+LoveIsTheDevil+

Peace is for pussies

Onora il padre e la madre

Per una volta la versione italiana di un titolo nasconde un arguto cinismo molto funzionale alla luce del film.

L’originario “Before the devil knows you’re dead” è una citazione di un augurio irlandese che recita “Che tu possa restare mezz’ora in Paradiso prima che il diavolo sappia che tu sei morto“.

In italiano sarebbe suonato decisamente prolisso e non avremmo colto il riferimento.

Onora il padre e la madre“, invece, va dritto al punto e coglie il sarcasmo funereo che è alla base dell’ultimo film dell’ottuagenario Sidney Lumet.

Con un paragone al sapor d’ospizio, affrontando gli stessi topoi drammatici Lumet batte  il “Sogni e delitti” di Woody Allen sullo stesso terreno e ci regala una lezione di cinema classico e rigoroso che il maestro di Manhattan pare abbia dimenticato con la sua ultima operetta.La trama è un miscuglio di luoghi comuni già visti e che leggiamo ogni giorno nelle pagine di cronaca nera.

Senza volervi svelare troppo, sappiate che viene descritto un vero e proprio massacro all’interno di un nucleo familiare.

La forza non risiede nel racconto, ma negli elementi puramente cinematografici.

Stupisce, in positivo, che uno stimato regista dimostri alla sua veneranda età la capacità di decostruire la storia attraverso un montaggio che affianca e interseca diversi piani temporali, senza mai perdere di vista la trama e senza creare fastidiosi buchi narrativi o momenti di confusione.

Il montaggio alternato rende degli eventi, di per sé non stupefacenti, pi intriganti e misteriosi, consentendoci di sviscerare uno ad uno i protagonisti, per i quali viene ritagliato uno spazio apposito, e la loro psicologia, .

E qui entra in gioco l’elemento attoriale: il cast è semplicemente strepitoso.

Philip Seymour Hoffman giganteggia sullo schermo, senza mai rischiare di essere troppo istrionico, dipingendo una persona frustrata in ogni sua sfumatura, dalle esplosioni inaudite di ferocia verbale e fisica ai momenti riflessivi.

Non sbaglia uno sguardo, un gesto, una posa: semplicemente perfetto.

Ethan Hawke per fortuna è invecchiato ed è meno belloccio e si riesce a prenderlo anche più seriamente, dimostrando di poter affiancare egregiamente il mostro di cui sopra.

I due interpretano il ruolo dei tipici fratelli che non hanno nulla in comune, se non la donna che si portano a letto.

Hawke è il secondogenito, il piu’ amato, ma anche il piu’ sfortunato economicamente, tormentato dai debiti e dalla ex-moglie e dalla figlia che lo accusano di essere solo un fallito.

Hoffman è un dirigente di successo, sposato, apparentemente felice, ma in realtà nasconde una voragine esistenziale che non riesce a colmare se non stordendosi con le droghe.

La sua sensualissima moglie è Marisa Tomei, che in forma smagliante si offre generosamente nuda alla telecamera in metà delle scene, facendo sesso a turno con entrambi i fratelli.

E al contrario di altre sex-symbol dimostra di essere una grande attrice (eccezionale lo scambio di battute con il marito quando gli rivela il suo adulterio e lui reagisce compostamente ingoiando la rabbia e provocando il suo sconcerto).

Il film esordisce proprio con un rapporto visivamente esplicito tra Hoffman e la Tomei.

L’atmosfera è plumbea, non sembra una coppia che consuma il proprio amore, ma un duo di animali che si sfogano tristemente.

Quando si abbracciano lei confessa che solo in quei momenti non si sente una merda, mentre il marito sogna addirittura di fuggire lontano con lei.

Introdotti con questo mood di non serena convivenza, iniziano gli atti della tragedia con un sparatoria che avviene nella gioielleria dei genitori dei due fratelli.

La madre resterà gravemente ferita, uno dei ladri morirà e il suo complice si darà alla fuga in auto.

Quando quest’ultimo ci rivelerà la sua identità scopriremo il primo segnale di uno sfascio familiare che coinvolge tutti i personaggi.

Lumet disegna ogni scena in modo rigoroso, minimale, persino nelle scenografie.

Gli ambienti sono teatrali, introspettivi, fanno solo da cornice ai dialoghi secchi e squallidi o agli esami di coscienza.

Non un parola di troppo, non un minuto in piu’ nei momenti tragici; tutto il film è costruito in modo solido e cesellato.

Non aspettatevi un thriller con risvolti gialli o action, ma il montaggio elettrico e controllato allo stesso tempo rende la visione mai banale, seppure con qualche caduta, inevitabile, di ritmo.

La carneficina in realtà non mancherà, in un convulso finale fatto di esplosioni di follia, faide e vendette tra parenti che lasciano l’amaro in bocca.

Quello che piu’ interessa a Lumet, forse in una fase di disincanto a dir poco cosmico, è dipingere un quadro nerissimo della famiglia ai giorni nostri: disfunzionale, schizogenica, opprimente e basata su valori formali che non reggono di fronte all’ira, alla vendetta, alle gelosie e all’avidità disperata tipica di chi il sogno americano non l’ha realizzato ed è oppresso da uno spirito di rivalsa.

I soldi diventano il simbolo di una felicità illusoria, e più questa felicità ti sembra mancare, più ne hai bisogno per superare il senso di asfissia.

E di fronte a quel piccolo sogno neanche il presunto grande valore della famiglia resterà in piedi, travolto da ben altra furia.

Nulla di nuovo che non ci abbiano già raccontato gli antichi tragici greci o Shakespeare, ma diretto con maestria innegabile e intinto in una crudeltà umana così tangibile, grazie alle prove degli attori, che al termine del film pensi che neanche il diavolo li vorrebbe all’inferno.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Cookies

Informativa breve

Questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Proseguendo con la navigazione si presta il consenso al loro utilizzo. Per un maggiore approfondimento: Privacy Policy

My Art Gallery

Follow +LoveIsTheDevil+ on WordPress.com

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: