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Peace is for pussies

Dexter

So di andare controcorrente rispetto ad un unanime consenso generale e mi attirerò accuse di incompetenza (ma al mondo esistono persone che ti puntanto il dito persino se parli male di Muccino o dei Tokyo Hotel, quindi ormai delle opinioni degli altri me ne sbatto proprio, visto che viviamo in un paese in cui tutti pensano di avere la verità in tasca, quindi difendo la mia), ma ritengo che la serie“Dexter” non meriti nè troppa attenzione nè tutto il battage pubblicitario che specie all’estero è sempre più pressante e sfacciato (persino innovativo), e che a conti fatti promuove un prodotto che con la sua prima serie non mi ha appassionato per nulla, nonostante le potenzialità e la trama sanguinolenta.

Ci ho riflettutto sui motivi per cui una serie televisiva che avrebbe potuto diventare una delle mie preferite in assoluto mi abbia lasciato perplesso (basta pronunciare la parola serial-killer ed ho un’erezione)  e ne ho trovati talmente tanti che potrei stendere quattro pagine (ovviamente mi limiterò ai più grossolani!).

Di sicuro non voglio affossare la serie, vincitrice di premi, stravotata, osannata, quindi obiettivamente le sue qualità le possiede, e le riconosco, ma come al solito quando tutti gridano al capolavoro ed uno spunto narrativo che sembrava predestinato ad essere di nicchia finisce sulle copertine più cool, appare evidente che la serie è più furba che bella, come si suol dire, e mi ripeto che ormai le folle applaudono ad ogni mediocrità superiore alla media, ingoiando di tutto, e guai a mostrare i difetti dei loro idoli perchè si generano vere e proprie reazioni isteriche.

Sono tanti i film o le serie televisive che adoro che ad altri suscitano ribrezzo, eppure vivo benissimo lo stesso se qualcuno me lo fa notare.

Un banale “Dexter mi piace” è ben differente da “Dexter è la migliore serie mai vista”; tuttavia siamo un mondo di assolutisti che lo spirito critico se l’è dimenticato la prima volta che ha acceso la televisione.

Oggi mi è tornato in mente “Dexter” mentre leggevo questa frase in un libro di Houellebecq: <Riunire i vantaggi commerciali della pornografia e dell’ultraviolenza>.

Ecco, “Dexter” solletica, stuzzica, promette, ma non mantiene; è un bagno di sangue in stile Ikea, un coito interrotto che non mi avrebbe annoiato se solo fosse durato la metà.

E piace proprio per questo: il soggetto perturbante di fatto non turba, anzi, è rassicurante e scade nella soap-opera.

Gli aspetti positivi della serie sono una splendida sigla iniziale (ambigua e melliflua come il protagonista, in cui gesti quotidiani sembrano diventare atti violenti), il soggetto della storia (tratta dal romanzo “La mano sinistra di Dio” di Lindasy Jeff, stravolto nel finale), l’attore principale (Michael C. Hall, sexy e glaciale dopo il ruolo di segno opposto in “Six feet under”, e capace di inchiodarti con uno sguardo).

Ciò che non funziona in “Dexter” è che si perde di vista (concentrando poi gli avvenimenti principali nelle ultime puntate) proprio il personaggio cardine.

Se all’inizio la sua voce fuori campo intriga (nello spiegare il suo modo di essere, la sua assenza di emozioni e sentimento, le sue modalità di azione), se il nucleo di indagine si rivela fondamentale dato che ha connessioni col passato di Dexter e i flashback ci rendono curiosi, ad un certo punto i personaggi secondari (interpretati da una serie di attori che non spiccano certo per talento, così come i loro doppiatori: vi consiglio di non perdervi la bellissima voce di Hall) prendono il sopravvento invadendo lo spazio di intere puntate con storie collaterali di totale inutilità per lo svolgimento della trama, assolutamente patetiche (il lato amorevole del tenente LaGuerta, il divorzio di Angel, il passato militare di Doakes) e che uccidono ogni tipo di climax.

E poi ti chiedi: e il killer del camion-frigo? E Dexter?

Persi per strada, se escludiamo la relazione che Dexter intrattiene per rendere ancora più normali e borghesi le sue apparenze e che pare, almeno nel finale della prima serie, poter essere un elemento pericoloso per la sua doppia vita.

Non si provano particolari brividi, i momenti gore sono rari e patinatissimi (e comunque persino in televisione si vedono immagini più cruente), quando non spruzzati di kitsch e humour, smorzando ulteriormente la tensione, e finalmente la storia riparte quando compare sulla scena un nuovo personaggio che ovviamente è il killer ricercato (e questo non è uno spoiler, ci arriva anche un demente, e non fa certo onore alla storia).

Peccato che diventi così più importante il ruolo della sorella di Dexter, un’idiota a dir poco insopportabile.

Quando ormai ogni possibile aura di maledettismo o morbosità è ridotta in macerie (c’è più suspense in una qualsiasi puntata a caso della prima serie di “Desperate Housewives”)  e ci si è rassegnati all’ennesima soap-opera, viene compiuto un salto di qualità.

Peccato che intanto siamo arrivati alla decima puntata e la dodicesima sia l’ultima.

Allora ecco finalmente un bel bloodbath, flashback quasi shoccanti, giusto un paio di dettagli non troppo raccapriccianti, che se no gli spettatori si spaventano e gli ascolti crollano, e il tanto atteso twist narrativo.

Alla fine delle dodici puntate permane un senso di incompiuto, come se il prodotto non fosse ancora rodato e non avesse ancora trovato una sua direzione, e soprattutto, se come me eravate in cerca di brividi e malessere, si rimane oltremodo delusi.

La sequenza finale, visionaria, se non fosse che viene resa ridicola dalle parole di Dexter stesso dato che non ho provato un brivido in 12 ore di trasmissione (…mi amerebbero nel loro incubo peggiore…)  lascia sperare che in futuro si osi di più, lasciando a piede libero la psicopatia di Dexter ed il girovagare tormentato delle sue riflessioni.

Ma per raggiungere un obiettivo simile servono idee originali e brillanti ed in questa serie ne ho viste ben poche.

12 commenti su “Dexter

  1. Francesco
    11/09/2008

    lascia sperare che in futuro si osi di più

    Ti rovino l’attesa: no.
    Ti parlo da uno che ha apprezzato molto la prima stagione (ma che non ritiene in alcun modo Dexter la miglior serie di sempre, solo una serie ben fatta come altre): la seconda è peggio.
    Non si basa su un libro, è frutto degli autori, stravolge il protagonista e perde la maggior parte del tempo, se non tutto, con storie abbastanza indegne (relazioni di cui ci interessa davvero poco, in pratica).
    Rimangono la bellissima sigla e la bravura di Michael C. Hall, e la buona regia, ma non rimane quel che di bello (per me) c’era nella prima: il protagonista. Così com’era delineato all’inizio.
    Certo, si guarda, ma è inferiore.

    Sappi che è un difetto delle serie Showtime, comunque: essere patinate, partire con una buona premessa, perdersi per strada, ammiccare, ma non mostrare nulla, eppure avere buon successo di pubblico (relativamente, ovvio, perchè è pur sempre via cavo).

    Vuoi qualcosa di *veramente* bello?
    HBO è la tua scelta. Prendine una a caso.
    http://www.hbo.com/series
    Poi però parlane. Voglio sentire un parere diverso dal solito.

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  2. Lenny Nero
    11/09/2008

    @Francesco:

    grazie del commento e dei suggerimenti.
    Di “True Blood” per esempio sono estremamente curioso, così come di “Deadwood”.

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  3. lucretia
    11/09/2008

    è vero, promette ma non mantiene fino in fondo, o comunque non ci sono mai scene veramente raccapriccianti o che incutano una particolare tensione, dal punto di vista della suspance… ma le serie non sono forse così? in termini di giudizio complessivo sono diventati ormai prodotti di qualità cinematografica – o anzi, viste certe schifezze al cinema, in molti casi migliore – ma una serie particolarmente riuscita da questo punto di vista (suspance, thrilling e tanto sangue) io non l’ho ancora trovata. credo che questa sia un buon tentativo, la storia di base è ottima, ma come tutte le cose tratte da un libro solo – e poi evolutesi invece solo su sceneggiature degli autori – credo sia inevitabile cominciare a perdersi da un certo punto in poi.

    parlando di serie, ho trovato in six feet under una delle mie preferite in assoluto (del resto alan ball è alan ball) ed è per questo che cercherò di recuperare al più presto true blood.
    entusiasmata dal tuo post di qualche tempo fa ho scaricato tutta la prima dirt, ma devo dirti che non mi ha preso un granché, ho visto solo qualche puntata e ho lasciato perdere.

    ah, che maleducata. ciao, ti seguo via feed da un bel po’ e ti rebloggo spesso sul tumblr. te ne sarai accorto 🙂

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  4. Pingback: Viva Charles Bronson « Resuscito, quindi sono.

  5. dummejunge
    11/09/2008

    Io non ho il satellite né il digitale, quindi posso vedere solo la serie attraverso italia 1. Ho visto la prima puntata, mi è sembrato abbastanza stuzzicante, ci sono delle scene molto divertenti. Vedremo le prossime, ma più che horror e violenza a me sembra piuttosto comica, e credo che l’effetto sia voluto.

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  6. Lenny Nero
    11/09/2008

    @dj:

    purtroppo Dexter non spinge davvero il pedale in nessuna direzione.
    Come sottolinei il lato ironico c’è e potenzialmente il personaggio di Dexter è fantastico, ma si perde per strada.
    C’è una scena gustosissima, che non ti rovino, che si verifica quando un bambino vede Dexter in azione e poi collabora con la polizia per l’identikit: ho riso mezz’ora quando ho visto il risultato.
    In alcuni casi l’effetto comico è voluto, in altri è involontario.
    Gli ammiccamenti continui di Hall sembrano voler far partecipare lo spettatore alla sua visione sarcastica delle cose.
    Il problema della serie è che invece di focalizzarsi su Dexter viene annacquata da personaggi collaterali di assoluto poco spessore quando l’asso nella manica sarebbe lì, già pronto.
    Poi magari qualcuno si è appassionato anche alle storie di Angel o della Laguerta, ma dubito.

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  7. Lenny Nero
    11/09/2008

    @lucretia:

    intanto grazie. 😉
    Su un punto ti devo proprio dar ragione. Negli ultimi anni le serie televisive spesso sono di livello altissimo, inaspettato, con grandi produzioni dietro e mirabile visu con un lavoro di sceneggiatura da veri cesellatori.
    Forse il mio giudizio di Dexter è condizionato anche dal fatto che mi sto abituando rapidamente troppo bene dopo anni di televisione totalmente inguardabile.
    Finalmente ci sono grandi boccate d’ossigeno.
    Ovviamente non mi riferisco alla televisione italiana, ma è implicito.

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  8. lucretia
    11/09/2008

    naturalmente.
    a proposito della produzione italiana, l’unica cosa decente vista negli ultimi anni uscita dal bel paese è stato quo vadis baby? non il film (guardabile, ma niente di eccezionale) ma la serie uscita questa primavera solo per sky (ma facilmente reperibile). solo 6 puntate, nulla di impegnativo. ambientato a bologna, investigatrice privata mascolina e lunatica tormentata dalla scomparsa della sorella, assistente gay, un migliore amico ex-pornostar (bebo storti). l’ho trovato un poliziesco ben fatto. se hai voglia di perderci un po’ di tempo mi incuriosisce sapere cosa ne pensi 🙂

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  9. Giapulp
    11/09/2008

    Caro Lenny Nero non sono d’accordo con te in questo post.
    Ho visto la prima e la seconda serie di dexter, in lingua originale e mi sono piaciute molto e non è assolutamente vero che la seconda serie perde, anzi, pur non basandosi su nessun libro tiene bene testa
    Sicuramente se cerchi scene molto “crude” e sanguinose si trovano migliori in altre serie o film, e la pubblicità che parla di serie così violenta non gli si addice!
    La bellezza del telefilm è proprio il fatto che dexter sia un serial killer, ed è questa la sua natura, lui sa di questo, si è convinto di questo, e non la prende come una cosa da curare, ma come un parte del suo carattere, come un qualcosa di assolutamente normale.
    Si possono fare molti paragoni e metafore sul suo modo di essere anche nella vita reale.
    Certo ci sono anche qui delle pecche, la sorella esempio è un personaggio “inutile” ma le danno molta importante.
    Mi associo con lucretia sulla miglior serie, six feet under è veramente fantastica…

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  10. igor
    13/09/2008

    da quando italiauno non prende ho scoperto che si vive bene anche senza serie tv. ma sono atipico, le mie preferite di solito stanno su rete4 (colombo non perde mai di smalto nonostante l’interruzione di un’ora e mezza di fede e televendita e meteo e navigare informati).
    6feetunder mi fa venire l’acidità, la depressione e voglia di masturbarmi, ma più di tutto la voglia di uccidere tutti i protagonisti. ho scoperto di non sopportare queste nuove serie per adulti tristi, meglio un triste poliziesco senza pretese.
    sulle fiction italiane ho più pregiudiuzi che mai, l’elenco poliziotta mascolina+amico gay+attore porno mi ha guidato dritto al ripostiglio dei liquori (se ne avessi uno). non ne posso più di poliziotti, dottori, preti, che stanno sempre in borghese, si preoccupano della gente, stanno sempre a scopare fra di loro. odio anche le serie tipo coi ricchi che piangono. non me ne frega niente dei ricchi.
    poi lost e hero e hanna montana li impalerei.
    (scusa lenny, so di non essere costruttivo, ma quando capito qui ho sempre le palle girate. nel caso, cancella pure.)

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  11. WhiTe
    16/09/2008

    Che la prima Season di D. rimanesse incompiuta era nell’ordine delle cose. C’è una seconda stagione (migliore della prima per chi scrive) e sta arrivando la terza (gira già il pre-air della 3*01). Ed è proprio nella seconda stagione (in realtà un sorta di prima stagione parte seconda) che si scava nel personaggio Dexter. Io l’ho trovata deliziosa. E’ anche vero che sono di parte visto il mio essere serieTv-onnivoro/dipendente [True Blood promette bene, quoto], quindi questi giudizi vanno presi con le molle.
    Ah, rigorosamente e solo in lingua originale, con tanti e cari saluti ai palinsesti nostrani ^__^

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  12. lucretia
    17/09/2008

    ho finito giusto stanotte la seconda stagione di dexter. sono quindi d’accordo con white, non è affatto male, anzi.

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Questa voce è stata pubblicata il 10/09/2008 da in Flussi di incoscienza con tag , .

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