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Peace is for pussies

Shoot’em up

Questo filmaccio cazzaro è solo una versione deluxe di “Crank“.

Per i fortunati che non avessero sprecato tempo con “Crank” (perdersi Jason Statham in versione supermacho? Never!) immaginate un film la cui trama sia solo il pretesto per sparatorie ininterrotte, battute che non divertirebbero il peggiore ubriacone di osteria, sesso boccaccesco (in questo caso abbastanza kinky, stravagante, con un momento dal sapore necrofilo, ma non aspettatevi nulla di sconvolgente, visto il tono goliardico dell’operazione) ed un regia che fottendosene del concetto stesso di regia ricicla il solito stile videoclipparo alla Michael Bay.

Non essere in grado di creare vere coreografie action, ma solo di inanellare 100 inquadrature al secondo, per quanto costruite con gusto ed una fotografia ottima (con una tavolozza acida ed ipersatura) è sempre segno di totale incapacità.

Registi simili dovrebbero limitarsi a lavorare per MerdaTV sfumando con un montaggio al fulmicotone le cellulitiche gambe delle attention-whores che la popolano.

In questo film si gioca all’esagerazione, fallendo nell’obiettivo di divertire perchè, in fondo, gli autori si prendono troppo sul serio e solo Paul Giamatti riesce a regalarci un’interpretazione degna di tal nome, ma almeno autoironica.

Si vede letteralmente di tutto: il protagonista uccide i suoi avversari con carote che mangia di continuo, spara a cento uomini contemporaneamente mentre scopa con Monica Bellucci (la quale continua a gemere pur avvolta dalle pallottole e dalle braccia del bel Clive Owen: una dotazione che fa perdere i sensi o una carota?), mentre fa partorire una donna, mentre si lancia giù nella tromba delle scale da 10 piani di altezza e compie altre prodezze che in confronto Neo di “Matrix” pare avere la stessa agilità di Giuliano Ferrara dopo aver mangiato le uova che gli hanno tirato all’ennesimo comizio.

Come se non bastassero il montaggio ipercinetico e la colonna sonora grunge-tamarra a torturarci il chiasma ottico e le orecchie, le bambinate, scambiate per colpi di genio, abbondano ad ogni sequenza: una su tutte, dopo una sparatoria sui tetti, le lettere di un’insegna luminosa formano la scritta “Fuck u too”.

Forse un nerd di 12 anni, rigorosamente maschio, si può anche divertire.

A conferire un tocco macho al film, tette e culi in bella vista, inseguimenti roboanti e pure qualche litro di sangue, nonchè una sequenza di tortura a base di dita spezzate che si sostiene sul solito Giamatti.

Il tutto, però, non è nè politically uncorrect nè tantomeno irriverente, è solo prepuberale.

Assolutamente insultante la sparatoria durante un lancio di gruppo in paracadute che esibisce un fotomontaggio che penso non si notasse in modo così evidente per lo meno dalle guerre puniche, rendendo il momento ridicolmente fumettistico in un film che è già parodia (ci si augura volontaria).

Vero tocco camp la presenza di Monica Bellucci (prostituta dal cuore d’oro che, quando non gode o dice parolacce, piange) il cui ruolo più memorabile è stato quello della delinquente di “Dobermann“: era completamente muta.

Che sia una donna splendida, non lo nego nemmeno io.

Umanamente mi è anche simpatica.

Ma Giuda ballerino, non esiste un reato per perseguire chi si ostina ad ignorare la sua dizione?

Ho ancora i brividi dopo anni per quel “basciami” pronunciato in “Matrix Reloaded” e da allora non si avvertono miglioramenti.

E se pensate che in italiano sia già inascoltabile, non avete idea in inglese: mi stupisco che all’udito degli anglosassoni non sortisca lo stesso effetto che ha per noi Don Lurio.

La signora Cassel ha una presenza scenico-estetica indubbia, ma è lesa maestà chiedere che venga doppiata?

Non ho fatto alcun accenno alla trama, ma in un film in cui si spara per 100 minuti su un totale di 120, davvero ve ne importa qualcosa?

Shoot’em up” vince anche il premio per la scena più originale del decennio: Super Clive incastra tra le dita le pallottole, dopo di che infila la mano tra le fiamme di un caminetto e spara così i suoi colpi al cattivone di turno.

Se questo tipo di ingegno vi diverte è il film per voi, ma dopo flagellatevi!

Splendide le animazioni grafiche dei titoli di coda, ormai fuori tempo massimo, per altro dopo una sequenza finale quasi splatter che cita “Pulp fiction” e ha il sapore dell’inutile gratuità.

Come tutto il resto del film.

Devo aver scritto almeno 10 volte sparatoria: ciò la dice lunga sull’ingrediente principe!

2 commenti su “Shoot’em up

  1. eio
    17/05/2008

    “Forse un nerd di 12 anni, rigorosamente maschio, si puo’ anche divertire.”
    cazzo, è il mio ritratto!

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  2. Lenny Nero
    17/05/2008

    @eio:

    ops! con tutto il rispetto per i teen-nerd, eh? :-p

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 08/04/2008 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , , , .

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