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La bussola d’oro

bussolapostersb6.jpgTratto dal primo volume della trilogia di Phillip Pullman intitolata “Queste oscure materie“, “La bussola d’oro” è stato preannunciato come il film piu’ controverso e travagliato dell’anno, e temo, visti gli incassi negli States (dove il film ha subito il boicotaggio della Catholic League ed altre becere associazioni cristiane) che se la New Line non recupererà almeno attraverso la vendita dei DVD il budget speso (si parla di almeno 210 milioni di dollari, ed i diritti internazionali sono stati venduti alle società di distribuzione, quindi è l’incasso USA che peserà) i due seguiti rischino di non vedere mai la luce.

I dati di incasso sono preliminari, sono oggettivamente buoni, ma molto sotto le aspettative; ci sono stati evidenti errori nel marketing americano per colpa della New Line stessa e per quanto riguarda l’Italia un boicottaggio silenziosamente assordante, ma capillare (in Vaticano hanno imparato  che piantar casino come quando hanno latrato per “Il codice Da Vinci” è controproducente?) che comunque non ha sortito effetto dato che il film è terzo nella classifica del weekend (insomma, ma i preti, con l’eccezione dei politici, chi li ascolta piu’?).

Il film non è immune da difetti, ma nonostante cio’ lo sostengo in virtu’ delle sue evidenti qualità, degli eventi clamorosi degli ultimi due capitoli (la morte di Dio, la guerra fra gli umani e Metatron) e perchè finalmente ci troviamo di fronte al primo fantasy “ateo” in cui non si mescolano barbarie cattoliche con barbarie nordiche, ma ci si pone l’ambizione di proporre ai bambini un racconto affascinante, ma maturo e incentrato su temi ostici quali il libero arbitrio e l’oscurantismo religioso.

Difficile raccontare la trama senza svelare troppo o sembrare nebulosi.

La storia è ambientata in una cittadina, a metà fra l’Inghilterra post-industriale e un probabile futuro, in cui compie le sue scorribande Lyra, nipote dell’Accademico Lord Asriel.

Tutte le persone camminano affiancate dalla loro anima-daimon, che ha la forma di un animale.

I daimon dei bambini sono molto instabili e polimorfici, mentre quelli degli adulti si sono ormai fissati in una forma definitiva e rivelatoria della loro natura.

Gli Accademici sono in continua lotta con il Magisterium, potente istituzione religiosa che li tiene sotto controllo e pone al vaglio qualsiasi nuova eresia.

L’universo è composto da infiniti mondi possibili, collegati fra loro dalla polvere che avvolge ogni individuo adulto passando attraverso il daimon, mentre i bambini ne vengono solo sfiorati.

Lord Asriel dimostra attraverso fotografie di aver scoperto non solo che la misteriosa “polvere” esiste, ma che proviene da un altro mondo.

E per Lord Asriel quell’oscura materia rappresenta il possibile mezzo per approdare in altri mondi.

Ma qual è davvero il suo scopo?

Il Magisterium è estremamente ostile verso Lord Asriel, perchè conosce la reale natura della polvere, la prova fisica dell’esistenza del peccato originale, e sospetta che Lord Asriel non abbia ottime intenzioni verso la fonte, la per ora misteriosa Autorità (quando nei prossimi episodi dovranno rivelare chi è, negli USA verrà indetta un nuova crociata?).

Se già l’universo è complesso, non è da meno il mondo in cui si svolge quest’avventura, vissuta da diverse specie di creature magiche ed in parte ambientata nelle terre prossime al polo Nord, dove regnano gli orsi, che giocheranno un ruolo fondamentale nell’economia della storia.

golden-compass.pngIl titolo fa riferimento ad una bussola donata a Lyra dal Maestro del college da lei frequentato; è un aletiometro, un indicatore di verità, che se opportunamente interrogato mostra alla bambina vicende passate e presenti attraverso dei simboli (riferimento al Vangelo di Filippo?) e che le servirà come strumento guida per tirarsi fuori d’impaccio piu’ di una volta.

Lord Asriel otterrà dall’Accademia il permesso di poter viaggiare al Nord per confermare le sue scoperte, ma nel frattempo il Magisterium non starà a guardare.

Il film gode di un ottimo ritmo, a volte quasi ellittico, ma non certo tale da rendere confusi gli avvenimenti.

Le difficoltà possono risiedere nel voler suggerire alcune cose, senza spiegarle del tutto, rendendo anche fin troppo misterioso il film per chi non abbia letto la trilogia, anche se ascoltando ed osservando attentamente si possono già intuire gli indirizzi futuri delle vicende.

Inoltre il tentativo di edulcorare l’associazione Magisterium-Chiesa e l’aver epurato ogni riferimento biblico e religioso cela il vero nucleo della storia.

E ne ha eliminato parte del fascino di grande avventura teologica.

Il regista, Chris Weitz, ha assicurato che cio’ non sarà ovviamente possibile nei prossimi episodi (e vorrei vedere!), ma che per questo primo capitolo ha preferito redarre una sceneggiatura piu’ sibillina e soft per garantire al suo lavoro il miglior incasso possibile.

Nonostante cio’ il boicottaggio è stato clamoroso, e spero che almeno sul filo di lana fallisca questo moderno tentativo di oscurantismo, fatto di proclami e richieste di ritiro dei libri di Pullman da scuole e librerie.

Crocifiggetevi tutti!

I libri di Pullman sono sugli scaffali dal 1996!

Sicuramente il fatto che la trilogia sia ispirata a “Il paradiso perduto” di Milton e le espressioni di simpatia per il Tentatore sulla quarta di copertina dei libri hanno corroborato la fama di opera blasfema che vuole educare i bambini all’ateismo (Dio volesse!).

La non-esplicitazione del tema antireligioso è stato visto dal fandom come un tradimento, eppure mi permetto di sostenere che in un’epoca in cui i film sono intasati da “spiegoni” e realizzati per deficienti, chiedere allo spettatore di sforzarsi di entrare nella storia e cogliere riferimenti, analogie e simboli è un tentativo, per quanto furbo e vigliacco, se volete, che ho comunque apprezzato.

Ovviamente confidando che i prossimi due episodi sfoderino le palle e non temano il ku-kux-klan creazionista che sta devastando culturalmente gli States (e pure le nostre librerie!).

Nel complesso il film scorre senza un’attimo di noia.

Gli occhi vengono incantati dai daimon, le scenografie “steam-punk” e dai costumi elaborati e stravaganti ed anche se a volte sembra un po’ disperso, il cast è eccezionale, e di esso brillano Mrs. Coulter-Nicole Kidman, splendida ed ambigua emissaria del Magisterium (capace di uccidere un bambino con un sorriso), e la protagonista Dakota Blue Richards, petulante ed antipatica quanto lo zio Lord Asriel, uno sprecato Daniel Craig di cui ancora non si sospetta la spietatezza, pari solo a quella di Mrs. Coulter.

Gli effetti speciali sono notevoli: l’animazione dei daimon e degli orsi è riuscitissima nel tentativo di conferire loro un’espressione il piu’ umana possibile e la lotta tra Iorek, l’orso corazzato che proteggerà Lyra, ed il re usurpatore Ragnar, pur pulita di qualche tocco sanguinolento contenuto nel libro, è veramente mozzafiato e si fa il tifo insieme a Lyra per la vittoria del suo anomalo compagno.

Inoltre è stato estremamente divertente passare dagli edifici immensi e lugubri del Magisterium, ai mari sorvolati da streghe e percorsi dalle navi degli Gyziani, fino alle terre di Bolvangar in cui Mrs. Coulter gestiste un vero e proprio campo di concentramento per bambini (la cui scenografia è ispirata ad almeno un paio di film di Kubrick) su cui sperimentare l’intercisione, il taglio del daimon, trasformando così le vittime in zombie privi di anima.

E’ il prologo di una grande avventura e di una guerra finale di liberazione contro Dio stesso ed i suoi emissari.

Perdonate al film qualche peccato veniale e un po’ di pusillanimità per promuoverlo come film per famiglie e bambini (una logica di mercato sbagliata, ma l’idea che i bambini leggano i libri di Pullman, con le sue versioni stravolte della Bibbia, solletica parecchio, perchè quei testi insegnano non solo a disobbedire, ma a porsi domande su tutto) e sostenetelo.

E’ un’opera ambiziosa, coraggiosa, emozionante, anche se a volte trattenuta, e mai patetica come avrebbe potuto essere; a tratti carente di polso nella direzione delle scene (vedi la battaglia finale), ma ci regala affascinanti ambientazioni curate in ogni minimo dettaglio ed una storia che difficilmente si dimentica.

Incrociate le dita ed affilate la lama sottile.

16 commenti su “La bussola d’oro

  1. psiko
    17/12/2007

    È un film che voglio vedere. Da ignorante quale sono della trama so poco o niente, ma l’idea di nicole algida e cattiva (ha mai fatto altro?) mi impedisce di disertare. Le turbe influenzali me ne hanno finora impedito la visione. E dunque metto in standby anche la tua recensione. (non tollero spoiler, di nessun tipo)
    Entro pochi giorni ti farò sapere.🙂

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  2. Lenny Nero
    17/12/2007

    Ciao!

    Ho cercato di limitare gli spoiler.
    E comunque la trama è così complessa che ci vorrebbero 10 pagine solo per riassumerla!

    Se leggi il commento non ti svelo nulla, anzi, ho occultato parecchie cose fermandomi quasi alle prime scene.

    Comunque goditelo e fammi sapere.

    La Kidman, nonostante il botulino, o forse per quello, fa paura.

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  3. Sergejpinka
    17/12/2007

    In realtà più che un romanzo ateo penso che sia un romanzo anticlericale.

    Riprende tematiche presenti ne “Le cronache di Narnia”. Quest’ultime scritte da C. S. Lewis.

    Quote, da Wikipedia: “La serie di romanzi inglesi di Philip Pullman Queste oscure materie (His Dark Materials) è stata considerata una “risposta” alle Cronache di Narnia. Queste oscure materie favorisce la scienza e la ragione sopra alla religione, rifiutando completamente i temi della teologia cristiana che permeano la serie di Narnia, ma ha molti degli stessi argomenti, soggetti e tipi di personaggi (animali parlanti inclusi) delle Cronache di Narnia.”

    In più avrei una domanda da porvi: il titolo originale è “His Dark Materials”, dunque andrebbe tradotto come “Le sue oscure materie”, e non “Queste oscure materie”.

    Ci sarebbe da discutere su questo perchè in esso vi è la possibilità di penetrare ancor di più sull’argomentazione racconto ateo/anticlericale.

    In quanto i titolo nasce prendendo spunto da una citazione di Paradiso perduto di Milton:

    Into this wild abyss,
    The womb of nature and perhaps her grave,
    Of neither sea, nor shore, nor air, nor fire,
    But all these in their pregnant causes mixed
    Confusedly, and which thus must ever fight,
    Unless the almighty maker them ordain
    His dark materials to create more worlds,
    Into this wild abyss the wary fiend
    Stood on the brink of hell and looked a while,
    Pondering his voyage…

    Lenny, tu che te ne intendi d’inglese, come lo tradurresti?
    Sempre prendendo spunto da Wikipedia, la traduzione effettuata su questo testo è stata:

    In quel selvaggio abisso,
    Grembo della natura e, forse, tomba,
    Che non è mare né sponda, aria né fuoco,
    Ma lor cause pregnanti in sé commmiste
    Confusamente, in una lotta eterna,
    Se il Fattore Possente non costringe
    Queste oscure materie a farsi mondi,
    Nell’abisso selvaggio, cauto, Satana
    Sostava, all’orlo dell’inferno, e vide,
    E ponderò il viaggio…

    …ma continuo a nutrire seri dubbi sulla correttezza della traduzione. :-S

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  4. Lenny Nero
    17/12/2007

    @Sergej:

    ma commenti facili e a cui rispondere rapidamente, no?🙂

    Allora, provo a risponderti con ordine, conscio di poter emanare sonoro flatus vocis…

    <In realtà più che un romanzo ateo penso che sia un <romanzo anticlericale.

    Io penso sia entrambe le cose, assolutamente.
    Hai letto il terzo volume della trilogia?
    Mi pare palese il messaggio, quasi sconcertante.

    <Riprende tematiche presenti ne “Le cronache di Narnia”. <Quest’ultime scritte da C. S. Lewis.

    Facciamo chiarezza.
    C.S. Lewis è un antroposofo.
    L’antroposofia è fumo negli occhi per la chiesa perchè è un’interpretazione su base occulta del cristianesimo.
    Per capirlo bene bisognerebbe aver letto un bel po’ di libri di Rudolf Steiner.
    Se è vero che il Golgotha è capitolo fondamentale per gli antroposofi, la loro interpretazione non ha nulla a che fare con la teologia cristiana, come scritto su Wikipedia.
    E’ vero che Aslan è Gesu’, ma per gli antroposofi quel che successe con la morte di Cristo fu l’inizio di una nuova spinta al mondo, di un suo rinnovamento spirituale, grazie al sangue di Gesu’ che tocco’ la terra diffondendo l’impeto dello Spirito Solare sceso in lui!
    E’ quasi una cosmogonia a parte, spesso basato su letture dell’Akasha!
    Occultismo insomma, fatto di lotta tra spiriti solari e forze arimaniche (affascinante, quanto delirante).
    Per cui direi che QOM è una risposta alla teologia cristiana, e basta.
    Che poi usi il genere fantasy è solo un modo machiavellico di arrivare ai bambini portando concetti dirompenti.
    Mica poteva farlo con un romanzo porno o un thriller ultrasadico!
    Che poi abbia voluto canzonare Narnia, chissà.
    Comunque, per quanto antroposofo, Lewis era cristiano, anche se in senso diverso, e abbiamo capito tutti che a Pullman i religiosi non sono molto graditi.

    < Queste oscure materie favorisce la scienza e la ragione <sopra alla religione, rifiutando completamente i temi della <teologia cristiana che permeano la serie di Narnia, ma ha <molti degli stessi argomenti, soggetti e tipi di personaggi <(animali parlanti inclusi) delle Cronache di Narnia.”

    Come se fosse una novità!
    Mi sembra di sentire quelli che fanno paragoni pure tra Narnia e Il signore degli anelli, due opere quanto mai distanti, piu’ di queste addirittura.

    <In più avrei una domanda da porvi: il titolo originale è “His <Dark Materials”, dunque andrebbe tradotto come “Le sue <oscure materie”, e non “Queste oscure materie”.

    Esatto.
    Ma tu sai vero a chi si riferisce quell’ “his”?😉

    <In quanto il titolo nasce prendendo spunto da una citazione di Paradiso perduto di Milton

    Sì, l’ho linkata pure io nel post.
    La traduzione è corretta, solo un po’ poetica, ma senza particolare licenze.
    Si perde la traduzione di “his” come “sue”, ma nel contesto si capisce il riferimento.
    E di fronte a una traduzione così bella e aulica antepongo la mia, becera e maccheronica?🙂

    Ma non ho capito se hai visto il film o letto solo i libri?
    Io già stasera credo iniziero’ a leggere “La lama sottile”, ma solo perchè non vedo l’ora di leggere il finale.
    Il primo libro in un altro mondo, il secondo in questo, il terzo tra piu’ mondi😉

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  5. Sergejpinka
    19/12/2007

    scusa, come fai a dire che Lewis era antroposofaco?

    Quote: “Se è vero che il Golgotha è capitolo fondamentale per gli antroposofi, la loro interpretazione non ha nulla a che fare con la teologia cristiana, come scritto su Wikipedia.” dov’è scritto questo? in quale link di Wikipedia?

    ..no, non ho letto ne’ visto il film. La mia conoscenza si basa su quello esposto su Wikipedia.

    Ma perchè per nome, cita Milton? Cioè, Satana che crea altri mondi, che vengono “utilizzati” metaforicamente nel libro o cosa?

    Comunque, Tolkien è stra cattolico.

    In più penso che “Le lettere di Berlicche” ti piacerebbe come testo…😉

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  6. Lenny Nero
    19/12/2007

    Mi riferivo al fatto che in Wikipedia venga contrapposto Pullman ad una supposta teologia cristiana di Lewis.
    Il pensiero di Lewis è piu’ complesso e “personale” e se hai letto la sua biografia sai che ha avuto un percorso “religioso” abbastanza tortuoso.

    Intanto ti consiglio un link molto sintetico:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Antroposofia

    Il gruppo degli Inklings fu molto influenzato dall’antroposofia steineriana.

    http://www.crossroad.to/Quotes/spirituality/tolkien-lewis.htm

    Lewis non era almeno ufficialmente un sostenitore delle scuole Waldorf, ma gli scappa un commento positivo su Steiner in “Abolition of man” (sostiene che Steiner ha visto quel che ha visto ed avvalla i suoi concetti base sulla rinascita spirituale del mondo) anche se dopo il film di Narnia tutti si sforzano di allontanare l’ombra dell’antroposofia da Lewis perchè specialmente negli States è stato visto di buon occhio dai cattolici e han deciso di farlo proprio (oltretutto era molto vicini alla chiesa anglicana).
    Eppure fu proprio un antroposofo, Barfield, a convertire al cristianesimo l’ex-ateo Lewis (anche se poi su diversi argomenti peculiari dell’antroposofia litigarono ferocemente).
    Sta di fatto che Barfield, definito maestro non ufficiale, lascio’ un pesante segno su di lui nell’approccio al cristianesimo, anche se si racconta di una “great war” fra lui e Lewis proprio sulla questione antroposofia.
    Definirlo un rappresentante ortodosso della teologia cristiana è decisamente forzato!
    Molti citano “The pilgrim regress” invece che “Abolition of man”, dimenticandosi che il primo risale al 1933, quindi di ben dieci anni precedente.

    Inoltre guarda quanto è sterminata la letteratura in merito:
    http://www.nycslsociety.com/backissues.htm

    Se poi vogliamo scrivere che Lewis non era un antroposofo tout-court, direi che è corretto anche questo!

    Lo sapevi che i figli di Veronica Lario e Berlusconi sono stati educati in scuole Waldorf? (!!!)

    Le lettere di Berlicche non le conoscevo; ne ho letto alcuni articoli in proposito, davvero intriganti.😉

    Per quanto riguarda Milton e Satana, Pullman prende ispirazione da Milton e sulla quarta di copertina de “Il cannocchiale d’ambra” viene riportata una sua dichiarazione di simpatia per il “tentatore”.
    Inoltre online è reperibile il suo duro attacco verso Lewis, accusato di usare la letteratura per bambini per indottrinarli al cristianesimo in modo surrettizio.
    Salvo poi essere accusato lui stesso di indottrinare i bambini in modo surrettizio…ma all’ateismo!

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  7. Metatron
    19/12/2007

    Premesso che leggere fantasy moderno senza sapere in cosa consista la “fuga dalla ragione” di fine ‘800 inizio ‘900, sia come navigare di notte senza nemmeno sapere che in cielo vi sono le stelle – possiamo dire, nello specifico che:

    – L’opera di Tolkien, almeno per il ciclo del Signore degli Anelli, è un’applicazione più o meno diretta della teosofia della Blavatsky, quini di ispirazione orientale. Basta una breve scorsa della successione di “razze” ed ere per rendersi conto di quanto abbia attinto.

    – L’opera di Lewis è invece un’applicazione altrettano diretta (o quasi) dell’antroposofia di Steiner, quindi di ispirazione occidentale-cristiana.

    Seppur l’una figlia (antroposofia) dell’altra (teosofia), hanno caratteri talmente diversi a poter essere solo superficialmente omogeneizzate.

    Attribuire a Narnia un significato cattolico significa anche non sapere dove andare a sbattere quando si trovano i riferimenti, tanto per fare un esempio, alla “grande magia” che pervade tutto l’universo di Narnia e dalla quale derivano le sue regole. Questa grande magia è in effetti il ciclo delle incarnazioni, il karma.
    Aslan-Cristo, spezza questa “grande magia”, tornando dalla morte – questa non è solo la resurrezione in senso cristiano tradizionale: è essere il Signore del Karma, ovvero il titolo che Steiner conferisce al suo Gesù-Cristo.

    Un ultima nota: nelle scuole Rudolf Steiner o Waldorf che dir si voglia, non si ha mai l’insegnamento dell’antroposofia, ma questa è il background degli insegnanti stessi, ovvero è possibile fruire del metodo steineriano senza essere antroposofi, ma non è possibile essere insegnati in una scuola steineriana senza essere antroposofi (o per lo meno è molto improbabile).

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  8. Lenny Nero
    19/12/2007

    Consiglio questa splendida ed illuminante intervista a Pullman:

    http://www.questeoscurematerie.it/content/view/23/37/

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  9. Sergejpinka
    20/12/2007

    Quote: “Lewis per me è un personaggio contraddittorio. Detesto le Cronache di Narnia, e detesto la cosiddetta Trilogia dello spazio, perché si basano su un’ideologia orribile.”

    Non mi sembra che voglia un granché bene a Le Cronache di Narnia!🙂

    Comunque per il resto, ammetto la mia ignoranza. E’ la prima volta che sento parlare di “scuole Waldorf”, e di tutte le altre cose…

    Nelle lettere di Berlicche trovi frasi tipo (vado a memoria): “attento non essere felice che il tuo assistito abbia dubbi sulla propria fede, ricorda: il Figlio del Nemico (Gesù, NdR) ha detto che è vento “come il dottore cura i malati”, dunque c’è il rischio che così facendo si stia avvicinando ad Egli!”. Geniale!😉

    Oppure: “no! sbagliato! non ti preoccupare se il tuo assistito curi una religione e preghi ad un Dio foss’anche il Nemico (Dio, NdR), vedrai che prima o poi o si stancherà di pregare, perchè sta pregando una cosa che non esiste, o continuerà e sarà talmente preso nella sua preghiera che creerà una sua propria religione come egli vuole. Vedrai che per esperienza sarà una religione la più dolce possibile: senza il sacrificio, ecc. tutte cose care al Nemico e tutte cose odiate dal nostro Signore (Lucifero, NdR). Più deraglierà in una religione creata da lui, più si allontanerà dal Nemico, più si allontanerà dal Nemico più si avvicinerà alla Nostra Causa (la caduta negli inferi, NdR).”
    Anche questo geniale!🙂

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  10. Lenny Nero
    21/12/2007

    Non discuto il genio di Lewis (anche se mi pare una persona che nella sua vita non ha mai avuto le idee troppe chiare).

    Ma si potrebbe discutere sul fatto che a volte il genio è messo al servizio del male…del Nemico!😉

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  11. Metatron
    22/12/2007

    In questa carrellata di fantasy ad ispirazione spiccatamente esoterica (e non da altri fantasy successivi) non può macare il capolavoro di Michael Ende “La storia infinita”.

    Ovviamente sto parlando del libro non degli orribili film. Il primo fu definito “un crimine contro l’umanità” da Ende stesso.

    Ende, ebbe molto successo in Giappone e lì rilasciò una serie di interviste in cui tratto la teoria sociale di Rudolf Steiner, la “triarticolazione sociale” e più in generale la sua vicinanza con l’antroposofia.

    In questa luce, non è difficile distinguere tutti gli elementi principali di questa scuola esoterica leggendo “La storia infinita”, esattamente come accade con Narnia poiché indipendentemente se Lewis abbracciò questo pensiero o meno, vi si ritrovano elementi simili.

    Per quello che posso dare come opinione spicciola: Narnia è intriso comunque da una certa rigidità borghese/ecclesiastica, mentre “La storia infinita” è molto più moderno e liberatorio.

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  12. Lenny Nero
    22/12/2007

    Ottimo “memento”.
    “La storia infinita”, in particolare la seconda parte, non presente per troppa complessità nel film, è uno dei testi piu’ immaginifici e complessi che io abbia mai letto.
    La fantasia di Ende è quanto di piu’ sterminato esista.
    Ed ammirevoli sono pure “Momo” e la raccolta di racconti “Lo specchio nello specchio”.

    L’ultimo lo esposi in classe in quarta elementare.
    La maestra mi disse che non era adatto ad un bambino!

    Povera stupida, è così che si castra il libero pensiero fin da piccoli.
    E poi chi cazzo era per decidere che cosa potessi leggere, che cosa fossi in grado di capire ed apprendere?
    Forse non era adatto al suo piccolo cervello borghese e cattolico.
    Detesto chi decide di poter scegliere e pensare per me e non mi insegna, come sarebbe suo compito, il pensiero critico.

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  13. Metatron
    23/12/2007

    Ah, la mancanza di pensiero critico!
    Direi che è la lacuna più immensa della nostra cultura italiana – specialmente ai cattolici, dalle nostre parti – nonché il/un messaggio di “Queste oscure materie”.

    Come dire non è che ciò in cui crede la maggior parte delle persone sia vero solo perché questa è la maggioranza, ma semplicemente perché fin dalla tenera età hanno stuprato i nostri cervelli inculcando perverse fantasie di ogni credo e provenineza.

    Se invece ci si limitasse a crescere ed assottigliare i propri strumenti razionali e critici ed al contempo a far apprezzare la bellezza, la commozione che la realtà naturale può offrire attraverso la scienza, non avremo di certo un mondo perfetto (concetto teologico) bensì un mondo che non discrimina e decide in base a presunti esseri immateriali.

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  14. Alberto
    06/01/2008

    un film di merda. anti cristo che mischia nazimo comunismo e la chiesa come mali del mondo da estirpare.
    ok per nezi e comunismo .ma la chiesa?.. si puo criticare ..si possono fare tante cose ..ma nn dimentichiamoci che Giovanni Paolo II è stato il Papa della Chiesa di ROma.
    è un film che nn comunica niente. solo il fatto di rinnegare tuttoe le radici che abbiamo.

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  15. Lenny Nero
    06/01/2008

    E il fatto che GPII fosse a capo del Vaticano che cosa implica?
    E allora?
    E poi di chi parli?
    Lo stesso amichetto dei dittatori sudamericani che stringeva la mano a Pinochet mentre le madri dei desaparecidos invocavano su di lui la punizione divina?
    Quello che ha chiesto di non essere piu’ nutrito per morire? (eutanasia!!!)
    Fammi il piacere.

    Io penso che il cristianesimo sia il male assoluto e come me tanti altri.

    Siccome siamo in democrazia e non in teocrazia, e questo non è piu’ uno stato confessionale dai tempi del Fascismo, ognuno è libero di realizzare i film che vuole coi messaggi che vuole.

    Se non ti sta bene emigra in Vaticano e chiuditi nella tua torre d’Avorio per non assistere alle azioni di noi peccatori.

    Inoltre le nostre radici non sono cristiane.
    Questa sì che è una bestemmia bella e buona, nonchè una fanfalucca storica di portata colossale.

    E siccome quelli come te, volgari e che non argomentano e che non sanno neppure scrivere in italiano corretto, mi danno parecchio fastidio, vedi di non pubblicare piu’ commenti di tal fatta.
    E’ l’ora che voi cristiani, nella grandi e nelle piccole cose, assaggiate un po’ della vostra stessa medicina.

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  16. Nereo Villa
    02/12/2013

    Sul vedere oscurantista di un antroposofo fasullo

    Compito dello scienziato non è quello di esporre concetti o idee secondo l’uso romantico della metafora, della metonimia, della sineddoche, o di quanto opera spostamenti di significati. Compito dello scienziato è al contrario quello di non cadere in alcuno di questi usi, che sono tanto invenzioni formalistiche nei campi dell’arte poetica, della retorica e della mistica, quanto superficialità in quelli della scienza ordinaria e scientifico-spirituale, in cui si esige invece tutt’altra ricerca. Chi procede indifferentemente nei due campi (logica formale o intellettuale, e logica di realtà) attraverso criteri del primo nel secondo o viceversa, genera confusione, tanto più quando si mira a mistificare la scienza dello spirito come dottrina della scienza secondo confessioni religiose e romantiche o, addirittura, a mistificare la libertà come “streben” del dover essere liberi. Questo errore di pensiero è tipico di coloro che, confondendo romanticamente la conoscenza ordinaria con la conoscenza immaginativa, può eristicamente permettersi di dire tutto e il contrario di tutto, mediante l’assolutizzazione dei concetti.

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Questa voce è stata pubblicata il 17/12/2007 da in Cinema, recensione, Religione con tag , , , .

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