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Peace is for pussies

La vita, la roulette russa e l’illusione di morire sani

<Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità> J.P. Goebbels

Il nemico è ovunque.

Insidiato in ogni nostro gesto quotidiano.

Ma vi vogliono far credere che il vero nemico siete voi, che si puo’ vivere in eterno o morire sani, e se non ci riuscite la responsabilità è vostra.

In quanti luoghi comuni si è scoperto che alla fine son realmente nascosti sprazzi di verità?

Se mangio gli insaccati sviluppero’ il cancro allo stomaco a causa dei nitriti.

Se vado in bicicletta sviluppero’ l’adenoma prostatico.

Se scopo con una donna le attacco il papillomavirus e svilupperà il cancro della cervice uterina.

Se prendo il sole sviluppero’ il melanoma o mi copriro’ di basaliomi.

Se fumo sarà l’apocalisse per il mio corpo.

Tuttavia da quando hanno inventato la benzina verde (con la motivazione di salvare i bambini dall’insufficienza renale da piombo), immettendo nell’aria una quantità di leucemogeno spaventosa, il fumo è diventato l’ultimo dei problemi dato che di respirare non se ne puo’ fare a meno.

Per non fare accenno alle polveri sottili, da anni ormai argomento di programma nelle facoltà di Medicina, non un’invenzione di qualche Savonarola 2.0.

Quindi se RESPIRO sviluppero’ la leucemia a causa del benzene o i miei bronchi impazziranno ugualmente.

Almeno se fumo ho piu’ probabilità di morire di un infarto fulminante e soprattutto di non sclerare all’improvviso, indossare un impermeabile nero, imbracciare un Uzi e salutare tutti i colleghi porta dopo porta a colpi di fucilate.

Ci si dimentica sempre che in Italia si muore ancora soprattutto per malattie cardiovascolari (a patogenesi multifattoriale e con un ruolo importante di dieta, sedentarietà e stress di varia natura) ed incidenti stradali.

All’automobile si puo’ rinunciare.

Alla dieta si puo’ porre rimedio.

All’attività fisica si puo’ provvedere.

E comunque si muore inevitabilmente.

Il problema è che la morte non avvenga troppo presto o che non diventi un’agonia prolungata.

Per il primo caso, fortunati coloro che scoprono di avere una data predisposizione e possono ricevere diagnosi precoce e quindi si spera anche salvifica.

Per il secondo, viviamo in Italia, colonia del Vaticano, e l’eutanasia sarà taboo da qui all’eternità.

La lezione di Madre Teresa che non somministrava antidolorifici resta la regola.

Soffrite come cani ed avvicinatevi a Cristo.

L’illusione di morire sani adottando comportamenti salutisti è una falsa illusione, perchè ormai non impedisce piu’ l’insorgenza di un cancro a soli 30-40 anni (e allora il fumo che ruolo ha?) o di morire dopo mesi di tormenti.

In particolare fa ridere in un mondo in cui il semplice atto di respirare è una roulette russa.

E non mettiamoci a disquisire dei chili di sostanze tossiche ed ormoni che ingeriamo con il necessario atto del nutrirsi.

Ma è piu’ facile a livello mediatico affermare che in fondo, se ti ammali, te la sei cercata e la cura te la devi meritare.

Visto che di questo passo moriremo tutti di cancro e che l’età media di insorgenza dei tumori si sta abbassando al punto che per alcuni istotipi non c’è quasi piu’ differenza tra neoplasie insorte a causa di prediposizione genetica e neoplasie sporadiche, tra qualche anno ci dovranno fornire delle risposte alla seguente domanda: “Non ho fumato, non ho bevuto, non ho scopato, il mio corpo è stato allenato, ho pregato ogni santo giorno, Multicentrum è il mio Dio e ho sderenato lo stipendio per mangiare solo cibi biologici. E allora come mai mi è accaduto questo?”.

E come tanti Gesu’, dopo una vita magari morigerata, chiediamo che venga allontanato da noi l’amaro calice della chemio.

Mentre chi ci sta uccidendo prima del previsto se ne lava pilatescamente le mani e ti guarda sarcastico come a dire: “Sicuramente non avrai seguito tutte le regole alla perfezione”.

E dopo il danno, pure la beffa di una classe politica che non ha ancora modificato in termini adeguati la legislazione sulla somministrazione degli antidolorifici.

Così nella prossima vita vi ricorderete di fare i bravi bambini.

Magari sarete piu’ fortunati.

7 commenti su “La vita, la roulette russa e l’illusione di morire sani

  1. Matthew Hopkins Jr
    27/06/2008

    “di respirare non se ne puo’ fare a meno. […] Quindi se RESPIRO sviluppero’ la leucemia a causa del benzene o i miei bronchi impazziranno ugualmente”.

    Beh, io non sono un medico, il buon senso dice che però si può scegliere dove vivere, cosa mangiare e che lavoro fare, e quindi “in parte” anche cosa respirare. C’è gente che per questo motivo (per non stare nelle città inquinate) fa dei sacrifici e va a vivere in campagna, oppure emigra in paesi cone meno congestione urbana (non tutto il mondo è Milano). E non si tratta solo della paura della morte, si tratta della qualità della vita: “Non ho fumato, non ho bevuto, […], il mio corpo è stato allenato, ho pregato ogni santo giorno, Multicentrum è il mio Dio e ho sderenato lo stipendio per mangiare solo cibi biologici” eppure mi sono ammalato ugualmente. Ovvio che succede, ma è altrettanto ovvio che se qualcuno segue quei comportamenti e poi in modo assolutamente schizofrenico ha vissuto per anni in una casa che affaccia sulla via più trafficata della propria città oppure ha lavorato in mezzo all’inquinamento (tutto il giorno in mezzo alla strada o nelle fabbriche utilizzando prodotti chimici) allora il quel caso il salutismo è solo un mezzo per arricchire le aziende di fitness e di prodotti biologici. Ma basta un po’ di coerenza e dei sacrifici per provare a sfuggire a questi meccanismi, no?

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  2. Lenny Nero
    27/06/2008

    @MHJ:

    certo, ma magari fosse solo questione di coerenza e sacrifici, te lo devi anche poter permettere!

    Io devo vivere dove ho il lavoro, quindi una tragedia.
    Fossi ricco ovviamente starei sull’isola di Lost, così neanche mi ammalerei.
    Ma non sono ricco, quindi coerenza e sacrifici servono solo per sopravvivere. 🙂
    Scrivi:

    “il buon senso dice che però si può scegliere dove vivere, cosa mangiare e che lavoro fare, e quindi “in parte” anche cosa respirare.”

    Io correggerei in “Se si puo’ scegliere…”.

    Greetings! 🙂

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  3. zone
    27/06/2008

    Ciao
    sono medico e mi occupo di terapia del dolore…ciò che dici è purtroppo fondamentalmente giusto…chiaro che un obeso che fuma e si ingozza se la va a cercare e di questo ne deve essere consapevole e accettarne serenamente le conseguenze…uno che scopa senza precauzioni se la va a cercare e di questo ne deve essere cosapevole e accettarne serenamente le conseguenze…uno che beve smodatamente o si fa di coca se la va a cercare e di questo ne deve essere cosapevole e accettarne serenamente le conseguenze.
    E’ mostruoso il numero di cancri alla tiroide e di linfomi che si trovano al giorno d’oggi (parlo di sensazione basata sulla pratica quotidiana) in soggetti giovani, forse per colpa di Chernobyl, ma certo l’ecomafia o altre fonti d’inquinamento occulto qualcosa c’entrano…l’uso del telefonino è entrato imperiosamente nelle nostre abitudini, sull’effetto a lungo termine i dubbi si stanno sciogliendo…non fa bene, sono già comparse pubblicazioni scientifiche sui danni (navigando su internet si trovano)… Non sono informato sulla tecnologia Wi-fi.
    Sul dolore la situazione è molto migliorata rispetto a dieci anni fa. Il problema è che io per laurearmi ho sostenuto 56 esami e solo in una piccola parte di uno (Anestesia e Rianimazione) si parlava di dolore, ma lo studente portava l’argomento a piacere…per cui fino a dieci anni fa la terapia del dolore non si studiava approfonditamente (togliere il dolore è la cosa più difficile da fare in medicina, nel 3-4% dei casi non ci si riesce coi farmaci, a causa di inefficacia o di effetti collaterali e si deve così ricorrere ad interventi particolari: neurolesioni, impianto di pompe per somministrazione spinale dei farmaci etc
    Tali interventi si fanno in pochi centri in Italia e gli oncologi raramente hanno la manualità per farli, bisogna ricorrere ad anestesisti specificamente addestrati). Per cui manca a livello profondo la cultura della terapia del dolore e forse questo potrebbe dipendere da motivazioni morali/ religiose. Tutto era lasciato fino a pochi anni fa (adesso non lo so) alla sensibilità individuale. Attualmente è migliorata la modalità prescrittiva di oppioidi, ma essendo comunque particolare e tuttora rognosa (pensa che proprio in questi giorni mi devo fare 40 chilometri per andare a correggere una mia ricetta…per un farmaco poi che io ho prescritto come si deve in realtà usare nella pratica clinica…un lecca lecca che va usato al bisogno per dolori improvvisi e violenti e non a orari prefissati (se il dolore violento non si presenta il paziente non lo assume)…ma nella ricetta vengo obbligato a prescrivere la scadenza oraria…siamo comunque ancora fanalino di coda in Europa con la Romania nella prescrizione dei farmaci antidolorifici maggiori. Le statistiche e la pratica quotidiana dicono questo almeno dal mio umile punto di vista
    ciao

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  4. Lenny Nero
    27/06/2008

    @Zone:

    da collega a collega un grazie sentito per l’intervento.

    La mia esperienza è indiretta occupandomi di genetica oncologica e frequentando, purtroppo, le corsie di oncologia.

    L’età media di insorgenza mi atterisce anno dopo anno.

    E va bene l’obeso bulimico, va bene l’alcolista, ma si tratta di casi evidenti ed ormai quasi eccezionali.

    Recentemente ho dovuto fare la consulenza ad un ex-sportivo agonista di 40 anni con mts diffuse.
    Una vita scandita da assoluto rigore.

    Eppure nel fomentare il salutismo si rende implicito il messaggio che se ti ammali la responsabilità è tua.
    Forse lo era un tempo.
    Ultimamente la pratica quotidiana ci sta insegnando che la situazione sta radicalmente cambiando.
    Ed oltre al senso di colpa, oltre all’affanno dello stare in salute, ci ritroviamo ugualmente malati e per di piu’ se destinati a morire ci approdiamo stremati.

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  5. zonekiller
    27/06/2008

    cavolo che sorpresa nel ritrovare un collega che fa questa meraviglia di sito…mi hai decisamente spiazzato!
    Concordo con quello che dici…il senso di colpa e la paura ( e le droghe intendendo anche alcool e spinelli) sono i due mezzi principali con cui poter controllare agevolmente le menti

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  6. Lenny Nero
    27/06/2008

    @zone:

    Anche il tuo blog non sembra quello di un medico: troppo pieno di argomenti interessanti e brillanti, mediamente i medici sono culturalmente piatti come le onde alfa del cervello di Bush Jr. 🙂

    Le menti si fanno controllare perchè vogliono essere controllate: la maggior parte delle persone desiderano punti di fermi, speranza, ancore di salvezza.

    Difficile far capire che non esistono nè salvezza nè redenzione, solo la vita (già complicata) e chi te la complica ancora di piu’! 🙂

    Il miraggio della sicurezza o quello della salute perfetta rendono le persone fragili perchè paventano disastri di cui avere paura.

    Ma lo si comprende solo quando ti capitano terribili imprevisti che in base alle regole del sistema non avrebbero dovuto verificarsi.

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  7. Loki
    01/07/2008

    Rimango sempre colpito dalle tue disquisizioni.
    Quella che leggo oggi è una riflessione molto profonda e per niente scontata…

    Ora, non spennarmi, anche se conosco il tuo ateismo…
    Dio guarda in terra… vede il papa… e se la ride di gusto!!! E’ ridicolo, in effetti.
    Cosa mai può volere il nostro Dio se non il bene per noi? E curare un malato, alleviarne i dolori, non è un fare del bene al prossimo? Tanto di cappello, inoltre, a chi lo fa per professione, a chi ha prestato un giuramento basato sulla cura del prossimo e sul progresso teso a sconfiggere il male fisico che è la nostra principale maledizione.

    Sarò “quasi cattolico” nei miei principi, anche se effettivamente non ho bisogno di recarmi nei “call center” (in chiesa) per avere un dialogo col Creatore.
    E a che pro? Per pregare di trovare un lavoro? Per chiedergli di vincere la lotteria?
    Non è a questo che serve un dialogo di tal guisa…
    Volersi bene e volere bene. E siamo liberissimi di farlo. Lui è come la sorte per Shopenhauer (non ricordo… si scrive così vero!?!?): mischia le carte… e noi giochiamo.

    Giochiamocele bene allora! Sperando di superare questa barriere moralistiche imposte da una istituzione che, per quanto mi riguarda, or come ora meriterebbe la stessa fine di Sodoma e Gomorra…
    Che poi… Sodoma… vabbè erano un po’ troppo porcelli, ci può anche stare… ma Gomorra???
    Egli mi rispose: “mah… Gomorra… città dei gomorroidi… mi faceva un po’ schifo….”
    Dio ha un grande senso dell’umorismo in fondo… Basta pensare all’ornitorinco!

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Questa voce è stata pubblicata il 27/06/2008 da in Flussi di incoscienza con tag , , .

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