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Peace is for pussies

Santa Sangre

Recentemente mi sto dedicando alle ultime uscite del genere horror, ma confesso che non riesco a recensirne nemmeno una ed a giorni faro’ eccezione giusto per un paio di esse.

Il problema non è tanto nelle storie narrate, ma nel fatto che avverto una mancanza totale di visione personale, della presenza di un regista forte e non omologato.

Così sono andato a ripescare nel mio archivio una visione programmata, e mai avvenuta, “Santa Sangre”, film diretto dal Alejandro Jodorowsky nell’ormai lontano 1989, prodotto e aiutato nella sceneggiatura da Claudio Argento, fratello del piu’ noto Dario.

Si narra che Claudio chiese a Jodorowsky di realizzare un horror; questi accetto’ ed il risultato fu un delirio felliniano spruzzato di sangue ed immaginario ispanico.

Per chi non conoscesse Jodorowsky, se non per la sua passione per i tarocchi o per i fumetti realizzati in collaborazione con alcuni grandissimi disegnatori (Megalex, I tecnopadri, La pazza del Sacro Cuore, giusto per citarne un terzetto), sappia che in realtà il signore in questione ha realizzato per il cinema due capolavori quali “El topo” (1971) e l’hippie-beatlesiano-alchemico-dissacrante “La montagna sacra” (1973).

Per gli appassionati, inoltre, rimarrà sempre un rimpianto il fallimento del progetto per il film “Dune” in collaborazione con H. R. Giger, i cui bozzetti furono sicuramente di ispirazione non ufficiale per David Lynch.

Non è sicuramente l’opera migliore di Jodorowsky, dato che narrativamente è legato ad un classico schema horror che rimanda direttamente a “Psycho” di Hitchcock (per altro regista detestato da Jodo), e non certo a tragedie di edipica memoria.

Cio’ che lo rende unico è la messa in scena.

Immaginatevi la storia di Fenix, mimo del circo cresciuto in manicomio dopo aver assistito all’amputazione delle braccia della madre da parte del padre, violento e adultero, ed al suicidio di quest’ultimo.

Immaginatevi una storia d’amore irrisolta con una bambina sordomuta della sua compagnia che troverà un proseguio negli anni a venire.

Ed immaginatevi la madre di Fenix (despota, psicotica e sacerdotessa di un culto legato ad una ragazzina che si oppose ai suoi stupratori e per questo venne punita con l’amputazione degli arti superiori) che un giorno si presenta fuori dal manicomio e coinvolge il figlio in un truce piano di vendetta.

Jodorowsky riesce a rendere il canovaccio dirompente ed originale grazie alla sua visionarietà, regalandoci scene da festa messicana della morte, rimandi a “Freaks” e a Fellini come se piovessero, sequenze da antologia come la distruzione del tempio della madre di Fenix (una chiesa che custodisce una macabra icona ed una vasca piena di vernice rossa spacciata per sangue santo), il funerale di un elefante il cui cadavere viene smembrato da bambini affamati, la fuga della ragazza sordomuta dal suo destino di prostituta attraverso una città ricoperta da rifiuti e finti scheletri, dopo una festa notturna sui generis, ed omicidi argentiani in cui gli affamati di momenti gore verranno appagati.

Coloratissimo, esagerato nei toni, sanguinolento, provocatorio nell’affrontare con estrema naturalezza ed in situazioni controverse la sessualità degli handicappati o l’ambiguità di Fenix (si fa crescere unghie smaltate di rosso, le infila negli abiti della madre e le sue braccia diventano quelle della sua dominatrice mentale con cui si incastra fisicamente annullandosi in lei), “Santa Sangre”  risulta essere una sarabanda horror anomala, sorprendente, che forse delude proprio perchè la volontà di stupire appare pedante ed artificiosa, sproporzionata rispetto ad una storia che ridotta all’osso non sorprende, se non grazie ad alcune trovate visive e narrative che mescolano realtà e fantasia e tentano di ingannare lo spettatore sulle vicende per tenerne viva l’attenzione (ma in era post-psycho il colpo di scena finale appare quasi imbarazzante).

I momenti memorabili sono di fatto alcuni inserti potenzialmente inutili per lo sviluppo della trama, ma dotati di una poetica spiazzante e personalissima (la rappresentazione teatrale della creazione del mondo da parte di Fenix che muove le mani come un mimo al posto della madre che invece declama la storia).

Di fatto è anche vero che ad un film grondante originalità e personalità si perdonano le pecche legate agli stilemi piu’ abusati del genere.

Per i fans degli horror in cerca di qualcosa di datato, ma ancora innovativo.

2 commenti su “Santa Sangre

  1. Marcio
    24/11/2009

    visto parecchi anni fa, ho dei ricordi molto annebbiati ma ricordo bene che c’è una scena “zombi” molto bella!

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  2. videogioco
    22/03/2010

    ho visto questo film molti anni fa e ne ho un ricordo confuso, eccessivo. Ma è ancora indelebile la scena della creazione del mondo.

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Questa voce è stata pubblicata il 27/06/2008 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , , .

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