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Peace is for pussies

Alien VS Predator 2: Requiem

avpredatorr11.jpgData l’estrema stanchezza psico-fisica che mi ha impedito di dedicarmi ad un film di Bergman (o a qualsiasi altro film asiatico coi sottotitoli in gaelico, purchè non mi inducesse a pensare al lavoro), mi son concesso la tavanata galattica del mese, giusto per spegnere neuroni troppo sovraccarichi.

Ho così trasgredito alla regola base del buonumore: mai guardare un filmaccio a tempo perso il cui protagonista sia uno dei tuoi idoli scifi-horror d’infanzia; ti si spezzerà il cuore.

Se già Anderson (“Resident evil“: it’s enough) si era impegnato a fondo per stuprare la saga del gigeriano xenomorfo, eliminando ogni riferimento sessuale, ogni goccia di sangue e flagellandoci con Raul Bova (fatevi un regalo: ascoltate AVP in lingua originale; non potete neanche immaginare gli effetti esilaranti del suo romaninglish), pur riuscendo a regalarci un ottimo duello fra l’Alien ed il Predator, i fratelli Crause (blasonati supervisori FX) hanno realizzato una catastrofe di film, talmente imbarazzante che l’effetto adrenalinico da massacro di massa, tipico della serie, sprofonda nella gastrite e nel desiderio di sventrarli per lesa maestà.

Credo che H.R. Giger sia caduto in catatonia già dopo “Alien 3” e prego per la sua anima che non abbia dovuto assistere a AVP2.

La trama è degna dell’incipit di un film porno con Ron Jeremy o de “La rivincita dei nerd 6“: mentre l’astronave con a bordo esemplari di Predator e l’ibrido Predalien (sic!) precipita sulla Terra, in un posto a metà tra Portland e la Val Bormida, uno scialbo maschietto si fa pestare dal bullo di turno che si contende con lui la stessa vagina bionda.

Nel bel mezzo di queste terribili faide falliche, i mostri scorazzano e fanno ciò che è nella loro natura (in effetti se non avessi un pene anche io sarei così isterico).

L’epica trama si snoda senza il benchè minimo sindacale senso del ritmo e del montaggio tra dialoghi risibili, recitazione da urlo, immagini che raramente si elevano sopra il mediocre o il dejà-vu ed almeno una quota di emoglobina superiore al predecessore (lo sforzo è stato minimo).

Giusto per deturpare ulteriormente la biologia dell’Alien, l’ibrido ora si riproduce non più tramite Regine Madri e Face-hugg, ma inoculando direttamente in gola a malcapitate femmine umane le sue uova (una specie di fellatio hard-core) e dando luogo a parti plurigemellari nell’arco di cinque minuti con gruppetti di Predalien che sventrano la madre putativa.

La gioia di Giuliano Ferrara: riproduzione di massa rapida e con eliminazione immediata dell’incubatrice.

I personaggi sono talmente monodimensionali ed irritanti che in confronto la carne da macello dei film di Tobe Hooper assume potenzialità drammatiche inaspettate.

Il tutto scorre in modo piatto, mai avvicente, senza un colpo di scena o quei momenti di suspense insostenibile che caratterizzavano i primi due storici episodi.

Ah, un colpo di scena in realtà c’è: dopo la nuclearizzazione (telefonatissima) dell’avvilente location, CASUALMENTE vengono reperiti strumenti di tecnologia aliena ed un colloquio tra grandi menti industriali lascia presagire nuove colonizzazioni spaziali.

Assolutamente eccezionali le espressioni degli attori durante gli improbabili scambi di battute: l’effetto è lo stesso delle inquadrature sul volto botulinizzato di Ridge in “Beautiful“.

Rimane qualcosa da salvare?

Niente.

3 commenti su “Alien VS Predator 2: Requiem

  1. Pinocchione76
    10/03/2008

    A questo punto era meglio un film dei Vanzina, magari anni ’80🙂

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  2. chiarac
    11/03/2008

    io con AVP2 ho avuto la netta sensazione che ci fossero 2 film sovrapposti. uno con alien e predator, che era carino: begli scontri (anche se non si capisce un accidente perchè è sempre troppo buio e troppo veloce), solita paranoia sulla maternità, belle le creature, curiosa la rapidità con cui gli alien passano da facehugger a adulti (se non sbaglio nel primo alien ci voleva mezzo film, qui gli avranno dato un’overdose di ormoni della crescita..).
    al film su alien e predator pare poi che abbiano sovrapposto una trama qualsiasi da school horror pescata dalla grande libreria di holliwood… in fondo per essere un fim a basso costo poteva andare peggio. poteva esserci ANCHE raoul bova🙂

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  3. Lenny Nero
    12/03/2008

    @chiarac:

    Raul Bova avrebbe dovuto solo fare poche cose in AVP:

    – tacere
    – stare nudo tutto il tempo
    – farsi squartare per la nostra gioia

    Comunque se era già terribile alle nostre orecchie il suo accento romanamericano, figurati a quelle degli americani.

    Infatti la sua carriera negli States è morta sul nascere!

    Esiste un dio. Forse.

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Questa voce è stata pubblicata il 10/03/2008 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , , .

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