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Peace is for pussies

E venne il giorno

E venne il giorno in cui M. Night Shyamalan realizzò un film demenziale, lo vendette come film horror e tutto il mondo si rese conto finalmente che il regista suddetto non solo è sopravvalutato, ma è un impedito di proporzioni epiche.

Era tanto che speravo in un passo falso colossale con cui si autoscreditasse (come se già non fosse bastato “Signs”), ma “E venne il giorno” è un film così clamorosamente mal diretto e mal sceneggiato che persino i ciechi e i sordi comprenderanno che Shyamalan è sempre stato un bluff sospinto per inerzia dal successo de “Il sesto senso” (una delle mie migliori dormite al cinema).

Di mortale in questo film c’è solo la noia.

La trama è ai minimi termini: le piante decidono di sterminare l’umanità, in quanto minaccia per il pianeta, e diffondo una neurotossina che induce al suicidio.

Uso il termine “decidono” perchè in questo film sentirete un professore di scienze naturali blaterare come una fattucchiera new age ed avvallare le teorie di un hippie mentecatto che sostiene che è scientificamente dimostrato che gli alberi parlano con i cespugli.

A parte l’involontaria metafora sessuale, Shyamalan non riesce nè a creare un’atmosfera di terrore panico nè a creare empatia con i personaggi, complice un cast di comici che include Mark Wahlberg e Zooey Deschanel.

Il primo, che già detesto in quanto fanatico religioso ed omofobo, non brilla di certo per le sue doti attoriali e tutti ce lo ricordiamo solo per il pacco fieramente mostrato nelle pubblicità di Calvin Klein e per i suoi video musicali soft-queer-porno.

Espressivo come un bulldog, lo si può giustificare solo in virtù dei dialoghi più arraffazzonati ed assurdi che si siano uditi negli ultimi tempi, tanto da rimpiangere un qualsiasi film in aramaico post-moderno di Mel Gibson.

Quando si avvicina ad una pianta ed inizia a conversare con essa come un demente, per poi rendersi conto che è di plastica, esclama: “Oddio, sto parlando con una pianta di plastica! Non riesco a crederci!”.

Nemmeno noi.

E quando pontifica con i suoi alunni sulle misteriose forze che la scienza non può spiegare ti fa incazzare quanto il mio capo quando afferma che pregare è salutare.

Per Cthulhu santo, o sei uno scienziato o un religioso: non puoi insegnare agli studenti a ripetere a memoria il metodo scientifico e poi sparare un cumulo di amenità da rivista esoterica.

Il sublime viene raggiunto comunque dalla Deschanel, in grado solo di tenere aperti gli occhi lattiginosi e comportarsi come una minorenne minorata (tutto ciò che fa e dice è semplicemente imbarazzante, quando non privo di senso) o pronunciare battute del tipo: “Mi fa paura quella vecchia, sembra L’esorcista”.

Sì, non fate commenti nemmeno sull’ellissi verbale.

Ora, persino Dario Argento ai tempi d’oro veniva accusato di non saper dirigere gli attori, ma compensava con lo stile e le invenzioni visive.

Questo film non ha nè stile nè tantomeno cura visiva.

Sciatto, privo di ritmo, montato in modo maldestro, fotografato da Tak Fujimoto, ma potrebbe anche essere il fotografo sotto casa, e pure nell’unico modo che il regista aveva dalla sua per tenerci incollati alla sedia, cioè shoccandoci con le scene di suicidio, fallisce miseramente.

Non solo si nota qualche taglio se si fa un confronto col trailer “mature”, ma le riprese son talmente banali e di poco impatto che persino quando un uomo si fa travolgere da una trebbiatrice ti sembra di assistere ad una scena fintissima con un pupazzo gettato sull’erba e l’unica vera scena gore (un uomo che si da in pasto alle tigri) è visualizzata sul cellulare di una donna di mezz’età a cui la figlia ha spedito il video.

Forse come augurio.

Si salvano giusto un paio di immagini (la caduta dei suicidi dalle impalcature, le donne che fanno la maglia con indosso la maschera a gas), ma per il resto siamo nei territori qualitativi di un b-movie direct-to-video.

Il problema fondamentale del film è soprattutto, comunque, nella pressapochezza di una sceneggiatura che procede a tentoni ed invenzioni discutibili e in dialoghi involontariamente ridicoli o surreali, specie quando si chiama in causa la scienza.

E non accenniamo ai sentimentalismi d’accatto.

Scary movie 5 è già pronto.

Vi segnalo la caustica recensione di Elvezio Sciallis, uno che improvvidamente lodava Shyamalan, ergo meno prevenuto di me; e se lo massacra pure lui, potete crederci!

7 commenti su “E venne il giorno

  1. Loki
    04/07/2008

    Non vedo l’ora di vederne la parodia nel prossimo Scary Movie, sempre che lo facciano… Ultimamente i film al cinema sono così scadenti, che ti passa anche la voglia di farne parodia….

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  2. Lenny Nero
    04/07/2008

    @Loki:

    mi immagino già il negro strafatto che si mette a parlare con la piantina di canapa…

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  3. Niccolò
    04/07/2008

    Io scrivero’ qualcosa per massacrare Shambambalong senza aver visto questo cesso di film, tanto se un film e’ suo puoi essere certo che sara’ una presuntuosissima pila di merda!

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  4. zonekiller
    04/07/2008

    A me era sembrato un cesso mostruoso anche “Signs”…da lì quando vedo un film di Night Shyamalan ci sto alla larga (ho poco tempo per vedere film e ancora meno da sprecare con robetta)…”Unbreakable” sufficienza scarsa, nonostante il tema che da solo avrebbe potuto generare un capolavoro…”Il sesto Senso” mi era piaciuto, ma niente più
    Ma il mio gusto lo devo ammettere…dopo averne visti così tanti…è un po’ deviato
    Ciao

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  5. etienne
    04/07/2008

    Suppongo di essere uno dei due amici di Lenny che ha visto il film l’altra sera…non posso che dar ragione a tutto quello che ha scritto.
    Ma non mi è dispiaciuta (visivamente) nemmeno la scena degli impiccati, anche se surreale ed improbabile.
    Purtroppo ammetto di esserci rimasto male doppiamente considerato che aspettavo questo film con impazienza dato che signs mi era vergognosamente piaciuto.
    (Ti giuro che alla scena del leone sono scoppiato a ridere…gli ha morso il polso e gli si è staccato il gomito!)

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  6. Relapso
    25/12/2008

    Uno degli infiniti errori? Ad un certo punto capiscono che meno sono (di numero) e più c’è la probabilità di non morire. Restano in 4 (i due protagonisti e due ragazzi poi uccisi, così, con due fucilate) sulla collina, e allora mi domando: perchè sono morti anche quelli che che erano nella jeep che erano in 4 anche loro? La macchina faceva da terrore? E poi perchè quel’eroismo alla fine nel decidere di suicidarsi incontrandosi nel giardino della casa della vecchia suicida a suon di capocciate? Insomma che le piante migliorano ascoltando musica e parlandoci ci posso stare, ma che ora pensano anche, siamo messi veramente nella merda.

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  7. Dastan666
    21/09/2009

    Hahahhahaha, Lenny, a me queste recensioni ipercritiche fanno sbiellare !

    Apprezzo & approvo! Sei un grande!

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Questa voce è stata pubblicata il 03/07/2008 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , , .

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