+LoveIsTheDevil+

Peace is for pussies

Sheitan

Con due anni di ritardo, è uscito in dvd “Sheitan“, horror psichedelico del debuttante Kim Chapiron, prodotto e interpretato da Vincent Cassel.

L’opera mescola ingegnosamente temi in voga nella cinematografia d’oltralpe (l’orrore rurale: “Alta tensione“, “Calvaire“, “Ils/Them” e il spero non troppo venturo qui in Italia “Frontières“), un stile visivo anarchico, quasi punk, che ricorda esplicitamente quello di Gaspar Noè (persino nella trovata del messaggio a caratteri cubitali su sfondo scuro, citazione da “Seul contre tous“) e personaggi e colonna sonora presi di peso da “L’odio” di Kassovitz.

Aggiungete alla mistura humour nero, grottesco a profusione, picchi disgustosi di gore e un gran talento nel creare tensione, con un ritmo narrativo costruito come una sinfonia distonica, senza sussulti prevedibili, ma con sottili giochi di sound-editing e improvvise accelerazioni o inserti onirici.

Oltre che per l’evidente talento, il regista si salva dal dejà-vu (una scena fra tutte, la cena della famiglia disfunzionale, vista in “Non aprite quella porta“, in tutti i suoi seguiti e in tutti i suoi cloni) creando un film nervoso, mai troppo scontato, dove c’è spazio persino per dipingere un certo contesto sociale (la periferia francese) come l’anticamera per l’inferno: dio non esiste o è indifferente, come decreterà uno dei protagonisti, e il diavolo lo sceglierà come agnello sacrificale per fornirgli la crudele dimostrazione che in merito all’Altissimo aveva ragione.

L’incipit della storia non brilla, come avrete già intuito, per originalità (la vigilia di Natale Eva invita gli amici nel suo casolare di campagna); l’interesse non risiede certo nella trama, ma nelle cinefile multireferenzialità e nei simbolismi nascosti nei personaggi.

Da una parte il gruppo di attori non professionisti, di diverse origini etniche, rappresenta bene con il suo goffo comportamento e il linguaggio oltremodo volgare una gioventu’ senza famiglia e senza illusioni, cui non è rimasto altro che divertirsi con droghe, sesso (anche se quest’ultimo è sempre ambito e mai ottenuto), rapine, musica hip-hop che inneggia al teppismo e pericolose corse in automobile.

Dall’altra c’è l’unico mondo possibile a loro riservato e non è quello che hanno sognato.

Inoltre l’evento natalizio fa emergere fratture inaspettate.

Se l’occidentale Bart e l’orientale Thai definiscono letteralmente la religione una “merda”, gli islamici Ladj e Yasmine restano turbati e non avendo particolari argomenti per replicare (il livello culturale dei ragazzi non consentirebbe un convivio platonico!) reagiscono come tutti i fanatici incapaci di comprendere come non si possa credere in dio e proclamano la continua presenza intorno a noi di Sheitan, il signore degli spiriti del male per i musulmani.

Bart, con raffinatezza kantiana, replica che per quel che gli importa “dio può anche scoparsi sua sorella”.

L’ingenuo non sa che in quella casa qualcuno la sorella se l’è davvero scopata e che quest’ultima è pure in dolce attesa di un bimbo che è predestinato, ironia della sorte, proprio a Sheitan, in virtù di un patto faustiano.

Eva, invece, non è altro che l’arcinota donna sedotta dal diavolo e tentatrice (il prescelto verrà pure messo a tacere con una mela, ma, anzichè acquisire conoscenza, gli verranno cavati e cuciti gli occhi: lui, ateo convinto, non è in grado di guardare, vedere e tantomeno comprendere) e nasconde un segreto che verrà rivelato solo nell’ultima sequenza.

A completare l’anomalo quadretto religioso, interviene Joseph, il bifolco custode del casolare, interpretato da un Vincent Cassel schizoide, a volte troppo gigione, a volte davvero spaventoso, architetto di un piano diabolico raccontato sotto forma di novella allo zolfo durante la cena di Natale, ma che gli sventurati ospiti comprenderanno solo a loro spese.

Intorno agli attori principali ruota una campagna brulicante di freaks, deformi e stupidi, e presto si capisce che l’incesto non è taboo e riprodursi è all’ordine del giorno.

Con chi, poco importa.

Sheitan” è uno specchio crudele in cui ai giovani sbandati si offre tutto quello che a loro manca e la vita normale non può offrire: il conforto di una casa, un lauto pasto, sesso, una famiglia e persino un dio; ma ricevere tutto questo implica il ritorno ad un mondo pagano quasi mitico che non sono in grado di gestire e ne pagheranno le conseguenze, non potendo far altro che svolgere il ruolo di vittime.

Il loro unico paradiso è quello dell’alienazione e non sanno ancora che cosa li attende dopo la cacciata.

Sheitan” non è un film per tutti i palati: quasi sempre angosciante, surreale (la camera delle bambole; occhio ai dettagli: non sono costruite solo con plastica), caricato di humour nerissimo (il doppio ruolo femminile di Cassel, la scena del parto sul pavimento) e sprazzi lynchiani (il sogno del sottofinale col capro demoniaco soccorso d’urgenza da infermieri zombificati) che ribaltano le prospettive più di una volta e dettagli gore che, quando presenti, rasentano il pornografico o il nauseabondo.

A leggere le dichiarazioni di produttore e regista, sembra che abbiano voluto creare essenzialmente un giocattolone, sexy e spaventoso.

Cercando divertimento sopra le righe, senza farsi mancare spunti di riflessione ed una struttura simbolica sopra la media, optare per “Sheitan“, magari da vedere proprio durante la notte di Natale, può essere una scelta originale.

Ma se i vostri amici vi odieranno, avranno le vertigini o la nausea, non stupitevene troppo.

A corredo del dvd extra completissimi ed un booklet ricco di fotografie, interviste e due approfondite letture critiche di Luigi Rigoglio e di Mario Gazzola (http://www.posthuman.it)

3 commenti su “Sheitan

  1. dedoverde
    16/04/2008

    questo Sheitan è un trip mentale che mancava dai tempi di Paura e delirio a Las Vegas! geniale e allucinato….consigliato!

    Mi piace

  2. Lenny Nero
    16/04/2008

    @dedoverde:

    a costo di bestemmiare, Sheitan non ha forse la potenza visionaria di “Paura e delirio a Las vegas”, ma almeno non ha come difetto quell’autocompiacimento tediosissimo che abbondava in quel film.
    Io me lo sono goduto dall’inizio alla fine e solo la sequenza del sogno dopo che sono stati cavati gli occhi al ragazzo vale la visione: per un attimo ho pensato di essere finito in un “Inland Empire” in salsa francese!

    Mi piace

  3. Cristiano
    13/06/2008

    Fantastico. l’ho appena visto..veramente fantastico.

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 07/04/2008 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione, Religione con tag , , .

Cookies

Informativa breve

Questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Proseguendo con la navigazione si presta il consenso al loro utilizzo. Per un maggiore approfondimento: Privacy Policy

My Art Gallery

Follow +LoveIsTheDevil+ on WordPress.com

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: