+LoveIsTheDevil+

Peace is for pussies

Zodiaco – M. Chattam

zodiacoUn nuovo romanzo di Chattam, che con “In tenebris” ha conquistato la mia stima eterna, è sempre una gioia: è come ricevere per regalo un barattolo pieno di sangue e non vedere l’ora di aprirlo per imbrattarsi come dei bambini.

Anche questa volta l’autore non delude, anche se non eccelle e non si è ancora liberato di alcuni dei suoi peggiori difetti, e ci consegna 400 pagine che trasudano psicopatia, morte, riflessioni sulla guerra e adrenalina intrecciate ottimamente grazie alla consueta capacità di tenere alta la tensione e di giocare a rimpiattino col lettore.

Il libro non è esente da qualche minus macroscopico e imperdonabile, ma se quello che adorate di Chattam è soprattutto il suo talento nel tenervi invischiati nelle pagine, anche questa volta godrete di alcune ore di divertimento assicurato, quel divertimento morboso intriso di terrore ed esagerazioni splatter (ed in questa occasione l’autore riesce a superare se stesso in efferatezza) che rende così efficaci i suoi thriller.

Ambientato nel corso di una guerra volutamente non meglio definita nè temporalmente nè geograficamente (potrebbe trattarsi dell’Iraq, ma anche del Vietnam), “Zodiaco” è incentrato su una serie di omicidi ai confini della body-art che tengono impegnati nelle indagini il tenente Craig Frewin, un colosso erculeo a capo della polizia militare, e l’infermiera Ann Dawson, il cui coinvolgimento nella caccia al serial-killer rasenta in modo sospetto l’ossessione.

Nell’imminenza di uno sbarco viene ritrovato il corpo di un soldato appeso a ganci da macellaio e la cui testa è stata sostituita da quella di un montone dopo essere stato decapitato.

Unico indizio un misterioso simbolo scritto nel sangue.

E mentre imperversa la battaglia, gli omicidi continueranno a ritmo serrato in un climax di inventiva sadica, furiosa e senza freni.

L’assassino è sicuramente un soldato, è dotato di un’intelligenza sopraffina e riesce a manipolare le menti altrui o a influenzare il corso delle indagini.

Scoperto il filo rosso che lega gli omicidi, il brutale massacro di un’intera famiglia sconvolgerà le conclusioni raggiunte dalla polizia e l’arresto del presunto colpevole sarà solo l’ennesima farsa abilmente architettata prima che l’occulto predatore ricominci a reclamare altro sangue.

Tutti saranno sospettati e tutti diventeranno potenziali vittime, perchè il mostro che si nasconde tra di loro conosce molti segreti personali che sa usare a proprio vantaggio e ha deciso che nessuno sfuggirà al macello.

“Zodiaco” (il titolo originale è “Predatori” ed è meno rivelatore di alcuni passaggi fondamentali) non è esente da pecche che a Chattam si devono perdonare: qualche spiegone psicologico di troppo nella prima parte, una certa prosopopea moralista che stona in un romanzo di genere e di puro intrattenimento, e la solita struttura a singhiozzo che sospende i momenti topici con improvvisi cambi di scena per indurci a non smettere di leggere; inoltre Chattam lascia stranamente irrisolti alcuni dettagli chiarificatori delle dinamiche degli omicidi, ma con lo scopo di non interrompere mai l’azione preferendo sacrificare per una volta prolisse spiegazioni, tutto sommato non fondamentali.

Soprassedendo al fatto che l’autore si prende troppo sul serio e ci ammorba pure con la teoria secondo cui i serial-killer sono la manifestazione della prossima fase evolutiva dell’uomo, inevitabile in un mondo in cui la guerra e l’orrore sono la quotidianità, il libro dimostra un certo progresso nella scrittura: la storia è corale, e non incentrata solo su una stereotipata coppia di eroi, i personaggi secondari molti, tratteggiati in modo preciso quanto semplice, le relazioni fra di loro sfuggenti quanto complesse, eppure non ci si perde mai in una trama sempre più intricata ed in cui regna la confusione più totale sulla comprensione dei fatti per merito del machiavellico assassino.

Il risultato è che si arriva quasi alla fine del romanzo senza avere la benchè minima idea di chi possa essere l’artefice di tale macabro caos e mano a mano che muoiono i vari commilitoni non si potrà fare altro che depennare un altro nome dalla lista dei sospettati e ricominciare a ragionare da capo.

Inoltre Chattam si rivela abilissimo nel descrivere azioni di guerra mozzafiato e nel gestire le suggestioni delle location scelte (navi militari, un accampamento nel deserto, una giungla, un monastero) immergendoci completamente tra i militari nevrotizzati dal fuoco degli avversari, dalle perdite continue e dalla tensione generata dal doversi difendere da un nemico interno.

I due protagonisti ricreano il duo uomo-donna tipico dei suoi romanzi, con sesso a corredo, ma questa volta si rinuncia a figure positive e senza macchia per dipingere personalità perverse, tormentate e che del loro passato nascondono entrambi un episodio traumatico, forse addirittura un omicidio da loro stessi commesso, che ha corrotto la loro mente inducendo il tenente Frewin a scrivere privatissime lettere a una moglie defunta e l’infermiera Dawson a lottare contro pulsioni sessuali autopunitive.

E nessuno dei membri della polizia militare e del plotone in cui si nasconde il killer racconta mai la verità, chi per proteggere aspetti della propria intimità che creerebbero uno scandalo, chi per proteggere i propri compagni, come se fossero parte di una setta che ha siglato un patto di sangue.

E l’assenza completa di anime candide rende impossibile non nutrire qualche dubbio persino sugli investigatori stessi.

Tutti sono corrotti, ma l’incontro col Male farà sembrare i loro tormenti interiori stupide angosce.

A lustrare la densità della storia il già noto gusto per i dettagli delle carneficine, che raggiungono in un paio di occasioni vette di gratuità spaventosa per la raffinata spettacolarità degli omicidi o per l’eccessività di alcune torture.

D’altronde Chattam è destinato a chi ha stomaco forte e nervi saldi ed evitando il rischio di perdersi tra troppe figure e troppi colpi di scena riesce di nuovo a farsi beffe di noi con il nostro tacito consenso.

Per chi conosce già lo scrittore, pregi e difetti compresi, una conferma.

5 commenti su “Zodiaco – M. Chattam

  1. williamdollace
    29/01/2009

    non lo conoscevo, bene, nuove cose

    Mi piace

  2. Lenny Nero
    29/01/2009

    @williamdollace:
    se non lo conosci, Zodiaco può essere un buon inizio, ma se vuoi anche solo leggere un suo libro tanto per conoscerlo visto che ha scritto quel capolavoro di “In tenebris” mi butterei su quello…In Francia è un autore di culto, qui in Italia invece è noto a pochi a vantaggio di altri autori di thriller che francamente a me non divertono affatto. Che Chattam sia abile è un conto, ma comunque che non sia alta letteratura spero fosse implicito nelle mie recensioni dei suoi libri, per quanto piuttosto entusiaste.

    Mi piace

  3. williamdollace
    29/01/2009

    @lennynero: ok, mi segno l’altro allora. grazie.
    “alta letteratura” è un concetto rischioso….non disdegno l’inserimento del genere che degenera nel concetto di “alta letteratura” però…anche perchè a volte il genere ha un sottotesto o sovratesto tale da oscurare i cosiddetti romanzi di narrativa di “alta letteratura..”, ciao. C’è vero in italiano? guardo su IBS

    Mi piace

  4. Lenny Nero
    29/01/2009

    @williamdollace:
    Capisco il tuo ragionamento e Chattam ci prova pure, solo che se su 400 pagine di adrenalina e budella ci infili una dozzina di discorsi parafilosofici fai solo calare il ritmo; è come se infilassi una nota che non segue le regole in una toccata e fuga. Pochi ci riescono. Chattam è un ottimo generatore di cardiopalmo, se finalmente prendesse coscienza dei suoi limiti i suoi libri sarebbero delle vere e proprie macchine da guerra. Ovviamente in italiano c’è. Ci impiegherei un anno a leggere un libro in lingua originale.🙂 E sicuramente “In tenebris” non è in latino!🙂

    Mi piace

  5. williamdollace
    29/01/2009

    @lennynero: Mi bastano l’adrenalina e le budella in modalità riversamento copioso a tabula rasa. Ti piace invece Dennis Cooper? Io ho preso il mio primo libro di Dennis Cooper in trasferta a FI. (Frisk)

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 29/01/2009 da in Flussi di incoscienza con tag , , .

Cookies

Informativa breve

Questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Proseguendo con la navigazione si presta il consenso al loro utilizzo. Per un maggiore approfondimento: Privacy Policy

My Art Gallery

Follow +LoveIsTheDevil+ on WordPress.com

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: