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Peace is for pussies

Mondo|madre – N.A.N.O.

covernano.jpgQuesta raccolta di canzonette, raccontucoli, disegnetti e poesiole, è nata approfittando dello stato di ebbrezza provocato dal jetlag, negli hotel tra bombay e calcutta, sui sedili di 777 sopra i cieli dell’Asia, in sale d’attesa della cina accelerata, durante cene multietniche in giacca e cravatta, ma anche sotto i portici di Trento, sparecchiando la cena, guardando nello specchietto retrovisore, e ancora dopo avere cambiato idea alle mie convinzioni più incrollabili.

Tra i regali di fine 2007 porto con me la notizia della pubblicazione di un nuovo album da parte di Emanuele Lapiana, il mentore dei C.O.D.

Annunciata la fine del gruppo con l’emozionante “Preparativi per la fine” (se ancora non smetto di ascoltarlo, è semplicemente perchè canzoni che ogni volta toccano corde profonde se ne sentono sempre piu’ di rado, specie nella produzione mainstream), Lele/Milk torna a nutrirci di soniche verbosità con un cambio di rotta che ha preso forma con “mondo|madre“.

Distribuito ancora dalla Fosbury Records, si presenta come un vero e proprio progetto artistico che vive di materia, tramite un booklet superlativo, e di immagini tramite il web, infiltrato in modo virale tramite un blog, che ne segue gestazione e sviluppo, un profilo su Myspace, che permette di ascoltare i brani dell’album e godersi i video del gruppo, un tumblelog ed un sito ufficiale che grazie al notevole impianto grafico diventa una sorta di diario da esperire con i 5 sensi e che ha vinto il premio per miglior sito al Meeting delle Etichette Indipendenti 2007.

Mentre scrivo questo post ho le note di “mondo|madre” che mi fluttuano in testa, ma se posso darvi un consiglio, per entrare appieno in questo progetto multireferenziale, immergetevi prima nello spudorato diario-booklet che lo presenta, spudorato nel senso piu’ letterale di senza pudore, nudo e crudo e per questo innocente e cattivo.

Scoprirete così la natura dei brani nati nel corso di viaggi per tutto il globo, generati con un laptop e mescolati anche con suoni di ognidove e di ogniurbanità possibile.

Verrete inoltre avvolti da colori e fotografie arricchite da elementi grafici e variegata postproduzione visiva che rendono bene l’idea di un caos emotivo in cui ritrovare i fili rossi per addentrarcisi dentro.

Tra i testi delle canzoni sono intercalati i nano-racconti della serie Scryptonite.

Si tratta di piccole novelle moderne e spesso intime, dalla dolcezza di una vita che nasce, fortunata e voluta, nonostante/contro tutto a racconti estivi di gioventu’, mai banali e intimi in modo quasi sconcertante, fino a stralci di vita passata e presente incastonati in pezzi che sfiorano spesso l’intensa brevità degli haiku.

[Il mio segreto nessuno lo sapeva / e per la prima volta lo svelo a te, amore mio / nessuna scarpa sbagliata, nessuno sport inadatto / le mie ginocchia si toccano semplicemente / per il peso eccessivo del cuore ].

Eh sì, perchè il cuore è una faccenda pesante e il tema dell’amore torna spesso in questo disco, nelle sue varie forme, sovente come amore per i propri figli e i bambini in generale.

Emblematica in questo caso l’efficacissima “Alienostro“: Piccolo alieno / che sei nei cieli / sia santifica la tua conchiglia / la terra è così triste ultimamente / la terra che non mi assomiglia / la terra che sbadiglia / dammi la mia confusione quotidiana / per riconoscermi allo specchio al mattino / piccolo bambino / che sei nel mondo / sia sacrificata la tua poltiglia / gli adulti sono così brutti / ultimamente / calpestano la meraviglia.

E poi ancora la musica, le case discografiche, ed i sottili riferimenti politici, che si fanno espliciti in “Rotella“: Voglio inocularmi nel sistema / come una medicina trasparente / mescolarmi al sangue del sistema / e diventare la sua religione.

Superata la prova di iniziazione psichedelica, ci si puo’ tuffare preparati nella musica e le sorprese, almeno per i fans dei C.O.D., non sono poche.

Abbandonate le chitarre sonicheggianti, in quel dolceamaro mix fra industrial, new wave e musica melodica (per “Atomico” avrebbere dovuti essere perseguiti per induzione al suicidio o per lo meno al pessimismo cosmico), i tappeti sonori si fanno prettamente elettronici, con inserti acustici quando servono.

In primo piano sono la voce di Lele e le sue parole ed ogni canzone (come sempre del resto) offre mille spunti diversi di partenza, nuove deviazioni, nuove atmosfere.

C’è sempre il gusto per la melodia, la struttura si fa piu’ leggera e compatta, piu’ diretta.

L’atmosfera, comunque, è piu’ svagata giusto nel singolo “Il nano svizzero“, autoironico ritratto del cromosoma italico e del ritardo cronico di cui è portatore, ma non sono solo canzonette, come recita il blog.

Gli arrangiamenti sono curati in modo maniacale, complessi, ma puliti e se i brani vi entrano in testa subito, dall’altra non vi ritroverete a cantare sporche sillabe senza senso di kilyeminoguiana memoria; si tratta di quella particolare orecchiabilità che fa penetrare le canzoni nella tua mente finchè non le fa sue.

Ci sono omaggi subliminali o voluti ai Depèche Mode, ci sono chitarre iberiche, ci sono ritmi da pompare in cuffia ad alto volume e i testi tanto piu’ efficaci quanto apparentemente ermetici.

Anche se la malinconia dei C.O.D. non è dimenticata del tutto, il mood assomiglia a quello di un bambino già disincantato e abbastanza arrabbiato da poter incrinare il mondo con le sue piccole manine, e dotato di un sarcasmo adulto di chi ha già intuito come vada affrontata la realtà.

Accantonata un’attitudine “emo”, per usare un termine di moda che indica un atteggiamento fuorimoda, svincolatosi dall’attitudine tutta italiana o commerciale di ripetere all’infinito quello che già si è prodotto, il N.A.N.O. è qualcosa di nuovo e differente rispetto al passato, ma un artista non è nè un artigiano nè un saltimbanco, e sentire che la vena creativa e le fonti di ispirazione per Lele non sono di certo esaurite è sempre un piacere immenso e, per parafrasarlo, il privilegio è sempre mio che posso ascoltarlo da tempo nei miei giorni.

Un commento su “Mondo|madre – N.A.N.O.

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Questa voce è stata pubblicata il 03/01/2008 da in Flussi di incoscienza con tag , , .

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