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Peace is for pussies

Sulla rianimazione dei feti e la resurrezione dei morti

abortion-7494411.jpgDa medico, che alcuni colleghi (per la verità pochi: fanno parte di 4 università, di cui due cattoliche ed in particolare il Campus Biomedico è afferente all’Opus Dei; avrete già intuito chi ci lavora: non la voglio neanche nominare) elaborino documenti di fatto ideologici mi sconvolge.

Mi sconvolge che vengano assunte posizioni contro coloro che i medici hanno il dovere di assistere (i pazienti), contro le nozioni acquisite della scienza, contro la legge dello Stato e solo su base dottrinale.

Talebani, nè piu’ nè meno.

In realtà non mi surriscaldo troppo perchè questo documento è inapplicabile e non ci si sta rendendo conto che è solo benzina gettata sul fuoco della polemica per alzare i toni.

Sono parole pretestuose ed infondate, scagliate nel caos di questi giorni per approfittare della debolezza dei possibili avversari “politici”.

Fatevi un bel respiro e ragionateci su, perchè solo da freddi si combatte meglio il nemico.

Ho assistito a diverse consulenze per coppie che, tra la ventesima e la ventiduesima settimana di gravidanza, scoprono con un’ecografia morfologica che il loro nascituro è gravemente malformato.

Non solo in un periodo così avanzato della gravidanza la coppia spera ormai che potenziali incidenti siano superati, ed è un gran dolore ricevere certe notizie, ma la legge 194 descrive precisamente i termini in cui si puo’ attuare un’interruzione di gravidanza.

-L’interruzione volontaria della gravidanza, dopo i primi novanta giorni, puo’ essere praticata: a) quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna; b) quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.-

La domanda da porsi, quindi, è la seguente: se non è possibile interrompere la gravidanza qualora il feto sia sano (ma solo se la gravidanza rischia di uccidere la madre, e non è certo il caso piu’ comune), di quale tipo di feto stiamo parlando?

Un feto microcefalo?

Un feto affetto da sindrome LBW (limb body wall complex)?

peri204.jpg

Un feto con gravi malformazioni dell’apparato cardiocircolatorio o agenesia renale?

Vorrei capire: quali feti vengono abortiti in quel periodo della gravidanza?

Se anche sopravvivessero, quello che accadrebbe non sarebbe solo un accanimento terapeutico, un prolungamento della loro sofferenza oltre ogni limite?

Oltre a predicare una valle di lacrime per gli adulti, ora pure i bambini devo patire le pene dell’inferno con lauto anticipo?

Li ricomponiamo come bambolotti a suon di interventi chirurgici, interventi divini e riti di lazzaresca memoria?

Domenico Arduini, direttore della Clinica ostetrica e ginecologica di Tor Vergata  dichiara: “Non si può decidere di assistere un neonato solo in base alla settimana di gravidanza, ma in base alla patologia della madre e del figlio. Un bambino nato alla 21esima settimana non sopravvive, ma già a partire dalla 22esima ha tra il 14 e il 26% di possibilità“.

In Lombardia, in modo indiscriminato, è già stato deciso che non si può interrompere la gravidanza oltre le ventidue settimane.

Come potete leggere sopra, le percentuali di sopravvivenza sono basse e ribadisco: parliamo di bambini sani o con gravi patologie?

La legge 194 non è esplicita proprio in merito a questo tipo di condizione?

Non si puo’ abortire in quelle settimane giusto per un capriccio (e vorrei che qualcuno avesse il coraggio di dirmi in faccia che le donne abortiscono per capriccio).

Giuseppe Noia, docente di Medicina prenatale alla Cattolica, parlando del periodo post-23sima settimana:  “Al primo giorno le probabilità oscillano tra il 30 e il 47%; oggi rispetto a dieci anni di fa migliorano le aspettative di sopravvivenza, ma il problema della scelta dell’assistenza è sul futuro del neonato e un’eventuale disabilità. Alcuni genitori preferiscono addirittura che i loro bimbi non vengano assistiti“.

E’ facile rilasciare questi commenti quando certi drammi non vengono vissuti sulla propria pelle.

E’ sempre facile condannare e giudicare.

La libertà di scelta di voler crescere (e in base alla patologia, pure per poco tempo) il proprio bambino quando gravemente affetto è un diritto che i genitori devono poter esercitare serenamente, perchè è della loro esistenza futura e di quella del loro bambino che stiamo trattando.

In Francia ci sono già stati processi a carico di genitori denunciati da figli malati per averli messi al mondo.

Hanno vinto la causa.

Si pensa mai al peso di certe scelte e al dolore che recano con sè?

Si pensa mai non solo alla vita, ma anche alla qualità di vita?

Si riesce a far le lapalissiane differenze fra “vita” e mera “esistenza”?

E soprattutto, perchè questi documenti non vengono prodotti solo per i cattolici?

Io propongo persino di imporli ai cattolici.

Propongo di mettere persone di fronte alle conseguenze devastanti del dogmatismo della chiesa che appoggiano.

E’ crudele, ma son convinto che solo il dolore per una nascita infranta e fallita può aprire gli occhi alle coppie che saranno le prime vittime di questa vessazione che sta rasentando ormai la follia quotidiana.

In particolare mi rivolgo alle donne: vi stanno trasformando in incubatrici su due gambe private di diritti e pensiero.

Fatevi sentire, o tornerete ai tempi in cui le interruzioni di gravidanza avvenivano brutalmente sul tavolo della cucina.

Intanto le conseguenze pratiche di questo documento saranno quasi nulle, se non prolungare l’agonia dei feti.

L’obiettivo è ritoccare la legge 194, magari abolirla; ma l’abbiamo intuito tutti.

Starete all’erta o da domani sostituiamo la bandiera italiana direttamente con quella del Vaticano?

2 commenti su “Sulla rianimazione dei feti e la resurrezione dei morti

  1. valeria
    11/02/2008

    Ciao Dario, mi rincuora leggere questo tuo post. In un attimo di forte rabbia, provocata dalla visione del grassone Ferrara, pensai che solo alle donne dovrebbe spettare il diritto di legiferare su questioni che riguardano il loro corpo. Chiaramente fu il mio un pensiero e un emozione di reazione, ragionandoci su non so se una tale proposta sarebbe proponibile…., non la escludo comunque a priori.
    E’ difficile il vero rispetto tra due entità così diverse come lo sono l’uomo e la donna, ma siamo in cammino ed è bello trovare delle congiunzioni.
    A presto….
    Non mi dilungo oltre sulle oscenità sbandierate o meno dalla chiesa cattolica….

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  2. Lenny Nero
    11/02/2008

    @valeria:

    Dario?!?🙂

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 03/02/2008 da in Flussi di incoscienza, Religione con tag , .

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