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Il mai nato (The unborn)

mainatoCasey è tormentata da allucinazioni che vedono come protagonisti un bambino dal volto terreo, cani dalla testa semirotante e voci minacciose che la avvisano che Jumby, soprannome del suo gemello morto in utero, vuole nascere.

Indagando sul passato della madre scopre che un dibbuk, spirito demoniaco che vaga tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti, perseguita la sua famiglia (incredibilmente prolifica in fatto di gemelli) da generazioni ed è molto irritato del fatto che lei abbia strangolato col suo cordone ombelicale il povero, piccolo Jumby.

Per quale motivo solo ora il dibbuk sembra essere tornato alla carica, fortemente intenzionato a prendersi possesso di lei (è il colpo di scena finale, ma ovviamente ci si arriva dopo i titoli di testa)?

 

Non ci si sarebbe potuto certo attendere un miracolo da Davis S. Goyer, già responsabile di sceneggiature indecenti e della regia di “Blade: Trinity”, il quale, coadiuvato alla produzione da quella creatura infernale che risponde al nome di Michael Bay (l’Anticinema) produce una baracconata che regge per la prima mezz’ora per poi scadere nella noia o, se siete di buon umore, nel comico involontario.

 

Di fatto “Il mai nato” è la storia di un’oca americana che per salvare se stessa scatena un’ecatombe fra amici e parenti.

 

Avrebbero potuto intitolarlo “Bella stronza”.

 

In effetti la protagonista principale, Odette Yustman, è una sensualissima figliola e più di tanto non si può pretendere dalla sua performance.

A peggiorare i problemi di miscasting attori secondari che, in piena logica hollywoodiana, devono smorzare la presunta tensione con smorfie, battute ridicole o toni romantici, e un Gary Oldman credibile nei panni di un rabbino-esorcista quanto potrebbe esserlo Bela Lugosi nei panni dello sciupafemmine.

 

Non sia mai che ci fulmini un infarto per qualche mostro sbavante di troppo, quindi largo ai momenti stra-cult.

 

Goyer si è ingegnato innestando sul classico canovaccio dei film sugli esorcismi la mistica ebraica, imparata sui libri di favole scritti a nome di Madonna, e nazisti alle prese con sperimentazioni genetiche, concedendosi di essere così sconclusionato che qualsiasi cosa avvenga nessuno se ne chiederà mai la ragione.

 

Tutto è possibile e nulla ha senso, quindi perché domandarselo.

 

“Il mai nato” è un film che dura troppo per le sue potenzialità.

Qualche suggestione mostruosa efficace, qualche allucinazione abbastanza disgustosa, ma per lo più è un accumulo snervante di cheap thrills, urla e dolby-boo usati per mascherare pochezza di trama ed incapacità di creare vera angoscia, e che giunto alla sequenza clou ci ha già annoiato oltremodo perchè si possa pure accettare, senza fracassarsi dalle risate, un rito di esorcismo che è una pagliacciata priva di logica (l’uso del corno per espandere lo spirito è davvero camp).

 

Per altro il messaggio ecumenico insito nei rappresentanti di diverse religioni che lottano contro un male comune ha indotto il sottoscritto a parteggiare per il dibbuk, che è evidentemente il bene, e a godere del massacro che mette in atto.

 

Prevedibile e poco convinta la ricostruzione in stile “finale à la Saw” del motivo del ritorno del dibbuk.

 

Il fatto che i protagonisti costituiscano un branco di deficienti e stregoni improvvisati non era da solo motivo valido per giustificarne la morte cruenta?

 

Vi segnalo la recensione di Elvezio Sciallis.

4 commenti su “Il mai nato (The unborn)

  1. paolo
    09/02/2009

    Sù che Bela Lugosi in frack e chioma lustra qualche femmina l’ha sciupacchiata. Piuttosto mi domando: quando un film non vale il costo del biglietto, ne sparli per fare del sano pettegolezzo o per fargli in vuoto intorno a beneficio degli incauti che altrimenti abboccherebbero?

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  2. paolo
    09/02/2009

    “il vuoto”

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  3. Lenny Nero
    09/02/2009

    @paolo:

    Assolutamente per entrambi.
    Per goduto spirito di portineria e mera funzione di servizio!
    E poi detesto perdere tempo con simili insulsaggini.
    Anche se in effetti come film comico funziona benissimo, in almeno un paio di scene mi son ribaltato dalle risate.

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  4. Lo
    01/03/2009

    Mi hanno trascinato a vedere sto film…..abbbiamo passato il tempo ad indovinare i momenti in cui sarebbe comparso un mostro che urlava….LI ABBIAMO PRESI TTI….e ci siamo scompisciati dalle risate….nn ho chiesto il rimborso del biglitto solo prchè alla fine mi sono pure divertito (e perchè nn ho pagato io)….cmq GIAMBY VUOLE NASCERE ADESSO……

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Questa voce è stata pubblicata il 08/02/2009 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , , .

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