+LoveIsTheDevil+

Peace is for pussies

Frontière(s) (Frontiers – Ai confini dell’inferno)

Due tra i film horror più attesi dell’anno sono francesi: si tratta di “A l’intérieur/Inside“, acquistato addirittura dalla Miramax, e di “Frontière(s)”.

Il film ha due vistosi difetti, per fortuna controbilanciati da una riuscita finale più che discreta ed efficace e da un sottotesto politico provocatorio.

Il primo dei due difetti ha nome e cognome: Xavier Gens.

Il regista è lo stesso di “Hitman“, trasposizione dell’omonimo videogioco che non ho recensito, per pietà verso un personaggio da me amato, e incarnato da un Timothy Olyphant che più che ad una perfetta macchina da guerra assomigliava a un patetico fighetto da domenica sera milanese.

Inoltre Gens ha un gusto visivo che scivola spesso nel patinato-pubblicitario, pur avendo un ottimo occhio fotografico.

Il secondo difetto è il citazionismo che più di una volta sfocia nel ridicolo o nel tedioso, per lo meno per un accanito metabolizzatore di film di genere.

Ciò rovina la visione perché ogni due sequenze per tre la tua mente inizia a giocare a “scopri il film da cui hanno copiato questa scena”.

Tralasciando il fastidioso effetto plagio, e tenendo presente che la materia laida e oscura del film soverchia per fortuna il gusto spottoso di Gens, “Frontière(s)” si lascia vedere, se non siete impressionabili, grazie ad un ritmo frenetico e teso e a una dose di violenza sopra le righe che agli affamati di frattaglie procura sempre una sana catarsi.

Mentre le elezioni francesi vengono vinte dall’estrema destra, un gruppo di giovani di varia etnia si scontra violentemente con le forze dell’ordine.

Tra di loro, una ragazza è incinta (il suo compagno perirà in ospedale, ferito negli scontri).

Fuggirà lontano ai confini del Lussemburgo in compagnia di amici rapinatori che le hanno procurato i soldi per abortire in Olanda.

Per la notte si fermano in un hotel dimenticato da qualsiasi dio pagano, ma non sanno ancora che sfuggiti dai nazisti al potere si dovranno confrontare con una famiglia di veri nazisti (desiderosi di carne fresca e di una giovane donna da ingravidare per avere nuova prole e rinverdire la stirpe).

La tagline del film suona cinica e di cattivo gusto, un po’ come per dire: cari immigrati, non oltrepassate le frontiere perché vi aspettano solo tempi bui e qui in Francia il nazismo è ormai annidato ovunque, dalla metropoli alla campagna.

Riducendo il film a un’equazione si potrebbe scrivere che è la somma di “Calvaire” + “Hostel” che da come risultato un “Non aprite quella porta” in salsa francese.

Se non bastassero i riferimenti lapalissiani, da un punto di vista prettamente horror la referenza principale è Alexandre Aja (“Alta Tensione”, “Le colline hanno gli occhi” ), non solo per il gusto del gore, del sangue a profusione, della violenza realistica ed enfatica, ma persino nelle scelte visive, in quella delle armi e delle modalità di morte (se avete presente la sequenza shock di “Alta tensione” in cui il maniaco squarta con una sega circolare il malcapitato automobilista e gli schizzi di sangue coprono a litri la protagonista, qui ne avrete un bis, sempre splatter, ma meno rivoltante).

Insomma, perché guardare“Frontière(s)” quando in realtà l’abbiamo già visto?

Perché tutto sommato funziona: le immagini sono spesso evocative e ricercate e vorresti usare il fermo-immagine per godertele ancora, la fotografia splendida e nella prima parte volutamente caravaggesca, con fondali immersi nel buio a far spiccare i protagonisti, la colonna sonora non è invadente e riesce ad aggiungere angoscia a sufficienza, ma soprattutto il piatto forte è la violenza che ottiene il disgusto e lo shock smaccatamente ricercati, anche grazie a effettisti gore sopraffini.

Tra persone infilzate per i piedi con grossi ganci, porcilaie in cui essere incatenati, tagli brutali del tendine di Achille con grosse tenaglie, teste esplose come se non vedevano dai tempi di “Maniac” e scioglimento in vivo con vapori bollenti (giusto per citare alcune situazioni e ve ne sono di più raccapriccianti) l’adrenalina non manca.

Non che “Frontière(s)” sia da vedere solo per la violenza, ma se togliamo quella e un impianto estetico sopra la media (a parte qualche eccesso videoclipparo nella prima mezz’ora) che ci regalano suggestioni decisamente forti, rimangono per lo più una polemica sociale tagliata con l’accetta (anche se sostenuta da un degno finale) e un citazionismo esasperato che induce a pensare a una mancanza di idee colossale: di fronte a ben due cene fra cannibali, di cui una con nutrimento forzato della nonna e fuoriuscita del cibo liquido dallo stent tracheale (come se bastasse cambiare sesso alla persona per non ricordarci di una ben più famosa cena col nonno diretta da Tobe Hooper) e una con discorso del capo nazista (si vede qualcosa di analogo persino nel recente “Non aprite quella porta – The beginning”) c’è di che mettersi a urlare basta! a tutto il mondo dal tetto delle Torri Gemelle.

Se ci fossero ancora, ça va san dire…

Per i gore-fans, qui sotto links a gallerie, trailer ed al sito ufficiale.

Un consiglio: se non volete che i vicini chiamino direttamente l’esercito con un esorcista al seguito, abbassate l’audio!

http://www.gomorrahy.com/xavier-gens/frontiers-frontieres.htm

http://www.frontieres-lefilm.com/

Recensione di Elvezio Sciallis

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 18/04/2008 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , , .

Cookies

Informativa breve

Questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Proseguendo con la navigazione si presta il consenso al loro utilizzo. Per un maggiore approfondimento: Privacy Policy

My Art Gallery

Follow +LoveIsTheDevil+ on WordPress.com

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: