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Peace is for pussies

Wall-E

wall-e700 anni dopo che gli umani abbandonato il pianeta Terra, ormai ridotto ad un accumulo epocale di rifiuti, per vivere su un’astronave-crociera, Wall-E, robot deputato alla pulizia e con il passatempo dell’archiviazione di oggetti per lui divertenti o curiosi, assiste allo sbarco di Eve, automa di ultima generazione e dalla linea femminile, inviata a scopo ricognitivo per scoprire tracce di rinnovata vita vegetale.

E il destino di Wall-e subirà una svolta clamorosa.

A proposito di “Wall-E” all’incirca il 99% dei recensori si è lanciato in una gara al capolavorismo (vera tendenza mefitica di questi anni in qualsiasi campo artistico, tipica dei tempi del pensiero unico e a puro scopo commerciale).

Pur riconoscendo i meriti notevoli di quest’animazione, concentrati soprattutto nel primo tempo, emozionante ed ispirato, lo studio Pixar ha di fatto realizzato una macchina oliatissima e perfetta, che nella seconda parte si rivela un’opera per bambini che può anche piacere agli adulti, ma fin troppo programmatica per appassionare fino in fondo nel suo voler essere una sorta di arringa ecologista a portata di (cerebralmente) infante.

“Wall-E”  ha il coraggio encomiabile di sfruttare la suggestione visiva, invece che ammorbarci con triti discorsi ambientalisti, ma dato il target principale cui si rivolge non può che cadere nella contraddizione delle proprie premesse per rassegnarsi al buonismo più ecumenico e rassicurante.

Se la Pixar avesse osato fino in fondo, ci saremmo trovati davvero di fronte ad un capolavoro, ma anche molto probabilmente di fronte ad un flop colossale.

D’altra parte il sottoscritto ha una visione troppo realista e cinica per farsi incantare da certe furbate diabetiche e rimpiange i tempi in cui vecchi cartoni animati Disney non avevano il timore di traumatizzare le famiglie.

Se siete dei puri di cuore che soprassiedono al tono ottimista, anzi, che ne hanno bisogno, allora per voi “Wall-E”  risulterà sicuramente un capolavoro.

In effetti l’animazione dei primi 45 minuti è superlativa, con momenti davvero immaginifici (gli immensi cumuli di macerie che sostituiscono i palazzi, le tempeste di sabbia, l’arrivo di Eve, le scene romantiche e goffe tra i due robot), in cui l’assenza di dialoghi è controbilanciata dalla forza delle immagini, ed è in questo frangente che “Wall-e”  si avvicina davvero ai territori del cinema regalandoci qualche momento alto anche successivamente (la rincorsa-danza nello spazio fra Wall-E ed Eve).

I temi toccati sono tanti, tra cui quello dell’importanza della memoria storica, custodita da un piccola automa invece che da esseri umani ridotti ad amebe dipendenti dalle macchine, che non hanno più alcuna cognizione del proprio passato e delle proprie potenzialità, e che dovranno lottare con lo stesso super-sistema che li accudisce per riappropriarsi della propria vita.

Sono diverse anche le idee geniali, in particolare nella rappresentazione del panopticon informatico a cui gli umani hanno affidato se stessi.

Peccato che il gioco delle citazioni per ammiccare ad un pubblico adulto sia ormai cifra stilistica scontata, ed in questo caso prevedibile e reiterata (HAL 9000? “Così parlo Zarathustra” di Richard Strauss? E basta!) e fa insorgere il dubbio che spesso sopperisca alla mancanza di idee per rafforzare i punti di svolta più deboli della trama.

Nell’economia generale, il plot cesellato ed artificioso, quasi fastidioso nella sua perfezione, spesso (troppo) referenziale e non originale, tutto sommato lo si può perdonare (ce lo si poteva aspettare) visto che “Wall-E”  riesce comunque ad emozionarci e stupirci per larga parte della sua durata.

Francamente non sono sicuro che tra i tutti i prodotti Pixar sia quello che più spesso rivedremo con piacere o che lascerà un traccia importante nell’immaginario collettivo.

3 commenti su “Wall-E

  1. lucretia
    12/11/2008

    quando vedrai un po’ di referrers che arrivano dal mio blog, è perché ho linkato la tua recensione…
    sono pigra, lo so. 🙂

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  2. Lenny Nero
    12/11/2008

    Già tremo!
    Peccato che il tuo blog sia privatissimo. 😉
    Un salutone!

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  3. lucretia
    13/11/2008

    ma basta chiedere, figuriamoci 🙂
    visto che ormai ti leggo da un bel po’, permetterti di farti un po’ i cazzi miei mi sembra il minimo!

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 11/11/2008 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , .

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