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Peace is for pussies

Hitler era un resistente vittima della resistenza: il torto delle vacche sacre

fascism_not_us.jpgIl TG1 ha proclamato: “Hanno vinto gli intolleranti“.

Ora, se la logica aristotelica (tanto cara a certi padri della chiesa cattolica) ha ancora un senso:

 1. Joseph Ratzinger ha deciso di non accettare piu’ l’invito del Rettore all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università La Sapienza.

Nessuno gli ha impedito di partecipare.

Era stata messa in discussione l’occasione, non l’invito in sè, non il diritto di J.R. di esprimere il suo pensiero (sempre se sia ponderato sostenere che abbia un suo pensiero, visto che i suoi discorsi sono costruiti su citazioni che rinnega puntualmente, con malizia e furbizia e paraculaggine) e nessuno ha chiesto che non parlasse, anche di fronte ad una palese violazione della laicità delle istituzioni pubbliche.

Qualcuno ha pure proposto un bilanciamento con un personaggio laico o la possibilità di un confronto.

2. Tale università è stata fondata da papa Bonifacio VIII (famoso come simoniaco dantesco ed inchiodatore di lingue) agli inizi del 1300.

Dopo 5 secoli Oltretevere la considerano ancora “cosa nostra”?

Non è l’università pontificia!

3. L’invito era confermato, nonostante le contestazioni, e la sicurezza di J.R. (a spese di tutti) garantita.

4. Quando J.R. si reco’ in Turchia non ebbe neppure paura dei Lupi Grigi.

Gli studenti e i professori (satanisti, secondo Radio Maria) erano piu’ temibili?

5. Un invito in quanto tale lo si puo’ rifiutare, ma a posteriori quali motivazioni addurre se la possibilità di parlare non è preclusa e l’incolumità preservata?

Questione di immagine, questione da politicante scafato che coglie ogni occasione possibile per riscrivere l’agenda della legislatura italiana.

Motivazioni arroganti e pusillanimi, peculiari di chi ritiene di essere il nuovo Messia, abituato a rivolgersi a tutti, cattolici e non (per lui è inaccettabile che non ve ne siano) ricevendo solo viscidi e riverenti baciamano, sempre e comunque.

E come una bambina capricciosa, si mette la mano sulle perle e volta il capo sdegnato.

Là dove gli applausi unanimi, il tifo da stadio, la consacrazione in un luogo laico e di diffusione di sapere, non sono possibili, fugge sdegnato recitando il ruolo di vittima.

Se non c’è solo deferenza, ma ANCHE contestazione, lui emana il suo “non possumus”.

Troppo facile e vigliacco per un libero pensatore, no?

Certi atteggiamenti uno se li aspetta da una rockstar consumata.

E pensare che questo fine teologo dichiaro’ che il rock (insieme anche al jazz, comunque) è opera satanica.

6. Il generalizzato e pravdiano allineamento degli editoriali televisivi è la dimostrazione del regime, brutale e lapalissiana, che tutto è in atto, meno che un processo di censura verso il papato.

Ormai qualsiasi suo flatus vocis diventa un comunicato stampa, come minimo.

Inoltre il papa pubblica i suoi libercoli grazie alle case editrici commerciali con maggiore visibilità.

Siamo di fronte ad una sovraesposizione mediatica a spese del pluralismo religioso (ma per questo risuona nell’aere un bel chissene anche da parte mia) e della laicità del nostro Stato.

E’ paradossale trasformare in vittime della censura proprio i piu’ invadenti invasori dei media.

7. In sintesi, J.R. ha preferito abdicare, invece di lottare contro i suoi sgangherati oppositori per evitare che le immagini di un discorso tra manifestazioni di protesta facessero il giro del mondo.

E pensare che il suo Gesù si era fatto crocifiggere!

Tuttiavia, libero J.R. di parlare, liberi noi di contestarlo.

Questa è una democrazia, non una teo-democrazia (almeno che Paola Binetti non diventi Presidente del Consiglio. A proposito, dove mai si sarà nascosta? Starà pregando per mondare il mondo da questa lordura laicista e terrorista?).

8. Si è mai visto un laico presiedere ad una solenne cerimonia religiosa?

E non penso a Renato Zero che canta alla cerimonia natalizia in Vaticano.

Se al prossimo concerto di Natale invitano Marilyn Manson (o magari Piergiorgio Oddifreddi ad arringare la folla dopo l’Angelus) son disposto a rimangiarmi ogni singola parola!

9. C’è una sostanziale differenza rispetto all’incontro presso con la Columbia University con il presidente iraniano Ahmadinejad: era previsto un agguerrito contraddittorio.
Gli hanno persino riso in faccia (ci sono dei video a testimoniarlo) quando ha affermato che in Iran non esistono omosessuali (salvo impiccarne 25 il mese dopo).
Riuscite ad immaginarvi la stessa scena in presenza del papa?

Per il Papa non era programmata una discussione, ma una lectio magistralis.

10. Anche se volessimo interpretare cio’ che è accaduto come un episodio di intolleranza, che per una volta abbia assaggiato la sua stessa medicina, cioè, appunto, l’intolleranza, la discriminazione, l’offesa cui quotidianamente sottopone intere categorie di cittadini, è solo uno splendido momento di rivincita.

11. Parlando poi e da cittadino laico e pure da omosessuale, a sentir dire che ha vinto l’intolleranza, quando sono 31 anni che la vivo sulla mia pelle, mi ribalto dalle risate.

Io non chiederei a nessuno di tapparsi la bocca, ma se costui mi discrimina come ci si aspetta che reagisca?
Che metta su le fascine di legna e gli metta pure l’accendino in mano?
Valicato il limite del dialogo (è possibile un dialogo con chi si fa portatore di verità assolute e si dichiara infallibile?), scatta l’istinto di sopravvivenza.

Visto che ogni giorno J.R. ripete che bisogna difendere la vita, io difendo la mia.
Perchè io devo tollerare e lui invece no?

Dopo che J.R. ha praticamente affermato che i gay sono come le fantomatiche armi di distruzione di massa, bè…a chi viene ancora voglia di essere cortese?

12. Insomma, un bello scappellotto per dirgli: almeno per un giorno TACI, visto che gli altri 364 sappiamo persino quante volte respiri al minuto.

13. La logica del rispetto democratico è a senso unico?
Esistono pseudo-intellettuali intoccabili?
Se criticare gli scienziati è accettabile, lo deve e può esserlo anche criticare il papa quando mette il piede in casa mia, specie nella mia camera da letto, o quando parla in nome dell’Indimostrabile Indimostrato.

14. Ammessa l’intolleranza, bisognerebbe distinguere tra chi si comporta da intollerante, in difesa della libertà di pensiero, e chi è intollerante in difesa di parole divine discese secondo lui dall’alto dei cieli.
Mi tornano in mente certe discussioni che equiparano partigiani e fascisti, aggiungendo pure: eh, pero’ pure i partigiani mica erano duri e puri…
Solo che i primi combattevano per la libertà, i secondi per la Repubblica di Salò.
A forza di operare sofismi e sottili differenze tutto si appiattisce e intanto ingabbiano il nostro corpo e rimettono il Sole a girare intorno alla Terra.

15. Avete letto il discorso che J.R. avrebbe tenuto durante la sua lectio (sempre che non l’abbiano modificato nella notte)?
Parla ogni due frasi per tre di “verità”.
Dunque, chi è che rende il dialogo impraticabile?
E’ come voler parlare con una mucca e provare a instillarle il dubbio che forse gli indu’ hanno torto…

2 commenti su “Hitler era un resistente vittima della resistenza: il torto delle vacche sacre

  1. Perdido
    29/08/2008

    Scopro questo blog (e questo post) fuori tempo massimo rispetto all’argomento trattato, sul quale anch’io scrissi qualche riga. Sentivo solo il bisogno di sottoscrivere tutto, e manifestare soddisfazione nell’imbattermi in un commento fuori dal coro. Con questa storia della Sapienza ha vinto la disinformazione e il vittimismo più ipocrita. Lo stesso Massimo Cacciari, con la sua stupidissima uscita, ha perso – con me – dei punti che non recupererà mai più.

    La frase finale del post, quella sulla mucca, è una citazione o è farina del tuo sacco? La trovo strepitosa.

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  2. Lenny Nero
    31/08/2008

    @perdido:

    per i più colti (ehm…) è una citazione parafrasata di Luttazzi 😉

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 17/01/2008 da in Flussi di incoscienza, Religione con tag , , , .

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