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Peace is for pussies

Queste oscure materie: la trilogia

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“Bè, dov’è Dio?-domandò la signora Coulter,-se è vivo? E perchè non parla piu’? All’inizio del mondo, Dio passeggiava nel giardino e parlava con Adamo ed Eva. Poi ha cominciato ad allontanarsi, e soltanto Mosè poteva sentirne la voce. In seguito, ai tempi di Daniele, era vecchio…era il Vegliardo. Dov’è adesso? E’ ancora vivo, di età inconcepibile, incapace di pensare o di agire o di parlare e incapace di morire: una putrida carcassa? E se questa è la sua condizione, non sarebbe misericordioso, la prova piu’ grande del nostro amore per Dio, scovarlo e fargli dono della morte?”

Una trilogia merita di essere valutata nella sua interezza.

Per questo motivo prima di recensire i libri che compongono la controversa serie “Queste oscure materie” mi sono immerso (con emozionato piacere) nella lettura di tutti e tre i volumi.

E quanto vorrei che ne esistessero altrettanti!

E’ un’opera programmaticamente “contro” e sovversiva, corroborata da concetti e frasi che nel contesto di una letteratura etichettata come fantasy e destinata ai ragazzi suonano come bombe ad orologeria lanciate nel cumulo di ciarpame religioso con cui gli adulti indottrinano i loro figli, spesso in modo acritico e superstizioso.

La trilogia si pone come antitetica alla sviolinata cristiana, con venature antroposofiche, di C.S. Lewis, e persino alla dicotomia assolutistica di Tolkien (d’altronde sia Lewis sia Tolkien erano membri del gruppo Inklings. Per approfondire vi rimando a questi commenti e al post principale anche per avere una panoramica della trama di base).

Si propone come critica dura e beffarda ai fondamenti stessi della teologia (l’esistenza di un dio creatore o dell’aldilà).

Elogia la scienza (pur evidenziandone estremismi e pericoli), ma soprattutto la libertà di pensiero ed il libero arbitrio, annullando il concetto di provvidenza (la protagonista, Lyra, secondo la profezia delle streghe, metterà fine alla destino. Ed infatti sconfiggerà la morte stessa).

Cita e riprende il Lucifero de “Il paradiso perduto” di Milton per resuscitare quell’antieroe, e la sua filosofia esistenziale, rendendolo il vero protagonista-ombra di questi romanzi.

Una nuova tentazione, e due novelli Adamo ed Eva, senza che si verifichi di nuovo la perdizione umana, ma semmai il suo riscatto contro un dio ingannatore ed impostore che ha creato un sistema di potere fasullo e basato su menzogne ripetute da secoli.

In superficie si tratta di vera e proprio letteratura fantasy per ragazzi, la cui peculiarità è la creazione di infiniti mondi possibili e di infinite possibilità evolutive per la specie (con un florilegio di razze che spaziano dagli orsi corazzati, ai gallivespiani, ai mulefa, agli angeli o alle creature divora-daimon), e protagonisti ne sono due bambini, ma lo stratagemma adottato è quello di infiltrarsi attraverso questi elementi in un ambito educativo, quello infantile, in cui di norma non c’è posto per la critica, ma solo per l’educazione imposta.

Pullman, d’altronde, ha sempre dichiarato che nutre molta fiducia nell’intelligenza dei bambini, il cui daimon (anima e mente) non è ancora rigido come quello degli adulti, cristallizzato in una forma definitiva.

Tutte queste caratteristiche di contorno non privano gli adulti di godersi ben altre sfumature e sensazioni e di terrorizzarsi al pensiero delle blasfemie lette dai propri figli.

Lo scrittore eccede talvolta nell’essere criptico, talora la sua narrazione rasenta quasi l’ellissi, non indugia nell’epica (sebbene non manchino battaglie campali) o nel sentimentalismo, anche se con poche frasi dipinge piu’ di una volta scene laceranti e crudeli (l’abbandono di Pantalaimon da parte di Lyra nel mondo dei morti).

Suonerà strano, ma mentre si legge questa trilogia la si interpreta come un’enorme commedia satirica, in cui i personaggi dei grandi libri “sacri” (religiosi e testi fantasy intoccabili per i fans) vengo esibiti in scena e dileggiati con gusto.

Quella di Pullman è provocazione raffinata, colta; un misto di humour inglese, saccenza oxfordiana e sana antireligiosità che fusi insieme generano una miscela sorprendente.

La storia avvince, il ritmo con cui si accavallano gli eventi è spesso da togliere il respiro, ed ogni capitolo apre la finestra su un nuovo mondo ed altre idee, la cui fonte sembra inesauribile.

I protagonisti finalmente non sono cavalieri tutti di un pezzo, ma una bambina ribelle e scorbutica ed un ragazzino cresciuto troppo in fretta e con una grande sofferenza interiore, ma dotato di coraggio e dignità.

Ogni personaggio ha un lato debole e non costituisce un luminoso esempio di irreprensibilità.

Tutti compiono azioni discutibili e mentono senza remore.

I prelati del magisterium sono ignobili, torturatori ed assassini; nonchè ignoranti, nel loro bigottismo e nella loro caccia all’eretico, persino della vera natura della loro osannata Autorità.

Miss Coulter è un’adultera e madre rinnegata, diventata una sadica schiava del Magisterium (anche se troverà, per amore di Lyra, un momento fondamentale di redenzione).

Lord Asriel, pur di distruggere Dio, uccide un bambino.

Balthamos e Baruch sono una coppia di angeli omosessuali innamoratissimi, quanto vigliacchi e pusillanimi (capite: una coppia di fatto gay in un libro per bambini! Ed il loro amore senza confini è descritto in modo struggente, come una condizione da invidiare ed ammirare).

Mary Malone, incarnazione al femminile del Tentatore, una sorta di nuovo Prometeo, ma anche simbolo di quella carnalità che la Chiesa vuole negare agli uomini strenuamente, è una suora che ha lasciato l’ordine una volta scoperte le gioie dell’amore e del sesso.

E che cosa aggiungere sui fantocci per eccellenza di questo romanzo, cioè Dio e il suo reggente, Metatron?

Dio, generato dalla misteriosa polvere che tutto avvolge e tutto rende cosciente, ha ingannato chiunque sia stato generato dopo di lui, millantando di esserne il creatore.

Si è inventato la religione per sottomettere, essere venerato, ma i sogni di grandezza si infrangono contro la caducità della materia: invecchiato ed avvizzito, incapace di intendere e volere, protetto nei suoi spostamenti da una teca di cristallo, svanirà nel tutto, come carta bruciata che si sbriciola al vento.

Metatron, il suo reggente, non è altro che un fanatico narciso (un ex-umano!) che rimpiange ed invidia la carne degli umani, e per questo li odia e per questo vuole che la rinneghino, tramite la repressione, usando come sua prelatura personale il Magisterium.

QOM è un’avventura che non vorreste che finisse mai, tante sono le possiblità narrative che apre.

E’ una critica alla religione (al cristianesimo in particolare, definito come pericoloso e persuasivo), nell’ambito di un genere dove la morale è prefabbricata e non ci si pone l’obiettivo di destrutturare qualcosa che appartenga al mondo reale.

Il fantasy per lo piu’ crea altri mondi, ma non interferisce, metaforizzandolo, il nostro; al massimo lo idealizza e semplifica!

Pullman procede invece in direzione opposta, costruendo mondi paralleli al nostro per gettare uno sguardo polemico sulla realtà; un’attitudine piu’ affine ai romanzi di fantascienza.

Tuttavia sarebbe riduttivo relegare QOM a mero testo antireligioso, perchè il significato va ben oltre.

Prende di petto il tema della libertà (di pensiero, di scienza, di piena gestione del proprio corpo) e difende quest’ultima a spada tratta contro tutti i suoi possibili nemici, e così facendo, ovviamente si scontra col nemico piu’ grande: la fede.

Se qualcuno potrebbe maliziosamente accusare l’autore di proporre teorie vicine al panteismo spinoziano, di fatto cio’ che preme a Pullman è destituire dall’altare un’autorità fedifraga per restituire a tutti gli uomini un senso di comunione e riappacificazione con se stessi e con l’aldiqua che tutt’oggi echeggia come demoniaca eresia tra le oscure pareti dei palazzi religiosi.

A volte si volge troppo lo sguardo al cielo ed ai suoi presunti abitanti, dimenticandosi che così ci neghiamo la libertà e quella speciale magia che ci potrebbe regalare cio’ che ci sta di fronte.

O chi, con amore, si è messo al nostro fianco.

UPDATE: La mitologia di Queste Oscure Materie

11 commenti su “Queste oscure materie: la trilogia

  1. Marileda
    29/01/2008
  2. Lenny Nero
    29/01/2008

    @Mari:

    amore mio.
    Tesoro.
    Luce della mia vita.

    Preferisci morire lentamente torturata con una fiamma ossidrica o un colpo di pistola alla nuca chinese-style va bene ugualmente? 🙂
    Già ho rifiutato l’etichetta datami da un pur splendido blog per il meme Think Award…ma questo no! 🙂

    Per Satana, e va già bene che non sono nella categoria miglior blog maschile, perchè venivo fino a Bari, ti legavo a 4 stalloni (equini…) e ti facevo squartare in piazza!

    Comunque lo sai che ti voglio bene, eh?
    Ma con questa il mio corpo te lo sei giocato definitivamente! 🙂
    Neanche se Fab e tuo fratello si concedono INSIEME!

    Anche perchè se no vengo squartato da qualcun’altro! 😉

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  3. Niccolò
    30/01/2008

    Ero curioso riguardo a questi libri, adesso lo sono molto di piu’… mi sa che la mia (terrificante) coda di libri da leggere crescera’ presto. Per restare in campo abbastanza vicino, io uso “Universo” di R.A. Heinlein quando mi chiedono un esempio di libro 1) critico verso la religione (o a favore del pensiero critico e autonomo, fai te), 2) divertente, 3) origginale, 4) capolavoro. Te lo conosci?

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  4. Lenny Nero
    30/01/2008

    @Niccolò:

    non mi parlare di terrificante coda di libri che ne ho alcuni risalenti ad acquisti di quasi un anno fa!

    Il libro di Henlein, mi manca, per tutti i demoni…
    Dovro’ rimediare 😉

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  5. Metatron
    02/02/2008

    Finita la trilogia di QOM, vorrei qui cercare di rivelare la reinterpretazione della “storia cosmica” che vede in campo due forze, quella della libertà e quella del dominio. Mi occuperò quindi della sola “mitologia” di QOM, tralasciando gli altri aspetti della trama.

    Tanto per incominciare la trama di QOM intrinsecamente allegorica, una rappresentazione teatrale, rispetto alla nostra realtà (o meglio al nostro modo di pensare la realtà), ma è realistica rispetto a se stessa. Attraverso l’espediente degli universi paralleli, crea le condizioni per un relativismo di proporzioni cosmiche, nonché la possibilità stessa di far snodare la seguente trama. Ciò che è “magia” o “paranormale” nel nostro universo può quindi essere normale in un altro.

    ATTENZIONE – SPOILER:

    Dio è il primo essere autocosciente nato di tutti gli universi, nacque per aggregazione casuale della polvere cosmica: insieme al pensiero autocosciente nacque anche la polvere, particelle subatomiche prodotte dall’attività di pensiero degli esseri autocoscienti.

    Dio essendo un essere materiale, come tutto ciò che esiste (cioè che possiede la proprietà intrinseca dell’esistenza) è mortale, cioè ha un estensione definita nel tempo. Dio pur essendo mortale ha una vita prospetticamente infinita rispetto a quella degli altri esseri nati dall’aggregazione successiva della polvere, gli angeli. Gli angeli, hanno una lunga vita, scarsa forza fisica e la capacità di mutare forma, nonché viaggiare tra le dimensioni e gli universi.

    Pur essendo gli angeli dotati di autocoscienza, sono stati soggiogati da dio, il primo ad averla sviluppata. Dio, convince gli angeli nati dopo di lui di essere stato il creatore del mondo e di loro stessi, prendendo un potere e un ruolo non suoi, di fatto.

    Dopo un certo tempo, alcuni angeli si resero conto della menzogna cosmica proposta da dio e si ribellarono, con Lucifero a capo della ribellione. Questi angeli, con l’aiuto di angeli servi di dio, vinsero la battaglia.

    A questo punto, entra in scena Metatron, un uomo angelicato, Enoch, quindi dotato di una maggiore forza fisica. Dopo la caduta di Lucifero, Dio teme per il suo regno ed affida a Metatron la guida, come suo diretto sottoposto. Metatron, a questo punto, assume il comando diretto delle schiere angeliche e del Cocchio, o Montagna Annuvolata, la Merakabah della Cabala. Dio, viene rinchiuso da Metatron in una bara di cristallo dove invecchia al sicuro ma privato dell’amore del mondo – e qui, conducendo questa misera esistenza diviene demenziale, solo e impaurito.

    A differenza di Dio, che aveva condotto la sua campagna di dominio sui mondi in modo non interventista, Metatron, sfrutta tutto il suo potere e assicura il suo potere iniziando l’opera di impianto delle religioni monoteiste, attraverso le “rivelazioni”, nei vari universi – segno tangibile del dominio dell’unico dio (Metatron) su tutti gli esseri autocoscienti, producenti quindi polvere.

    Ma la polvere desidera altra polvere – desidera conoscere, essere conosciuta e così conoscersi. Perciò in qualche modo, anch’essa ha i suoi piani di prendere il sopravvento sul dominio delle teocrazie monoteiste. Viene a formarsi un piano tra i alcuni universi che porterà alle vicende attuate in QOM.

    Metatron, rappresenta, quindi, un “dio umano”, cioè un essere come altri che si crede un dio e che pretende il potere indebitamente. Rappresenta la presa di potere che pochi si prendono su molti, cioè sulle masse di religiosi che bevono ogni singola parola ordine gli venga propinato “dall’alto” – potere che esercitano in nome di un nome vuoto, “Dio”.

    Lyra e Will, umani di due universi diversi (Will del “nostro”) sono l’allegoria di due aspetti dell’umanità: Lyra rappresenta la verità e il pensiero critico (aletiometro), Will la forza e l’acume (lama sottile). Per questo sono i nuovi Adamo ed Eva, che compiranno il nuovo peccato originale. A questi due, si aggiunge un terzo elemento, Mary, che possiede la capacità di vedere la polvere attraverso un terzo oggetto prodotto dalla scienza e dall’ingegno, il cannocchiale d’ambra.

    Lyra e Will, attraverso i loro strumenti, pongono fine al “mondo della morte”, simile all’inferno dantesco, un mondo sotterraneo a tutti gli altri mondi e per questa sua irraggiungibilità, piegato al volere di dominio di Metatron che fa sì che lì siano riuniti gli spiriti (composti da gas) degli esseri autocoscienti credenti o meno. Con una differenza: i credenti sono disposti anche dopo la morte a soffrire, illudendosi che sia quella la “gloria dei cieli”, mentre i non credenti, capiscono che la speranza di vita eterna sia solo una menzogna, tanto più se separata dai loro daimon/anime.

    Pullman qui immette la sua concezione trinitaria dell’uomo: mente (spiriti), anima (daimon) e corpo, ripescata direttamente dallo gnosticismo (uomo pneumatico o spirituale, uomo animico o psichico e uomo fisico o corporale). La crudeltà di Metatron risiede bell’impedire che gli atomi che compongono i tre corpi non si disgreghino in una fusione panica con la natura.

    La natura, in effetti, viene indicata come unica “divinità”, ovvero alla quale vengano attribuiti gli aspetti tipici della divinità: eternità (legge della conservazione della massa e dell’energia) e perfino autocoscienza (polvere). La natura tuttavia non è una divinità personale né interventista, quindi non è antropocentrica o antropomorfica. La natura esiste senza alcuna causa finale. Tuttavia è sempre il grembo da sui la materia autocosciente fuoriesce casualmente e alla quale essa anela tornare incessantemente.

    Lyra e Will, compiono l’atto estremo: uccidono la morte. Ovvero, strappano il tessuto del “mondo della morte” e ne fanno riversare gli spiriti negli altri mondi, facendoli disgregare e quindi riciclare gli atomi – che quindi si riuniscono agli atomi dei loro daimon e dei loro corpi.

    Nel frattempo Lord Asriel, insieme al suo esercito e la Signora Coulter sono impegnati nella lotta contro Metatron ed il suo Cocchio. Nella lotta, la bara di cristallo contenente dio cade a terra, nel fango, dove viene trovata da Lyra e Will, usciti dal “mondo della morte”. Dio, si rannicchia nell’angolo più buio della bara, piangendo come un bambino. Lyra prova pietà e chiede a Will di liberare il vecchio che lei non sa essere colui che chiamano Dio o il Vegliardo. Lyra prende Dio per mano e lo accompagna sulla strada. Dio, sorridendo sollevato, nell’aver trovato compassione e amore nel gesto di una bambina, sua antitesi, si disgrega anch’egli nella natura. Questo è il gesto estremo della logica scientifica: è l’eutanasia di Dio.

    Nel frattempo, Lord Asriel e la Signora Coulter, riescono a precipitare nell’Abisso Metatron, ovvero nel limite della materia, oltre il quale non vi è alcuna estensione né temporale né spaziale. Metatron, Lord Asriel e la Signora Coulter, vengono quindi “annullati”. Gli universi sono finalmente privi della seconda Autorità usurpatrice, Metatron.

    In seguito, Lyra e Will si rendono coscienti del loro amore e commettono il secondo peccato originale, si baciano e “giacciono insieme”, attirando su di loro la polvere che prima, a causa di molteplici squarci nei tessuti dei mondi, stava per essere persa per sempre nell’abisso, rischiando di porre fine all’attività di pensiero degli esseri autocoscienti. Lyra e Will, infine si separano e conducono la loro vita nei loro reciproci mondi, in modo da costruire in ognuno di essi la “repubblica dei cieli” – contrapposta al “regno dei cieli”.

    Ci fossero errori o imprecisioni, avvisatemi, ma mi faceva piacere condividere qui, su questo Blog superspettacolare, questa mitologia così entusiasmante (entheos!).

    Metatron

    PS: si, nell’abisso non ho più necessità di tempo e quindi mi sono letto QOM! Diciamo che ho visto la mia biografia…da un altro punto di vista! Uh uh uh…

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  6. Sara
    08/03/2008

    Questi tre libri sono i miei preferiti..la bussola d’oro l’ho letta a nove anni e la trilogia in sè l’ho letta due volte, la trovo insuperabile dallo stesso Pullman. Sebbene tu stesso dica “..non ci si pone l’obiettivo di destrutturare qualcosa che appartenga al mondo reale.” mi pare che la tua recensione sia molto molto soggettiva. (“Prende di petto il tema della libertà (di pensiero, di scienza, di piena gestione del proprio corpo) e difende quest’ultima a spada tratta contro tutti i suoi possibili nemici, e così facendo, ovviamente si scontra col nemico piu’ grande: la fede.”) qsta frase non capisco se la intendi nel mondo reale o sempre riferendoti al libro…
    Io credo in Dio, nella fede e in tutto quello in cui “allegoricamente” ( e neanche tanto ) polemizza qsta trilogia, eppure mi infastidisce quando si generalizza, gli esseri umani non sono DIo, e fortunatamente Dio non è un’angelo ingannatore, come non esiste neanche la povere. Dici che “Mary Malone, incarnazione al femminile del Tentatore, una sorta di nuovo Prometeo, ma anche simbolo di quella carnalità che la Chiesa vuole negare agli uomini strenuamente” se parli del libro ok niente da ridire, se parli della realtà non essere anacronistico, è vero che ancora oggi il bigottisto incombe dappertutto, ma il vero pensiero della chiesa non nega la carnalità, tanto è vero che se vai a leggere bene il corpo è il tempio di Dio, il veicolo con il quale anche attraverso il sesso gli esseri umani possono arrivare all’unità dell’amore, al gesto supremo dell’amore. L’unica cosa che non và giù al mondo, come posso ben capire, è che qsto gesto andrebbe compiuto solo nel sacramento del matrimonio, ma secondo te….Dio che è l’essenza dell’amore, pensi che farà bruciare l’ntera umanità all’inferno perchè gli esseri umani fano sesso? Il punto non è quello, è un’argomento ben più complicato. Se ti và di continuare contattami pure.
    Ripeto che qsta trilogia è fantastica e assolutamente da leggere.
    Ciaoo

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  7. benedetta
    12/11/2008

    All’inizio Dio creò Adamo ed Eva, poi Eva peccò mangiando del frutto proibito e comprese la sua natura; offrì il frutto anche ad Adamo, così che anch’esso prese coscienza di sè. Poiché i due disobbedirono a Dio, Questi li scacciò dall’Eden. Contemporaneamente dal cielo cadde la Polvere, indice del peccato originale e quindi malvista dalla Chiesa, che cerca di tenerne lontano gli uomini. Ma come?
    Gli adulti, i cui daimon (una sorta di anima che si manifesta esterioramente in forma di animale invece che essere dentro ogni persona) hanno forma definitiva, sono circondati dalla Polvere, al contrario dei bambini, i cui daimon continuano a cambiare. Perché questa differenza? Il cambiamento di forma dei daimon, e quindi il passaggio all’età adulta, coincide con il momento in cui il bambino acquisisce una propria ed unica personalità e prende coscienza di sé. Non solo: prende anche coscienza del mondo che gli sta attorno, che può non andargli poi tanto bene. Insomma, l’uomo cosciente inizia a farsi domande e a farsi assillare dai dubbi, in definitiva rischia di diventare incontrollabile e quindi di mettere in dubbio, tra le altre cose, anche l’esistenza di un Essere Superiore. Può permettersi questo la Chiesa? No, certamente. Ecco l’idea geniale: staccare il daimon dal bambino prima che diventi adulto, ovvero privare l’essere umano di una personalità prima che se ne possa fare una. Infatti, se non c’è personalità non ci può essere coscienza di sé e del mondo, e quindi a nessuno verrà mai in mente alcun dubbio e nessuno si porrà alcuna domanda, ovvero gli uomini continueranno ad essere pacifici animaletti di Dio.
    QUINDI: Polvere = peccato originale= consapevolezza =disobbedienza e non accettazione dell’Autorità = cosa brutta = cosa da eliminare.
    In realtà secondo Lyra, la protagonista, non è così. Infatti la Polvere è anche un “qualcosa” che tiene insieme il mondo, o meglio, i diversi mondi paralleli tra di loro, e permetterebbe di passare dall’uno all’altro se se ne conosce il sistema. La Chiesa non lo vuole; perché? Perché l’uomo deve starsene buono buono e continuare ad essere animaletto di Dio. La risposta è sempre quella.
    E già le cose così sono complicate, perché in fin dei conti non si capisce che cazzo è questa Polvere.
    Con gli altri due libri della trilogia le cose si complicano…anche se Pullmann credeva di chiarirle…
    Salta fuori che la Polvere è la Materia Oscura (o Ombre), ovvero è un insieme di particelle non definite ma comunque piccolissime, che fungono da collante del mondo. Più avanti si dice anche che la Polvere è l’insieme degli Angeli ribelli di Dio. Sì…perché qui Pullmann dice che in realtà Dio non creò l’uomo ma che semplicemente prese il sopravvento sugli altri angeli, perché era il più forte, e si prese il merito del mondo, che però già c’era. Insomma, l’Autorità viene visto come un tiranno.
    Alla fine quindi la Polvere è: 1- la consapevolezza? 2-una materia non definità che tiene insieme i mondi? 3-gli Angeli Ribelli? Queste tre definizioni sono compatibili? Ha senso che sia tutte e tre queste cose o Pullmann sta facendo fare confusione ai suoi lettori (che sperava fossero solo dei bambini scemi…e invece si è beccato il fantastico mondo degli adulti che ragionano!)? Ipotesi: Consapevolezza=ribellione a Dio= Forza di ribellione a Dio= Angeli Ribelli. E fin qui 1 e 3 insieme ci stanno. E il 2? Forse la consapevolezza di sé e di quello che circonda ci permette di “vedere” oltre la punta del nostro naso e di renderci conto che probabilmente non siamo soli nell’universo e che, sempre probabilmente, il nostro mondo non è l’unico.

    CONCLUSIONI:
    1- Pullmann attacca la Chiesa e la religione in generale sostenendo che in realtà senza il peccato originale noi saremmo ancora bambolotti nelle mani di un’Autorità superiore (Dio, o chi altri per lui) e non avremmo una mente benpensante (o pensante semplicemente);
    2- Pullmann ipotizza l’esistenza di mondi paralleli:
    a. metaforicamente questi potrebbero solo stare ad indicare che il “mondo” di una persona è diverso da quello di un altro, cioè che non c’è un solo modo di fare/vedere le cose (mi viene in mente una canzone dei Dire Straits: Brothers in arms, in cui ad un certo punto si dice “there’s so many different worlds, so many different suns, and we have just one world but we live in different ones”);
    b. potrebbero esserci veramente dei mondi paralleli, e allora qui si entra in una disquisizione fisica sulla forza che tiene unito l’Universo e sull’eventuale presenza di particelle così piccole che farebbero da riempimento e da collante. Grazie al cielo Pullmann è stato sufficientemente intelligente da risparmiare ai suoi lettori un trattato di Fisica (o quasi perlomeno)… ma in realtà penso che questo sia dovuto solo al fatto che anche lui non ne sa un fico secco di fisica e che ha capito che è sempre meglio tenere la bocca chiusa prima di provare a dire stronzate!

    Mi piace

  8. Lenny Nero
    12/11/2008

    @Benedetta:

    son stupefatto per la lucidità e la completezza del tuo testo.
    Vedo che anche tu hai colto i riferimenti alle teorie sulla materia oscura.
    Non so come ringraziarti di un commento così lungo e chiaro che ti sarà costato non poco tempo e che penso integri perfettamente tutte le altre cose già scritte.
    Grazie ancora. 🙂

    Mi piace

  9. simotrone
    27/03/2009

    Ho concluso recentemente la trilogia e ho trovato interessante le osservazioni riportate qui.
    (Sito molto interessante, ti ringrazio particolarmente per il contributo gratuito alla mia pessima cultura cinematografica.)

    Riguardo Pullman: le analisi mi trovano concorde e interessato, mentre avrei da dire (poco poco) sul ritmo – che ho trovato incredibilmente lento, specialmente nei primi 6 capitoli del 1° libro – e sulla scrittura: è verissimo e apprezzabilissimo che in certi casi P. renda l’idea con singole frasi molto centrate e sintetiche, ma è anche vero che ho trovato alcuni dialoghi “minchioni” e (estremamente) infantili.

    Tutto qua.

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  10. Lenny Nero
    29/03/2009

    @simotrone:

    non è un mistero che Pullman sia un quasi genio e che la trilogia sia coraggiosa e ambiziosa, ma non lo è neanche che come narratore lasci spesso il tempo che trova e che le sue idee spesso compensino una capacità di scrittura non sempre eccelsa (per non parlare del fatto che la sottotrama di Mary Malone sia obiettivamente noiosa e fin troppo prolungata).

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  11. julianrosenberg
    16/01/2010

    più che l’ateismo pullman parla di gnosticismo in cui il vero dio è la polvere che crea cecamente, i nemici di asriel sono i cosiddetti arconti i padroni carcerieri del mondo materiale.si può interpretare la saga anche in termini spiritualistici!

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