+LoveIsTheDevil+

Peace is for pussies

Le morti di Ian Stone (The deaths of Ian Stone)

Le premesse per un disastro erano tutte presenti: un’edizione dell’ After Dark Horrorfest popolato da fim alquanto mediocri, un regista noto a qualcuno per aver diretto il patinume di “Sotto il vestito niente 2” ormai qualche secolo fa, un cast di interpreti bellocci ed inetti, a cominciare da Mike Vogel (“Non aprite quella porta”, “Cloverfield” ), ed una sceneggiatura di Brendan Hood, il creatore dell’inqualificabile “They”.

Ed invece “Le morti di Ian Stone”, pur tra difetti imperdonabili ed irritanti, riesce ad intrattenere e si salva incredibilmente dal fallimento grazie ad una cornice visiva non originale, ma di tutto rispetto e ottimamente curata, e di questi tempi quando non si vede un eccesso di sciatteria al cinema c’è già motivo per ringraziare Cthulhu.

Ridotta ai minimi termini, la trama è piuttosto semplice: Ian Stone continua ad essere assalito ed ucciso da creature demoniache per poi ritrovarsi a vivere un’esistenza completamente diversa.

L’affiorare di alcuni ricordi ed il ricomparire della ragazza che ama lo gettano nell’incubo di un mondo ciclico il cui segreto riguarda persino la stessa natura di Ian.

Brendan Hood pare essersi molto lamentato del pesante rimaneggiamento del suo script, ricco di riferimenti mitologici a Sisifo, alla tragedia greca (ne rimane una traccia nel personaggio di Medea) e forse anche all’eterno ritorno di Nietzsche e all’esistenzialsimo fancazzista di Kierkeegard.

Presa per valida la sua parola, anche se “They” non depone a suo favore, in effetti la trama sembra derivativa e pasticciata, per ottenere un risultato tematicamente meno sofisticato, occhieggiare in modo imbarazzante, persino nella colonna sonora ed in alcuni costumi, alla trilogia di “Matrix” o allo splendido “Dark City” (in cui alieni-nosferatu rubavano i ricordi alle persone per poi iniettarli in altri individui e rimescolare così le loro vite) ed infilarci forzatamente una storia d’amore un poco rabberciata.

Incongruenze e buchi di sceneggiatura ne sono il risultato, le performance di attori che dovrebbero solo partecipare ai film porno della BelAmi non aiutano a mantenere vivo l’interesse per personaggi che vedresti bene solo come carne da macello, l’interpretazione di Jaime Murray (Medea) è addirittura pessima, gli ultimi due minuti sfiorano il camp prodromico di un sequel e se si evita un risultato confusionario e ripetitivo come per “Butterfly effect” è solo grazie al quasi sempre pregevole lavoro del regista Dario Piana.

Supportato da un’ottima fotografia, livida e fredda, sa come riprendere con stile le scene d’azione, aggiunge efficaci momenti gore (anche se alcuni riferimenti ai torture-porn attuali sanno di stantio), dimostra cura in ogni dettaglio visivo e riesce persino a non rendere noiosa l’inevitabile ripetitività della storia, scandendo al momento giusto rivelazioni ed epifanie mostruose.

Ogni tanto da piacere assistere alla ricerca di stile e non all’inseguimento di stilemi televisivi.

Le creature, un ibrido tra la classica raffigurazione della grande mietitrice, gli xenomorfi di Giger e i dissennatori di “Harry Potter”, sono di sicuro impatto, disgustose e spaventose, e il reparto FX di Stan Winston (anche produttore) sfrutta all’osso il risibile budget non sfigurando di fronte alle grandi produzioni.

Non aspettatevi particolari momenti di terrore o tensione; “Le morti di Ian Stone”  è un film molto dinamico, compattato in 90 minuti senza sbavature (a discapito di psicologie ed approfondimenti degli spunti offerti dalla trama, con il risultato di un messaggio finale trito e scontato sull’amore salvifico), da vedere senza particolari aspettative.

Vi divertirà sicuramente, vi indispettirà per il suo tentativo di essere “Matrix” in salsa demoniaca, ma almeno riuscirà ad incuriosirvi per tutta la sua durata e, grande merito, è diretto e montato con gusto.

Riuscite ad immaginarlo un horror senza handycam impazzite e montaggio epilettico?

Vi segnalo anche la recensione di Elvezio Sciallis.

Un commento su “Le morti di Ian Stone (The deaths of Ian Stone)

  1. Alex
    20/06/2009

    Per favore qualcuno può inviarmi i titoli dei brani del film “Le morti di Ian Stone”?
    Grazie
    Alex
    alexien@alice.it

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 01/07/2008 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , , .

Cookies

Informativa breve

Questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Proseguendo con la navigazione si presta il consenso al loro utilizzo. Per un maggiore approfondimento: Privacy Policy

My Art Gallery

Follow +LoveIsTheDevil+ on WordPress.com

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: