+LoveIsTheDevil+

Peace is for pussies

The cottage

Se amate lo splatter e la rivisitazione in chiave demenziale e slapstick dei film horror, potreste anche divertirvi con “The cottage”, piccolo delirio inglese diretto con stile, e programmaticamente grottesco, che per affinità concettuale ricorda “The shaun of the dead” (“L’alba dei morti dementi” ), anche se non ne sfiora le genialità rimanendo troppo legato ad un plot di base fondato su “Non aprite quella porta” e preferendo il grand-guignol ad una sostanziale ironia sugli stereotipi del genere.

Ciò nonostante, son sicuro che i fans dell’eccessivo lo considereranno divertente, grazie anche ad una confezione visiva paradossalmente di lusso visto il trash messo in scena e ad un cast strepitoso che si presta con impegno ad assecondare la sarabanda macellaia della sceneggiatura.

Elementi chiave della trama una coppia di fratelli caratterialmente opposti, l’uno imbranato ed emotivo, l’altro serioso ed introverso (interpretato da Andy Serkis, noto a tutti per avere offerto le sue amene fattezze a Gollum de “Il signore degli anelli”), ed una bionda formosa somigliante a Paris Hilton, che al contrario di quest’ultima si rivelerà scaltra e strabordante personalità.

La maggiorata, figlia di un criminale, viene sequestrata dai due sprovveduti e ben presto riuscirà non solo a liberarsi, ma a catturare uno dei due e fuggire.

Al seguito un paio di sicari asiatici, che pensando di essere Bruce Lee in acido, ed un fratello obeso e piagnucolone arrivato a portare il riscatto.

Meta casuale ed obbligatoria dell’inseguimento multiplo una casetta abbandonata nei cui sotterranei potete già immaginare vi abiti un fattore deforme e folle con lo strano vizio di vestire da sposa le sue future vittime da cannibalizzare.

La prima parte del film è resa veloce da dialoghi logorroici e umorismo british, sebbene di grana grossa, e serve a presentarci i pezzi di carne da massacrare successivamente.

Giusto il tempo di vedere il terremoto biondo capovolgere la situazione a suo favore, tra un linguaggio da portuale e aggressioni a mani nude (il sangue non manca fin dall’inizio), finchè l’orrore avrà la meglio su tutti e di tempo per battibeccare ed insultarsi non ne rimarrà per nulla.

Il destino dei personaggi è prevedibile, il piacere morboso risiede nelle sue dinamiche.

Braccati dal folle in sequenze montate con precisione matematica per i tempi comici, il gruppetto di vittime non potrà fare altro che cadere piano piano a pezzi.

Esattamente quello che ci augurammo succedesse a Jessica Biel e a tutti gli altri fighetti del remake di “Non aprite quella porta” : qui succede e non c’è scampo.

Rendiamo lodi a Cthulhu.

Per evitare un ridicolo effetto à la “Scary movie”, il regista calca la mano sul raccapriccio, come per sottolineare che in fondo sta facendo sul serio, dall’altra riesce a creare una strana tensione ironica negli assalti del mostro e quando la mattanza finalmente si compie si esplode ogni volta a ridere.

Quando Paris “in versione cazzuta” Hilton aggredisce verbalmente il mostro, e sa benissimo che come unica arma potrebbe avere al massimo le sue grosse tette, lo sommerge di quella cascata di improperi tipica di una donna in crisi premestruale pronta a strappare le palle pure a Godzilla, e  il mostro si volta scocciato quanto noi dai decibel della bionda.

E le pianta una catartica pala fino in fondo alle mascelle.

Giustizia è fatta e sfido chiunque a non ridere applaudendo.

Le delizie gore sono il piatto forte del film e raggiungono il suo apice in una scena in cui ad uno dei malcapitati vengono strappati testa e colonna vertebrale, poi trascinati allegramente per terra dopo un urlo ferino nella notte.

Tocchi di classe che di recente abbiamo visto giusto in “Hatchet”, che pero’ era diretto in modo volutamente dozzinale e sporco.

“The cottage” non si propone certo come un film esistenziale, ma come pura fonte di divertimento, cialtrona, ma di classe, che regala agli appassionati di humour nero sia momenti di paura sia grossolane e viscerali risate.

Da segnalare per i cinefili un inutile epilogo dopo i titoli di coda che pero’ vede la comparsa di Doug Bradley, alias Pinhead di “Hellraiser” , mentre noi ci commuoviamo come fidanzatine che ricordano il primo amore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 14/07/2008 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , .

Cookies

Informativa breve

Questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Proseguendo con la navigazione si presta il consenso al loro utilizzo. Per un maggiore approfondimento: Privacy Policy

My Art Gallery

Follow +LoveIsTheDevil+ on WordPress.com

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: