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Peace is for pussies

Inchiesta su Gesù di C. Augias e M. Pesce

isg22.jpgCon colpevole ritardo, ho recuperato in edizione economica questo testo.

Ammetto di averlo “snobbato” essenzialmente per un motivo: dopo quasi tre anni trascorsi a studiare vangeli apocrifi, testi sulla vita di Gesù e sul cristianesimo primitivo, spaziando anche su argomenti collaterali quali l’ebraismo e la mistica ebraica, il mio lato razionale (che in un ricercatore e persino del mefitico segno della Vergine è prevalente come l’istinto di uccidere in Jason Vooris) ha avuto un rigetto totale di questi temi.

L’edizione economica ha convinto il mio animo da mercante del tempio e ne sono rimasto più che soddisfatto, e persino stupito.

Se Corrado Augias non necessita di presentazioni, forse non tutti sanno che il suo interlocutore è un biblista, titolare della cattedra di Storia del Cristianesimo a Bologna.

Il libro ha suscitato parole di rimprovero molto forti da parte di tutta la gerarchia cattolica.

Addirittura i Gesuiti hanno scritto che si tratta di un attacco frontale alla fede cristiana in quanto “viene negato il cristianesimo nella sua totalità: sono negate, infatti, tutte le verità cristiane essenziali, quali la divinità di Gesù, la sua incarnazione, la sua concezione verginale, il carattere redentivo della sua morte, la sua risurrezione dalla morte” (da Civiltà Cattolica).

Inoltre verrebbe creata una frattura tra il Gesù storico (ammesso che sia esistito) e il Gesù della fede.

Pare che il volumetto di Herr Ratzinger sul suo super-eroe sia stato scritto anche in antitesi ad esso, peccato che nello stesso periodo sia stato pubblicato pure “Perchè non possiamo essere cristiani” di P. G. Oddifreddi che ne ha steso persino le vendite.

Inoltre J.R. commette un autogol clamoroso affermando tra le righe che non è da escludere che Gesù avesse avuto contatti con gli Esseni: forse qualcuno non l’aveva informato che all’epoca i pacifici fanatici della purificazione si erano convertiti alla lotta violenta (leggere il Rotolo della Guerra, no?).

Il volume di Augias e Pesce in effetti è ambizioso nel suo tentativo di scandagliare i “dogmi” cristologici più noti; inoltre, partendo da un punto di vista che inizialmente può sembrare quasi assurdo, dimostra di aver trovato la carta vincente per incrinare ben più di un pezzo della figura di Gesù così come ce l’hanno tramandata.

L’assunto di base è quello di svolgere una ricerca storica sul personaggio, collocarlo in modo preciso nel contesto culturale e sociale dell’epoca, adottando come base di discussione ciò che è documento storico, ma non fonte: cioè i vangeli.

In questo modo, punto per punto, vengono fatte emergere tutte le contraddizioni di quei testi, i paragrafi controversi che gettano una luce differente sul cristo un po’ hippie un po’ salvatore di cui ci narrano fin da bambini, sul suo lato sovversivo ed antinomista e su quegli errori di traduzione, dolosi e/o colposi, che hanno anche stravolto innumerevoli fasi della sua storia.

Domanda dopo domanda, viene prima analizzato il Gesù ebreo e poi il cristianesimo nella sua evoluzione da un punto di vista dottrinale e politico.

E già vengono assestati potenti colpi alla visione di un Gesù quasi slegato dalla sua contemporaneità, quando invece, pur nella sua consistente originalità (il voler scardinare persino l’istituto familiare! Speriamo che ritorni presto sulla Terra…), ne era immerso fino al collo.

Viene poi sviscerato il tema della sua nascita, della presunta verginità di Maria, della sua famiglia e dei suoi fratelli fino agli argomenti più dibattuti e delicati quali il processo a Gesù e la sua resurrezione.

La minuziosa analisi dei testi evangelici, e della storiografia fino ad oggi prodotta, consente ai due autori di trarre conclusioni quasi dinamitarde.

Se Augias dei due è quello che si pone in modo più elegantemente provocatorio, non è che il professor Pesce sia a volte meno caustico nello smontare tutto l’apparato quasi fanta-storico costruito a pennello intorno a Gesù per renderlo, a fini politici o dottrinali, più adatto alle proprie esigenze, fino a snaturarne completamente nel corso di pochi secoli la figura ed il pensiero e rendendolo una vera e propria marionetta da idolatrare e muovere a proprio piacimento od in base alle proprie credenze.

Il professor Pesce afferma in modo netto: “I redattori non volevano falsificare i fatti, li riferivano in base alle proprie convinzioni; questo li porta ad introdurre elementi storicamente non avvenuti“.

Ed ancora: “Allontanandosi dal giudaismo originario il cristianesimo ha dovuto porsi problemi che Gesù non aveva“; “Egli non è un fondatore di società, nè un organizzatore di sistemi sociali nè un legislatore“.

Augias spinge il pedale verso discorsi che vogliono demistificare storicamente i vangeli o addirittura propone, senza alcun timore, e comunque tra le altre tesi possibili, che la resurrezione sia frutto di fraintendimenti o allucinazioni.

L’analisi filologica è spesso accurata e pignola, specie da parte di Augias, mentre il professor Pesce tende a ricondurre il suo intervistatore sui binari dell’analisi storica, portando così in superficie i molti elementi di stridore tra il pensiero di Gesù, le sue intenzioni e le trasfigurazioni successive.

Se cercate un testo sull’argomento Gesù che non sia propagandistico, stoltamente critico o che discorra di argomenti troppo particolari, ma serio, completo e nello stesso tempo divulgativo e scritto in un italiano chiaro ed eccelso, credo che in circolazione non esista libro migliore da cui iniziare.

La ricerca storica non compromette la fede, ma comunque non obbliga a credere” – M. Pesce

6 commenti su “Inchiesta su Gesù di C. Augias e M. Pesce

  1. Pinocchione76
    02/02/2008

    E io che pensavo lo avessi letto già da tempo…🙂

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  2. tristanozero
    02/02/2008

    interessante.

    senti Lenny: per caso hai avuto modo di dare un’occhiata ai testi di Luigi Cascioli? io ne ho letto uno, “la favola di cristo”, e devo dire che mi ha molto convinto: è un testo di archeologia letteraria che mette in luce qual è il processo culturale di cui i vangeli sn l’opera risultante. ogni tanto però il Cascioli mi sembra un po’ invasato, colto da manie di persecuzione anche, come in questi giorni in cui via newsletter ha affermato che il suo sito è stato reso fuori uso (effetttivamente lo è) dalla Chiesa, senza specificazioni ulteriori.

    tu ne hai alcuna opinione (sui suoi scritti e sulla sua iniziativa per abolire i crocifissi dai luoghi pubblici, nn su questa ultima vicenda)?

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  3. tristanozero
    02/02/2008

    vedi cosa scrive ad esempio oggi:

    Oggi, alle ore 10,30, per la quarta volta in pochi giorni la Chiesa ha boicottato il mio sito impedendomi la connessione al server.
    È in fase di preparazione il programma riguardante la vendita del sangue di Cristo in boccette.
    Le risposte avute in seguito al precedente annuncio concernente questa vendita, sono state numerose ed incoraggianti oltre il previsto.
    Sia lodato Gesù Cristo.
    Luigi Cascioli.

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  4. Lenny Nero
    03/02/2008

    @Pinocchione76:

    no, centurione.
    Purtroppo è arrivato in una fase di mio disgusto personale per tutto cio’ che vagamente mi ricordasse Gesu’ dopo che mi ero immerso tra testi religiosi e storici per così tanto tempo.
    Ero arrivato al punto di avere persino sogni o immagini ipnagogiche ambiguamente erotiche o addirittura estremanete sadiche e blasfeme con Gesu’ protagonista.
    Era come se la sua figura mi avesse infettato, in modo diverso da quanto avesse già fatto tramite il catechismo, e avevo bisogno di prendermi una vacanza da una persona che, sotto qualunque prospettiva lo si descriva, comunque mi sta profondamente sugli zebedei.
    Poi da buon genovese fariseo i 6 euro del prezzo di copertina (e la mia stima per Augias) hanno vinto la mia pigrizia.

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  5. Lenny Nero
    03/02/2008

    @Tristano:

    Su Cascioli ci sarebbe troppo da dire.
    Sono iscritto alla newsletter di axteismo, seguo le sue mosse e i fatti da lui segnalati, ma per quanto riguarda i suoi testi, per me, non hanno alla base la ricerca persino sul campo di un David Donnini, e per questo si prestano a facili critiche.
    Bisognerebbe stare attenti a non sostituire una favola con un’altra favola.
    In ultimo, il problema non è tanto chi fosse davvero Gesu’, ma l’eredità che, suo malgrado, ci ha lasciato.
    E’ bene che Gesu’ riposi in pace e che con lui andassero a riposarci pure tutti quelli che ci credono.
    Secondo me si risolverebbe pure il problema del buco dell’ozono.

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  6. tristanozero
    03/02/2008

    concordo con la pragmaticità della tua considerazione (il problema non è tanto chi fosse davvero Gesu’, ma l’eredità che, suo malgrado, ci ha lasciato) ma sarai d’accordo che, davanti all’evidenza che sull’esistenza (enza enza enza enza) di questo feticcio nn c’è nessuna prova storica, tutto lo schifo che ne è derivato traballa instabile. agli occhi di qualunque cattolico apollo risulta inutile perchè inesistente: e se intuisse che anche gesùbbambinello lo è?

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Questa voce è stata pubblicata il 02/02/2008 da in Flussi di incoscienza, Religione con tag , , , .

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