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Peace is for pussies

La Antena

Diretto dall’argentino Esteban Sapir, questo capolavoro che pecca solamente di un’esplicitazione esagerata dei propri punti di riferimento (ai limiti del plagio) è una delle perle del 2007.

Ovviamente dopo premi e festival in giro per il mondo, Italia compresa, risulta reperibile solo via import.

E questo è un insulto per qualsiasi amante del cinema.

Mister TV ha soggiogato un’intera cittadina (delocalizzata e persino detemporalizzata) grazie alle sue televisioni: il tubo catodico è il mezzo con cui è riuscito a privare tutto il popolo da lui governato della voce, tramite i prodigi della scienza moderna asserviti al potere.

Tuttavia la fase successiva del suo progetto è ancora più ambiziosa: privare i cittadini delle parole stesse, del loro significato.

L’assenza di produzione di pensiero per il controllo totale.

Realizzato in bianco e nero, muto, supportato da una colonna sonora old-style, offre una visione di un presente futuribile tramite un immaginario che si rifa a Méliès, Lang, Wiene od altri epigoni dell’espressionismo tedesco, rafforzandolo con moderne tecniche digitali ed effetti di scrittura sovrimpressa che farebbero la gioia di Greenaway.

Per non parlare di effetti fumettistici che ricordano Frank Miller o di rimandi ad “Eraserhead” di David Lynch.

In questo marasma derivativo, una specie di manifesto a favore del potere dell’immaginazione e del cinema puramente visivo, ritroviamo comunque un modo forte ed originale di affrontare la problematica della concentrazione dei media in mano ai governanti.

Vi si potrebbero trovare anche paralleli con la popolazione argentina, uscita stremata dalla crisi economica, ma “La antena” vola molto più in alto, veicolando messaggi che valgono per tutte le pseudodemocrazie occidentali.

Il film soddisfa lo spettatore sotto ogni punto di vista.

L’aspetto grafico, le idee sempre diverse ad ogni scena, l’impatto simbolico degli elementi scenici, sono cibo per gli occhi, che ne saranno estasiati.

La spettacolarità di moltissime sequenze ed il montaggio curatissimo è da lasciare inebetiti.

Nonostante il silenzio, nonostante le parole siano ridotte a logoi luminosi che compaiono sullo schermo e sono protagonisti fra i protagonisti, i personaggi sono dipinti a tutto tondo, sia gli umani, sia le amene creature che li attorniano: un autista assassino deforme con la coda di topo, una cantante soprannominata The voice dal volto sempre nascosto e con un figlio privo degli occhi (unici individui in possesso della voce: l’una può usarla solo per intrattenere, l’altro non può raccontare il mondo che lo circonda), uomini mongolfiera che si librano in cielo a scopo pubblicitario ed una bambina intrappolata in una sfera di vetro che macina le parole per ridurle negli ingredienti degli AlimentosTV, biscotti-droga per i cittadini.

Il lato politico del film, ovviamente, è preponderante, ma non c’è enfasi o tono ribellistico scontato, solo un mood accorato di chi celebra la possibilità di coscienza critica della popolazione.

Inquietanti alcune analogie nostrane, ad iniziare da MisterTV, governatore, padrone del mondo dello sport, dei mezzi radiotelevisivi e con una strana ossessione per i capelli (essendo calvo, li ha dipinti sulla testa).

5 commenti su “La Antena

  1. zonekiller
    18/08/2008

    splendida dritta…non lo conoscevo ed è sulla mia lunghezza d’onda (http://scaglie.blogspot.com/search/label/Elenco%20film%20recensiti%202007%20e%202008)…GRAZIE e complimenti per il tuo sito, VERAMENTE NECESSARIO

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  2. Giapunk
    18/08/2008

    Ciao Lenny Nero da qualche giorno ho scoperto questo splendido (non nel vero senso della parola) blog e ho letto qualche tua recensione.
    Ti faccio i complimenti perchè sto scoprendo molti film e libri che non conoscevo.
    Dove posso vedere questo (la antena)?
    E’ stato doppiato?Sul mulino a vento ( 🙂 ) non lo trovo e non trovo neanche i sottotitoli!
    Sapresti darmi qualche consiglio, voglio proprio vederlo!

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  3. Jeff
    18/08/2008

    Ma perché le perle in Italia non si trovano mai, mentre dei vari Muccino & Co. ne sono piene le videoteche?! :s
    Spero di rimediare questo film, grazie, grazie del tuo spazio!

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  4. Lenny Nero
    19/08/2008

    @Scaglie: thanks e goditi il film!

    @Giapunk: il film, pur essendo passato al Futurefilm Festival, è reperibile di import, per altro a pochi euro (per es. su play.com).

    Non è doppiato (ma il film è muto!) e non ci sono sottotitoli in italiano per le frasi che appaiono su schermo.

    @Jeff: eh, meglio che io non parli o mi querelano! 🙂

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  5. Giapunk
    28/09/2008

    Finalmente sono riuscito a vederlo…
    Un capolavoro…
    Bellissima l’idea di rendere una città “muta” dove le parole sono l’unica salvezza, e se privati anche di quelle finisce la possibilità di comunicare.
    Grande anche l’idea di render mr tv il “sindaco” della città, nonchè governatore hihih (una metafora molto azzeccata)
    Vedendolo mi ha ricordato Lynch e anche Chaplin sotto alcuni punti di vista.
    Questo film dovrebbe far riflettere, e soprattutto dovrebbe esser trasmesso in tutte le televisioni moderne del mondo, ma il razzismo non esiste solo sugli umani…

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Questa voce è stata pubblicata il 16/08/2008 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , .

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