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Los cronocrimenes (Timecrimes)

los_cronocrimenesSegnalato da riviste specializzate e presentato a diversi festival, “Los cronocrimenes” è un ambizioso, sconclusionato e divertente rompicapo d’autore che potrebbe diventare per gli appassionati di viaggi nel tempo un piccolo cult.

Mentre si rilassa in giardino, Hector scruta col binocolo il bosco di fronte a casa sua. Una visione erotizzante lo ipnotizza: una ragazza molto sensuale si spoglia fino a rimanere completamente nuda.

Approfittando dell’assenza della moglie, Hector va in cerca della ragazza, ma ne ritrova solo il cadavere davanti a cui si staglia la figura inquietante di un uomo, dal liso cappotto nero e dal volto completamente fasciato da bende intrise di sangue, che impugna un paio di forbici.

L’assassino non esiterà a ferire Hector che riuscirà a fuggire e trovare riparo presso un istituto di ricerca dove uno studioso lo nasconde, con sospetta sollecitudine, all’interno di un prototipo di macchina del tempo.

Tornato agli eventi di un’ora prima, Hector vede se stesso duplicato ripetere i suoi gesti e deve fare in modo di ricondurre il suo riflesso passato sulla sua linea temporale per salvare la ragazza.

Hector scoprirà a spese della vita propria e di altre persone che cambiare il passato genera disastri, e che lui non è il primo Hector.

Scritto, diretto e interpretato da Nacho Vigalondo, con un budget evidentemente casalingo, il film riesce, pur coi suoi pochi mezzi a incuriosire, grazie ad un ritmo serrato e a un pugno di attori in grado di sottolineare gli aspetti tragicomici della trama.

Ciò che salva il film dal risultare indigesto e involuto è il costante tono sopra le righe, autoironico o cinico all’occorrenza, dato che quello viene messo in scena è un sofisticato gioco degli inganni e degli equivoci che ha conseguenze paradossali.

A ogni duplicazione Hector scopre un altro tassello delle vicende macabre vissute in prima persona, e ogni volta peggiora la situazione causando morti drammatiche o trovandosi costretto a compiere una scelta disumana e dolorosa, ma soprattutto dovrà prendere coscienza che il primum movens della tragedia è quell’originaria epifania erotica che ha slatentizzato pulsioni incontrollabili.

Metafora dei sensi di colpa e dei rimorsi, la corsa contro il tempo del protagonista diviene una frustrante lotta con se stesso, una ricerca di redenzione in cui desiderio sessuale e sentimenti, rivolti a persone differenti, rendono schizofreniche le sue azioni fino a una decisione che potrebbe porre fine al caos che ha generato o essere una definitiva rinuncia.

Il difetto principale del film risiede in una sceneggiatura che per la prima metà regge meravigliosamente, sfoderando un colpo di scena dopo l’altro e offrendo pure una rigorosa spiegazione logica degli eventi in un intrigante parallelo d’azione tra Hector e il suo riflesso.

Purtroppo le stesse regole che guidano il gioco vengono ulteriormente complicate con l’ennesimo colpo di teatro che lascia troppi interrogativi in sospeso e lo spettatore in preda a dubbi ed emicranie nel tentativo di comprendere che cosa sia davvero successo al primo Hector (o a causa sua).

Si può trattare di una scelta così come c’è la possibilità che il giovane autore non sia stato in grado di gestire fino in fondo la matassa della trama da lui stesso creata, ma per gran parte dell’opera l’interesse rimane alto quanto il divertimento, la suspense non viene mai a calare per merito di soluzioni visive e di montaggio semplici quanto efficaci e della padronanza dei tempi del thriller, mai interrotti da spiegazioni fantascientifiche troppo verbose.

Ne guadagnano la storia e il senso di smarrimento del protagonista che dovrà imparare da solo a coordinare gli eventi nel tempo.

Ipnotica la figura del killer bendato come una mummia, esplicito riferimento al mostro della Universal, e ottima prova di scrittura e regia la lunga sequenza della sua creazione, disvelamento passo dopo passo di una personalità che ha oltrepassato il limite e che dopo questa trasfigurazione non potrà più tornare indietro.

3 commenti su “Los cronocrimenes (Timecrimes)

  1. frenx
    16/06/2009

    non saprei, devo dire che sotto molti aspetti mi è piaciuto, ma in effetti non si capisce che cosa abbia originato tutto: voglio dire, hector 1 si ritrova a fare il primo viaggio nel tempo a causa dell’incontro con hector 2, ma hector 2 esiste solo perchè hector1 ha viaggiato nel tempo, no?
    cmq bella idea

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  2. Lenny Nero
    17/06/2009

    @Frenx: sinceramente a distanza di tempo non saprei risponderti esattamente e, forse, neanche esiste una risposta sensata!🙂
    In fondo il film si basa su un cortocircuito temporale a cui prima o poi, in qualche modo, si deve mettere fine!
    E il finale non so se sia più tragicomico o cinico.

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  3. Marco
    11/07/2011

    Mi aspettavo di leggere proprio questo. Una recensione perfetta, ero qui in cerca di risposte su come fosse partito tutto ma vedo che non sono l’unico a non aver chiara la situazione!🙂
    Nel complesso devo dire che il film mi è piaciuto, non posso di certo attribuire per via di questo strano finale incerto e senza una spiegazione razionale, un giudizio negativo.
    Il film è da vedere, fa sempre piacere scoprire quanto ci sappiano fare francesi, spagnoli con low budget….

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Questa voce è stata pubblicata il 02/02/2009 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , , .

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