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Peace is for pussies

Cecità – J. Saramago

“La cecità di cui parlo in questo libro in realtà non esiste, è metaforica. A me interessano gli uomini che si comportano da ciechi. Volevo raccontare la difficoltà che abbiamo a comportarci come esseri razionali, collocando un gruppo umano in una situazione di crisi assoluta. La privazione della vista è in un certo senso la privazione della ragione []. Quello che racconto in questo libro sta succedendo in qualunque parte del mondo in questo momento.”

Pubblicato nel 1995 con il titolo di “Saggio sulla cecità” , la componente documentaristica del libro risiede non certo nella forma narrativa, ispirata al genere “what if…” e condotta con un linguaggio vibrante, emozionante, quasi musicale, grazie alla manipolazione quasi oltraggiosa che Saramago opera sulla punteggiatura.

L’autore si prefigge, con una crudeltà ed una teatralizzazione della violenza e dei sentimenti che rendono la lettura ancora più disturbante, di mostrarci l’umanità in tutta la sua miseria, la sua meschinità, il suo desiderio quasi istintivo di sopraffazione.

Quella di Saramago è una provocazione feroce, al limite dell’esasperato, se non fosse che ritenerlo sopra le righe implica appunto essere ciechi.

In una cittadina non identificabile un’epidemia di cecità colpisce gli abitanti.

E’ come una marea bianca che travolge gli occhi e li avvolge non nel buio, ma, paradossalmente, nella luce eterna.

I ciechi aumentano progressivamente di numero, prima poche decine, poi centinaia, fino a che sarà la catastrofe.

Mentre la cecità improvvisa miete vittime e causa incidenti e devastazioni, il governo mette in atto misure di sicurezza per isolare i primi ciechi in un vecchio manicomio, custoditi da militari dal grilletto facile e in preda al timore di essere contagiati.

Abbandonati a se stessi, costretti a seguire regole ferree, impossibilitati a lavarsi, la loro esistenza diverrà un inferno, soprattutto quando un nuovo gruppo di ciechi cercherà di imporre la loro volontà e ricatterà i primi gruppi per il possesso del cibo, con un susseguirsi di violenze sessuali ed omicidi che produrranno l’implosione finale.

Solo una donna sembra immune alla malattia, la moglie di un oculista che finge di essere non vedente per stare accanto al marito.

Ed osservare quel che accade sarà ciò che di peggiore potesse augurarsi e sarà indotta a compiere azioni possibili solo abbandondando la propria morale, perdendo la propria dignità e riducendosi a ragionare in modo pratico, se non addirittura primitivo, fino a sfiorare la disperazione e la follia.

Saramago chiude tutto il mondo in un microcosmo estremizzato, un mondo che è ora è costretto a riflettere su stesso, sul proprio corpo, le sue esigenze, sul proprio sistema di vita.

Denudati moralmente, ridotti alle loro esigenze di base, i ciechi appaiono come umani allo stato puro, e l’elemento bestiale emerge in tutta la sua forza, tanto quanto la capacità di solidarizzare e di aiutare che è propria solo dell’unica persona che possa osservare gli orrori che la circondano, fino al punto di dichiarare che anch’essa diventerà cieca come tutti, perchè la sua condizione è insostenibile.

La cecità è ovviamente metaforica, quasi didatticamente, assomiglia ad una rimozione freudiana, quel meccanismo salvifico che ci consente di scotomizzare la realtà per porre in ombra alcune parti ed illuminarne in modo distorto delle altre.

La cecità è l’illusione che il mondo sia quello che vogliamo vedere.

Di fronte all’apocalisse, persino il parroco reagirà in modo sacrilego, bendando le statue di Gesù e dei santi e deturpando le pitture con vernice bianca sugli occhi.

Perchè persino l’assente Dio non merita di vedere la sua creatura privata dei fragili ed ipocriti orpelli della civiltà.

“Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono.”

5 commenti su “Cecità – J. Saramago

  1. sganassa
    27/06/2008

    Ieri sera ho finito il vangelo di gesù… l’ho iniziato praticamente su tuo consiglio…non spetterò di ringraziarti!
    Domani corro a prendere cecità, non tanto per questa recensione stavolta, ma perché Saramago mi avrà sicuramente un po’ stregato!

    ps
    sto blog è una miniera!

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  2. Lenny Nero
    27/06/2008

    @sganassa:

    Troppo gentile😉
    Pero’ sto proprio curando l’idea di avere un blog che sia uno zibaldone-archivio, poche notizie o commenti di vita breve, ma un depositario di piccole esperienze variamente culturali-artistiche.
    In genere cassando libri-film-artisti che reputo di nessun interesse o assolutamente da evitare: ci ho già perso tempo io, non vedo perchè farlo perdere agli altri.

    Il fatto che qualcuno legga un libro su mio consiglio mi rende estremamente felice!

    Se ti è piaciuto “Il vangelo secondo Gesu’ Cristo”, che è travolgente ed emozionante, “Cecità” ti piacerà ancora di piu’: niente sovrastrutture teologiche, niente conoscenze a monte da avere per comprenderlo meglio, ma un racconto duro e diretto senza un attimo di tregua.
    Pare incredibile che un premio Nobel abbia scritto testi simili e pure così godibili, ma Saramago è davvero uno che sa stupire (e soprattutto sconvolgere!).

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  3. whiteangel
    01/07/2008

    Ho letto il libro perchè mi è stato regalato. Non conoscevo ancora lo stile di saramago, ma posso affermare che è davvero un bel libro e che il suo modo di scrivere è originale ma allo stesso tempo interessante. il libro fa riflettere.

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  4. sganassa
    06/07/2008

    L’ho finito!
    L’ho trovato più semplice del Vangelo non fosse altro che dopo la lettura del primo ho preso dimestichezza con lo stile particolarissimo di scrittura dell’autore (niente esclamativi o interrogativi, pochissimi accapo, niente virgolette a definire i dialoghi, periodi lunghi e “rilassanti”): anche per questo questa lettura è stata molto più scorrevole.
    Comunque è una gran bell’opera, cruda, crudissima, angosciante, ma non quell’angoscia triller che ti tiene sulle spine, no, tutto è rassegnazione, rassegnazione nei/dei personaggi, rassegnazione al male, alla cattiveria dell’uomo…senza fine.
    Bello bello bellissimo.
    PS.
    Una chicca di maestria e genialità sono sicuramente le battutacce del narratore sulla condizione dei ciechi (non si possono non notare): i ciechi si picchiano e lui descrive la scena con “botte da orbi insomma”, oppure:
    “La moglie era nuda, dalla cintola in su, fu lei a chiedergli la giacca per coprirsi, gli altri ciechi guardarono quindi nella sua direzione ma era troppo tardi, ha, se avessero guardato prima”. E poi tante altre che mi hanno fatto sorridere se pure amaramente.

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  5. giovanni
    15/01/2011

    grandissimo libro e bravo Lenny a consigliare queste letture!!!

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Questa voce è stata pubblicata il 23/06/2008 da in Flussi di incoscienza con tag , , .

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