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Peace is for pussies

Eva contro eva

Ultimamente mi accade di riscoprire capolavori del cinema risalenti ad eoni fa, un modo catartico per riprendermi e dai film d’essai attuali (spesso sopravvalutati a causa della mancanza di autorevoli autori concorrenti) e dai film piu’ pop, sempre piu’ stupidi e superficiali.

Un veto, però, l’ho sempre posto sui film con gay-icons, termine che generalmente definisce donne non necessariamente dotate di talento, ma di forte presenza scenica e spesso ambiguità sessuale.

Generalmente gay-icon equivale a spazzatura senza possibilità di redenzione, se escludiamo alcune attrici del passato.

Così mi ero tenuto colpevolmente lontano dal celebrato e pluripremiato “Eva contro Eva” diretto da Mankiewicz, dove svetta Bette Davis (ormai troppo poco cool per essere un’icona gaia moderna, per fortuna).

Il film non solo è praticamente esente da difetti (e risale ben al 1950), ma la sceneggiatura è costruita in modo magistrale ed alcune battute sono indimenticabili.

Infine, quel che fa quasi rabbrividire del film, in epoca di veline e carrierismo sessuale, è l’attualità dei temi affrontati.

D’altronde il male muta forma, ma persegue sempre le stesse finalità.

Bette Davis interpreta Margo Channing, attrice di teatro di acclamata bravura, in crisi per i quarant’anni che minacciano la possibilità di interpretare ruoli di donne giovani e per lo sfumare della bellezza mentre il trentenne marito, regista, sprizza fascino.

Anne Baxter è Eva Harrington, la ventenne serpe in seno.

Sedicente fan di Margo, umile, modesta e ruffiana in modo viscido fino alla nausea, manipola la sua eroina e tutto l’entourage intorno a lei solo per raggiungere lo scopo di sostituirla, bramosa di fama ed applausi in modo psicotico.

Le trame ordite da Eva sono costruite nei dettagli e condotte con caparbietà maniacale, e non esiterà a sedurre, mentire, celare segreti.

L’efficacia del film è basata su di un meccanismo ad orologeria che scandisce le mosse sempre più astute di Eva, un ritmo incalzante, intrighi e pure qualche colpo di scena.

“Eva contro Eva” viene spesso citato, frettolosamente, come un film sul teatro e la vita come palco, ma non è solo questo.

E’ un’opera sul potere della parola, sull’ambizione e l’arrivismo, sul modo spesso fittizio (l’alleanza mercenaria con i critici) con cui vengono costruite intere carriere, sul potere ammaliante dell’essere celebrità che compensa una vita di frustrazioni e vuoto.

E lo scacco finale di Eva verrà ottenuto proprio quando Margo tra il teatro e la vita sceglierà la seconda.

La fotografia in bianco e nero è quasi patinata, a rappresentare quel velo luminoso dietro cui si muovono solo nugoli di avvoltoi, rendendo il contrasto la forza del film: l’apparenza glamour ed il contenuto psicopatologico.

Memorabili molte battute, secche, spesso crudeli, istrioniche ed esagerate nel caso di Margo, diva anche fuori scena (<Ma tu non hai compassione umana?> <Mostrami un umano e forse potrei averla>), insidiose nel caso di Eva.

Quando il marito di Margo, rifiutando le avances di Eva, le ricorda che lui ama la moglie, Eva, con tono da bambina innocente con un coltello nascosto dietro la schiena, gli risponde: <Si dicono tante cose>.

I sentimenti per Eva non valgono per nulla ed il loro calpestamento è solo una fase necessaria.

Cammeo di Marilyn Monroe nei prevedibili panni di un’attricetta hollywoodiana che si vende al primo impresario che passa.

“That’s one career all females have in common, whether we like it or not: being a woman. Sooner or later, we’ve got to work at it, no matter how many other careers we’ve had or wanted. And in the last analysis, nothing’s any good unless you can look up just before dinner or turn around in bed, and there he is. Without that, you’re not a woman. You’re something with a French provincial office or a book full of clippings, but you’re not a woman. Slow curtain, the end.”

2 commenti su “Eva contro eva

  1. igor
    25/07/2008

    cazzo, ma non puoi candidarti presidente della terra? io ti voto. lusinghe a parte, bette davis era veramente superiore, il finale di carriera horror-trash sublime.

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  2. Jeff
    26/07/2008

    2 voti!

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Questa voce è stata pubblicata il 22/07/2008 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , .

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