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Heath Ledger: corollario su un sordido suicida

ph2008012202966.jpgChe questo giovane attore sia morto mi rattrista in fondo quanto vedere appassire una pianta grassa.

Tuttavia è umano che quando muore una persona che, in virtu’ del suo mestiere, ha veicolato emozioni (anche se solo Satana sa quanto io abbia odiato il personaggio di Ennis Del Mar!) ci si addolori molto piu’ che per le migliaia di bambini che muoiono ogni giorno per orribili malattie e guerre.

Egocentrismo emotivo.

Se comunque questo tipo di reazione la comprendo, ho già l’orchite dopo aver letto mille articoli che stanno rendendo la morte di Heath Ledger una squallida soap-opera.

Non è che voglia recitare il ruolo del moralista (ben poco mi si addice) ed invocare il rispetto per i morti, non fa parte della mia mentalità.

Il problema è un altro: se c’è una perversione che mi turba fin nell’animo è la necrofilia.

Quando questa si associa all’isterismo mediatico di una massa di voyeur titillata dagli organi di stampa, sono preso da una gran desiderio di firmare un trattamento sanitario obbligatorio di gruppo.

Per altro in questa occasione i toni degli articoli sono spesso imbarazzanti o farseschi.

Per esempio, appresa la notizia, Jack Nicholson (forse pensava che fosse uno scherzo dopo che si era dichiarato furioso per la realizzazione di “The dark knight”?) ha commentato: “I warned him!“.
Seguito da sghignazzo.
Il video è impagabile, quell’uomo è Satana in persona e la dichiarazione, dai possibili inquietanti retroscena, è stata subito ripresa da chiunque.

La tristezza di questi decessi “giovani e maledetti” (come se i giornalisti conoscessero la reale causa della morte, e ne subodorassero la morbosità) è che ora verremo edotti persino su quante pillole di aspirina assumeva in un anno (si trova addirittura l’elenco dei farmaci da lui posseduti; le bottigliette, per altro, erano tutte ancora chiuse), quante volte al giorno si cambiava le mutande e leggeremo mille versioni dell’esegesi del suo trapasso.

E nessuno si azzarderà timidamente a scrivere che c’è anche una possibilità che suicidio, depressione ed insonnia non ne sono necessariamente il motore scatenante.
Solo perchè è un divo bisogna scandagliare la sua vita?
Questo atteggiamento è un misto tra la necrofilia e la scopofilia.
E’ vivisezione, sul morto.
Perchè non è una vera autopsia, è proprio fare a pezzi un cadavere ancora caldo, in genere col “rischio” di inventare ed accumulare fandonie, di cui forse lui non sarebbe contento e di cui a noi francamente non dovrebbe importare.

Spero di morire vecchio, solo ed intrappolato sul K2.
Forse per questo molti divi scrivono un’autobiografia: almeno decidono loro che cosa far scolpire sulla propria lapide e non si fanno risceneggiare la vita dagli altri, che in genere si concentrano solo sulle loro deiezioni.

Coerente la reazione della Westboro Baptist Church: ha organizzato un picchettaggio al funerale contro un “sordido” interprete di un film queer.
Si vede che interpretare un prete mangiatore di anime ne “La setta dei dannati” era molto meno disdicevole.
Al mio funerale esigo che come minimo venga Cristo in persona.

E deve sputare sulla mia tomba appellandomi con “squallida checca“.

02/02/08: un UPDATE particolare

heathpicchettaggio.jpg

7 commenti su “Heath Ledger: corollario su un sordido suicida

  1. Metatron
    25/01/2008

    Agghiacciante.
    Non ho parole per questo advertising della chiesa battista.

    Ma d’altronde ho già letto le stesse frasi per un’altra decina di cose che rappresento.
    All’inferno, stando a queste vecchie sozze suore battiste, andranno anche:

    – gli evoluzionisti,
    – gli atei,
    – i gay,
    – i non battisti,
    – gli abortisti,

    e molte altre categorie non mutualmente esclusive.
    Siccome molti di “noi” fanno parte di queste categorie (ovviamente ritenute discrete e assolute), direi che avremo da divertirci, se – per assurdo – le suore avessero ragione.

    Eh eh eh
    E dire che di serafini all’inferno ce ne sono già…

    Metatron

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  2. Sergejpinka
    25/01/2008

    Quote: “Che questo giovane attore sia morto mi rattrista in fondo quanto vedere appassire una pianta grassa.”

    Perchè?

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  3. Lenny Nero
    25/01/2008

    @sergej:

    Perchè dovrei essere triste in maggior o minor misura che per la morte di qualsiasi altra persona?
    Era un mio amico, un vago conoscente, un parente, un mio paziente?
    Ma è molto piu’ facile provare cordoglio per una figura ideale e idealizzata.
    Uno dei tanti meccanismi di escapismo psicologico.
    Col mio post volevo solo ironizzare sulle derive necrofile del voyeurismo gossipparo moderno.
    Con lui siamo alle prove generali.

    Mi piace

  4. Sergejpinka
    26/01/2008

    Lenny, ho letto un articolo del Corriere interessante. Forse ti piace: La morte di Ledger ha il volto del Joker.

    Mi piace

  5. SdL
    27/01/2008

    beh, cristo al tuo funerale mi sembra una pretesa esagerata. comunque prova, però devi dargli almeno qualche annetto di preavviso

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  6. Loki
    27/01/2008

    Non capisco come si possa dare peso ad una minoranza cristiana (tra l’altro decisamente boarderline) che si esprime con parole disdicevoli come quelle del manifesto pubblicato in questo post…
    Comunque è strano, solitamente la chiesa battista è una tra le più “open minded” del mondo cristiano.

    Noto che tra i commentatori possiamo aprire il “Circolo Dogma” ah ah ah

    Metatron, Loki ed SdL con l’icona del “Cristo Compagnone”

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  7. Fairy
    16/08/2008

    “E nessuno si azzarderà timidamente a scrivere che c’è anche una possibilità che suicidio, depressione ed insonnia non ne sono necessariamente il motore scatenante”.
    Scusa ma, leggendo il tuo articolo, non capisco cosa intendi: secondo te c’è o non c’è la possibilità che si sia suicidato?
    Mio marito infatti dice che sarà la classica storia (perdona la banalizzazione) del ragazzo che, dal niente, si è ritrovato tra la fama e il successo e non ha saputo gestire la situazione – come succederebbe alla maggior parte di noi, d’altronde.
    Ma io penso: se si fosse suicidato, vuoi che non avrebbe pensato alla figlia almeno per un attimo? Vallo a sapere cosa c’era nella sua testa.
    E comunque va ripettato, come dici tu. Ma è normale che possa interessare.
    Sono d’accordo con il tuo discorso dell’egocentrismo emotivo. Io mi ci sono ritrovata in pieno. D’altronde, sono una persona estremamente emotiva, ma anche consapevole.
    Più che altro mi dispiace perchè aveva praticamente la mia età e quindi, una vita intera ancora da vivere. Ma ancora di più perchè aveva una figlia. Che non potrà conoscerlo e viversi la ricchezza che ti porta un papà. Vedo mio figlio.
    Per l’amor del cielo, non che la morte di una persona “comune” mi lasci indifferente, anzi!
    Però hai ragione, siamo umani e se questa tragedia tocca una persona che “per mestiere veicola emozioni”, tutto ha un impatto più forte. Si idealizza. Tutti abbiamo bisogno ogni tanto di rifugiarci nella fantasia. E’ sano.
    E mi lascia, appunto, una grande amarezza vedere che un ragazzo che apparentemente aveva tutto, finisca così. Lui, almeno, rispetto alle tante persone che muoiono per guerra, fame, incidenti, malattie… una chance l’aveva avuta.
    Che peccato.

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Questa voce è stata pubblicata il 24/01/2008 da in Flussi di incoscienza con tag , .

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