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La mitologia di “Queste oscure materie” – di Metatron

daath_star_metatron_cube2.gifIl mio caro amico e mentore Metatron ha scritto un commento al mio post sulla trilogia “Queste oscure materie” ammirevolmente completo e denso ed ho ritenuto avesse dignità di uno spazio in rilievo a sè stante, dopo aver apportato migliorie/correzioni.

Siete avvisati: pericolo spoiler. 

[Finita la trilogia di QOM, vorrei qui cercare di rivelare la reinterpretazione della “storia cosmica” che vede in campo due forze, quella della libertà e quella del dominio.

Mi occuperò, quindi, della sola “mitologia” di QOM, tralasciando gli altri aspetti della trama.

Tanto per incominciare la trama di QOM è intrinsecamente allegorica, una rappresentazione teatrale, rispetto alla nostra realtà (o meglio al nostro modo di pensare la realtà), ma è realistica rispetto a se stessa.

Attraverso l’espediente degli universi paralleli, crea le condizioni per un relativismo di proporzioni cosmiche, nonché la possibilità stessa di far snodare la seguente trama.

Ciò che è “magia” o “paranormale” nel nostro universo può quindi essere normale in un altro.

Dio è il primo essere autocosciente nato di tutti gli universi; nacque per aggregazione casuale della polvere cosmica: insieme al pensiero autocosciente nacque anche la polvere, particelle subatomiche prodotte dall’attività di pensiero degli esseri autocoscienti.

Dio, essendo un essere materiale come tutto ciò che esiste (possiede la proprietà intrinseca dell’esistenza) è mortale, cioè ha un estensione definita nel tempo.

Dio pur essendo mortale ha una vita prospetticamente infinita rispetto a quella degli altri esseri nati dall’aggregazione successiva della polvere, gli angeli.

Gli angeli, hanno una lunga vita, scarsa forza fisica e la capacità di mutare forma, nonché di viaggiare tra le dimensioni e gli universi.

Pur essendo anche gli angeli dotati di autocoscienza, sono stati soggiogati da dio, il primo ad averla sviluppata.

Dio convince gli angeli, nati dopo di lui, di essere stato il creatore del mondo e di loro stessi, assumendo un potere ed un ruolo di fatto non suoi.

Dopo un certo tempo alcuni angeli si resero conto della menzogna cosmica proposta da dio e si ribellarono, con Lucifero a capo della ribellione.

Questi angeli, con l’aiuto di angeli servi di dio, vinsero la battaglia.

A questo punto, entra in scena Metatron, un uomo angelicato, Enoch, quindi dotato di una maggiore forza fisica.

Dopo la caduta di Lucifero, Dio teme per il suo regno ed affida a Metatron la guida, come suo diretto sottoposto.

Metatron, a questo punto, assume il comando diretto delle schiere angeliche e del Cocchio, o Montagna Annuvolata, la Merakabah della Cabala.

Dio viene rinchiuso da Metatron in una bara di cristallo dove invecchia al sicuro, ma privato dell’amore del mondo – e qui, conducendo questa misera esistenza, diviene demenziale, solo ed impaurito.

A differenza di Dio, che aveva condotto la sua campagna di dominio sui mondi in modo non interventista, Metatron sfrutta ed assicura tutto il suo potere iniziando l’opera di impianto delle religioni monoteiste, attraverso le “rivelazioni”, nei vari universi – segno tangibile del dominio dell’unico dio (Metatron) su tutti gli esseri autocoscienti, producenti quindi polvere.

Ma la polvere desidera altra polvere – desidera conoscere, essere conosciuta e così conoscersi.

Perciò in qualche modo, anch’essa ha progetti che implicano il prendere sopravvento sul dominio delle teocrazie monoteiste.

Viene a formarsi un piano di comunicazione tra alcuni universi che porterà alle vicende attuate in QOM.

Metatron rappresenta, quindi, un “dio umano”, cioè un essere come altri che si crede un dio e che pretende il potere indebitamente.

Rappresenta la presa di potere che pochi si prendono su molti, cioè sulle masse di religiosi che bevono ogni singola parola-ordine venga loro propinato “dall’alto” – potere che esercitano in virtu’ di un nome vuoto: “Dio”.

Lyra e Will, umani di due universi diversi (Will del “nostro”) sono l’allegoria di due aspetti dell’umanità: Lyra rappresenta la verità e il pensiero critico (aletiometro), Will la forza e l’acume (lama sottile).

Per questo sono i nuovi Adamo ed Eva, che compiranno il nuovo peccato originale.

A questi due, si aggiunge un terzo elemento, Mary, che possiede la capacità di vedere la polvere attraverso un terzo oggetto prodotto dalla scienza e dall’ingegno: il cannocchiale d’ambra.

Lyra e Will, attraverso i loro strumenti, pongono fine al “mondo della morte”, simile all’inferno dantesco, un mondo sotterraneo a tutti gli altri mondi e, per questa sua irraggiungibilità, piegato al volere di dominio di Metatron che fa sì che lì siano riuniti gli spiriti (composti da gas) degli esseri autocoscienti, credenti o meno.

Con una differenza: i credenti sono disposti anche dopo la morte a soffrire, illudendosi che sia quella la “gloria dei cieli”, mentre i non credenti capiscono quanto la speranza di vita eterna sia solo una menzogna, tanto più se separata dai loro daimon/anime.

Pullman immette qui la sua concezione trinitaria dell’uomo: mente (spiriti), anima (daimon) e corpo, ripescata direttamente dallo gnosticismo (uomo pneumatico o spirituale, uomo animico o psichico e uomo fisico o corporale).

La crudeltà di Metatron risiede nell’impedire che gli atomi che compongono i tre corpi non si disgreghino in una fusione panica con la natura.

La natura, in effetti, viene indicata come unica “divinità”, ovverossia alla quale vengono attribuiti gli aspetti tipici della divinità: eternità (legge della conservazione della massa e dell’energia) e perfino autocoscienza (polvere).

La natura non è una divinità personale né interventista, quindi non è antropocentrica o antropomorfica.

La natura esiste senza alcuna causa finale.

Tuttavia è sempre il grembo da cui la materia autocosciente fuoriesce casualmente e alla quale essa anela tornare incessantemente.

Lyra e Will compiono l’atto estremo: uccidono la morte.

Essi strappano il tessuto del “mondo della morte” e ne fanno riversare gli spiriti negli altri mondi, facendoli disgregare e quindi riciclare gli atomi – che quindi si riuniscono agli atomi dei loro daimon e dei loro corpi.

Nel frattempo Lord Asriel, insieme al suo esercito e alla Signora Coulter, sono impegnati nella lotta contro Metatron ed il suo Cocchio.

Nella lotta, la bara di cristallo contenente dio cade a terra, nel fango, dove viene trovata da Lyra e Will, usciti dal “mondo della morte”.

Dio, si rannicchia nell’angolo più buio della bara, piangendo come un bambino.

Lyra prova pietà e chiede a Will di liberare il vecchio che lei non sa essere colui che chiamano Dio o il Vegliardo.

Lyra prende Dio per mano e lo accompagna sulla strada.

Dio, sorridendo sollevato, nell’aver trovato compassione e amore nel gesto di una bambina, sua antitesi, si disgrega anch’egli nella natura.

Questo è il gesto estremo della logica scientifica: è l’eutanasia di Dio.

Nel frattempo, Lord Asriel e la Signora Coulter riescono a far precipitare Metatron nell’Abisso, nel limite della materia, oltre il quale non vi è alcuna estensione né temporale né spaziale.

Metatron, Lord Asriel e la Signora Coulter, vengono quindi “annullati”.

Gli universi sono finalmente privi della seconda Autorità usurpatrice.

In seguito, Lyra e Will si rendono coscienti del loro amore e commettono il secondo peccato originale, si baciano e “giacciono insieme”, attirando su di loro la polvere che prima, a causa di molteplici squarci nei tessuti dei mondi, stava per essere persa per sempre nell’abisso, rischiando di porre fine all’attività di pensiero degli esseri autocoscienti.

Lyra e Will, infine si separano e conducono la loro vita nei loro reciproci mondi, in modo da costruire in ognuno di essi la “repubblica dei cieli” – contrapposta al “regno dei cieli”.]

Metatron

13 commenti su “La mitologia di “Queste oscure materie” – di Metatron

  1. tristanozero
    03/02/2008

    Lenny premier, Metatron presidente della repubblica! rivoluzione!

    chiedete almeno all’editore italiano di QOM una percentuale sulle vendite…

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  2. Lenny Nero
    03/02/2008

    @Tristanozero:

    in realtà il nostro scopo è convincere Dio a suicidarsi

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  3. Metatron
    03/02/2008

    Caspita…
    Sono commosso…non so (quasi) che scrivere…

    Che felicità, che bello! Grazie!

    Un bacio,
    spero di poterVi vedere presto,

    Giorgio

    PS: ah, caro dio, se per assurdo ci fossi e se per assurdo (alla seconda) ascoltassi, segui il nostro consiglio, poni fine alla tua esistenza, ma fallo sapere chiaramente, per favore…perché qui giù andiamo veramente male!

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  4. Lenny Nero
    03/02/2008

    @Sommo Kether:

    era il minimo.
    Spero mi perdonerai qualche aggiustamento lungo il testo, che comunque ho mantenuto nella sua forma originale nei commenti precedenti.
    Semmai grazie a te per aver pubblicato un testo così completo qui sopra!
    Io non ne avrei avuto soprattutto la pazienza!

    Mistyc kiss

    P.S.
    Dopo le notizie di oggi direi che qui giu’ andiamo malissimo…
    Per me è come se avessero dichiarato guerra!

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  5. Sergejpinka
    05/02/2008

    Ma Metraton ce l’ha un suo blog!? Mi piacerebbe leggere ciò che lui scrive! 😦

    Metraton non fare il timido! Dicci dove digiti! (oltre che qui).

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  6. Lenny Nero
    05/02/2008

    @Sergej:

    Metatron ha un live-space e se ben ricordo stava lavorando a qualche progetto online, ma gli devo chiedere di rinfrescarmi la memoria.

    Comunque se Metatron ha bisogno di qualcuno che gli faccia da PR-editor/correttore di bozze-supervisor e consulente web 2.0 mi offro volontario.

    Son sicuro che di materiale ne ha quel mistico piccolo bastardo, ma se lo tiene nel suo sancta sanctorum. 😉

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  7. Metatron
    07/02/2008

    Allora allora…eh eh…;-)

    Quanto sono desiderato su questo blog!
    Sono piacevolissimamente stupito!

    Allora, sarò felice di aggiornarvi tutti (e 2…) che ho una seria intenzione di inaugurare un blog…devo ancora organizzare bene le mie idee sul taglio che potrebbe assumere, ma lo farò, ed appena esse saranno digitalizzate, sarete i primi a saperlo.

    Il Live Spaces è un po’ un giochino, niente di più. Anche un po’ inutile (a proposito, qualcuno sa se si possa cancellare?).
    Ho anche un MySpace, un minimo più soddisfacente, ma comunque, sempre un giochino è – e pertanto non scrivo nulla su quelle pagine…

    Detto questo, vorrei appunto parlare del mio futuro digitale col qui onnipresente…:-)
    Al prossimo aggiornamento!

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  8. Lenny Nero
    07/02/2008

    @Metatron:

    forse volevi scrivere: col QUI onnipotente 🙂

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  9. marfisabizzarra
    20/02/2008

    Quello che non riesco a capire nella trilogia di Pullman è l’identificazione del peccato originale con il congiungimento amoroso (nemmeno la Chiesa lo considera in questi termini) e soprattutto il legame tra il peccato originale così inteso e la salvezza della Polvere.
    Il peccato originale nella Bibbia è una ribellione a Dio intesa come un desiderio di conoscenza del Bene e del Male in senso assoluto e non l’ innamorarsi e giacere insieme di Eva e Adamo.
    Perchè l’innamorarsi di Lyra e Will è l’atto che ferma la fuga della Polvere?
    Il legame mi sembra confuso e forse forzato qualcuno è in grado di aiutarmi a capirlo?

    Mi piace

  10. Lenny Nero
    20/02/2008

    @Marfisabizzarra:

    Cara Marfisa,

    magari il mio compare Metatron ti risponderà in modo piu’ dotto (se lui è Kether, io sono il mefitico e pericoloso gemello Sandalfon! Anche se questa la capiamo in due piu’ qualche rabbino ortodosso).
    Io ti rispondo in modo piu’ schematico e diretto.

    “l’identificazione del peccato originale con il congiungimento amoroso (nemmeno la Chiesa lo considera in questi termini)”

    L’attacco di Pullman alla chiesa è a tutto campo.
    Se da una parte demolisce la mito-teologia cristiana, dall’altra identifica la chiesa con una repressione a 360 gradi, riguardante e il libero pensiero e il libero arbitrio.
    Tra le altre accuse, c’è quella di sessuofobia.
    Perchè Mrs. Coulter è una sorta di Maddalena redenta?
    Perchè ella commise adulterio, non era una donna sposata e da questo legame nacque Lyra.
    Per ottenere il perdono dovette diventare la santa emissaria della chiesa, mentre Lord Asriel si finse lo zio di Lyra.
    Se è vero che il peccato originale è un peccato di disobbedienza (Dio minaccia di morte Adamo ed Eva; in realtà mente perchè non muoiono, ma acquisiscono la conoscenza, perdendo così un’ebete immortalità), nella forma moderna il peccato per la chiesa ha assunto ANCHE un altra sfumatura aggiuntiva, legata alla sfera affettiva-sessuale.
    La scoperta del sesso per Lyra e Will diventa un nuovo primum movens per una rinascita dei mondi ed un nuovo flusso della polvere, questa materia oscura che non solo conosce e si autoconosce, ma tutto penetra (giusto per dare un tocco freudiano al discorso), proprio nell’età della scoperta del sesso, dell’indipendenza del pensiero E del corpo.
    Per questo i daimon acquisiscono una forma stabile solo con l’adolescenza.
    Si scatenano gli ormoni, e si irrigidiscono pure loro. 😉
    Inoltre ricordati che con la conoscenza il primo fatto di cui Adamo ed Eva si rendono edotti sono le loro nudità…
    Aggiungici la volontà di polemizzare di Pullman e il suo descrivere i preti come viscidi perversi (Mrs. Coulter nel terzo libro rivolge un’accusa esplicita di pedofilia ai preti), e il quadro dovrebbe esserti piu’ chiaro.
    E poi, che cosa c’è di piu’ liberatorio del sesso fra innamorati in un mondo che si avvia ad una sorta di fascismo mistico?
    E non è simbolico che proprio con l’atto sessuale che genera la vita il mondo riparta?
    Il sesso in questo è un atto di ribellione e proclamazione di indipendenza.
    Il peccato originale pure nell’Antico Testamento ha questo duplice aspetto di acquisizione di conoscenza e di apertura degli occhi sulla propria fisicità.
    La chiesa vuol controllare sia la mente sia il corpo.
    Inoltre hai presente che cosa Metatron, l’uomo angelicato della trilogia, desidera piu’ di ogni altra cosa?
    Non hai percepito desiderio e lussuria nel suo rapporto con Mrs. Coulter?
    La classica invidia di un sessualmente represso.

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  11. RazionalistaPentito
    21/07/2009

    La trilogia ha apertamente una forte carica anticristiana, o meglio antireligiosa, che diventa più esplicita man mano che il racconto procede e l’impianto cosmologico si delinea: la religione è solo una finzione che tende a privare l’uomo dell’unico mondo che realmente esiste, quello corporeo; una vita dopo la morte non è desiderabile, ma la nostra aspirazione deve essere quella di dissolverci felicemente dopo aver ben vissuto; ribellarsi all’autorità (religiosa) è cosa buona e giusta; il tentativo umano di rovesciare il potere divino è lotta per l’intelligenza e la libertà che la religione per sua natura nega, ecc.: se conoscete Odifreddi e l’UAAR , conoscete perfettamente il genere.
    Queste tesi non sono “abilmente dissimulate” nella trama, ma sono esplicitamente dichiarate: “la religione cristiana è un errore molto potente e persuasivo, tutto qua” (Il cannocchiale d’ambra, pag. 379).
    L’aspetto più debole del romanzo è il finale: dovendo scegliere fra il loro appena sbocciato amore ed il bene dell’universo, i due protagonisti scelgono il secondo. Ciò è molto edificante, ma anche decisamente fantasy. Soprattutto, contraddice ciò che l’autore stesso sembra voler affermare: da un lato è sbagliato negare il mondo a favore della religione perché essa è un insieme di principi astratti e avulsi dalla realtà; dall’altro lato, è giusto sacrificare se stessi e le proprie pulsioni in favore di una esigenza morale ancora più astratta, il kantiano dovere per il dovere. Ancora: da un lato, la ex suora non doveva rinunciare alla sessualità per Dio perché ciò è contro la natura umana, la giustizia e l’ordinata armonia del mondo; dall’altro lato, i protagonisti devono rinunciare al loro predestinato amore per salvaguardare il desiderio dei morti di morire proprio del tutto e per bene.
    L’autore dimostra inoltre una sgradevole propensione a far morire i suoi personaggi quando sono in procinto di conseguire quello che cercano, o immediatamente dopo, il che imprime alle vicende una impressione generale di cupezza che in effetti contraddice la forza di liberazione che la trilogia vorrebbe riconoscere alla lotta contro la religione. Affiora insomma, eternamente e di nuovo, la triste fatalità dei Greci, o peggio ancora il cupo moralismo kantiano, dietro l’apparente gioia di vivere. Alla fine del romanzo il Male è sconfitto, e tutti sono più tristi di prima.
    Dal punto di vista della coerenza cosmogonica, la trilogia lascia molto a desiderare. Troppe cose rimangono non spiegate e non armonizzate tra loro. Dopo la morte il daimon scompare; un’altra parte degli esseri umani, l’anima, va nel mondo della morte, che è una pianura infinita dove non succede mai nulla e dove le arpie tormentano i morti ricordando loro tutte le cose cattive che hanno fatto, perché distinguono la verità dalle falsità e quindi smascherano tutti i nostri alibi. Ma le arpie in realtà sono solo scocciate di dover stare nel mondo della morte che è così noioso: quando Lyra racconta le sue avventure, vere, rimangono incantate e decidono che aiuteranno le anime ad attraversare il mondo della morte fino al buco praticato e lasciato da Lyra e Will, a patto che l’anima sappia descrivere loro tutte le cose appassionanti e belle che esistono nel suo mondo. Uscendo da quell’apertura, le anime non tornano a vivere, ma si dissolvono felici. Infatti vivere senza corpo è solo una seccatura.
    Ciascuno di noi ha anche, oltre al daimon, la sua propria morte che lo segue: noi fingiamo di non vederla e cerchiamo di seminarla, e lei poveretta ci segue come un cucciolo non amato. Solo quando la incontriamo, scopriamo che lei non ci vuole male, è solo che deve starci appresso per natura, per condurci dove dobbiamo andare dopo, cioè al noioso mondo della morte. Se la perdiamo, ci tocca aspettare nell’anticamera finché non arriva, e l’anticamera è pure più deprimente del mondo della morte, che già non scherza. Tra daimon e morte personale, mi pare che i nostri pressi siano piuttosto densamente abitati: proporrei di progettare mezzi di trasporto più capienti, per trasportare in giro tutto questo corteo di accompagnatori.
    La tentazione che la Nuova Eva affronta è semplicemente l’amore per Will; e la ex suora l’aiuta a peccare soltanto nel senso che, raccontando perché ha smesso di essere suora, racconta appunto di un fugace innamoramento, che le ha ricordato il primo amore (che, lo sappiamo, non si scorda mai). Ricordare la felicità del primo tenero gesto d’amore le ha fatto capire che aveva fondato la propria vita su astrazioni (Dio, la vocazione, la morale…) che non la rendevano felice. Ascoltandola, Lyra capisce che quello che prova per Will è amore, (mentre prima pensava si trattasse di un calesse), e quindi i due si allontanano teneramente per mano, poi si toccano i daimon (non è pornografia) e diventano adulti non credenti, cosa che a quanto pare fa iniziare una nuova era, ma non è che si capisca chiaramente il perché. Nel frattempo, e a loro insaputa, il padre e la madre di Lyra hanno ucciso Metatron approfittando del fatto che è piuttosto imbecille, mentre l’Autorità è stata uccisa da loro stessi senza che si rendessero conto di chi fosse e di che stesse accadendo. Quindi il Regno dei Cieli è stato sostituito dalla Repubblica dei Cieli, secondo il satanico progetto (buono) del padre di Lyra, ma senza che nessuno si sia accorto della differenza.
    Dal punto di vista della coerenza cosmogonica, la trilogia lascia molto a desiderare. Troppe cose rimangono non spiegate e non armonizzate tra loro (i daimon non possono allontanarsi dai loro proprietari, ma nel mondo della morte sì, e anche in certe zone del mondo di Lyra; infatti è proprio così che una donna diventa strega, separandosi dal suo daimon; Autorità non ha creato il mondo, ma il mondo si è creato ad un certo punto da solo, e ha iniziato ad esistere un angelo venuto fuori dal nulla come un bel coniglio portentoso da un cappello inesistente; tutti vogliono uccidere Lyra perché è la Nuova Eva, ma se è destino che lo sia, è ovvio che non riusciranno a farlo; il coltello che taglia il confine tra i mondi e potrebbe perfino uccidere Dio, alla fine non serve a nessuno, ma non sappiamo come possa esistere e perché; non sappiamo perché mai esistono le profezie, da dove vengono i poteri delle streghe, da dove viene la Polvere e che cosa fa a parte aggirarsi e posarsi… tutte cose lasciate prive di spiegazione).

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  12. Lenny Nero
    21/07/2009

    @RP: non condivido il tuo punto di vista, come puoi immaginare, e non mi dolgo per i punti lasciati in sospeso nel mistero. Comunque grazie mille per la lunga e articolata disamina, obiettiva e puntuale, anche se si coglie il tuo criticismo. 😉

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