+LoveIsTheDevil+

Peace is for pussies

Valzer con Bashir

waltz_with_bashir1Nel 1982 fu ucciso dagli avversari islamici l’allora presidente del Libano, Bashir Gemayel, sostenuto come un nuovo messia dai falangisti cristiani.

Con l’appoggio degli Israeliani, il culmine della rappresaglia per vendicare l’amato presidente raggiunse un sanguinoso zenit con quello che è passato alla storia come il massacro di Sabra e Shatila, un eccidio che causò oltre tremila morti tra i palestinesi di qualunque sesso ed età.

 

Un amico di Ari, impersonificazione del regista stesso, combattente della guerra in Libano, è tormentato da un incubo ricorrente dopo venti anni dal massacro.

Ari si accorge di aver rimosso dalla propria mente quei giorni di rappresaglia e su consiglio di un amico psicanalista cerca i suoi commilitoni, chiedendo loro se anch’essi soffrano di amnesia riguardo all’efferata strage.

I resoconti frammentari degli interlocutori, cui spesso si sono sovraimpresse visioni distorte o fantastiche degli accaduti, farà nuovamente precipitare il protagonista nel mezzo di uno degli episodi più deplorevoli ed atroci della storia del Medioriente.

 

“Valzer con Bashir”, candidato al Golden Globe quale miglior film straniero, è un’opera d’animazione sofferta e personale, che proprio nell’essere una operazione troppo didascalica di catarsi personale attraverso il cinema vede il suo principale difetto, ma che grazie alla forza visionaria e all’inventiva delle immagini si trasforma in una seduta psicoanalitica collettiva, sotto forma di imponente graphic-novel, in cui la rielaborazione personale del trauma e dei propri sensi di colpa diventa gesto artistico con cui costringere il proprio paese all’autocoscienza, alla riflessione sulla propria storia.

 

E’ un film che offre interessanti spunti di discussione sulla memoria, personale e di un paese, fragile e fatta di rimozione, persino a carico di episodi relativamente recenti, tema già affrontato con lucidità da Haneke in “Niente da nascondere” (in cui l’ombra rimossa dal passato francese era la strage di manifestanti algerini per mano di poliziotti guidati da un ex-nazista).

La rimozione conduce alla ricostruzione fallace degli eventi che sfociano in momenti onirici di rara suggestione (la corsa adrenalinica di cani inferociti, classico simbolo freudiano di tormento; il risveglio dei soldati, nudi e galleggianti nel mare, che come zombie si dirigono verso edifici distrutti dai bombardamenti immersi in una luce livida e sulfurea; la scena clou degli spari contro un cecchino ballando come in un valzer sotto l’effige di Bashir).

Nessuno dei soldati sembra ricordare, nella loro mente sono rimaste intrappolate sensazioni, emozioni, ma non il nucleo concreto degli eventi, spesso completamente trasfigurato, fino a che, una parola e un’immagine dopo l’altra, si diradano i veli, la narrazione diviene meno surreale e gioiosa (le prime azioni sembrano delle ipereccitate e infinite sparatorie verso il nulla a base di rock e debitrici dei film americani sulla guerra in Vietnam) e sempre più realistica e cruda: al raggiungimento della lucidità il ritmo rallenta, la verità degli eventi è talmente eccessiva che non necessita di lirismi visivi e il massacro viene illustrato in modo documentaristico, una tragedia vista attraverso gli occhi di soldati a cui fu ordinato di recarsi in quelle zone (Ministro della Difesa era Ariel Sharon, che compare mentre fa colazione placidamente e decide inizio e fine dell’intervento via telefono), senza spiegarne del tutto le ragioni e che comunque assistettero senza impedire le torture e le fucilazioni.

valzer_con_bashir1Alla fine il regista si fa prendere la mano dalla volontà di shoccare lo spettatore e in questo procedere da sogno a realtà infligge, prima di tutto a se stesso, riprese reali del massacro che interrompono brutalmente la rappresentazione artistica.

Se una scelta assolutamente analoga è in linea con la riflessione di “Redacted” sulla guerra all’epoca della sovrasaturazione multimediale, in questo caso si rischia per pochi minuti di ricondurre il film a semplice documentario e atto d’accusa, incastrandolo nella contingenza dell’episodio, quando per quasi tutta la sua durata ci ha regalato una sequela brillante d’idee sul tema della memoria, nonché un concept artistico superlativo e stupefacente.

 

Visti gli eventi recenti, il regista Ari Folman ha forse risolto i suoi conflitti personali, ma è ben lontano dal poter dare un contributo con effetti tangibili a una possibile svolta della storia mediorientale e il film che ha diretto ha soprattutto valenze universali.

 

In fondo un film può essere al contempo arte e documento, ma l’urgenza espressiva di un artista che vuole pulirsi la coscienza incide ben poco sul mondo esterno e non è rappresentativo di un processo di autocritica da parte dei connazionali, men che meno dei politici.

 

A distanza di 26 anni nessuno dei tre monoteismi fratelli si è mai assunto le proprie responsabilità, a iniziare dai carnefici cristiani, per proseguire con gli ebrei collaborazionisti e infine con gli islamici che commisero l’omicidio che scatenò la vendetta.

 

Curiosamente questo genere di film induce a parlare di dialogo e pace gli spettatori delle guerre, ma mai chi le combatte: il loro dio se ne frega, come se non fosse lo stesso.

 

Davvero difficile rendere a parole l’impatto delle immagini, senza sprecarsi in un diluvio di capolavorismi e termini tecnici, pertanto, se non l’avete ancora visto, guardate il trailer.

Un commento su “Valzer con Bashir

  1. Giapulp
    18/01/2009

    E’ stupendo, l’ho visto ieri sera.
    Il fatto di mischiare sfondi tridimensionali a immagini bidimensionali senza scale di grigio è molto carina.
    Mi torna sempre in mente quella sequenza di immagini dove uno degli amici del protagonista si trova a ballare sotto i colpi di mitra (da cui il nome valzer con bashir).

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 18/01/2009 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , , , .

Cookies

Informativa breve

Questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Proseguendo con la navigazione si presta il consenso al loro utilizzo. Per un maggiore approfondimento: Privacy Policy

My Art Gallery

Follow +LoveIsTheDevil+ on WordPress.com

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: