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Peace is for pussies

The kingdom

kingdomRivedere “The kingdom” è stata un’ottima idea per festeggiare il recente Halloween.

Per chi non conoscesse questa serie televisiva, realizzata inaspettatamente nel 1994 dal regista danese Lars von Trier (che d’altronde ha prodotto pure dei film porno), può valere la pena recuperare i cofanetti delle due serie, contenenti per i più fanatici anche la versione integrale in lingua originale.

Von Trier scatena reazioni di plauso e disappunto ad ondate alterne ed è noto ai più per l’emanazione del Dogma 95, un manifesto cinematografico collettivo che come tutti i dogmi religiosi, scientifici ed artistici, si è rivelato una puttanata limitante e contradditoria da stuprare alla prima occasione e chiudere dieci anni dopo.

Di fatto, anche se i film della serie numerata Dogma sono decine, nella mente dei cinefili rimangono solo “Festen” ,“Idioti” e “Julien donkey boy”.

“The kingdom” è diretto già secondo alcuni dei canoni Dogma e nonostante la sua apparente sobrietà visiva intrattiene per tutte le sue 4 ore di durata giocando con i meccanismi classici dei film horror, ma dando vita ad un’atmosfera originale ed una sorta di sbeffeggiamento d’autore verso lo stesso genere horror che contiene anche un nucleo morale mai retorico, e piuttosto disincantato, sulla crudeltà umana e le derive folli della scienza contro le verità del sovrannaturale.

L’aspetto intellettualoide e programmatico non stride con un clima generale di confusione tra piani reali e irreali, tra sanità mentale e demenza e sono garantititi humour nero (a vagonate), colpi di scena e colpi bassi, brividi, apparizioni ectoplasmiche e progetti medici rivoltanti.

La storia è ambientata in un ospedale danese costruito sulle paludi chiamato Il Regno in cui si aggirano un borioso neurochirurgo, denunciato dalla madre di una sua piccola paziente che ha subito gravi danni cerebrali durante un intervento, medici stralunati con orribili segreti che fanno parte della parodia di una loggia massonica, il fantasma di una bambina uccisa in modo raccapricciante nel 1919, un’ipocondriaca spiritista che indaga sul passato dell’ospedale, un’ambulanza spettrale e la materializzazione di un sadico dottore che ha intenzione di tornare in vita.

Lo script è complesso, organizzato in modo intelligente, creando un’ottima suspense ed un climax dalla conclusione terrificante.

Le citazioni si sprecano, da “Shining” a “Nightmare on Elm Street” ai film di Romero (nel corso di un esperimento sul sonno un medico sogna di essere divorato, con piacere, da alcuni zombie) a “Poltergeist”, rivisti secondo una chiave personale.

La storia, tuttavia, è davvero intrigante e non ci si trova davanti solo ad una sorta di remix revisionista secondo canoni estetici personali; superato il primo impatto con l’aspetto visivo sporco e a luce naturale, si entra nei meandri del Regno ed è molto gustosto perdersi nei suoi sotterranei e nei suoi misteri.

Scandito dai dialoghi tra i due addetti alla mensa affetti da Sindrome di Down, che anticipano con frasi suggestive gli sviluppi della trama (in modo meno criptico delle introduzioni della Signora Ceppo in “Twin Peaks”, serie cui“The kingdom”  viene spesso paragonato in modo inopportuno), il coinvolgimento cresce col trascorrere dei minuti e non ci si stacca dallo schermo fino alle rivelazioni finali.

Memorabili le apparizioni di Von Trier al termine di ogni episodio, con indosso lo smoking di Dreyer, che rilascia commenti sarcastici sulla puntata appena vista (<Qualcuno l’avrà trovata poetica e avvincente e qualcun altro deprimente e noiosa. In questo caso, pensate alla vostra vita.>) e la sigla che sembra la versione camp di un pezzo realizzato dai Dimmu Borgir a 12 anni.

Di “The kingdom” se ne è appropriato Stephen King per la realizzazione della serie “Kingdom Hospital”, ma delle serie televisive supervisionate da King non dibatto per evitare di trovarmi orde di kinghiani sotto casa armati come i bambini di “Grano rosso sangue”.

2 commenti su “The kingdom

  1. Matthew Hopkins Jr.
    05/11/2008

    All’epoca comprai una vhs dei primi episodi della serie (la seconda è stata trasmessa in tv da fuoriOrario, ma non è stata distribuita ufficialmente in Italia). Ed adoravo il medico svedese che sul tetto dell’ospedale malediceva la Danimarca tutta. Era commovente, mi venivano le lacrime agli occhi. Bei tempi.

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  2. Niki
    23/12/2008

    Trovo the kingdom assolutamente straordinario, posseggo il dvd della cult video e ogni tanto lo riguardo, è un mix perfetto di generi che ti incolla alla sedia dal primo all’ultimo minuto.

    Complimenti per il tuo interessantissimo blog, da oggi hai un nuovo lettore.

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Questa voce è stata pubblicata il 04/11/2008 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , , .

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