+LoveIsTheDevil+

Peace is for pussies

Dark city

Per la serie dei film più sottovalutati, saccheggiati e scomparsi nel dimenticatoio più velocemente di una qualunque promessa del nostro premier, “Dark city” è l’opera tematicamente prodromica a “Matrix”, ma diretta con maggior gusto cinefilo e meno afflati videoclippari.

Il regista è Alex Proyas, passato all’onore delle cronache per “Il corvo”, ma accantonato per anni dopo il flop di “Dark city”, troppo sofisticato ed artsy per le masse.

In Italia fu disponibile in versione noleggio per un certo periodo, dopo di che (e parliamo di dieci anni fa) non se ne ebbe piu’ notizia e per il momento è facilmente reperibile solo in versione import.

Peccato anche che per rifarsi la verginità Proyas abbia dovuto dirigere quel semiobbrobrio di “Io, Robot”.

Incastrato in una città costantemente immersa nelle tenebre, un uomo di nome John Murdoch si risveglia accanto ad un cadavere femminile su cui sono state incise delle spirali e non ha il minimo ricordo degli eventi delle ore precedenti.

In fuga e senza meta, scoprirà ben presto di essere ricercato non solo dalla polizia, ma da un gruppo di oscure creature antropomorfe dotate di poteri mentali illimitati, chiamate Gli stranieri, che con la collaborazione di un medico traditore della sua stessa specie rubano e mescolano i ricordi delle persone, cambiando ogni dodici ore non solo l’esistenza dei cittadini, ma persino l’architettura degli edifici; ma la rivelazione più sconvolgente riguarderà non tanto il destino delle sue memorie, quanto la città stessa.

Ambientato, come si conviene, in un mondo dalle scenografie retrofuturistiche, è un’odissea nell’incubo costruito su rivelazioni sapientemente centellinate, consentendo alla prima parte di creare un’atmosfera onirica assolutamente immersiva, supportata dalla splendida fotografia di Dariusz Wolski (“Sweeney Todd”).

La citazioni visive si sprecano, dai vecchi noir, specie nei costumi, all’immancabile “Metropolis” di Fritz Lang ed è proprio l’aspetto visuale a rendere “Dark city” una festa per gli occhi, grazie agli efficaci FX, usati con grande abbondanza nelle scene d’azione e durante la catastrofe finale, e alla design production di Patrick Tatopoulos, già collaboratore di Francis Ford Coppola per il suo “Bram Stoker’s Dracula”.

Proyas dimostra di possedere uno stile personale di alto livello, evita le trappole del montaggio frenetico e cerca un ritmo più insinuante, dando fiato sia alla storia sia ai personaggi, per altro interpretati da un cast superlativo comprendente Rufus Sewell, Kiefer Sutherland, William Hurt ed una ormai congelata nel tempo Jennifer Connelly.

Gli stranieri, inoltre, a metà tra Nosferatu e gli uomini grigi che rubavano il tempo di “Momo” , costituiscono una presenza inquietante ogni volta che compaiono.

“Matrix” deve molto a questo film non solo per il design generale, ma addirittura per numerosi snodi narrativi ed una figura centrale che ricorda l’uomo che si sveglia mentre tutti dormono (letteralmente) ed acquisisce gli stessi poteri dei suoi antagonisti fino a svelarne l’agghiacciante inganno a danno dell’umanità.

Ovviamente in “Dark city” mancano il kung-fu e gli inseguimenti automobilistici, ma si concentra sul tema dei ricordi, dell’individualità e dell’essenza degli umani stessi e della sede di quella che genericamente si puo’ chiamare anima.

Lo script originale dello stesso Proyas è perfetto, amato in ogni suo dettaglio, e non tradito da un’estetica potenzialmente blockbuster o da un superficiale trattamento degli spunti offerti, nemmeno nei dialoghi, anche se la forza delle immagini avrebbe quasi potuto consentire di realizzare un film muto.

Tale cura ne decretò un fallimento inesorabile, salvo renderlo una preziosa fonte di ispirazione per molti dei film cyber-punk, gotici e con riferimenti dickiani negli anni successivi.

4 commenti su “Dark city

  1. Dom
    01/07/2008

    Davvero un gran film, impossibile negarlo, da sbattere in faccia a quelli che mi vengono a dire “eeeh ma matrix non è bello solo per gli effetti speciali, cioè la storia è originale…”.

    Mi piace

  2. Dom
    01/07/2008

    Ah e concordo pure su “Io Robot”, a me fa cacare.

    Mi piace

  3. Niccolò
    02/07/2008

    Grandissimo film, destinato a comparire nelle rubriche sui “film cult” nei secoli dei secoli…

    Mi piace

  4. Matthew Hopkins Jr
    02/07/2008

    Un film che ho amato molto, anche se non lo vedo da quasi 8 anni. Certo che visto oggi un po’ d’età la dimostra, ma questo non è un difetto. Forse ne avevo una copia in vhs, il detestabile cecchi gori lo distribuiva (la qualità delle sue vhs e i suoi dvd sono occasione di incubi ancora oggi).

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 01/07/2008 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , , .

Cookies

Informativa breve

Questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Proseguendo con la navigazione si presta il consenso al loro utilizzo. Per un maggiore approfondimento: Privacy Policy

My Art Gallery

Follow +LoveIsTheDevil+ on WordPress.com

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: