu’ elaborate e soprattutto gli adepti grazie alla droga X possono modificare la realtà e la sua percezione ed acquisire potenzialità fisiche e telepatiche spaventose.

Ed uno dei capi è Phil, il fratello di Jane, rapito da uno psicopatico da bambino e sottoposto a torture mentali dal Branco per renderlo un malvagio perfetto.

Come mai le missioni di Jane riguardano per lo piu’ persone che compiono atti crudeli sui bambini?

Che cosa è successo davvero il giorno in cui il suo piccolo fratello Phil scomparve?

Jane ha elaborato un racconto che cela la sua volontà di espiazione di una colpa, ma è pura fantasia, o forse sta mentendo per nascondere un atto di estrema crudeltà?

L’interrogatorio è una colossale messinscena, un’ingegnosa macchina di redenzione per testare la bontà o la cattiveria insite in Jane?

Il libro scorre con un ritmo tumultuoso, tanto che è impossibile abbandonarne la lettura per la voglia di scoprire l’ennesimo colpo di scena o la nuova missione delle BM, ed è tutto giocato fra parallelismi fra i due gruppi in lotta (ad un certo punto avrà un ruolo fondamentale l’alter ego malefico di Jane) e numerose citazioni, spesso di stampo biblico (i braccialetti che funzionano la macchina della verità sono ispirati all’episodio anticotestamentario degli Shibboleth).

Al di là del tema principale (la futilità del Male e la sua debolezza rispetto al Bene, anche se vengono pennellate consistenti sfumature di grigio), “Bad Monkeys” è uno stupefacente esercizio di stile che ricorda quello già intrapreso da Chuck Palahniuk in “Invisible monsters“, tutto fondato sul capovolgimento di prospettive e sull’opinione dei personaggi che il lettore via via si costruisce, fino a distruggerla definitivamente.

Magari il testo è solo il risultato di un esercizio di stile, ma è semplicemente perfetto.

Dialogo centrale del libro è quello che introduce il problema di Nod e tutta la storia narrata non è altro che un susseguirsi di problemi di Nod, di forzata sospensione dell’incredulità.

Eppure il dottore Vale sembra fermamente sicuro che senza andare a Nod non si scoprirà mai la verità.

“Caino uccide suo fratello Abele e Dio per punizione lo manda a vagare nel deserto. Caino finisce per arrivare a Nod, dove si sistema e si sposa. Il che è un problema, dal punto di vista logico, perchè Adamo ed Eva dovrebbero essere le prime persone sulla terra e, a quanto sappiamo, Caino ed Abele sono i loro unici figli. Per cui, da dove viene sua moglie?.

Ora, chi non crede nella Bibbia tende a pensare che il problema di Nod sia una cosa grave.

Per esempio, mia madre uscì con un tipo per un paio di mesi, si chiamava Roger […]

Si mette a spernacchiare Phil per le incoerenze delle Scritture: <Ehi, Phil, qui nei Vangeli dice che Giuda si è impiccato perchè era triste di aver tradito Cristo. Ma negli Atti degli Apostoli dice che Giuda non era dispiaciuto, e che era morto perchè si era squarciato il ventre. Come mai ci sono due versioni della storia?> O anche: <Ehi, Phil, se tutti i discepoli si addormentarono nel giardino del Getsemani, come mai Matteo sa cos’ha detto Gesu’ nelle sue preghiere?>. Ma il suo preferito era il problema di Nod: <Ehi, Phil, dice che Dio ha messo un segno su Caino per avvertire gli altri di non fargli del male. Quali altri, Phil? I suoi genitori? Gli stessi che non avevano dato ascolto a Dio quando disse di non mangiare il frutto?>.[…]

Phil credeva veramente nella Bibbia. Parte del credere che la Bibbia dice il vero consiste nel credere che tutti i problemi che si trovano nel testo hanno una soluzione. Conoscere quali siano queste soluzioni non è importante. Per dire, non è che, siccome non ti so dire chi ha ucciso i dinosauri, non è vero che si sono estinti. Per cui secondo Phil, dalla sua prospettiva, era Roger a essere illogico. Ok, Phil non sapeva da dove veniva la moglie di Caino. E allora? Stessa cosa in questa storia. Non finga che questa indagine che sta facendo sia perfettamente oggettiva. Ha già deciso a cosa credere.[…] Io lo so che la mia storia è vera. Se c’è qualcosa in questa storia che non le torna, ne possiamo parlare, ma non provi a gonfiare una piccola discrepanza oltre le sue dimensioni reali. E’ solo un problema di Nod.”

3 commenti su “Bad Monkeys di Matt Ruff

  1. Fra
    25/06/2013

    Tanto non amo le tue recensioni cinematografiche quanto adoro perle che mi hai fatto scoprire come il romanzo di Matt Ruff o Metafisica dei tubi e tanti altri! Immagino che conosci Lansdale, perchè non recensisci qualcosa di questo autore?

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  2. Lenny Nero
    25/06/2013

    Viva la sincerità 🙂 Lo conosco, ma…mi spiace per te, almeno per il momento ho deciso di dare al blog un taglio solo visivo: film, serie tv, poche recensioni, e possibilmente per segnalare “perle” come dici tu che non bisognerebbe perdere. Poi magari più avanti cambio idea (il libro di Ruff è pazzesco e divertentissimo, sì).

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  3. Fra
    26/06/2013

    Bé se qualcuno con te é sincero éu. Segno di stima:-) Comunque, provo a consigliarti anch’io una piccola perla (secondo i miei gusti ovviamente): Rosso Floyd di Michele Mari

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Questa voce è stata pubblicata il 22/10/2007 da in Flussi di incoscienza con tag , , , .

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